All’indomani della sconfitta per un voto ieri in Aula alla Camera, quando l’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze voluto da FdI, Udc e Nm e appoggiato, sulla carta, anche da FI e Lega, è stato bocciato, e la conseguente richiesta delle opposizioni alla premier Giorgia Meloni di dimettersi, il governo andrà avanti. Ne è certo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: “Non intendiamo concludere questa esperienza di governo. Il centrodestra ha lavorato bene per quattro anni, c’è stato questo episodio di ieri che intendiamo superare”, ha detto Ciriani. Ma dalle opposizioni continuano ad arrivare attacchi e richieste di dimissioni. Intanto oggi prosegue l’esame della legge in Aula e si va avanti con le votazioni.
Punti chiave
- Paita (Iv): "Se ha coraggio Meloni si dimetta"
- Giorgetti: "Timori su governo? No, ci sono cose peggiori"
- Prosegue in Aula esame dopo ritiro emendamenti centrosinistra
- Rotondi (FdI): "Preferenze storica battaglia Dc, grazie Meloni"
- Vannacci: "Meloni faccia votare emendamento FnV, tiri fuori attributi"
- Ciriani: "Priorità chiudere alla Camera, a settembre in Senato"
- Boccia (Pd): "Meloni voleva umiliare donne, lo abbiamo impedito"
- Arianna Meloni: "Vergognosa esultanza sinistra come vittoria ai Mondiali"
- Vannacci: "Non siamo noi stampella sinistra ma ossessionati da poltrone"
- Ciriani: "Questa legge è un inizio di premierato"
“Se la presidente del consiglio avesse coraggio, si dimetterebbe e manderebbe il Paese a votare”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, prendendo la parola sull’ordine dei lavori.
“Con un Paese in gravissima difficoltà per i costi dell’energia, il carrello della spesa, le liste d’attesa e la situazione geopolitica da brivido, il governo Meloni decide di dare priorità assoluta dell’agenda politico parlamentare alla legge elettorale, fallendo miseramente sulle preferenze. Quello che ha sfiduciato il governo – ricorda Paita – è stato il centro destra, i trenta e più franchi tiratori. Uno spettacolo indecoroso”.
“Ma no. Ci sono cose peggiori di questa, ci sono le guerre”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intercettato a margine dell’assemblea dell’Abi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se abbia timori per la tenuta del governo. Ieri la maggioranza è stata battuta sull’emendamento sulle preferenze sulla legge elettorale.
Prosegue in Aula alla Camera l’esame degli emendamenti alla legge elettorale rimasti dopo che, ieri notte, le opposizioni hanno ritirato in segno di protesta la quasi totalità degli emendamenti presentati. Rimane, tra gli emendamenti da esaminare, quello del centrosinistra sui fuorisede, cui governo e relatori hanno dato stamani parere positivo.
“Quella di ieri è stata una giornata parlamentare lunga, difficile. Sul ritorno delle preferenze siamo stati sconfitti. Si tratta di una storica battaglia democristiana, e Giorgia Meloni l’ha sostenuta, contro tutti. Comunque finisca l’avventura, le diciamo grazie”. Così Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia.
“Meloni tiri fuori gli attributi e faccia votare l’emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a proposito della proposta di modifica alla legge elettorale a prima firma Edoardo Ziello (FnV).
“Il programma prevedeva la conclusione del voto domani sera, vedremo come lavora la Camera. La priorità è chiudere questa legge elettorale, che andrà al Senato senza preferenze” ed “è un peccato. È essenziale che la Camera voti questa legge, che non è per la Meloni, ma chi ha un voto in più governa” e rappresenta “la logica opposta a quella che abbiamo visto ieri delle trappole, degli inciuci e del voto segreto. Ci dispiace che qualcuno abbia ragionato per difendere i propri interessi, noi andiamo avanti per la nostra strada. Chiudiamo tra domani e al massimo venerdì alla Camera, al Senato si può naturalmente modificare. Sicuramente a settembre sarà uno dei primi argomenti, se non il primo che affronterà il Senato”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24.
“Alla Camera ieri è stato espresso un voto politico di grande rilievo. Una parte consistente della maggioranza, insieme alle opposizioni unite, ha respinto un emendamento che, per tutta la serata di ieri, è stato propagandato come l’introduzione delle preferenze, ma che, in realtà, era l’ennesimo tentativo di mantenere liste bloccate con capilista predeterminati, cancellando persino il principio dell’alternanza di genere. La verità è che con il nostro no all’emendamento di FdI ieri abbiamo impedito che la Presidente del Consiglio donna cancellasse l’alternanza di genere nel nostro Paese, umiliando le donne”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.
“Non dimenticate mai questa foto. Tenetela sempre a mente. La sinistra che esulta come se avesse vinto i Mondiali dopo aver bocciato la proposta di Giorgia Meloni di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento. Sono vergognosi”. Così Arianna Meloni, responsabile Adesioni e segreteria politica di Fratelli d’Italia, su Instagram, dove posta a corredo una foto dell’esplosione di gioia fra i banchi delle opposizioni di ieri alla Camera dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, in cui si vede tra gli altri la segretaria del Pd, Elly Schlein.
“Gli infami della poltrona se la tengono stretta sotto al sedere. Ieri i badogliani della destra hanno potuto sparare alla schiena della loro stessa formazione grazie alle munizioni loro fornite dal Pd che ha chiesto il voto segreto. Morale: la sovranità al popolo non la vuole ridare nessuno e tutti i partiti si vogliono tenere il potere nelle loro segreterie. Chi fa da stampella alla sinistra non siamo noi, ma gli ossessionati dal potere e dalle poltrone. Rimane solo Futuro Nazionale a pensare ai cittadini e a voler ridare la sovranità al popolo”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci. Che in un video aggiunge: “Chi sono gli inaffidabili? Chi è funzionale alla sinistra? Come avete visto, nessuno vuole le preferenze, solo noi le portiamo avanti. Noi, Futuro nazionale, l’unica destra autentica”.
“Il premierato è in Parlamento, è difficile pensare di poterlo approvare entro la fine della legislatura. La legge elettorale è un inizio di premierato, perché del premierato condivide il principio” secondo cui “chi vince” le elezioni “ha il diritto democraticamente di poter governare con una maggioranza sicura. Una maggioranza che non intacca i principi costituzionali, perché abbiamo ridotto il premio di maggioranza”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24. “Il premierato non riusciremo a farlo molto probabilmente, ma la legge elettorale è un principio per passare dall’oscurità degli accordi nelle segrete stanze alla trasparenza”, ha aggiunto.
“Le donne di tutti i partiti hanno detto: ‘Noi vogliamo le preferenze’. Questo è un pretesto, questo è un Parlamento di nominati e li capisco. Meloni è stata coerente, quello che abbiamo fatto lo rifarei domani mattina. Altri, come i Cinquestelle e Avs, hanno votato per sottrarre ai cittadini la possibilità di scelta. Io vado a testa alta. Non è soltanto un voto politico, è un voto contro un sistema di autoconservazione dei parlamentari che non è il motivo per cui siamo stati eletti”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24, rispondendo a una domanda sulla polemica legata all’alternanza di genere nella legge elettorale.
“Giorgia Meloni ha fatto una forzatura, cambiando la legge elettorale a otto mesi dalle elezioni. Penso che questo nasca dalla paura che ha Giorgia Meloni di perdere” le elezioni. “Il fatto politico è che i numeri non li hanno. Bene? Male? Fatti loro. Noi” del centrosinistra “avremmo dovuto dire una cosa molto semplice: non siamo disponibili per governi tecnici. Se si va al Quirinale, si va alle elezioni”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a SkyTg24. “Forza Italia ha paura di essere tagliata fuori da Futuro nazionale, la Lega è in crisi e Fratelli d’Italia è meno compatto. Ieri hanno perso in Aula, oggi hanno perso la faccia nel tentare di andare avanti”.
“Il problema non è più il tema delle preferenze. Noi siamo favorevoli alle preferenze”, ma “quello che si è consumato ieri è un chiaro regolamento di conti all’interno del centrodestra. La Meloni dice di avere una maggioranza compatta e, appena c’è il voto segreto, i suoi le votano contro”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a SkyTg24. C’è la “possibilità” che “Meloni abbia un sussulto di coraggio e dica: ‘Mi avete rotto le scatole, cari camerati della destra, e vi porto a votare’, e si va a votare a settembre con il Rosatellum. Si può fare? Sì, si è fatto quattro anni fa. Io dico: chiudete questa benedetta legge elettorale in 24 ore e occupiamoci di stipendi e di innovazione tecnologica e lavoro”, ha aggiunto.
Nel corso della seduta dell’Aula della Camera con al centro la riforma della legge elettorale, il relatore di maggioranza Angelo Rossi (FdI) ha annunciato il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze, passando dal ‘no’ alla ‘remissione all’Aula’: uno a prima firma del deputato di FnV, Edoardo Ziello, e l’altro a prima firma Francesco Gallo (Misto). La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a nome del governo, ha dato parere conforme.
La seduta dell’Aula della Camera con al centro l’esame della riforma della legge elettorale è stata subito sospesa e riprenderà alle 10.15. Lo ha annunciato il presidente di turno, Fabio Rampelli. A chiedere la sospensione è stato il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Mangialavori, che ha detto: “La commissione ha bisogno di esprimere gli ultimi pareri” sugli emendamenti, “abbiamo chiesto al Mef e siamo in attesa delle determinazioni del Mef per poi dare gli ultimi pareri, per cui chiedo all’Aula una sospensione di circa mezz’ora”.

