Sindacato e governo pronti al confronto e al dialogo. È il quadro scaturito al XIX congresso nazionale della Uil, dove la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata protagonista della prima giornata dei lavori insieme al segretario generale Pierpaolo Bombardieri. Meloni si è detta “d’accordo col segretario Bombardieri” nel trovare il congresso “un grande esercizio di democrazia e di partecipazione” aggiungendo che si tratta di un “evento che non può lasciare indifferente chi ricopre incarichi istituzionali”. Il suo è stato il primo intervento sul palco dalla volta di Romano Prodi vent’anni fa e Meloni ha sottolineato: “Credo di essere l’unico presidente del Consiglio dei ministri ad aver partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali e penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro, dell’attività, delle convinzioni di questo Governo. È un approccio che abbiamo cercato di dimostrare in molte occasioni, fin dal nostro insediamento”. Illustrando la relazione a delegati e invitati, Bombardieri ha ribadito che “la sicurezza sul lavoro non è una questione per soli addetti ai lavori: riguarda tutti, è una questione culturale” e che “non ci fermeremo fino a quando ci sarà una sola persona che non tornerà a casa, non accetteremo mai che la logica del profitto a tutti i costi possa costare un sacrificio così grande”. Tra le rivendicazioni, ha chiesto al Governo, “sia pure in una situazione di bilancio che appare problematica, di considerare il rinnovo dei contratti una priorità” e “di prevedere penalizzazioni per i settori che non li rinnovino, oltreché per quelle aziende che usano la riduzione del costo del lavoro come strumento per la loro competitività”. Ha poi chiesto “di confermare la detassazione per i contratti che si rinnoveranno nel 2027 e nel 2028”. Meloni ha quindi risposto positivamente: “Ne ho già parlato con il ministro Calderone, ne ho anche parlato con chi detiene i cordoni della borsa, che è il ministro Giorgetti”. Il governo, ha spiegato, “raccoglie un’istanza che è vostra e non solamente vostra: di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”.

La premier: “Il governo ha detto basta ai soldi a pioggia”
La premier ha anche sottolineato di sapere bene “che per anni lo Stato ha distribuito soldi a pioggia a tutti, anche a chi delocalizzava, a chi non rispettava le regole sulla sicurezza” e ha ribadito che il governo ha “con coraggio, scelto di dire basta perché i soldi che lo Stato distribuisce” non sono soldi suoi, sono i soldi che raccoglie dalle tasse e dai sacrifici dei lavoratori di questa nazione e vanno spesi con equità, con responsabilità e con l’obiettivo di migliorare la condizione di vita delle persone nel mercato del lavoro”. Ciò secondo Meloni “significa che quelle risorse devono essere destinate a chi applica contratti giusti e rispetta i diritti dei lavoratori. E tutto questo ci consente ovviamente anche di combattere quei contratti pirata che applicano condizioni sfavorevoli, quando non addirittura umilianti”. La presidente del Consiglio ha poi garantito che “la porta del Governo sarà sempre aperta al confronto e alla proposta” anche se “non la penseremo sempre allo stesso modo su tutto come giusto che sia, come è naturale che sia, come è un bene che sia”. Al termine dei lavori il leader Uil ha osservato che da Meloni è arrivato “un impegno importante” e che ora “ovviamente aspettiamo di vedere i fatti concreti. È un impegno, è una rivendicazione che avevamo già fatto nella precedente manovra”. Bombardieri ha infine aggiunto che “quando facciamo delle rivendicazioni o delle proposte e ci vengono date risposte siamo pronti al dialogo e al confronto” mentre “quando il metodo non c’era e non ci veniva riconosciuta tribuna abbiamo fatto lo sciopero generale”.

