“È un film eccezionale, non solo perché è un bel film, ma perché è stato candidato agli Oscar per Israele, ma il governo israeliano lo boicotta. Gli ha dato dei finanziamenti e ora glieli sta chiedendo indietro”. Così il deputato del Movimento 5 Stelle, Dario Carotenuto, a margine della proiezione da lui organizzata alla Camera dei Deputati del film israeliano ‘The Sea’. “Eppure è un film che dà lustro al paese, perché ha il coraggio di rappresentare l’apartheid per quello che è”, sottolinea l’onorevole, spiegando che “qui si racconta di un bambino che sogna di vedere il mare, che sta a un’ora di distanza da lui, ma gli viene impedito da delle leggi che impediscono, di fatto, ai palestinesi di vivere in libertà”. “Penso che sia un momento molto importante”, insiste Carotenuto, reduce dall’esperienza sulla Flotilla, “d’altra parte si chiama ‘Il mare’, lo stesso luogo attraverso il quale noi abbiamo provato a raggiungere la Palestina”. E proprio attraverso il mare è successa una cosa “straordinaria”: “Ieri ha restituito lo scafo dell’imbarcazione sulla quale stavamo andando a Gaza”, racconta il deputato, ” il mare lo portato proprio a Gaza”, un “qualcosa incredibile, che lascia esterrefatti” anche in virtù della distanza coperta, circa 200 miglia nautiche, dal punto in cui l’imbarcazione è stata intercettata dalle forze israeliane. Invece il mare “ha scelto di portare quello scafo a Gaza e di portare una piccola parte di tutti gli aiuti che stavamo portando lì”. “Questo è straordinario, un segno del destino incredibile che rinnova il messaggio di pace e sottolinea l’importanza di quello che abbiamo fatto con la Flotilla”. Infine, sui due attivisti italiani appartenenti al convoglio di terra della Flotilla stessa, ancora detenuti in Libia, Carotenuto afferma: “È gravissimo quello che sta succedendo, perché chi porta un messaggio di pace, chi porta degli aiuti destinati a un popolo in difficoltà non può dovrebbe mai essere fermato. Sappiamo che la Libia è un luogo particolare e sappiamo che c’è un impegno da parte della Farnesina e di tutto l’apparato che non riguarda la politica, ma i funzionari di stato, cioè l’ossatura di questo paese, che sta lavorando in maniera veramente continua per ottenere nel rilascio. Noi siamo con loro, faremo di tutto perché questo rilascio avvenga quanto prima”, conclude.
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