G8 di Genova 2001, Fratoianni: "Diaz e Bolzaneto salto di qualità all'americana in gestione repressione"

“Come definirei i fatti della Diaz e di Bolzaneto? Sono state un salto di qualità all’americana nella gestione dell’ordine pubblico e della repressione”. Così Nicola Fratoianni, in un’intervista esclusiva a LaPresse parlando del G8 di Genova del 2001, definendo la scelta di “irrompere nei luoghi in cui i manifestanti dormivano di fronte al loro media center”, oltre che “nell’uso della tortura“, una modalità di repressione “che forse in quella forma non avevamo ancora visto in questo paese e con quelle dimensioni”.

“Se fu una scelta politica o un errore? Io credo che non si possa definire un errore. Gli errori li fanno i singoli fuori controllo”, accusa l’attuale leader di Avs, secondo cui, invece, non può definirsi un errore quello a cui si assistette in tutte quelle giornate, come dimostrato durante “la grande manifestazione del 21, in cui 300.000 persone vennero attaccate ripetutamente“. L’unico errore che ammette è quello come possibile fu quello in cui la situazione divenne tale che da “non avere più il controllo di una scelta che comunque era orientata ad una repressione assolutamente senza precedenti”.

In questo senso, quindi, Fratoianni afferma che “io credo che quello che è successo a Genova fosse stato pianificato, ci fosse una scelta politica molto precisa. Ci fu lì il tentativo di stroncare un movimento che cominciava a far paura a livello globale, che era considerato come un nemico pericoloso perché aveva avuto la forza di mettere insieme tantissime differenze, tantissime energie attorno a un nodo decisivo: l’illegittimità del potere esercitato come forma di sfruttamento, del potere che allargava le diseguaglianze, che ci conduceva di nuovo nel baratro della guerra, che minacciava una crisi climatica di cui gli effetti oggi vediamo drammaticamente”. Il leader di Avs, che pure partecipò tra gli esponenti di punta del movimento ‘No Global’ e dei ‘Disobbedienti’ al G8 di Genova, parlando proprio dei movimenti, dice che “per quello che ci riguarda, l’errore sta nel fatto di non aver capito nel momento giusto che la sfida che avevamo lanciato a questo potere avrebbe inesorabilmente prodotto una reazione così violenta” dando vita a quello “stato di eccezione che fu poi definito la più grande violazione di diritti umani in un paese occidentale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”, citando la denuncia mossa alcuni anni dopo i fatti di Genova da Amnesty International.

Nonostante tutto, però, Fratoianni non ha dubbi e definisce “straordinari” quei giorni vissuti a Genova. “Cosa direi, 25 anni dopo, a dei ragazzi che stanno partendo per quel G8? Gli direi di viverla quella esperienza“, oltre a ripetergli “l’unica cosa che che ho sempre pensato che sia utile e importante” e cioè “impegnatevi, organizzatevi per cambiare il mondo”.