Sta suscitando polemiche l’intervista che Ignazio La Russa ha rilasciato al Corriere della Sera. Tra le dichiarazioni sotto esame c’è un lungo passaggio su Giorgio Almirante, fondatore del Movimento Sociale Italiano e prima ancora funzionario del regime fascista.
“Ricordo Almirante ogni anno. Di solito vado anche alla messa. Lo ammiravo politicamente e l’ho conosciuto apprezzandone anche l’ironia. Vannacci non lo conosco personalmente e non l’ho mai visto negli anni in cui la militanza a destra era difficile. Forse perché era militare, ma comunque non c’era. Quindi mi sembra un’accusa talmente meschina che, con tutto il rispetto per Vannacci, mi viene da ridere”.
Al giornalista che gli ricorda che Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop fascista nella Repubblica di Salò, La Russa risponde: “Sì, ma dopo aiutò il percorso verso la democrazia. Non lo dico io ,ma due presidenti della Repubblica, di cui uno ex Pci, e un presidente della Camera ex comunista”.
Al presidente del Senato viene poi fatto notare che il Partito democratico ora ricorda Almirante come ‘fucilatore di partigiani’, la cui storia si intrecciò con la stagione delle trame nere. “Almirante non ha mai fucilato nessuno. Altrimenti sarebbe stato condannato e si sarebbe dovuta chiedere l’amnistia”, replica La Russa E sul fatto che il fondatore del Msi scriveva su “La difesa della razza” che inneggiava all’antisemitismo, afferma: “È l’unica accusa vera: l’essersi mostrato non contrario all’antisemitismo. Cosa di cui, però, si è sempre detto pentito. Ci ha scritto un libro”.
Fornaro (Pd): “Rilettura inaccettabile, fu un antisemita dichiarato”
“La rilettura della storia da parte della seconda carica dello stato, il Presidente del Senato La Russa è francamente inaccettabile e distorcente. Almirante, infatti, non si limitò a mostrarsi ‘non contrario all’antisemitismo’, ma fu, invece, uno dei fomentatori dell’odio nei confronti degli ebrei e sostenitore della primazia della razza italica”. Lo scrive in una nota il deputato Pd, Federico Fornaro. “Suggerisco al Presidente del Senato di andarsi a rileggere gli articoli che Almirante scrisse sulla rivista ‘La difesa della razza‘ tra il 1938 e il 1942, la summa dell’antisemitismo del regime fascista, di cui fu anche segretario di redazione. Scoprirebbe, ad esempio, un mirabile commento scritto nell’ottobre 1938 dal futuro leader del Msi all’indomani della espulsione dei professori e degli studenti ebrei dalle scuole e dalle università italiane, decisa dal regime fascista con un regio decreto legge del 5 settembre 1938. ‘Avrà perduto qualcosa per questo la nostra cultura?‘, scriveva Almirante, ‘No; perché quei 98 professori [universitari] erano ebrei, quindi non erano italiani, quindi non appartenevano che in apparenza, ai puri e semplici effetti amministrativi, alla scuola italiana. Erano già un corpo già avulso da quello della nostra vita culturale; adesso tale separazione è stata sanzionata dalla legge‘. E ancora: ‘Il Ministero dell’Educazione ha annunciato l’istituzione di cattedre di razzismo in tutte le facoltà universitarie. Il provvedimento è salutare’. Per fortuna i documenti sono lì a testimoniare che Almirante non si limitò a svolgere compiti amministrativi nell’apparato burocratico della Rsi, ma si distinse in quella fase della storia italiana per essere un dichiarato antisemita, un fatto che non può e non deve essere ignorato”, conclude Fornaro.
Vaccari (Pd): “Le parole di La Russa sono un gravissimo sdoganamento della cultura dell’odio”
“La storia della Repubblica italiana non può essere piegata a esigenze di revisionismo politico, tanto meno da chi ricopre la seconda carica dello Stato. Le dichiarazioni del Presidente del Senato Ignazio La Russa su Giorgio Almirante rappresentano una gravissima operazione di sdoganamento politico e morale di una figura che fu tutt’altro che uno ‘statista democratico’. Almirante non fu un semplice uomo della destra italiana del dopoguerra, ma fu un protagonista attivo della propaganda razzista del fascismo, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza‘, sostenitore delle leggi razziali e teorico della superiorità della cosiddetta ‘razza italiana’. I suoi scritti del 1938 e degli anni successivi testimoniano senza ambiguità un antisemitismo feroce, consapevole e militante. Ridurre tutto questo a una sfumatura o a una posizione ‘non contraria’ all’antisemitismo significa insultare la verità storica e la memoria delle vittime delle persecuzioni fasciste”. Così Stefano Vaccari, deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera. “Significa – aggiunge – ignorare deliberatamente il ruolo avuto da Almirante nella costruzione culturale dell’odio razziale che aprì la strada all’emarginazione, alla deportazione e alla tragedia degli ebrei italiani. La democrazia italiana è nata dalla sconfitta del fascismo e dalla Resistenza. Non può esserci alcuna ambiguità nel giudizio verso chi sostenne un regime liberticida, razzista e alleato del nazismo. Le parole di La Russa sono inaccettabili. Da chi rappresenta le istituzioni della Repubblica – conclude – ci si aspetta rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione”.
Bonelli: “La Russa riscrive la storia, insulto alla memoria delle vittime delle leggi razziali”
La condanna per le parole di La Russa è arrivata anche da Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde. “Le dichiarazioni del Presidente del Senato su Almirante sono l’ennesima operazione di revisionismo storico inaccettabile da parte della seconda carica dello Stato. Almirante fu capo di gabinetto del Minculpop nella Repubblica di Salò, collaboratore della rivista ‘La Difesa della Razza’, sostenitore delle leggi razziali e teorico di un antisemitismo feroce e consapevole. Presentarlo come protagonista del percorso democratico italiano significa insultare la verità storica e la memoria degli ebrei italiani perseguitati, deportati e uccisi. La politica del dialogo e la storia dei crimini sono piani distinti, e La Russa li mescola deliberatamente per riscrivere il passato e non è la prima volta. Come quando disse che nella Costituzione non c’è riferimento antifascista, quando reinterpretò i fatti via Rasella definendo ‘semi-pensionati’ i soldati nazisti. Oggi fa di un protagonista della propaganda razzista fascista un padre nobile della democrazia repubblicana. È inaccettabile. Da chi rappresenta le istituzioni ci si attende rispetto rigoroso della verità storica e dei valori antifascisti su cui si fonda la nostra Costituzione. La Russa non li rispetta. Non li ha mai rispettati”.
Fonti vicine a La Russa: “Chi lo insulta offende le parole di Mattarella e Napolitano”
“Quegli esponenti della sinistra che negano sistematicamente la verità, fanno finta di non accorgersi che insultando il presidente La Russa ma soprattutto contrastando quanto riportato dal Corriere della Sera su ciò che hanno testualmente detto gli ultimi due Capi dello Stato, offendono le parole dei Presidenti Mattarella e Napolitano che, in messaggi ufficiali, diedero ampio riconoscimento al ruolo e all’opera di Giorgio Almirante nell’Italia repubblicana, così come il presidente del Senato si è limitato a ricordare nell’intervista. E gli stessi, fanno altresì finta di non sapere che al funerale del capo del Msi, resero omaggio, in diretta Rai, Nilde Iotti e Giancarlo Pajetta“. Così fonti vicine al presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa. “Che tristezza rilevare come la becera polemica partitica possa cancellare quel dovuto rispetto per gli avversari che era presente almeno in Parlamento nei comunisti. Quelli veri che avevano combattuto per le loro idee così come Almirante per le sue”, concludono le stesse fonti.
Storace a La Russa: “Con La Destra vi alleaste, ce lo chiedesti tu”
Mi dispiace per i vuoti di memoria di La Russa.
— Francesco Storace (@Storace) May 24, 2026
Vi alleaste e come con La Destra.
Venisti proprio tu a chiedercelo alla nostra assemblea di Pomezia e ora al Corriere della Sera lo neghi.
Semmai nel 2008 puntavate a far fuori anche l’Udc di Casini. Pure lui estremista? pic.twitter.com/puoWkod2IO
“Mi dispiace per i vuoti di memoria di La Russa. Vi alleaste e come con La Destra. Venisti proprio tu a chiedercelo alla nostra assemblea di Pomezia e ora al Corriere della Sera lo neghi. Semmai nel 2008 puntavate a far fuori anche l’Udc di Casini. Pure lui estremista?”. Lo scrive sui social il fondatore de ‘la Destra’ Francesco Storace, pubblicando la foto di La Russa al congresso del suo partito e l’estratto dell’intervista al Corriere in cui il presidente del Senato ha affermato che “Non ci siamo alleati nemmeno con Francesco Storace che aveva fatto un, legittimo, movimento di destra”.
La controreplica di La Russa: “Ho chiamato Storace e chiarito su alleanze”
“Ho chiamato Francesco Storace e gli ho chiarito che al Corriere della Sera ho ricordato che non ci eravamo alleati non solo con movimenti di estrema destra ma nemmeno con un partito ‘legittimamente di destra’ quale era quello da lui fondato che, non credo di sbagliare, nel 2008 si presentò fuori dall’alleanza di centrodestra. Poi è vero che con Francesco, nelle successive tornate elettorali, ho sempre cercato una intesa intrattenendo ottimi rapporti”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

