Italia Viva di Matteo Renzi ha lanciato una campagna per il 2xmille che ha irritato il governo Meloni per un rifermento al Ventennio fascista. Nelle stazioni di Roma e Milano sono apparsi cartelloni pubblicitari, firmati Iv, che ironizzano sui risultati raggiunti dall’esecutivo di centrodestra e si ispirano, nell’estetica e nella retorica, agli anni di Mussolini. “Quando c’era lei i treni arrivavano in ritardo”, “quando c’era lei i giovani scappavano dall’Italia”, recitano alcuni manifesti che poi invitano s donare il 2xmille a Italia Viva.
Renzi: “Meloni arrabbiata per i cartelli dei treni in ritardo? Senta Salvini”
Il leader del partito centrista, Mattero Renzi, ha commentato la questione, diventata anche un caso politico. “Vedete questo cartello? È la campagna di Italia Viva per il 2×1000 (scrivi C46). La Stampa scrive che Giorgia Meloni sì è molto arrabbiata perché ci sono i cartelloni che ironizzano sui ritardi accanto ai tabelloni dei treni in ritardo. Giorgia non devi arrabbiarti con me per i cartelloni pubblicitari: devi arrabbiarti con Salvini per i treni in ritardo. Come al solito hai sbagliato Matteo”, ha scritto sui social l’ez premier.
Renzi: “Grazie Meloni per averci fatto pubblicità”
“Siamo in campagna per prendere i soldi del 2×1000. Ringraziamo la Meloni perché ci ha fatto pubblicità, grazie Giorgia”, ha detto ancora Renzi intervenendo al Festival dell’economia di Trento a proposito dei “cartelloni simpatici e ironici che hanno creato ‘un caso diplomatico’. Vuol dire che qualcuno non sta bene”. “Si tratta di una battuta che abbiamo fatto per gioco. Abbiamo mandato una Pec per allungare la campagna. Sono curioso di vedere la risposta di Grandi Stazioni”, ha aggiunto.
Italia Viva: “Grandi Stazioni ci impone di cambiare la campagna”
Grandi Stazioni Retail ha poi contattato Italia Viva. “Censura. Grandi Stazioni Retail ci impone di cambiare il contenuto della nostra comunicazione, sindacando le nostre scelte. È una palese violazione degli articoli 21 e 68 della Costituzione. Tuteleremo Italia Viva in tutte le sedi, legali e istituzionali”, ha fatto sapere in una nota il deputato Francesco Bonifazi, tesoriere di Iv.

