Referendum, l’errore di Rampelli su Renzi: “Non si è dimesso”

“Una notizia che voglio confermare è che qualunque sia l’esito del referendum il governo andrà avanti. Questo perché il referendum è uno strumento che la Costituzione destina ai cittadini per riconoscergli un valore aggiunto in termini di indipendenza rispetto ai partiti che gli stanno più simpatici, quelli di riferimento. Poi se qualcun altro, il riferimento a Matteo Renzi è pienamente voluto, ha voluto legare l’esito del referendum alle dimissioni che poi tra l’altro nemmeno ha fatto, è un suo problema”. Fabio Rampelli durante un incontro referendario a Roma (presente anche il ministro Carlo Nordio) cita sbagliando la caduta del governo Renzi dopo il referendum costituzionale. L’esponente di Fratelli d’Italia dal palco ha detto che Renzi aveva promesso di dimettersi dopo l’esito negativo del referendum da lui proposto senza poi farlo. Matteo Renzi però si è dimesso da Presidente del Consiglio il 7 dicembre 2016, rassegnando formalmente le dimissioni al Quirinale dopo la vittoria del “No” nel referendum costituzionale del 4 dicembre dello stesso anno. L’annuncio delle dimissioni era stato dato il 5 dicembre, all’indomani del risultato. Rampelli poi ha precisato: “Renzi non si è ‘dimesso’ dalla politica come aveva detto alla vigilia del voto referendario. All’indomani dalla sconfitta si dimise da presidente del Consiglio, ma non si ritirò dalla scena politica, diversamente da quanto aveva affermato. Questo il senso della mia frase, solo gli smemorati possono giudicarla una gaffe invece che una verità storica”.