Iran, Meloni in Aula: “Mio appello alle opposizioni sincero, la fase impone di superare divisioni”. Il Senato approva risoluzione di maggioranza – La diretta

Iran, Meloni in Aula: “Mio appello alle opposizioni sincero, la fase impone di superare divisioni”. Il Senato approva risoluzione di maggioranza – La diretta
Giorgia Meloni in Aula al Senato (Foto AP/Alessandra Tarantino)

La presidente del Consiglio in Parlamento sul Medio Oriente in vista del Consiglio Ue: “Nessuna richiesta Usa per utilizzo basi fuori da accordi. Noi sempre a fianco di Kiev”

La premier Giorgia Meloni è intervenuta in aula al Senato per le comunicazioni sull’Iran e in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. La presidente del Consigli ha riferito anche alla Camera.

Iran, Meloni in aula – La diretta
La premier Giorgia Meloni interviene in aula al Senato per comunicazioni sull’Iran e in vista del Consiglio Ue del 19 e 20 marzo. La presidente del Consigli sarà poi alla Camera nel pomeriggio.
Inizio diretta: 11/03/26 09:19
Fine diretta: 11/03/26 22:00
La Camera approva la risoluzione di maggioranza con 196 favorevoli e 22 contrari

L’Aula della Camera, con 196 sì, 122 no e tre astenuti, approva la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente.

Referendum, Schlein: "Il governo vuole decidere chi può fare il giudice e chi no"

“Stamattina non ha resistito a fare un attacco ai giudici, anche da quest’aula, presidente, ma mi faccia dire che non siamo sorpresi visto che la capa di gabinetto del ministro Nordio chiede il voto per togliere di mezzo la magistratura. Attenzione, mi direte: però se è corretta, ha detto solo una parte della magistratura. È questo il punto, un governo che vuole decidere chi può fare giudice e chi no, magari a seconda di come gli piacciono o gli dispiacciono le decisioni che prendono”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier in vista del prossimo consiglio europeo.

Schlein: "Pronti al confronto, ma no al modello Trump"

“Noi non vogliamo il modello Trump, ci teniamo stretti la nostra Costituzione. E saremo sempre disponibili al confronto Presidente a fare le nostre proposte come le accise mobili, ma non chiedete di votare una risoluzione che non chiede a Trump di fermarsi e che non esclude già da ora qualsiasi forma di supporto agli attacchi militari. Lavorate per difendere il diritto internazionale, lavorate per l’integrazione europea, lavorate per la pace”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue nonché sulla crisi in Medioriente

Schlein a Meloni: "Posi la clava, l'Italia non merita lotta nel fango"

“Presidente, posi la clava. Chi la guarda merita uno spettacolo diverso, non la lotta nel fango”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue nonché sulla crisi in Medioriente.

Schlein a Meloni: "L'appello all'unità è arrivato con 12 giorni di ritardo ed è durato 2 ore"

“Il suo appello all’unità, arrivato in ritardo, è durato giusto un paio di ore, poi è tornata in lei”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue nonché sulla crisi in Medioriente. “Noi chiediamo un cessate il fuoco immediato. Lei ha detto che ‘non condanna né condivide’ e ci ha messo 12 giorni per dire che questi attacchi sono fuori dal diritto internazionale. Bene, ora dica che non cederemo le nostre basi agli americani. La Spagna ha escluso qualsiasi supporto, perché lei non lo fa? Dovete avere il coraggio di dire anche agli alleati irrinunciabili quando si sbagliano. Otto anni fa in questa Aula era lei a dire di non far prevalere la legge del più forte, prenda esempio da se stessa”, ha aggiunto.

Calovini (FdI): "L'Italia sostiene ogni iniziativa per favorire la de-escalation"

“Le trasformazioni che stiamo osservando oggi dimostrano come sicurezza, economia e geopolitica siano oggi sempre più interconnesse. La sicurezza europea non può più essere considerata separatamente dalla sicurezza energetica, dalla stabilità delle rotte commerciali e dalla capacità industriale del continente. È per questa ragione che l’Europa è chiamata a rafforzare la propria capacità di azione nel campo della sicurezza e della difesa, in piena complementarità con la Nato”. Lo ha detto il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera in commissione Esteri, Giangiacomo Calovini, durante il dibattito sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Nel corso degli anni – ha aggiunto Calovini – il nostro Paese ha costruito una credibilità riconosciuta come attore affidabile nella gestione delle crisi internazionali, capace di coniugare presenza diplomatica, cooperazione multilaterale e capacità operative sul terreno. Questa credibilità rappresenta un patrimonio politico e strategico che deve essere preservato e rafforzato. L’Italia non può limitarsi a osservare le trasformazioni dell’ordine internazionale. Deve contribuire a orientarle, rafforzando il coordinamento europeo, consolidando le alleanze strategiche”. Per Calovini “il Medioriente oggi rappresenta uno degli epicentri più sensibili del sistema internazionale. Le tensioni registrate nelle ultime settimane, gli attacchi avvenuti nella regione e il rischio di una possibile escalation dimostrano quanto l’equilibrio di quest’area rimanga fragile e quanto gli sviluppi regionali possano generare conseguenze ben oltre i confini del teatro mediorientale. È per questa ragione che l’Italia continua a sostenere ogni iniziativa volta a favorire la de-escalation e a riportare stabilità nella regione. In questi giorni il Governo ha promosso un costante coordinamento con Francia, Germania e Regno Unito. Questo coordinamento tra le principali democrazie europee rappresenta uno strumento essenziale per garantire una risposta efficace alle crisi internazionali e dimostra come l’Italia sia pienamente inserita nei principali processi decisionali europei”.

Spinelli (FdI): "Il governo è impegnato con responsabilità e serietà"

“Nell’intervento di oggi in Senato il presidente Giorgia Meloni ha chiarito che l’Italia non è in guerra e non intende entrarvi e che il Governo è impegnato, insieme ai partner europei e internazionali, di lavorare per creare le condizioni necessarie al ritorno della diplomazia con l’obiettivo di favorire una soluzione alla crisi. Ovviamente l’obiettivo principale per l’esecutivo è che le tensioni internazionali non ricadano sull’economia italiana e in questo senso sono al vaglio misure mirate per contenere i costi dell’energia e contrastare la speculazione.Grazie al governo Meloni, in questo delicato momento, l’Italia può contare su solidità e responsabilità”. Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Domenica Spinelli.

Lomuti (M5S): "Meloni resta al 'Non condanno e non condivido'"

“Tajani dice che le prove sulla realizzazione da parte dell’Iran della bomba atomica non ci sono ma vedremo in futuro, intanto oggi si bombarda mentre lei oggi ci parla di fonti che dicono che potrebbe essere così. Ma Tajani è quello del diritto internazionale fino a un certo punto, quello del basta bombe basta missili – manco fosse il Santo Padre – del ‘come vanno i bombardamenti oggi’, quello del ‘non affacciarsi in caso di droni’, ci manca un ‘mi raccomando non mettete la panna nella carbonara’. Ma lei presidente non può limitarsi dire ‘non condanno ma non condivido’ perché lei è il premier di un Paese membro del G7”. Lo ha dichiarato in aula il deputato Arnaldo Lomuti, capogruppo M5S nella commissione Difesa di Montecitorio, intervenendo nel corso della discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio sull’Iran e in vista del Consiglio europeo.

Giachetti (Iv): "Tavolo? Vediamo se Meloni fa sul serio"

“La crisi internazionale che stiamo vivendo è complessa e può diventare drammatica nel giro di pochi giorni, non solo sul piano militare ma anche su quello economico. Siamo dentro un’escalation di conflitti che la politica internazionale fatica sempre più a prevenire e governare”. Così in Aula il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti nelle dichiarazioni di voto sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni. “Viviamo un caos globale in cui interessi geopolitici, conflitti storici e violazioni dei diritti si intrecciano. Luoghi in cui si minaccia l’esistenza di altri Stati o si lanciano missili come strumento ordinario di politica internazionale. Finché poi non ci accorgiamo che quella guerra che sembrava lontana arriva nel cuore dell’Europa. Per questo oggi la politica estera non è più materia per specialisti, ma il cuore della sicurezza, dell’economia e della libertà dei cittadini europei. Il mondo non è più unipolare e davanti a noi torna l’incompiuta europea. In questo scenario – spiega – l’Italia ha una scelta semplice ma storica: essere protagonista della costruzione di un’Europa forte oppure rassegnarsi alla marginalità geopolitica. Perché per essere rispettati nel mondo non basta rivendicare la propria storia, serve avere una linea chiara. Proprio per questo l’Italia non può permettersi ambiguità. Invece troppo spesso la politica estera del governo oscilla tra europeismo e sovranismo, tra atlantismo proclamato e silenzi di convenienza. Ma nella politica internazionale chi prova a stare con tutti finisce per non contare per nessuno. Se la presidente del Consiglio vuole davvero aprire un tavolo a Palazzo Chigi lo faccia sul serio, non per una passerella”, conclude.

Magi (+Eu): "Se a Trump va il Nobel per la pace, alla destra spetta il premio satira"

“La presidente Meloni non ci ha detto oggi se è ancora convinta che vada conferito a Trump il Nobel per la Pace, in questo caso saremo noi a dover candidare voi al Nobel per la satira politica. Il vostro sforzo creativo e letterario merita infatti di essere premiato: siamo passati dal ‘il diritto internazionale vale fino a un certo punto’, pronunciato da Tajani, al suo ‘non condanno né condivido’ dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Un conto è riconoscere la crisi degli organismi internazionali, del diritto internazionale, del multilateralismo altro è contribuire a smantellarlo come voi fate. È quello che ha detto ancora stasera sul Board of Peace né è dimostrazione. La capacità di non dire nulla, di far compiere alle parole un giro del globo terraqueo pur di non ammettere che ormai l’Italia non ha una politica estera, non ha un peso strategico, non ha il ruolo di ponte tra Unione Europea e Stati Uniti che lei aveva fatto credere ai suoi elettori, è davvero straordinaria”. Lo ha detto il segretario di Più Europa Riccardo Magi intervenendo nell’aula della Camera in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni della presidente del Consiglio Meloni. “La Storia bussa alla sua porta e le chiede un cambiamento radicale delle sue posizioni sull’Europa, oppure il Paese che lei governa rischia di essere travolto dalla Storia. Ormai – ha aggiunto Magi – è chiaro a tutti che Trump ha una visione dell’Occidente molto diversa dalla nostra e che l’unica strada per proteggere le famiglie e le imprese italiane è quella di rafforzare l’Europa in senso federale. È esattamente ciò che abbiamo proposto con la nostra risoluzione. La voterete oppure no? Lei stessa si dice contraria al superamento del diritto di veto e fa propaganda elettorale per Orban, che altro non è se non un agente di Putin all’interno delle istituzioni europee. Il suo equilibrismo sgangherato da funambola rischia di far cadere dalla fune l’intero Paese. L’unica sovranità da difendere e da rafforzare oggi – ha concluso – è la sovranità europea: lei ancora non si rassegna a questa verità, noi non ci rassegniamo e continueremo a portare questa priorità”.

Conte a Meloni: "Non ha elementi per condannare la guerra, ma sa tutto di magistratura"

“‘Non condanno né condivido, non ho elementi’. Questa è una dichiarazione che non può essere fatta da una presidente del Consiglio, può essere fatta da un passante, da un comune cittadino che prende un caffè a un bar. È sconcertante. Sono altrettanto sconcertanti – intendiamoci – anche le dichiarazioni del ministro Crosetto della Difesa. Era in ferie a Dubai. Tutti ci aspettavamo un attacco americano in Iran. Parimenti sconcertanti le dichiarazioni del ministro Tajani. Presidente Meloni, però ci faccia capire: quando si tratta di attaccare i magistrati, lei diventa una provetta giurista. Addirittura adesso è diventata esperta di tutti i fascicoli, tutte le perizie sulla famiglia del Bosco. Però, attenzione, quando poi si tratta di discutere e di affrontare la crisi più drammatica degli ultimi anni, lei dice che non ha elementi. Fa la bella addormentata del ‘Bosco’”. Così il leader M5S Giuseppe Conte intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier in vista del prossimo Consiglio Ue.

Conte a Meloni: "Non ce l'ha fatta, ha perso aplomb. È pregiudicata e senza scrupoli"

“Presidente Meloni, anche in un momento così drammatico non ce l’ha fatta, ha perso aplomb e ha iniziato a gettar fango. Ha detto bene, siamo diversi. A me non sarebbe mai venuto in mente addirittura di scendere a un tale livello di spregiudicatezza a dimostrare una condotta così priva di scrupoli da paragonare l’attacco di un drone americano per reazione all’attacco all’ambasciata americana a Baghdad che ha riguardato un singolo generale iraniano al silenzio complice di un genocidio per 20.000 bambini palestinesi”. Così il leader M5S Giuseppe Conte intervenendo in Aula dopo le comunicazioni della premier alla Camera in vista del prossimo Consiglio Ue.

Magi (+Eu): "L'invito di Meloni a un tavolo è positivo ma tardivo, no a prese in giro"

“L’invito di Giorgia Meloni rivolto alle opposizioni per affrontare i temi relativi alle crisi internazionali e i riflessi che hanno sugli italiani e gli europei è sicuramente positivo ma è altrettanto tardivo. Noi ci siamo, purché non finisca come la farsa sul salario minimo: alla premier dico che non è il tempo di prendere in giro gli italiani e confondere le acque per non assumersi le proprie responsabilità”. Lo afferma il segretario di Più Europa Riccardo Magi. “Oggi il tema di fondo è quello dell’Europa e di fronte a uno scenario angosciante come quello che abbiamo davanti serve un rilancio deciso e rapido dell’integrazione europea per le questioni che riguardano la sicurezza, la politica estera, l’economia, la sicurezza energetica. Meloni però ci ha detto ancora una volta che lei vuole difendere il diritto di veto: è dalla parte di Orban, che è il nemico dell’Europa e l’alleato di Putin più fedele”, conclude Magi.

Fratoianni: "Aspettiamo ancora parole di Meloni per i bimbi uccisi a Gaza"

“Ci ha messo solo una settimana per condannare l’attacco che ha ucciso decine e decine di bambine nella scuola femminile di Teheran. Riconosco anche un avanzamento, perché ancora aspettiamo parole di condanna chiare e nette per le decine di migliaia di bambini sterminati da Benjamin Netanyahu a Gaza. C’è un miglioramento e noi questo glielo riconosciamo”. Così Nicola Fratoianni di Avs intervenendo alla Camera dopo le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente.

Meloni: "Nessun capo di Stato in Parlamento su crisi, neanche Sanchez"

“Ringrazio alcuni colleghi della maggioranza che hanno ricordato che nelle grandi democrazie occidentali europee – Gran Bretagna, Francia, Germania, Spagna – nessun capo del governo o presidente della Repubblica in questa fase a oggi è andato a confrontarsi con il Parlamento su questa crisi. Non l’ha fatto neanche il campione della democrazia Pedro Sanchez, che giustamente prendiamo appunto di riferimento”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula della Camera in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente.

Onu, Meloni: "Anomalie e problema efficacia, serve riforma"

“Richetti diceva che l’unico organismo che può difendere il diritto internazionale è l’Unione europea, io credo che l’unico l’organismo che avrebbe la competenza di difendere il diritto internazionale sono le Nazioni Unite, solo che noi sappiamo che c’è un problema di efficacia oggi delle Nazioni Unite. È un dibattito che ho tentato di portare all’attenzione di questo Parlamento, non solamente citando l’anomalia ovviamente di un membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che invada ai fini dell’annessione un proprio vicino, ma citando anche fatti non meno gravi come l’ultimo, che ci racconta come un mese dopo che il regime degli Ayatollah ha massacrato migliaia di pacifici manifestanti in strada le Nazioni Unite abbiano scelto come vicepresidente della commissione che tra le altre cose si occupa di lotta alla violenza un esponente del regime iraniano”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula della Camera in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente. “Un problema oggettivamente c’è e lo dico anche per ricordare che l’Italia è impegnata da tempo, e non solo con l’avvento di questo governo, sul tema della riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, sul tema complessivo di una riforma seria e efficace, efficiente delle Nazioni Unite”, ha aggiunto.

Meloni: "No a strabismo Pd, bombe Usa vanno bene solo con Governo dem"

“Sappiamo che la tentazione diciamo di esportare la democrazia e il modello valoriale occidentale basato sulla libertà, basato sul rispetto della dignità umana, con la forza è da molti anni argomento di dibattito. Io personalmente ho detto in molte occasioni che non ne sono mai stata una fervida sostenitrice, ma chiaramente è un dilemma molto complesso. Da una parte il rischio di dar vita a un atto di arroganza tipica di una visione se vogliamo eurocentrica del mondo, dall’altra il dubbio se sia giusto rimanere inermi di fronte al massacro di innocenti, quando si avrebbe la possibilità di agire. Però mi si consenta di aggiungere che c’è un dilemma ancora più complesso di questo, ed è capire come sia possibile che alcuni sposino l’una e l’altra tesi con la stessa convinzione, in modo altalenante, con una disinvoltura sorprendente”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula della Camera in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente. “E qui faccio riferimento ad alcuni degli interventi che ho sentito, particolarmente in questo caso dai colleghi del Pd, De Luca, Braga, che dicevano ‘la democrazia non si esporta con le bombe’, perché signori scusate viva gli americani che liberano l’Europa dal nazifascismo, ma no agli americani che liberano dalla dittatura altri popoli in altre parti del mondo. Viva i bombardamenti degli Stati Uniti di Bill Clinton alla Serbia, per fermare i massacri di civili in Kosovo e la partecipazione italiana a quei bombardamenti senza passare dal Parlamento della Repubblica italiana, ma no agli interventi militari per fermare i massacri in Iran o in altre parti del mondo. Viva gli attacchi americani sotto Obama in Libia per rimuovere l’impresentabile dittatore Gheddafi, ma no a rimuovere il presentabilissimo dittatore Maduro. Ora io francamente non condivido questo strabismo ed è difficile oggettivamente capire come questo possa stare insieme, cioè non credo che il tema del diritto internazionale si possa risolvere stabilendo che un attacco unilaterale, un bombardamento o la rimozione di un dittatore vanno bene quando a capo degli Stati Uniti c’è un governo democratico e non vanno più bene quando a capo degli Stati Uniti c’è un governo repubblicano”, ha aggiunto Meloni.

Meloni: "Agenzia internazionale energia rilascerà 400 milioni di barili sul mercato"

“Tra le misure per contenere gli impatti della crisi sul mercato energetico l’Agenzia internazionale per l’energia, di cui come sapete l’Italia fa parte, ha appena annunciato di avere concordato all’unanimità il graduale rilascio sui mercati di 400 milioni di barili delle riserve strategiche degli Stati membri, a memoria credo si tratti del volume più corposo mai concordato, rappresenta ovviamente una misura di mitigazione immediata delle perturbazioni che questa crisi sta avendo, e per questo obiettivo il ruolo del G7 è stato molto importante”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula della Camera in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, nonché sugli sviluppi della crisi in Medioriente.

P. De Luca (Pd): "Meloni dica no netto a uso nostre basi"

“Il Parlamento italiano ha dovuto attendere dodici lunghi giorni per ascoltare la voce della premier sull’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran. Meloni è fuori tempo massimo. La presenza oggi per il Consiglio Europeo è un obbligo. La presenza dopo l’attacco in Iran era un dovere, un atto di responsabilità e invece ha preferito fuggire dal confronto parlamentare. Anche la forzatura di unire due discussioni differenti, costringendoci a votare risoluzioni con un ordine del giorno e conclusioni provvisorie sui temi europei è una scelta inaccettabile, un’offesa grave al ruolo del Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio sulla guerra in Iran e sul prossimo Consiglio europeo. “Meloni – ha aggiunto – aveva il dovere di dire subito una cosa netta senza tentennare: l’attacco unilaterale di Stati Uniti ed Israele è illegale e va condannato perché contrario al diritto internazionale. Punto. Una cosa è l’alleanza, un’altra è la sudditanza. Ci sono leader europei che hanno parlato con chiarezza. Bene il meccanismo di solidarietà europeo verso Cipro. Ma il governo avrebbe dovuto mostrare solidarietà e vicinanza politica anche al premier spagnolo Pedro Sßnchez, attaccato volgarmente da Trump, per aver detto quello che doveva dire Meloni: No alla guerra, No alla distruzione del diritto internazionale. La presidente del Consiglio dica oggi l’Italia non metterà mai a disposizione le basi militari per alimentare un conflitto illegale.
Non perché lo chiede il Pd, ma perché lo impone l’articolo 11 della Costituzione. Articolo che il governo sta calpestando quando invia Tajani come osservatore al Board of Peace”.

Crosetto: "Guerra che nessuno ha voluto, si gestisce essendo forti in Italia"

“Questa è una guerra che, come ha detto il presidente Meloni, nessuno ha voluto e i cui effetti devastanti stiamo cercando di gestire in modo tale che non abbiano ripercussioni e questo va fatto soltanto essendo forti in Italia perché questo ci dà forza a livello europeo di porre il tema in modo diverso cercando ad esempio di staccare Hormuz dalla guerra che sarebbe già un risultato e poi di portare negli organismi multilaterali la risoluzione a questi problemi”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo in Transatlantico alla Camera ai cronisti che gli chiedevano della possibili convergenze con le opposizioni sulle risoluzioni dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni.

Loperfido (FdI): "Non neutrali come Sanchez, linea governo Meloni credibile"

“Di fronte a un mondo attraversato da conflitti, tensioni e instabilità senza precedenti dal dopoguerra, il governo Meloni ha dimostrato visione, determinazione, coraggio e chiarezza. Un Governo che dimostra di essere pronto a difendere i nostri connazionali, i nostri militari in missione, i nostri valori, la nostra economia e l’interesse nazionale. C’è chi richiama il diritto internazionale in modo selettivo. Gli stessi che continuano a richiamarsi alle Nazioni Unite sorvolano sul fatto che nel Consiglio di Sicurezza sieda una Russia che da quattro anni invade e bombarda l’Ucraina, massacrando civili, infischiandosene del diritto internazionale e dei diritti umani. Le stesse Nazioni Unite che a febbraio hanno nominato il rappresentante iraniano quale vice presidente Comitato per la Carta delle Nazioni Unite. È evidente che esiste un problema di credibilità. Ed in tutto questo diventa impellente sapere da che parte stare: non possiamo essere neutrali, alla Sanchez. Non possiamo voltare le spalle ai giovani iraniani che chiedono libertà, ai quali abbiamo chiesto noi di scendere in piazza contro il brutale regime. Di fronte a questa realtà, per fortuna dell’Italia, c’è il Governo Meloni con una linea chiara, responsabile e pragmatica. Una linea che dimostra che l’Italia è tornata protagonista, centrale e autorevole nello scenario internazionale”. Lo ha detto nell’Aula della Camera Emanuele Loperfido, deputato di Fratelli d’Italia e segretario in commissione Affari Esteri, nel corso della discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sulla guerra in Iran e il prossimo Consiglio Ue.

 

Meloni arrivata alla Camera dopo aver partecipato a videocall G7

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata alla Camera dove a breve comincerà la discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Dopo l’intervento di questa mattina in Senato, Meloni era tornata a palazzo Chigi per partecipare alla alla riunione dei capi di Stato e di governo del G7 sulla crisi in Medio Oriente. 

Conte a Meloni: "Tavolo è oggi in Parlamento, no sfilate a Palazzo Chigi"

“Non è che ci chiamano a Chigi perché in questo momento c’è la guerra… Certo, anche per noi è una situazione drammatica, ma vado a Chigi per fare cosa? Qual è il posizionamento dell’Italia sulla guerra? Ditecelo, adesso, non è che veniamo a Chigi e ci facciamo due chiacchiere. Se un ministro va in ferie quando l’attacco Usa è imminente che informazioni dobbiamo prendere?”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte, in transatlantico in Senato, parlando con i cronisti poco dopo l’intervento in cui la premier Giorgia Meloni si è detta disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. “Valuteremo”, aggiunge quindi Conte, per ribadire però subito dopo: “Andiamo a far cosa? Chiariamoci, perché il confronto è qui, oggi, è il confronto più trasparente e cristallino che ci sia. Il tavolo già c’è oggi in Parlamento. Noi portiamo proposte concrete. C’è la disponibilità a rivedere il Patto di stabilità? Le accise le vogliamo tagliare? Questo è il tavolo, già c’è. Se poi dobbiamo fare le sfilate a Palazzo Chigi e dobbiamo essere presi in giro come su salario minimo e su tante altre cose”

Ue e Iran, Senato approva risoluzione di maggioranza

Con 102 voti favorevoli, 66 contrari e un astenuto, l’aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza in merito alle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sul prossimo Consiglio europeo e sulla crisi in Medioriente. Sono così risultate precluse o assorbite le altre risoluzioni. 

Iran, Alfieri (Pd): "Governo si confronti con opposizione e stia con l’Europa"

“Sappiamo cosa vuol dire governare in certe situazioni ma proprio per questo, richiamandoci all’esperienza dei governi precedenti a cui abbiamo partecipato, è importante che in una situazione come questa il governo si confronti con l’opposizione”. Lo ha detto in aula il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo Pd in commissione Esteri, durante la discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Meloni, aggiungendo: “L’Italia deve rimanere nel solco della sua storia che è quella dell’Europa. Eppure, nonostante tutti i principali leader europei, pur con accenti diversi, abbiano subito condannato l’attacco israelo-americano in violazione al diritto internazionale, il governo non ha pensato di prenderne le distanze, nemmeno quando Trump postava sul sito della Casa Bianca le immagini dei bombardamenti al ritmo della macarena”.“Apprezziamo che oggi, – ha proseguito il parlamentare dem – sebbene siano passati 10 giorni, la premier Meloni abbia condannato la distruzione della scuola in cui sono morte centinaia di studentesse iraniane, anche se nella risoluzione della maggioranza non c’è traccia di condanna né di questo né dei bombardamenti illegali ordinati dal presidente Usa e da Netanyahu. 

Iran, Meloni: "Stupiscono critiche opposizione ora che sto con Ue"

“Sul tema della condanna dell’attacco americano-israeliano in Iran ho già detto quello che penso, e voglio dire che mi conforta essere sulla stessa posizione dei maggiori paesi europei, della quasi totalità dei paesi europei, al netto della Spagna. E mi stupisce che” l’opposizione “non sia d’accordo neanche stavolta, atteso che tutte le volte che sono venuta in quest’aula il mantra è sempre stato ‘devi stare dalla parte dell’Europa’. Ora che stiamo dalla parte dell’Europa, non va bene. A meno che non si intendesse dire che dovevamo stare dalla parte della sinistra europea, ma su questo mi capirete non vi posso aiutare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Meloni: "Proroga Unifil richiede nuove regole ingaggio"

“Sull’Unifil molte volte ho espresso non contrarietà ma perplessità perché da una parte ovviamente noi riteniamo che, particolarmente nell’attuale contesto, la missione rimanga importante, dall’altro le regole di ingaggio che la missione ha avuto in questi anni oggettivamente non erano e non sarebbero sufficienti ad affrontare la crisi attuale. Io ho segnalato quello che non condividevo nell’iniziativa, particolarmente gli Stati Uniti, in rapporto a Unifil, ma noi sappiamo anche che se volessimo prorogare la missione avremmo il tema di rivedere le sue regole di ingaggio. Tema sul quale però ad oggi confesso anche che, non solo con gli americani ma anche con altri paesi coinvolti, non abbiamo trovato quando abbiamo posto il problema grande convergenza”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Ue, Marattin: "Partito Liberaldemocratico sottoscrive risoluzione Azione-Iv-+Eu"

Ho firmato la risoluzione di Azione, IV e Più Europa che verrà presentata oggi in occasione delle comunicazioni della Meloni sul consiglio europeo e sulla situazione internazionale, perché rispecchia l’orientamento pragmatico ed europeista con cui occorre affrontare queste tematiche. Niente tifoserie, niente curve ultrà”. Con queste parole, il deputato Luigi Marattin, Segretario del Partito Liberaldemocratico, comunica di aver firmato la risoluzione comune di Azione, IV e Più Europa. 

Carburanti, Meloni: "Allineato accise, obiettivo Pnrr ereditato da precedenti governi"

“Per quello che riguarda le accise, senatore Renzi, è ingeneroso dire che le abbiamo aumentate. Noi abbiamo allineato le accise perché avevamo un impegno che i precedenti governi avevano inserito tra gli obiettivi del Pnrr”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Noi avevamo tre strade. Avremmo potuto allinearle al rialzo, non lo volevamo fare. Avremmo potuto e voluto allinearle al ribasso, ma questa norma sarebbe costata circa tre miliardi di euro l’anno, dei quali non disponevamo per ragioni che conoscete meglio di me. Le abbiamo allineate a metà strada”, prosegue la premier spiegando che “abbiamo abbassato le accise sulla benzina, che è la forma meno inquinante tra le due, e abbiamo conseguentemente allo stesso livello alzato quelle del gasolio. Era l’unica cosa che noi potevamo fare a fronte degli impegni che avevamo ereditato”

Renzi a Meloni: "Aumenta accise e chiede a noi dialogo su stop costi"

“Sull’allineamento delle accise, presidente, l’allineamento è quando si sta sulla stessa linea, no? Cioè, lei abbassa il costo della benzina e aumenta il gasolio o viceversa. Allora, io purtroppo ho questo difetto d’aver letto la legge di bilancio, che immagino che abbiate letto anche a Palazzo Chigi. All’articolo 30, la legge di bilancio dice che l’allineamento non è un allineamento, perché ci sono più di 500 milioni di maggiori entrate. E da qui al 2032 ci sono 2 miliardi e 400 milioni di maggiori entrate. Voi non avete allineato le accise, voi avete aumentato le accise e oggi venite a dire a noi che il problema è che dobbiamo lavorare insieme per evitare l’aumento dei costi. Le avete aumentate, le avreste allineate se non vi fosse stato l’articolo 30 della legge di bilancio”. Così il leader di Iv Matteo Renzi intervenendo in Senato e rivolgendosi alla premier Giorgia Meloni. 

Meloni: "Chiediamo riforma efficace ed efficiente Consiglio di sicurezza Onu"

“Sul tema della crisi del diritto internazionale la nostra nazione non si limita a prendere atto. L’Italia è particolarmente attiva per esempio nel chiedere una riforma efficace ed efficiente delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, perché quello è il crocevia sul quale muovere se si vuole avere delle Nazioni Unite che siano efficaci. Del resto sono state segnalate da più interventi in quest’aula delle anomalie che esistono nell’organismo che dovrebbe garantire quel diritto internazionale”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Meloni: "Trump? Nostro compito è contro-manovrare, ricomporre e non disgregare"

Riguardo al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “penso che il nostro compito, il nostro interesse, sia anche contro-manovrare rispetto a certe spinte. Quello che io non condivido di alcune posizioni che mi si chiede di assumere è che quelle posizioni, per paradosso, andrebbero più nel senso di una disgregazione. E se noi non vogliamo quella disgregazione, quello che dobbiamo tentare è contro-manovrare rispetto a quella spinta. E’ quello che l’Italia cerca di fare, è chiaro che ha delle difficoltà. Ci sono delle volte che siamo d’accordo, ci sono molte volte che non siamo d’accordo, e lo segnaliamo anche. Dopodiché continuo a ritenere che noi si debba lavorare nel senso di ricomporre e non di aiutare a disgregare, perché non faremmo gli interessi né dell’Italia né dell’Europa”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Non condivido quando si dice che per essere utili all’Occidente dobbiamo abbandonare Orban e Trump perché questo è il modo per avere unità dell’Occidente – aggiunge la premier -. Io temo che non sia esattamente così perché fino a prova contraria non siamo noi che decidiamo cosa sia l’Occidente, non siamo noi che decidiamo chi sia l’Occidente, così come non siamo noi che decidiamo chi fa parte dell’Europa. Questa è l’idea di un club che purtroppo non è la geopolitica. La geopolitica è un’altra cosa, e quindi quello che noi dobbiamo cercare di fare per l’unità dell’Occidente, anche quando dovessimo non essere legittimamente d’accordo, è cercare delle sintesi perché questa è la cosa più preziosa che possiamo fare per la famosa unità dell’Occidente”.

Meloni: "Disponibile a tavolo confronto con opposizioni a Palazzo Chigi"

“Sono disponibile a un tavolo con le opposizioni a Palazzo Chigi. Aspettavo chiaramente di fare questo confronto in Aula, nella sede propria che è il Parlamento, ma da domani se voi siete disponibili io sono più che disponibile ad affrontare questa stagione confrontandomi con le opposizioni tutte le volte che sarà necessario, anche per le vie brevi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Meloni: "Su Hormuz dibattito in corso, vitale per nostre economie"

“C’è un dibattito in corso su quali strumenti si possano mettere in campo per difendere e garantire la libertà di navigazione nello stretto di Hormuz. Tutti comprendiamo quanto questo sia vitale per le nostre economie. Chiaramente quando dovessero esserci delle sintesi e delle proposte che si materializzano penso anche in questo caso che ci si debba confrontare con il Parlamento. E’ un tema molto delicato trovare un equilibrio tra una necessità che per noi è evidente e vitale a difesa delle nostre economie e il rischio di essere trascinati nel conflitto. Su questo ovviamente oggi il dibattito con i nostri partner europei e non solo si sta sviluppando”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Meloni: "Mio appello a opposizione sincero, fase impone superare divisioni"

“Ringrazio i senatori intervenuti in un dibattito che è rimasto quasi sempre nel merito e nel quale ho visto anche da parte mia uno sforzo di ragionare insieme come era stato richiesto. Quindi davvero grazie”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Il mio appello all’unità – spiega la premier – non era un appello generico. Non pretendo di convincere l’opposizione delle politiche che il governo porta avanti, e sarebbe ingiusto farlo. Io devo rispondere delle politiche che porto avanti, il programma che ho presentato ai cittadini. Il mio appello è rivolto a questa fase: il mio appello è sincero ed è rivolto a una fase di crisi internazionale perché ci sono momenti nella storia nei quali bisogna cercare di andare oltre le proprie legittime e funzionali divisioni”. “Io sono orgogliosamente alternativa a voi e voi siete orgogliosamente alternativi a me. Nessuno di noi vuole dare un messaggio diverso rispetto a questo, ciò non toglie che siamo in una fase rispetto alla crisi internazionale particolarmente complessa e che in quella fase vale la pena dal mio punto di vista per tutti di fare uno sforzo a capirsi reciprocamente e a capire quali e dove possano essere degli elementi di sintesi”, conclude Meloni. 

Meloni: "Unità Occidente fondamentale non per Usa ma per noi"

“Io considero fondamentale l’unità dell’Occidente, e la considero fondamentale non perché sia utile agli americani, la considero fondamentale perché è necessaria per noi, almeno fino a quando l’Europa non avrà concluso un percorso che ha però iniziato troppo tardi relativamente alla sua autonomia strategica, relativamente alla sua capacità di difendersi adeguatamente da sola”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo nell’Aula del Senato in replica dopo la discussione generale sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Risoluzione Avs, No a utilizzo basi Usa, cessate il fuoco immediato

“Assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario”. È quanto si legge negli impegni per il governo della risoluzione presentata da Avs in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medioriente. “Porre in essere tutte le misure diplomatiche e operative necessarie per garantire il rientro in sicurezza dei connazionali attualmente bloccati nelle aree interessate dalla crisi, assicurando assistenza consolare costante e adeguata” e “sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell’AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell’Iran”.Inoltre si chiede di “non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi”.E di “sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla Guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell’Amministrazione degli Stati Uniti d’America”.

Avs ritiene necessario “assumere urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d’acquisto, al sostegno delle imprese e delle filiere maggiormente esposte, nonché alle misure volte a rafforzare le scorte strategiche e a calmierare i prezzi dei beni essenziali, prevenendo fenomeni speculativi e garantendo la stabilità economica e sociale”.Per quanto riguarda il Medioriente, si chiede di “adoperarsi per la sospensione dell’accordo di associazione UE-Israele per gravi violazioni dei diritti umani”; di “ritirare ogni forma di partecipazione italiana al cosiddetto ‘Board of Peace’ e lavorare affinché anche l’Unione europea non sostenga iniziative che aggirano il ruolo delle Nazioni Unite”.Oltre al riconoscimento dello Stato di Palestina.Quanto all’Ucraina, Avs chiede l’impegno del governo italiano a “lavorare affinché un auspicato accordo di pace tra Ucraina e Russia includa garanzie di sicurezza effettive escludendo ogni dispiegamento di contingenti militari NATO o di paesi UE”. E a “rigettare o rivedere profondamente le proposte e gli impegni connessi alla Comunicazione Congiunta “Preserving Peace – Defence Readiness Roadmap 2030” ed opporsi ad ogni ulteriore aumento delle spese militari, promuovendo invece la necessaria strada per la creazione di una difesa comune europea attraverso un progressivo coordinamento e razionalizzazione della spesa militare ed una progressiva autonomia dalle alleanze militari esistenti”. 

Risoluzione Iv-Az-PiùEu, sistemi difesa solo in quadro multilaterale

“Inserire ogni eventuale cessione o messa a disposizione di sistemi italiani di difesa aerea, antimissilistica e anti-drone richiesti da Paesi terzi extra Ue in un chiaro quadro multilaterale e di missioni o dispositivi internazionali formalmente definiti, assicurando in ogni caso la priorità alla difesa del territorio nazionale e di quello dei Paesi Ue, alla protezione dei contingenti già impegnati nelle aree di conflitto e alla continuità del sostegno europeo all’Ucraina”. È quanto si legge negli impegni per il governo della risoluzione presentata in Senato da Iv, Azione e Più Europa in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medioriente. La risoluzione è stata firmata anche dal senatore Pd Pierferdinando Casini.
Chiesto anche l’impegno ad “adoperarsi alla promozione di una posizione comune europea finalizzata ad una iniziativa diplomatica volta a favorire la de-escalation militare e alla ridefinizione di modalità e obiettivi dell’azione in Iran in chiave multilaterale e che metta in primo piano il pieno rispetto dei diritti umani, la transizione democratica, la fine della repressione ai danni dei civili e dei detenuti politici, la cessazione dell’opera di destabilizzazione della regione mediorientale messa in atto da decenni dal regime degli Ayatollaha”. E a “proseguire e rafforzare, anche attraverso la nomina di un inviato speciale, il sostegno politico, economico, umanitario e militare all’Ucraina, in coordinamento con l’UE e gli alleati, assicurando al contempo che tale sostegno sia accompagnato da una pianificazione strutturata della fase di stabilizzazione e ricostruzione, con particolare attenzione a energia, infrastrutture critiche, servizi essenziali e rafforzamento dello Stato di diritto”.
Sul fronte Ucraina si chieda anche di “sostenere con continuità e determinazione, in sede europea, il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea già nel 2027, contrastando iniziative o posizioni che ne ostacolino o ne rallentino l’avanzamento”. E “continuare a perseguire l’obiettivo della pace in Medioriente sulla base del principio due popoli due stati”.

Risoluzione Pd: "Governo scelga Ue senza esitare, no a impiego basi Usa"

“Scegliere senza esitazioni e ambiguità, di fronte alle minacce globali e alle sfide continue rappresentate dall’amministrazione americana, l’interesse europeo, all’interno del quale si promuove e realizza il nostro interesse nazionale, collocando l’Italia sulla frontiera più avanzata dell’integrazione contro le spinte disgregatrici, le interferenze esterne e i ripiegamenti nazionalisti”. È quanto si legge negli impegni per il governo della risoluzione presentata dal Pd in occasione delle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in Parlamento in vista del Consiglio europeo e sulla crisi in Medioriente. Quanto alla guerra in Iran, il Pd chiede di “non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare ad una guerra che viola il diritto internazionale e che la comunità internazionale deve fermare prima che sia troppo tardi”. “Assumere, in ogni sede bilaterale e multilaterale, ogni iniziativa utile e urgente volta a fermare le azioni militari in corso, promuovendo con determinazione un cessate il fuoco immediato e un processo strutturato di de-escalation del conflitto, nel pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. Nonché ad adoperarsi per la liberazione di tutti i prigionieri politici in Iran, a chiedere la sospensione immediata di ogni esecuzione capitale e a favorire una transizione pacifica e democratica nelle mani del popolo iraniano”. E “sostenere con fermezza il ritorno alla via negoziale, favorendo la riapertura di canali diplomatici e il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali competenti, al fine di pervenire a una soluzione politica e duratura della crisi, rilanciando in particolare il negoziato in corso a Ginevra, nella salvaguardia delle prerogative dell’AIEA a partire dal rispetto stringente degli impegni e dalle necessarie garanzie di trasparenza da parte dell’Iran”.Il Partito democratico evidenzia la necessità di “adoperarsi, in cooperazione con i partner europei, nel quadro di solidarietà prevista dai Trattati, per la protezione e la sicurezza del suolo europeo”. Chiesto anche l’impegno “a sostenere e supportare in sede europea la posizione del Governo spagnolo fermamente contraria alla guerra e in difesa del pieno rispetto del diritto internazionale, anche alla luce delle inaccettabili minacce commerciali da parte dell’Amministrazione degli Stati Uniti d’America”.Sul fronte mediorientale viene ribadita la richiesta di “riconoscere, sia in sede nazionale che a livello europeo, la Palestina quale Stato democratico e sovrano entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa, che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato di Israele” e “assumere in seno all’Unione europea, ogni iniziativa necessaria a porre fine all’occupazione illegale dei territori palestinesi, in conformità al diritto internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, anche sostenendo in sede europea l’adozione di sanzioni nei confronti del Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e nei confronti dei coloni responsabili delle violenze in Cisgiordania, inclusa la sospensione dell’accordo di associazione EU-Israele”. Si chiede anche di “promuovere l’embargo totale di armi da e verso Israele, e sospendere qualsiasi forma di cooperazione militare a partire dal Memorandum d’intesa tra il Governo italiano e il Governo dello Stato di Israele, inclusa la fornitura, l’acquisto e il trasferimento di armamenti e tecnologie, compresi quelli da e verso paesi terzi, fino all’esito del processo di pace”.E “farsi promotore in seno al Consiglio di predisporre uno strumento legislativo volto a vietare in modo esplicito qualsiasi rapporto economico e commerciale con gli insediamenti israeliani situati nel Territorio Palestinese Occupato (TPO), inclusa Gerusalemme Est, accompagnando tale misura con sanzioni economiche mirate, al fine di garantire il rispetto del diritto internazionale e promuovere politiche europee coerenti a sostegno della pace, della legalità e della tutela dei diritti delle popolazioni locali Sul fronte difesa, il Pd chiede al governo l’impegno “a collocare l’Italia da protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento, esprimendo la chiara volonta` politica di andare avanti nel percorso di realizzazione di un’unione della difesa, anche partendo da forme di cooperazione rafforzata o integrazione differenziata tra Stati membri”. E “promuovere un percorso di reale costruzione di una difesa europea” ribadendo “la ferma contrarietà all’utilizzo dei Fondi di coesione europei e del Next Generation EU per il finanziamento e l’aumento delle spese militari”.Infine sul fronte energia vengono chieste “urgenti iniziative per mettere in sicurezza il Paese rispetto a eventuali shock energetici e inflazionistici, con particolare riferimento alla tutela dei redditi delle famiglie e del loro potere d’acquisto”. E ribadita la richiesta di “avviare tempestivamente le procedure per ridurre le accise su benzina e diesel, restituendo a cittadini ed imprese l’extra gettito IVA che lo Stato sta incassando”. 

Renzi: "Bene invito Meloni a riflessione più ampia senza banalizzare dibattito"

Meloni “ha invitato giustamente, secondo me, a non banalizzare il dibattito e a non attaccarsi in quest’Aula, e per noi queste parole sono di rara bellezza. Le ascoltiamo con piacere, anzi abbiamo anche apprezzato un pezzo della sua riflessione. Finalmente lei ci aiuta a fare una riflessione un po’ più ampia e di questo le siamo sinceramente grati”. Così il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo nell’Aula del Senato in discussione generale sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “L’Iran oggi è molto diverso da quello di 15 giorni fa, indipendentemente dal fatto che il cognome della guida spirituale sia la stessa, perché quello che sta accadendo è incredibilmente importante e impattante, e c’è un problema di catena di comando in quel paese per quello che è successo – spiega l’ex premier -. Ecco, di fronte a questo dibattito, finalmente oggi la Presidente del Consiglio ha portato un contributo, qua si può apprezzare o meno, ma che io sinceramente tendo a valorizzare. E da questo punto di vista penso che nel dibattito dei prossimi mesi la Farnesina dovrebbe ospitare momenti di incontro e dialogo, di grande confronto di istituzioni scientifiche che gravitano intorno al mondo della politica esterna perché l’Italia ha una sua storia che è quella di capire questi processi e cercare di favorirne la diffusione e il coinvolgimento”. 

 “Se davvero” Meloni “vuole un dibattito nel quale non ci attacchiamo e non attacchiamo le opposizione, lo dica a chi, a cominciare dal suo ministro degli Esteri”, Antonio Tajani, “ha attaccato tre ex presidenti del Consiglio di centrosinistra. Prenda spunto da due sindaci di FdI e Lega, perché in questi giorni Alessandro e Loris hanno annunciato le loro unioni civili. Dieci anni fa eravate contro questa legge di civiltà, spero che ci mettiate meno di dieci anni a capire che nell’opposizione ci sono anche idee interessanti da portare avanti insieme. Meglio tardi che mai”, conclude Renzi.

Calenda a Meloni: "Se sta con Europa deve abbandonare Orban e Trump"

“Lei non può essere da un lato per l’Europa e dire ‘l’Europa deve fare’, e dall’altro lato fare la campagna elettorale per Orban che è sostenuto da Putin apertamente, così come dal suo vicepresidente del Consiglio”. Così il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in aula al Senato durante le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in medioriente. “Non può non ricordare la propaganda russa forte in questo Paese, che certamente alligna a sinistra ma che ha nel suo vicepresidente del Consiglio il centro. Allora tutte queste cose si devono decidere: siamo col piano di Weber di rafforzare le istituzioni comuni, quello che condivide Tajani, oppure no, continuiamo a dire che il veto per esempio sull’ingresso in Ucraina nella Ue deve rimanere perché non si può aggirare, perché l’Ungheria proputiniana è comunque un pezzo dell’Occidente. Beh io penso che non sia un pezzo dell’Occidente”, aggiunge Calenda, concludendo: “Il punto da capire, il punto che lei oggi non ha sciolto, è se lei è a difesa della civiltà europea e dell’Europa unita o non lo è. E se non lo è sta venendo meno a un ruolo storico fondamentale, se lo è deve abbandonare Orban e Trump perché le cose insieme non possono starci”. 

Iran: Calenda, frattura Occidente non causata da Putin ma imposta da Trump

La frattura dell’Occidente non nasce con l’aggressione russa all’Ucraina ma è stata imposta da Donald Trump. Robert Kagan, che è un grande saggista americano in politica estera, conservatore repubblicano, ha detto una cosa a mio avviso illuminante: ‘La potenza dell’America, che è servita a reggere l’ordine liberale d’Occidente, è stata messa da Trump a servizio della sua distruzione’. Questa cosa non possiamo far finta di non vederla, perché è in atto, ed è in atto non solamente in Medioriente, è in atto nel rapporto che Trump ha solidissimo e di subordinazione straordinaria con la Cina, e ce l’ha da tanti, tanti anni prima che cominciasse a fare politica, e continua ancora oggi”. Cos’ il leader di Azione, Carlo Calenda, intervenendo in aula al Senato durante le comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio Ue e sulla crisi in medioriente. “Non possiamo non vedere come Trump tratta l’Europa tutta come dei vassalli da tassare, a cui chiedere di spostare investimenti. Non possiamo non vedere come tutti i giorni ci dica che quella sistema che si fondava sulla Nato non esiste più, tanto che a un certo punto ha preteso la Groenlandia, come se fosse una cosa dovuta, di cui manca la sua analisi. Che ci piaccia o meno, oggi l’Europa è al centro di tre pressioni che vengono da tre potenze neo-imperialiste in un sistema che purtroppo è dominato dal caos e non da un nuovo ordine mondiale. Queste tre potenze sono la Russia, la Cina – andatevi a vedere il piano cinese per i prossimi 15 anni che prevede un blocco dell’invio dei minerali critici e una sovrapproduzione strutturale da smaltire in Europa – e contemporaneamente gli Stati Uniti che vogliono la disarticolazione dell’Europa. Noi siamo al centro di questa pressione signora Presidente del Consiglio”. 

Ue, Meloni: "Su competitività non c'è più tempo da perdere"

“Lo scorso gennaio, in occasione del Vertice intergovernativo con la Germania, l’altro grande protagonista dell’industria europea, ho lanciato con il Cancelliere Merz un documento bilaterale per un rilancio della competitività europea, basato su quattro priorità chiare: la semplificazione e il taglio della burocrazia europea; il rafforzamento del mercato unico; il rilancio dell’industria automobilistica nel segno della neutralità tecnologica; e una politica commerciale ambiziosa basata su regole condivise e pari condizioni. Successivamente, lo scorso 12 febbraio, a margine del Consiglio Europeo informale di Alden Biesen, insieme al Cancelliere tedesco Merz e al Primo Ministro belga De Wever abbiamo riunito un’ampia maggioranza dei Leader europei per parlare di questi temi in modo pragmatico e operativo, con l’obiettivo di fornire alla Commissione indicazioni tempestive e puntuali affinché sul tema della competitività – così come su quello della semplificazione burocratica e normativa – ci sia, finalmente, la svolta che da tempo auspichiamo. Di questi temi abbiamo parlato, nuovamente, in occasione di una videoconferenza organizzata ieri, per preparare al meglio il Consiglio Europeo della prossima settimana. Condividiamo l’idea che in materia di competitività non ci sia più tempo da perdere, tanto più in un contesto internazionale così instabile e imprevedibile: il tempo dell’azione è ora, e sono fiera che il nostro governo stia giocando un ruolo di primissimo piano in questa direzione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Iran, Meloni: "Stiamo fornendo assetti di difesa aerea a Paesi del Golfo"

“Stiamo fornendo assetti di difesa aerea ai Paesi del Golfo, così come hanno fatto gli altri principali Paesi europei – in particolare Regno Unito, Francia e Germania. E questo non soltanto perché si tratta di Nazioni amiche e partner strategici dell’Italia, ma anche perché in quell’area sono presenti decine di migliaia di cittadini italiani che dobbiamo proteggere, senza contare che, nel Golfo, sono di stanza circa 2000 soldati italiani. Inoltre, come sapete, abbiamo inviato una nostra unità navale a Cipro per sostenere un partner europeo che ha visto il proprio territorio colpito da parte iraniana. Un atto dovuto di solidarietà europea, ma anche di prevenzione”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Medio Oriente, Meloni: "Rimpatriati 25mila italiani, completare messa in sicurezza"

“Dobbiamo completare l’azione di messa in sicurezza delle decine di migliaia di italiani presenti nell’area e dare assistenza a chi è rimasto bloccato. Abbiamo organizzato voli e convogli che hanno permesso di rimpatriare, finora, oltre 25mila connazionali, dando priorità a chi era in transito e a chi era in situazioni di particolare fragilità. E desidero ringraziare in modo particolare tutte le Nazioni del Golfo, per il grande aiuto che ci hanno dato in questo frangente, così come il Ministero degli Esteri, l’intelligence e la Protezione civile per questo importante lavoro”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Iran, Meloni: "Molto più facile rispondere con slogan ma serve prudenza"

“Dobbiamo ammettere che, non essendo stati parte diretta dei negoziati, non abbiamo gli elementi per avvalorare con certezza, ma neanche per smentire, le valutazioni degli Stati Uniti sull’indisponibilità dell’Iran a chiudere un accordo definitivo. Il punto è che noi viviamo, purtroppo, in un mondo che ci costringe a scegliere tra cattive opzioni. Quindi, da una parte consideriamo drammatico l’avvio di un altro conflitto, e non sottovalutiamo gli impatti diretti, soprattutto di carattere economico, che quel conflitto può generare per l’Italia, ma dall’altra sappiamo che si tratta di conseguenze che non sono neanche paragonabili ai rischi che correremmo se facessimo finta di nulla, di fronte allo scenario di un regime fondamentalista che massacra i suoi oppositori, colpisce i Paesi del Golfo e si dota di missili a lungo raggio con testate atomiche”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Queste sono le nostre valutazioni, e le ragioni della nostra prudenza. Certo, sarebbe molto più facile per noi rispondere con slogan e frasi fatte, alimentando la comprensibile paura dei cittadini, ma sarebbe anche molto meno responsabile e molto più pericoloso”, sottolinea la premier. 

Iran, Meloni: "Non possiamo permetterci regime Ayatollah con arma nucleare"

“Spero sia chiaro a tutti in quest’aula che non possiamo permetterci un regime degli Ayatollah in possesso dell’arma nucleare, unita, peraltro, a una capacità missilistica che potrebbe presto essere in grado di colpire direttamente l’Italia e l’Europa. Ancora di più, perché questo scenario segnerebbe la fine del quadro internazionale di non proliferazione, e darebbe il via a una corsa agli armamenti nucleari che avrebbe ripercussioni drammatiche sulla sicurezza globale”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

Migranti,Meloni: "Ok Ue a Cpr Albania ma temo non cesseranno revoche trattenimenti"

“Anche in questo Consiglio Europeo torneremo a parlare di immigrazione. Oggi come mai c’è ampio consenso tra gli Stati membri sulla linea politica da seguire in ambito migratorio, tanto a livello di legislazione interna che di dimensione esterna. Sono particolarmente fiera del fatto che stia prendendo corpo un pacchetto di norme importantissime che l’Italia ha fortemente voluto e sostenuto lavorando per costruire su di esse il più ampio consenso possibile”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “In sostanza oggi l’Europa ci dice chiaramente che il Governo italiano ha tutto il diritto a far funzionare i centri in Albania, proprio perché il meccanismo che abbiamo messo a punto è pienamente in linea con il diritto internazionale ed europeo, anche se temo – attacca la premier – che per alcuni non basterà neanche questo, e che non cesseranno le ordinanze di revoca dei trattenimenti in Albania. Come accaduto nel recente caso dei migranti irregolari condannati per spaccio di droga, resistenza a pubblico ufficiale, violenza sessuale in concorso, violenza sessuale di gruppo e, è molto desolante doverlo raccontare, violenza sessuale su minore, che per i giudici non possono essere trattenuti né rimpatriati perché hanno fatto strumentalmente richiesta di protezione internazionale. Decisioni che non trovano giustificazione nella normativa italiana, nella normativa europea e neppure nel buon senso”. “Ma voglio dirlo chiaramente: nel pieno rispetto della Costituzione, noi continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per rispettare la volontà popolare di combattere l’immigrazione illegale e garantire la sicurezza ai cittadini”, conclude Meloni.

Meloni: "Nessuna richiesta Usa per utilizzo basi fuori da accordi"

Permettetemi anche di fare chiarezza, ancora una volta, sul tema delle basi militari. Mi pare che tutti i partner europei si stiano attenendo a quello che prevedono i loro accordi in questa materia. Anche il Governo spagnolo, di cui tanto si parla, ha detto tramite il suo portavoce che ‘esiste un accordo bilaterale tra Spagna e Stati Uniti, e al di fuori di quell’accordo non ci sarà alcun utilizzo delle basi spagnole’. Il che significa che l’accordo non viene messo in discussione e che non vengono messe in discussione tutte le attività che rientrano nell’accordo. È quello che sta facendo anche l’Italia, e francamente stupisce che questa scelta venga condannata in Patria ed esaltata in Spagna dalle stesse, identiche, persone. Un po’ di logica, da questo punto di vista, non guasterebbe. A meno che la questione non sia che dobbiamo chiudere le basi americane in territorio italiano, perché in questo caso permettetemi di dire che chi lo sostiene avrebbe potuto farlo quando era al governo e quando, invece, ha scelto di fare altro, e non lasciarlo intendere quando si trova all’opposizione. Mi corre l’obbligo di ricordare, infatti, che le basi concesse agli americani in Italia dipendono da accordi che risalgono al 1954 e che sono stati sempre aggiornati, da governi di ogni colore”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Secondo quegli accordi, ci sono autorizzazioni tecniche quando si parla di logistica e di operazioni non cinetiche, che non comportano, semplificando, dei bombardamenti. Nel caso in cui dovessero giungere richieste di uso delle basi italiane per altre attività, la competenza a decidere se concedere o meno quell’utilizzo spetterebbe, sempre in virtù di quegli accordi, al governo. Ma, su questo punto, ribadisco con chiarezza la posizione che il Governo ha già espresso: la decisione, in quel caso, per noi spetterebbe al Parlamento. Allo stesso modo, e a scanso di equivoci, chiarisco che ad oggi non è pervenuta alcuna richiesta in questo senso”, conclude la premier. 

Meloni: "Ho sentito Netanyahu, Italia contro escalation in Libano"

“Merita un accenno anche la delicata situazione in Libano, dove purtroppo abbiamo assistito nuovamente alla decisione scellerata di Hezbollah di trascinare l’incolpevole popolo libanese in una nuova guerra con Israele. Ho sentito, nei giorni scorsi, il Primo Ministro Netanyahu, al quale ho ribadito la contrarietà dell’Italia a qualunque escalation, fermo restando il diritto di Israele di rispondere agli attacchi di Hezbollah”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Esprimiamo la nostra condanna per le vittime civili, tra i quali il sacerdote Pierre Rai, e la nostra solidarietà alle comunità locali costrette ad abbandonare le loro case, tra le quali le comunità cristiane di alcuni villaggi del Libano meridionale scortate in sicurezza dai nostri militari – evidenzia la premier -. Allo stesso modo, in Libano, come sapete, sono presenti oltre mille soldati italiani all’interno della missione delle Nazioni Unite Unifil. Si tratta di una missione che, sotto comando italiano, ha un mandato cruciale, quello di sostenere la sovranità, l’integrità territoriale e la stabilità del Libano. Per questo, la sicurezza del personale di Unifil deve essere garantita in ogni momento. È una richiesta specifica che reiteriamo ad Israele e siamo estremamente preoccupati dall’attacco che ha colpito nei giorni scorsi il contingente ghanese della missione”. “Ai feriti e alle autorità di Accra va tutta la nostra solidarietà. Anche perché in Libano, con il Presidente Aoun e con il Primo Ministro Nawaf, assistiamo alla volontà concreta di porre fine a questo ciclo insensato di violenza, affermando finalmente il monopolio dello Stato sulle armi e lavorando per il disarmo di Hezbollah. È uno sforzo che dobbiamo sostenere, e sul quale l’Italia, che gioca un ruolo centrale nel sostegno internazionale alle Forze Armate Libanesi, è protagonista. Senza, ovviamente, dimenticare il ruolo difficile, ma importante, che i nostri militari continuano a svolgere con coraggio nel Libano meridionale”, conclude Meloni. 

Ucraina, Meloni: "Italia accanto a partner europei per coordinamento con Washington e Kiev"

“Ci tengo anche a evidenziare ancora come gli sforzi diplomatici per arrivare a una pace giusta e duratura per la nazione aggredita ci chiamino direttamente in causa – prosegue Meloni -. Per questo l’Italia è stata presente accanto ai principali partner europei anche in occasione dell’ultimo round trilaterale a Ginevra per un coordinamento diretto con Washington e Kiev. Si tratta di un segnale politico di grande rilevanza perché è fondamentale che le sensibilità nazionali ed europee siano al centro del percorso negoziale atteso che l’intero processo tocca interessi fondamentali dell’Europa e necessita di un consenso europeo. Miriamo a soluzioni condivise che rispettino la dignità ucraina e la solidità dell’asse euro-atlantico perché una pace vera non si costruisce nel vuoto, si raggiunge solo agendo uniti con i nostri alleati a partire da Washington, di cui continuiamo a sostenere con convinzione gli sforzi di mediazione”. “Inoltre l’Italia continuerà a promuovere in sede G7 e Ue la pressione economica sulla Russia che si ostina a non voler mostrare segnali concreti che consentano di fare passi avanti nel percorso negoziale. Guardiamo al ventesimo pacchetto di sanzioni europee come a un passaggio necessario per ridurre ulteriormente le entrate che alimentano la macchina bellica del Cremlino. Le misure dovranno essere incisive ed efficaci ma anche calibrate per evitare ricadute asimmetriche sui nostri operatori economici e sui nostri interessi nazionali. Sul fronte del sostegno finanziario, il compromesso raggiunto nel Consiglio Europeo di dicembre, un nuovo prestito garantito dal margine del bilancio Ue, rappresenta uno strumento fondamentale per la sopravvivenza dell’Ucraina, ma non solo, perché un’eventuale collasso finanziario di Kiev, spero sia chiaro a tutti, comporterebbe danni incalcolabili per l’intera stabilità europea”, conclude Meloni.

Ucraina, Meloni: "Posizione Italia mai cambiata, restiamo a fianco Kiev"

“Al Consiglio Ue della prossima settimana parleremo ancora una volta anche di Ucraina, conflitto è purtroppo entrato nel suo quinto anno e in questo lungo periodo la posizione italiana non è mai cambiata, l’Italia resta fermamente al fianco di Kiev, del suo popolo, delle sue istituzioni, a sostegno della sua integrità territoriale, della sua sovranità, della sua indipendenza, come ho avuto modo di ribadire al presidente Zelensky in occasione del nostro ultimo contatto avvenuto giovedì scorso”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Per noi non si tratta solo di un dovere morale ma anche di una necessità strategica – sottolinea la premier -, sostenere l’Ucraina come ho detto molte volte significa difendere la sicurezza dell’intero continente europeo. Così come ho avuto modo di dire in passato che una prospettiva di pace è ora possibile solo grazie alla tenacia e resistenza ucraina e al deciso sostegno occidentale che hanno impedito che la Russia realizzasse la facile invasione dell’intera nazione come si era prefissato. I fatti smentiscono la propaganda del Cremlino, purtroppo ancora forte anche in Italia”.

Ucraina, Meloni: "No a Europa divisa, sarebbe regalo a Mosca"

“La questione sollevata dall’Ungheria e dalla Slovacchia, legata alle forniture petrolifere dell’oleodotto Druzhba, richiede a nostro avviso una soluzione politica. Anche su questo l’Italia è pronta a dare una mano, ma non consideriamo praticabile aggirare il principio dell’unanimità richiesto per le modifiche al bilancio UE. La forza dell’Europa risiede nel rispetto delle sue regole e nella capacità di sintesi politica, nel consenso e non nell’imposizione. Lavoreremo nei prossimi giorni affinché l’unità del campo non venga scalfita da dispute bilaterali, perché un’Europa divisa è l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Meloni: "Non siamo e non vogliamo entrare in guerra"

“Ribadisco che noi non siamo in guerra, e non vogliamo entrare in guerra”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Carburanti, Meloni: "Valutiamo attivazione meccanismo accise mobili"

“Stiamo dedicando la massima attenzione alle possibili ricadute economiche di questa crisi. Abbiamo predisposto tutti gli strumenti di monitoraggio sull’andamento dei prezzi e il contrasto a eventuali fenomeni speculativi”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “In particolare sui carburanti – aggiunge – stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili, che questo governo ha reso più efficace con il provvedimento sui carburanti del 2023. La sua attivazione è tra le contromisure che siamo pronti a prendere”. “Riguardo l’attuale aumento dei prezzi dei carburanti, il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili”, conclude.

Meloni: "Ferma condanna per strage bambine avvenuta in scuola Minab"

“A nome del governo esprimo ferma condanna per la strage delle bambine avvenuta nella scuola di Minab, nel sud dell’Iran, la solidarietà ai familiari delle giovanissime vittime e la richiesta che si accertino rapidamente le responsabilità di questa tragedia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. 

Meloni: "Italia non intende prendere parte a intervento di Usa e Israele"

“Siamo di fronte a una evidente crisi del diritto internazionale, e degli organismi multilaterali, e al venir meno di un ordine mondiale condiviso. Si tratta di un processo in corso da tempo, ma che ha avuto, come ho già detto, un punto di svolta ben preciso, ovvero l’anomalia dell’invasione di una nazione vicina da parte di un membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cioè proprio di quell’organismo che del diritto internazionale dovrebbe essere il primo garante. La destabilizzazione globale che ne è derivata ha avuto le sue ripercussioni anche in Medio Oriente, dove pure l’attuale conflittualità ha una data di inizio chiara, e non è quella del 28 febbraio 2026 ma quella del 7 ottobre 2023”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “È in questo contesto di crisi attuale del sistema internazionale nel quale le minacce diventano sempre più spaventose e si moltiplicano gli interventi unilaterali condotti fuori dal perimetro del diritto internazionale che dobbiamo collocare anche l’intervento americano e israeliano contro il regime iraniano. Un intervento a cui, lo dico subito, a scanso di ogni equivoco, l’Italia non prende parte e non intende prendere parte – sottolinea Meloni -. Un’escalation militare che l’Italia si è invece impegnata nei mesi scorsi a evitare”. 

Meloni: "Mi auguro che l'Italia possa parlare con una sola voce"

“Qui c’è il governo italiano, chiamato suo malgrado ad affrontare uno dei tornanti più complessi della storia recente – prosegue Meloni -. E preferiremmo non doverlo fare da soli. Intendo dire che è sempre auspicabile nelle fasi più difficili della storia che una nazione democratica come la nostra sappia compattarsi, intorno alla difesa dei propri interessi nazionali. Ma non lo dico guardate per proporre una sorta di unanimismo peloso per tentare di neutralizzare la voce delle opposizioni. Lo dico perché è uno scenario come questo impone alle classi dirigenti, a tutte le classi dirigenti, responsabilità, lucidità e capacità di adattare le proprie decisioni alla rapidità degli eventi.” “E perché in altri tempi, in un altro ruolo, e quello che ho fatto io e che ha fatto il partito che guido, quando da leader dell’unica forza politica di opposizione al governo Draghi non esitai a schierarmi con un governo che politicamente contrastavo senza sconti, nelle ore drammatiche dell’aggressione russa all’Ucraina – dice ancora la presidente del Consiglio – . Significa che si può fare senza rinunciare a nulla della propria identità politica e della propria alterità. Mi auguro che lo spirito di questo appello possa essere raccolto e che l’Italia possa parlare nelle prossime settimane con una sola voce, ma voglio allo stesso tempo rassicurare gli italiani sul fatto che anche se questo non dovesse verificarsi, il governo continuerà ad affrontare la crisi e a rappresentare l’Italia con autorevolezza, serietà e abnegazione, come sempre abbiamo fatto fin dall’inizio del nostro mandato”.

Meloni: "Crisi impone serietà, serve compattarsi"

La crisi in Medio Oriente con i suoi effetti investe direttamente la sicurezza, l’economia e gli interessi italiani ed europei. Una crisi complessa, tra le più complesse degli ultimi decenni, che ci impone di agire con lucidità e serietà. E io mi auguro sinceramente che possa essere affrontata anche con uno spirito costruttivo e di coesione, sottraendo la discussione a una polarizzazione politica che banalizzando non aiuta nessuno a ragionare con profondità”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. “Colleghi, qui non c’è un governo che si sottrae al confronto parlamentare, non c’è un governo complice di decisioni altrui, né tantomeno un governo isolato in Europa, e nemmeno un governo colpevole delle conseguenze economiche che questa crisi può avere su cittadini, famiglie e imprese – sottolinea la premier -. Tutte cose che ho sentito dire in questi giorni e che non fanno giustizia di un impegno che non abbiamo mai smesso di portare avanti in questo delicato quadrante della geopolitica e che abbiamo intensificato in questi dieci giorni, affrontando la crisi con estrema cautela in stretto raccordo con i nostri partner europei e in costante contatto con i leader del Medio Oriente e del Golfo, mettendo in campo tutti gli strumenti necessari sul piano politico-diplomatico, su quello militare della sicurezza e su quello economico interno”. 

Meloni: "Non c'è un governo che si sottrae al confronto"

“Non c’è un governo che si sottrae al confronto ma un governo chiamato ad affrontare uno dei tornanti più difficili della storia recente e preferiremmo non doverlo farlo da soli”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni in aula al Senato nelle comunicazioni sul conflitto in Medio Oriente in vista del Consiglio Ue. 

Boccia: "Da Pd propria risoluzione su crisi in MO e Ucraina"

La Capigruppo di ieri è stata surreale. La maggioranza ha calpestato tutto. Oggi in una sola seduta discuteremo di tante questioni che meriterebbero da sole una discussione autonoma. Ma quello che è più grave è che si mescolano le discussione sulla crisi internazionale con quella sul Consiglio europeo, che sarà tra più di una settimana. Sì va in aula su un atto di indirizzo che, da ordine del giorno, risale a prima dello scoppio della guerra. Da qui al 18 marzo potrebbero succedere cose che non conosciamo. Oggi svolgeremo un dibattito parlamentare in cui il governo, con la complicità della maggioranza e dei presidenti delle Camere, ci impone una discussione che rimescola tutto e cerca ovviamente di giocare anche sulle differenze nel campo dell’opposizione. Dal governo nessuno ha cercato l’opposizione per cercare un accordo. E’ evidente la volontà di rottura dell’esecutivo. A questo punto il Pd ha deciso di presenta una propria risoluzione che ripropone le nostre priorità sulla crisi internazionale, sui costi economici della guerra, sull’Europa e sul sostegno all’Ucraina”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia nell’assemblea del gruppo dem convocata prima delle comunioni della Presidente del Consiglio in aula. 

Meloni arrivata in Senato per comunicazioni su Iran e Consiglio europeo

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata al Senato per rendere le comunicazioni in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente. Al suo arrivo la premier è stata accolta dal presidente di Palazzo Madama, Ignazio La Russa.

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