Dl Sicurezza, Mattarella frena su scudo e fermo preventivo. Il governo lavora alle modifiche

Dl Sicurezza, Mattarella frena su scudo e fermo preventivo. Il governo lavora alle modifiche
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alla Camera dei deputati, Roma, 4 Febbraio 2026 (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)

Incontro al Colle tra Mantovano e il presidente della Repubblica. Fuori dal provvedimento la norma relativa alla cauzione a carico di chi organizza manifestazioni

Un colloquio per affrontare tutti i nodi ancora da sciogliere per poter dare il via libera al nuovo pacchetto Sicurezza su cui lavora il governo anche per rispondere ai fatti di Torino. Dopo settimane di interlocuzioni tra gli uffici di Palazzo Chigi e quelli del Colle, e alla vigilia del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano è salito al Quirinale per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio d’altronde è l’uomo che sin dall’inizio della legislatura la premier Giorgia Meloni ha incaricato di tenere i rapporti col Colle, in questo caso per mediare e arrivare a una soluzione il più possibile condivisa.

Fermo preventivo e scudo per gli agenti sotto il faro del Colle

Secondo quanto filtra, Mantovano avrebbe illustrato al Capo dello Stato il contenuto del provvedimento su cui hanno lavorato negli ultimi giorni gli uffici di Chigi, Viminale e ministero della Giustizia. Un testo al cui interno sono previste, in particolare, due norme finite sotto il faro del Colle: da un lato il fermo preventivo di 12 ore per le persone ‘sospettate di costituire un pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione e per la sicurezza e l’incolumità pubbliche’, dall’altro il superamento del meccanismo di iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto, per gli agenti, in presenza di cause di giustificazione. Su entrambi i punti sarebbe necessario un ulteriore lavoro di ‘limatura’.

In particolare, per quel che riguarda lo scudo penale, Mattarella avrebbe fatto presente al sottosegretario – dal momento che la Costituzione prevede che i cittadini sono tutti uguali di fronte alla legge – l’esigenza di non creare un doppio registro che abbia valore solo per alcune categorie di cittadini. Da delimitare meglio, poi, anche il fermo preventivo, non essendo sufficiente avere un atteggiamento sospetto ma elementi concreti che possano cambiare il quadro. Al Quirinale le bocche restano cucite, in attesa di vedere come i ‘suggerimenti’ verranno accolti e tradotti in norma.

Il governo lavora alle modifiche del pacchetto Sicurezza

“Credo che abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole ed equilibrato. Altrimenti prenderemo atto dei rilievi fatti”, ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a proposito del confronto al Colle. Il lavoro di ‘limatura’ dovrebbe andare avanti nelle prossime ore e quando il testo sarà chiuso potrebbe essere necessario un ulteriore passaggio col Quirinale prima dell’approdo in Cdm, dove è atteso anche un ddl sempre incentrato sul dossier Sicurezza.

Tra le norme uscite dal provvedimento c’è invece quella relativa alla cauzione a carico di chi organizza manifestazioni di piazza. “Non penso che possa rientrare nel decreto per carattere di necessità e urgenza”, ha ammesso Matteo Salvini, che con la Lega ha spinto più di tutti sulla proposta.

Il decreto Infrastrutture e il Ponte sullo Stretto

Anche il vicepremier è salito al Colle, ma nella giornata di ieri, “per parlare di infrastrutture e di Olimpiadi. Sono i miei dossier, è il mio lavoro, perché mi volevo confrontare con lui anche sul testo del decreto”.

Decreto Infrastrutture il cui arrivo in Cdm tuttavia resta ancora in bilico e potrebbe alla fine non essere presente all’ordine del giorno della riunione di giovedì. Nella bozza in circolazione l’articolo 1 dedicato al Ponte sullo Stretto risulta ancora in bianco, resta il tema del perimetro dei controlli della Corte dei Conti. Per quanto riguarda il commissario sembra perdere quota, secondo quanto spiegato da Salvini, il nome di Pietro Ciucci, amministratore delegato della Stretto di Messina: “Non c’è nessun conflitto di interesse, ma onde togliere, come sul referendum sulla giustizia, terreno a quelli che inventano anche le cose che non ci sono, ci facciamo carico noi al ministero”. 

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