Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, difende la riforma della separazione delle carriere in vista del referendum del 22 e 23 marzo. Passata “attraverso un lungo e articolato esame parlamentare durato oltre due anni, ora, in perfetta aderenza al dettato costituzionale, approda al giudizio del popolo sovrano. Non intendo in questa sede dilungarmi sui contenuti, sento però il dovere istituzionale di ribadire con chiarezza e fermezza che ritengo blasfemo sostenere che questa riforma tenda a minare l’indipendenza della magistratura, un principio non negoziabile”, ha detto il Guardasigilli intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 alla Corte Suprema di Cassazione a Roma, a cui partecipa il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “L’attribuzione al legislatore di un’intenzione di sottoporre la magistratura al potere esecutivo è null’altro che una grossolana manipolazione divinatoria di una realtà immaginaria. Mi auguro che questa vuota polemica venga ripudiata dagli intelletti più maturi”, ha aggiunto Nordio.
Nordio: “Auspico dibattito pacato e razionale”
“Auspico che il dibattito sulla riforma” della separazione delle carriere “si mantenga nei limiti della razionalità, della pacatezza e della continenza. Abbiamo già detto che vi sono buone ragioni per criticarla, lo sappiamo. Abbiamo anche aggiunto, citando il poeta, che le buone ragioni cedono alle ragioni migliori, o almeno a quelle che noi riteniamo possano essere migliori.
Entrambe possono comunque essere espresse con raziocinio, senza rancori e soprattutto senza pensieri elettorali”, ha sottolineato Nordio.
Referendum giustizia, Nordio: “Vittoria No? Resteremo fermi al nostro posto”
“Se il popolo respingerà” con il referendum la riforma della giustizia sulla separazione delle carriere, “resteremo fermi al nostro posto, rispettandone la decisione. Se al contrario la confermerà, inizieremo il giorno successivo un dialogo con la magistratura, con il mondo accademico, con l’avvocatura, per elaborare le necessarie norme attuative“, ha detto ancora il ministro della Giustizia intervenendo nel corso della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 alla Corte Suprema di Cassazione a Roma.
D’Ascola (Cassazione): “Indipendenza toghe è fondamento Costituzione”
“La preoccupazione della magistratura è volta a garantire che resti effettiva l’indipendenza e l’autonomia della giurisdizione come caposaldo del sistema costituzionale. In una Costituzione che ha il suo perno essenziale nel principio di uguaglianza sostanziale, la magistratura, che esercita la funzione giurisdizionale affinché la legge sia uguale per tutti, sente di aver adempiuto il proprio dovere se il diritto, ogni diritto, ha effettiva tutela e non se è soltanto declamato. La sua autonomia e la sua indipendenza non sono un privilegio, ma sono presupposti perché il giudice sia sempre imparziale”. Così il primo presidente della Corte di Cassazione, Pasquale D’Ascola, nella relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

