Riforma Giustizia, Comitato per il No fa ricorso contro la data del 22 e 23 marzo

Riforma Giustizia, Comitato per il No fa ricorso contro la data del 22 e 23 marzo
Foto di archivio LaPresse

Depositato l’annullamento al Tar del Lazio

Il Comitato per il No chiede che venga spostata la data per la votazione del referendum sulla Giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo.

“Come annunciato abbiamo proceduto, dopo averne data doverosa e preventiva informazione alla presidenza della Repubblica, a depositare un ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento, previa sospensiva, della delibera del Consiglio dei ministri che ha fissato il 22 e 23 marzo la data per la votazione relativa al referendum sulla legge di revisione costituzionale promosso dai parlamentari. Nei prossimi giorni sapremo il seguito, intanto la raccolta continua e veleggiamo verso le 400.000 firme“, ha fatto sapere in una nota Carlo Guglielmi, portavoce del Comitato promotore della raccolta firme per il referendum popolare sulla riforma della Giustizia. Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, secondo quanto si apprende, ha firmato il il decreto di indizione del plebiscito.

Comitato No: “Riforma della giustizia mina l’autonomia delle toghe”

“Noi diciamo che l’effetto di questa riforma sarà nei fatti una maggiore soggezione della magistratura alla politica perché viene indebolito l’unico presidio effettivo che la Costituzione prevede perché il principio dell’autonomia sia concreto e cioè un Consiglio superiore della magistratura che sia davvero autorevole. E per essere autorevole deve essere elettivo. Se noi andiamo a raccontare all’estero che intendiamo sorteggiare i membri di un organo di tale rilievo costituzionale, ci ridono dietro“, aveva spiegato il costituzionalista Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No al referendum, intervistato su La7.

Meloni attacca l’Anm: “Sono loro a delegittimare la magistratura”

Il governo guidato da Giorgia Meloni, invece, difende la riforma, definita “una battaglia garantista e per la libertà” dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sulla stessa linea la presidente del Consiglio che, durante la conferenza stampa di inizio anno, ha attaccato l’Associazione nazionale magistrati e il comitato a favore del No. Per la premier è proprio la campagna fatta dall’Anm a “delegittimare i magistrati”.

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