Fabio Rampelli querela Scanzi, FdI contro il giornalista: cosa è successo

Fabio Rampelli querela Scanzi, FdI contro il giornalista: cosa è successo
Il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli alla festa di Gioventù Nazionale, Roma, 20 settembre 2025 (foto di Cecilia Fabiano/LaPresse)

In un post, lo scrittore aveva accusato il vicepresidente della Camera di aver partecipato al raduno serale ad Acca Larentia

È scontro aperto tra Fabio Rampelli e Andrea Scanzi. Il vicepresidente della Camera ha annunciato di voler querelare il giornalista: “Non ho partecipato al raduno serale di Acca Larentia, con buona pace del compagno Scanzi, che querelerò perché deve essere posto un limite alla diffamazione e alla menzogna”.

Dopo la consueta commemorazione annuale di fronte alla sede Msi nel 48esimo anniversario dell’uccisione da parte di militanti di estrema sinistra di Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, Scanzi aveva pubblicato un post sul proprio profilo Facebook nel quale ha attaccato direttamente Rampelli per la sua partecipazione: “In questa foto, il vicepresidente della Camera (non è una battuta) Rampelli, mentre partecipa bello (?) tronfio alla commemorazione di Acca Larentia, tra saluti romani, croci celtiche e “Presenti!” urlati alla ca**o come se fossimo ancora nel ventennio. Daje Itaglia!”. In realtà Rampelli si era recato ad Acca Larentia solo la mattina, per partecipare alla commemorazione istituzionale, senza prendere parte al raduno serale dei militanti, durante il quale sono andati in scena i saluti romani e il rito del ‘Presente’.

“Non faccio saluti romani perché sto bene nel mio tempo e ho sempre guardato con incredulità e tenerezza chi alza mani aperte, ma anche pugni chiusi – ha proseguito Rampelli – Intendo dire che nessuno mi ha vietato di farli, l’ho scelto e l’ho proposto alla generazione anti conformista che modernizzò la destra, dal MSI passando per AN, la stessa che su questa distanza dal nostalgismo avrebbe fondato con me Fratelli d’Italia nel 2012: la destra vincente di Giorgia Meloni”. “Da almeno 30 anni – ha spiegato Rampelli – ci rechiamo in delegazione la mattina, proprio per questo, sostando nelle tre piazzette dove sono stati uccisi ragazzi non ancora ventenni nel lontano 1978. Ci mettiamo in ordine, deponiamo tre cuscini di fiori con un nastro tricolore senza il simbolo di partito, ci raccogliamo in silenzio e ci portiamo la mano sul cuore. Ma per loro sono intollerabili atteggiamenti ‘fascisti’, perché ‘fascista’ è l’alloro, ‘fascista’ è il cuore su cui si posa la mano e ancor più ‘fascista’ è il silenzio. Troviamo sui muri e sul suolo pubblico ciò che ha lasciato il Campidoglio, avrà le sue ragioni se non ha cancellato quei simboli. Chiedere a Gualtieri”.

“Noi diamo valore al sangue innocente versato 48 anni fa e questo conta per tutti, anche per le istituzioni che si recano nello stesso posto, più di ogni altra cosa. Giornalisti seri dovrebbero ricordare che questa strage non ha avuto giustizia, che la mitraglietta Skorpion che sparò fu rinvenuta in un covo delle BR, che un pentito fece i nomi degli assassini, ma uno Stato complice si voltò dall’altra parte e li coprì. Ma a ogni 7 gennaio invece di riaprire inchieste, di indignarsi per l’impunità garantita ai carnefici, il problema siamo noi che conserviamo la memoria di quella guerra civile. È meraviglioso tramandarla con tanta costanza in mezzo secolo, capisco dia fastidio a chi si è dimenticato dei ragazzi di sinistra altrettanto innocenti ammazzati brutalmente dalla strategia della tensione, a noi più cari che ai nostri avversari. Meglio provare a insudiciare e denigrare… La volpe e l’uva”, ha concluso Rampelli. 

Le reazioni da Fratelli d’Italia

Durissime in generale le reazioni da parte di membri di Fratelli d’Italia. “Ancora una volta il personaggio in cerca di visibilità e di un pugno di like, Andrea Scanzi, rimedia una delirante figuraccia“, ha dichiarato il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Massimo Ruspandini. “Anche stavolta Scanzi ha preso fischi per fiaschi – sono invece le parole del vicepresidente vicario dei senatori di Fratelli d’Italia, Raffaele Speranzon – Consigliamo perciò a Scanzi di evitare di avventurarsi in continuazione in affermazioni che lasciano il tempo che trovano perché, semplicemente, non corrispondenti alla realtà dei fatti, oltretutto anche a seguito della grave aggressione ai danni di quattro ragazzi di Gioventù Nazionale”.

Il senatore Andrea De Priamo ha parlato di “mistificazione ad arte” e ha sostenuto che Rampelli “non deve certamente prendere lezioni di riappacificazione con la storia da nessuno, men che meno da chi, come Scanzi, le storie non sa o non vuole raccontarle nel loro svolgimento veritiero e reale”. Il deputato Federico Mollicone si è invece detto preoccupato “dal clima esasperato da una sinistra che – a parte Filippo Sensi e pochi altri – non ha neanche condannato l’aggressione a quattro ragazzi fatta da trenta individui in maniera vigliacca e che poteva avere un esito molto grave”, sostenendo che sarebbe necessario per la destra e la sinistra istituzionale incontrarsi per “spegnere il fuoco del ritorno della violenza politica prima che divampi”. Secondo la senatrice Cinzia Pellegrino, coordinatore nazionale del dipartimento tutela vittime di Fratelli d’Italia, è stato superato il limite del confronto civile: “Attribuire comportamenti mai avvenuti, insinuare presenze e atteggiamenti estranei alla realtà dei fatti e farlo con toni sarcastici su una tragedia che ha segnato la storia italiana significa superare ogni limite del confronto civile. La memoria di ragazzi assassinati negli anni di piombo merita rispetto, non strumentalizzazioni ideologiche o caricature utili solo ad alimentare odio e divisioni”.

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