Sul futuro di Milano “La Lega ha le idee chiare. Abbiamo le liste già quasi pronte, competitive, anche in caso di elezioni nella prossima primavera. E anche sul candidato sindaco due o tre profili ce li ho ben chiari in testa, disponibilissimo a discuterne con gli alleati anche domani mattina”. Matteo Salvini spinge sull’acceleratore.
Per il vicepremier e leader leghista, al di là dell’inchiesta sull’urbanistica che ha scosso nelle ultime settimane Palazzo Marino, “Milano è ferma. Io non contesto al sindaco Giuseppe Sala e alla sinistra che governa Milano ormai da una vita le inchieste, lascio che il tribunale faccia il suo mestiere. Sono garantista e non godo mai dei problemi o dei processi altrui”. E non solo. Ecco l’affondo di Salvini: “A prescindere da un processo che sono sicuro e spero vedrà l’innocenza di tutti gli indagati, invito di nuovo il sindaco Sala a riflettere se trascinare per un anno e mezzo la città ferma o se farsi da parte e lasciare che siano i cittadini a parlare”.
Il pressing di Forza Italia su FdI
Sull’ipotesi di elezioni anticipate, anziché nella primavera del 2027, si esprime anche Forza Italia. Il coordinatore regionale del partito in Lombardia e deputato, Alessandro Sorte, osserva: “Il centrodestra deve farsi trovare pronto, perché non escludo nemmeno il voto anticipato: non per le questioni legate all’inchiesta, ma per quelle politiche che ci portano a dire che questa maggioranza sta su per miracolo e fatica ad andare avanti”. Gli azzurri vanno in pressing su FdI: “Mi aspetto che il partito di maggioranza, che è Fratelli d’Italia, convochi un tavolo, anche perché mi sembra che la campanella sia suonata ampiamente. Adesso il centrodestra deve stringere”.
E ancora: “Mi rivolgo a La Russa. Ignazio, se ci sei – e sono sicuro che ci sei – dicci cosa vuoi fare. Nel puzzle oggi manca La Russa, che è uno dei padri nobili del centrodestra che deve scendere in campo”, sottolinea il coordinatore lombardo di FI. Fra i nomi che circolano, dopo che è stato sfumata la pista Maurizio Lupi, caldeggiata anche dal presidente del Senato, in pole c’è quello di Ferruccio Resta, ex rettore del Politecnico e attuale presidente della Fondazione dell’ateneo milanese.
Il centrodestra e l’ipotesi allargamento ad Azione
In ogni caso, Sorte, quindi, suggerisce un allargamento del perimetro della coalizione: “Vogliamo aprire ad Azione di Carlo Calenda, addirittura ipotizzando per loro la casella del vicesindaco, ossia un progetto che li renda protagonisti. A Milano, che può essere la grande città dove torniamo a vincere, serve una coalizione molto più centrodestra e non ‘destra-centro’. L’avvicinamento con Azione potrebbe ovviamente avere un significato nazionale. Milano potrebbe essere un laboratorio che spinge Azione, a ridosso delle elezioni politiche, ad allearsi con il centrodestra. Uno schema che farebbe sicuramente molto comodo a Giorgia Meloni”. Una proposta, quest’ultima, che Salvini respinge al mittente: “Se” il partito di Calenda “è a sinistra, sta bene a sinistra, penso”.

