Dazi, Meloni: “Evitata escalation commerciale potenzialmente devastante”

Dazi, Meloni: “Evitata escalation commerciale potenzialmente devastante”
European Union flags flap in the wind as a woman walks past diplomatic vehicles outside of EU headquarters in Brussels, Belgium, Tuesday, May 27, 2025. (AP Photo/Omar Havana)

Tajani: “Tra Usa e Ue miglior trattativa possibile, accordo dà certezze”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un punto stampa ad Addis Abeba, ha commentato l’intesa sui dazi tra Usa e Ue siglata con la stretta di mano in Scozia tra il presidente americano Donald Trump e la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen. La premier italiana giudica positivamente l’accordo ribadendo che la priorità era evitare uno scontro commerciale con Washington.

 Salvini: “Regole imbecilli a Bruxelles massacro per nostre imprese

“Se i dazi sono sostenibili? “Sto ascoltando gli imprenditori, perché io ascolto le imprese che poi si confrontano con questa competizione. La cosa certa è che le regole europee sono sicuramente un massacro per le nostre imprese, quindi se la von der Leyen non azzera il Green Deal questo non dipende da Trump, dipende da chi non vuole riconoscere il proprio errore”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a margine di un evento del partito a Milano. “Penso che il governo italiano abbia fatto il possibile, sicuramente qualcosa a Bruxelles non funziona, ma non da adesso, non per colpa di Trump, perché se qualcuno vuole lasciare a piedi 7 milioni di automobilisti con l’euro 5 diesel è perché ci sono degli imbecilli a Bruxelles, non è per colpa di Trump”, ha aggiunto.

Tajani: “Tra Usa e Ue miglior trattativa possibile, accordo dà certezze

“Ancora non è tutto chiuso, bisogna vedere dettaglio per dettaglio. I Dazi non fanno bene a nessuno, ma questa era la miglior trattativa possibile”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando l’intesa tra Ue e Usa sui Dazi. “Ora bisogna aiutare le imprese”, ha aggiunto, “l’accordo è servito a dare certezza perché si chiude un momento lungo di incertezze. Si è evitata una guerra commerciale che sarebbe stata dannosissima per le imprese”

 Fonti Ue: “Con 15% riscossioni Usa passano da 7 a 80 miliardi

Prima del secondo mandato di Trump gli Usa riscuotevano circa 7-8 miliardi di dollari di Dazi sui prodotti europei ma con l’introduzione del 15% l’importo sarebbe decuplicato a circa 80 miliardi di dollari. Lo comunica un funzionario della Commissione europea nel corso di un briefing tecnico con i giornalisti. “Tuttavia, quella cifra è pagata dagli importatori americani. Nel presentare questi importi – sottolinea – è sempre molto importante insistere sul fatto che non stiamo pagando alcun dazio. Non stiamo pagando nulla agli Stati Uniti, sono gli importatori a farlo. Potrebbero essere i consumatori statunitensi, ovviamente, a dover pagare Dazi più elevati sull’importazione di merci europee”. Il funzionario aggiunge che “abbiamo discusso di queste cifre, il valore totale di ciò che raccoglieranno sarà di circa, in calcoli difficili, 80 miliardi e dipenderà molto da questi fattori dinamici, da come cambierà il commercio, da come alcuni scambi potrebbero non aver luogo più in alcuni settori, o da come gli scambi potrebbero spostarsi in altri settori”

Meloni: “Evitata escalation potenzialmente devastante”

“Giudico positivamente il fatto che si sia raggiunto un accordo. Io ho sempre pensato, continuo a pensare, che una escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti”, ha dichiarato Meloni. “Dopodiché la base di dazi al 15% – se ricomprende i dazi precedenti, che di media erano intorno al 4.8%, differentemente da quello che prevedeva un possibile accordo al 10% che sommava i dazi precedenti – secondo me è una base sostenibile”, ha continuato la leader di Fratelli d’Italia.

Meloni: “Verificare possibili esenzioni, c’è ancora da battersi

“Ovviamente bisogna andare nei dettagli” dell’intesa sui dazi tra Usa e Ue, “e per andare nei dettagli intendo essere certi – ma mi pare che su questo la presidente della Commissione europea sia stata chiara – che all’interno del 15% ci siano alcuni settori che erano particolarmente sensibili, penso alla farmaceutica e alle auto”, ha sottolineato la premier.

Secondo Meloni “bisogna verificare quali sono le possibili esenzioni, particolarmente su alcuni prodotti agricoli, quindi ci sono una serie di elementi che mancano. Così come io non so esattamente a che cosa ci si riferisca quando si parla di investimenti, acquisto di gas e compagnia, questo non sono in grado di valutarlo finché non ho i dati chiari”.

“Bisognerà studiare i dettagli dell’accordo – ripete la premier –, bisognerà lavorare ancora sull’accordo perché quello che è stato sottoscritto ieri è un accordo giuridicamente non vincolante, di massima, quindi nei dettagli, su alcune cose bisogna ancora andare, quindi c’è ancora da battersi”. 

Meloni: “Aiuti a settori più colpiti, sentiremo associazioni”

Meloni ha poi sottolineato che “bisognerà anche a livello nazionale e a livello europeo lavorare per aiutare quei settori che dovessero essere particolarmente coinvolti da questa decisione. È il lavoro che faremo ovviamente nelle prossime ore, anche parlando con le nostre associazioni degli imprenditori, col nostro mondo industriale”.

La premier ha spiegato di non aver avuto ancora modo di sentire la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ma, ha aggiunto, “l’Italia e l’Europa adesso devono lavorare per definire tutti i dettagli, continuare a lavorare per ottenere un accordo che sia il migliore possibile. Dopodiché sedersi e interrogarsi su come si faccia a sostenere eventuali settori che dovessero essere particolarmente colpiti. Questo a livello nazionale, e credo che anche il livello europeo sia importante, non tanto e non solo in termini di aiuti verso quei settori che possono avere maggiori difficoltà, ma anche rispetto a quello che noi possiamo fare per noi stessi: il tema delle semplificazioni, quello del mercato unico. Insomma c’è tutto un lavoro su cui l’Unione Europea non può più perdere tempo, bisogna accelerare e cercare di compensare quelli che possono essere i possibili limiti”. 

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