Urne aperte in tutta Italia per i cinque Referendum su lavoro e cittadinanza. Si vota oggi, 8 giugno, dalle 7 alle 23 e domani lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15. Immediatamente dopo inizierà lo spoglio delle schede. Decisivo il dato sull’affluenza, visto che affinché il Referendum sia valido servirà che si esprima almeno il 50%+1 degli aventi diritto.
Al voto oggi anche 13 Comuni sopra i 15mila abitanti – tra cui Taranto e Matera – per il ballottaggio delle elezioni amministrative locali.
Dato definitivo affluenza alle 19 è del 16,1%
È del 16,1% l’affluenza alle ore 19 ai seggi aperti in tutta Italia per votare ai cinque referendum su lavoro e cittadinanza. È il dato riportato dal sito Eligendo del Viminale, quando manca una sola sezione da scrutinare sulle 61.591 sezioni complessive
Mattarella ha votato nel pomeriggio a Palermo
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha votato oggi per i referendum nel suo seggio di Palermo. Secondo quanto si apprende, il capo dello Stato si è recato alle urne intorno alle 16.30.
Meloni al seggio questa sera
La premier Giorgia Meloni si è recata al seggio per la consultazione referendaria. Nelle foto diffuse da Palazzo Chigi, la presidente del Consiglio Meloni, con in mano la sua scheda elettorale, stringe la mano al presidente di seggio ma non ritira né imbuca le schede. Nei giorni scorsi la premier ha comunicato di volersi recare “per rispetto” alle urne senza tuttavia ritirare le schede dei cinque referendum.
Alle 19 affluenza oltre il 15%
È del 15,8% l’affluenza ai seggi aperti in tutta Italia per votare ai cinque referendum su lavoro e cittadinanza. È quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate quando sono state scrutinate 57.283 sezioni su 61.591% complessive
Alle 12 affluenza al 7,4%
È del 7,4% l’affluenza ai seggi aperti in tutta Italia per votare ai cinque referendum su lavoro e cittadinanza. È quanto risulta dal sito Eligendo del Viminale, quando mancano all’appello i dati di pochissime sezioni sulle 61.591 complessive.
Conte: “Non lasciare che altri scelgano per noi”
“Qui a Roma è una bella giornata come in tutta Italia. Una giornata ottima per esercitare i propri diritti politici e il primo è quello di votare in occasione di votazioni politiche o amministrative ma anche referendarie. C’è da scegliere, da pronunciarsi e non lasciare che altri decidano per noi”. Così il presidente M5S, Giuseppe Conte, all’uscita del seggio a Roma dove è andato a votare.

Schlein ha votato a Roma
La segretaria del Pd, Elly Schlein, si è regata presso il seggio di via Galvani a Roma verso le ore 11, per votare i referendum su lavoro e cittadinanza. Al suo arrivo, la leader dem non si è sottratta alle richieste di selfie dei cittadini presenti, da cui ha ricevuto diversi applausi.
Quando si vota per il referendum
Si vota oggi dalle 7 alle 23 e domani lunedì 9 giugno dalle 7 alle 15.
Referendum, i cinque quesiti
- Il primo quesito, sulla scheda verde chiaro, riguarda appunto l’abrogazione parziale delle norme sul contratto a tutele crescenti e sulla disciplina dei licenziamenti illegittimi introdotte dal Jobs Act durante il governo Renzi. L’obiettivo è ripristinare la disciplina dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, modificata dalla riforma Fornero del 2012, che prevedeva il reintegro nel posto di lavoro per chi viene licenziato senza giusta causa o giustificato motivo, possibilità oggi limitata nelle aziende con più di 15 dipendenti. Se vincesse il sì, si tornerebbe a prevedere l’obbligo di reintegro anche per i contratti stipulati dopo il 7 marzo 2015.
- Il secondo quesito, con la scheda arancione, punta a eliminare il tetto massimo all’indennità prevista in caso di licenziamento ingiustificato nelle piccole imprese. Attualmente il risarcimento per il lavoratore licenziato senza giusta causa o motivo oggettivo non può superare le sei mensilità di stipendio. Se il referendum passasse, spetterebbe al giudice del lavoro stabilire liberamente l’entità dell’indennizzo, senza più un limite prefissato.
- La scheda grigia è quella del terzo quesito. Riguarda i contratti a termine e propone di cancellare la norma che oggi consente di stipulare contratti a tempo determinato fino a 12 mesi senza indicare una causale, con l’intento dichiarato di limitare il precariato e incentivare rapporti di lavoro più stabili. Se il sì dovesse prevalere, i datori di lavoro sarebbero obbligati fin dall’inizio a motivare in modo preciso e documentato il ricorso a contratti a termine.
- Il quarto quesito, con la scheda di colore rosso rubino, tocca il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro e mira ad ampliare la responsabilità solidale dell’impresa committente nei contratti di appalto, subappalto e somministrazione. Attualmente la ditta appaltante è responsabile in solido per i crediti retributivi e contributivi dei lavoratori dipendenti delle aziende appaltatrici. Il referendum chiede di estendere questa responsabilità anche agli infortuni e ai danni subiti dai lavoratori per rischi specifici connessi alle mansioni svolte, e non più soltanto per i rischi generici. L’obiettivo dichiarato è contrastare il fenomeno delle morti bianche e delle irregolarità negli appalti.
- Infine, il quinto quesito, sulla scheda gialla, riguarda la cittadinanza italiana e propone di dimezzare da dieci a cinque anni il periodo di residenza legale continuativa richiesto agli stranieri maggiorenni extracomunitari per poter presentare domanda di cittadinanza. Resterebbero invariati tutti gli altri requisiti attualmente previsti dalla legge: la conoscenza della lingua italiana, la disponibilità di un reddito sufficiente e stabile, l’assenza di condanne penali, la regolarità contributiva e fiscale e l’assenza di cause ostative legate alla sicurezza nazionale.
Il quorum per il Referendum
Perché il risultato sia valido, è necessario raggiungere il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto. Un traguardo tutt’altro che scontato, tanto che i partiti di maggioranza, contrari nel merito ai quesiti proposti, hanno deciso di invitare gli elettori a non recarsi alle urne, considerandolo un atto legittimo di dissenso e uno strumento per limitare l’affluenza. Sull’altro versante, le opposizioni — pur mantenendo alcune differenze di posizione — hanno in larga parte sostenuto la campagna referendaria, in particolare sui temi legati al lavoro e ai diritti di cittadinanza.
In questo scenario, restano evidenti le fratture interne al Partito Democratico, dove la revisione del Jobs Act continua a segnare una netta divisione tra la leadership attuale e quelle precedenti.
Affluenza ai ballottaggi di Taranto e Matera alle 12
Alle ore 12 a Matera ha votato l’11,76% degli elettori chiamati a eleggere il nuovo sindaco al turno di ballottaggio. affluenza in calo rispetto al primo turno, quando alla stessa ora della domenica aveva votato il 13,83% degli aventi diritto.
Alle ore 12 a Taranto ha votato l’11,42% degli elettori chiamati a eleggere il nuovo sindaco al turno di ballottaggio. Affluenza in calo rispetto al primo turno, quando alla stessa ora della domenica aveva votato il 13,83% degli aventi diritto.


Meloni al seggio questa sera