Si sfiora l'incidente parlamentare anche sul ddl sicurezza, con Forza Italia che non vota l'emendamento sulle madri detenute

Dalla maternità surrogata al decreto sicurezza, è tensione in maggioranza e si sfiora l’incidente parlamentare su due temi sensibili. In commissione a Palazzo Madama è la Lega ad alzare il tiro, tenendo il punto sui suoi emendamenti al ddl proposto da Fratelli d’Italia e già approvato alla Camera, nonostante il governo abbia dato parere contrario. Nella seduta pomeridiana, la maggioranza ha rischiato sul voto su un emendamento del capogruppo Massimiliano Romeo che fa da cornice, con la definizione del reato: appena prima del voto, di fronte al parere contrario del governo, ne viene chiesto l’accantonamento. “La maggioranza – hanno quindi protestato le opposizioni – ha chiesto l’accantonamento in modo irrituale. Hanno capito che sarebbero andati sotto”. In serata, l’emendamento è stato poi trasformato in ordine del giorno, ma è stata messa ai voti la proposta che pone un’ulteriore stretta, con il carcere fino a 10 anni e la multa fino a 2 milioni di euro, sulla gestazione per altri. Nonostante l’invito al ritiro da parte del governo, l’emendamento è stato votato e bocciato, con gli altri gruppi di maggioranza che votano assieme alle opposizioni. Sempre in Senato, è stato stoppato perché improponibile anche un emendamento sui balneari di nuovo della Lega al decreto Agricoltura, che arriverà mercoledì in Aula e per cui il governo ha già preannunciato la fiducia.

La tensione sul ddl sicurezza

Nelle stesse ore, tensione in commissione alla Camera sul ddl sicurezza. “Il gruppo di Forza Italia non parteciperà al voto sugli emendamenti che riguardano l’articolo 12 del provvedimento che stiamo discutendo”, ha annunciato Paolo Emilio Russo, capogruppo azzurro in commissione Affari costituzionali, intervenendo a proposito dell’articolo che riguarda le madri detenute ed elimina l’obbligo di differimento della pena carceraria per le donne incinte o con meno di un anno. “Comprendiamo le ragioni per cui la maggioranza ha inteso intervenire”, ha rimarcato Russo, “anche noi siamo persuasi che sia necessario creare le condizioni per cui la gravidanza non venga utilizzata strumentalmente – e cinicamente – come espediente per evitare il carcere, per assicurare impunità a delinquenti abituali. Riteniamo però che per penalizzare – giustamente – queste madri, che non sarebbero degne di essere chiamate tali, non si debbano colpire anche i figli piccoli che sono evidentemente innocenti a prescindere”.

 

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