Giorgia Meloni ha fatto visita alla sinagoga di Roma: luogo di culto della comunità ebraica capitolina che il 9 ottobre di 41 anni fa è stata colpita da un attentato terroristico nel quale perse la vita un bambino di due anni. L’arrivo della presidente del Consiglio coincide con una situazione critica e sempre più tesa per Israele, in guerra con Hamas dal 7 ottobre scorso. “Portiamo solidarietà alla comunità ebraica romana, italiana. Nelle scene che arrivano da Israele c’è qualcosa di più di quello che si vede in un normale, già tragico, scenario di guerra. Caccia casa per casa ai civili, rastrellamento di bambini, giovani. C’è l’odio verso un intero popolo”, ha detto la premier. “Penso che difendere il diritto all’esistenza di Israele sia un modo per difendere questi giovani, questi bambini, queste donne. Bisogna intensificare la protezione dei cittadini di religione ebraica anche sul nostro territorio. Il rischio di emulazione degli atti di Hamas potrebbe arrivare anche da noi. Li difenderemo da ogni forma di antisemitismo”, ha aggiunto. “Ci sono novità su la coppia di italiani con doppio passaporto che mancano all’appello?”, chiede un cronista in merito alla sorte degli italo-israeliani Lilach Clea Havron ed Eviatar Moshe Kisnis. “Non abbiamo ancora novità, stiamo seguendo da vicino. Tutti sono allertati”, ha risposto Meloni.
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