Continuano ad alzarsi i toni dello scontro tra politica e giudici dopo i casi Santanchè e Delmastro. Fonti del ministero della Giustizia, con riferimento alla vicenda della ministra del Turismo, “manifestano, ancora una volta, lo sconcerto e il disagio per l’ennesima comunicazione a mezzo stampa di un atto che dovrebbe rimanere riservato. La riforma proposta mira ad eliminare questa anomalia tutelando l’onore di ogni cittadino presunto innocente sino a condanna definitiva”.
“Imputazione Delmastro dimostra irrazionalità del sistema”
Le stesse fonti di via Arenula affermano inoltre che “l’imputazione coatta nei confronti di Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi altro indagato, dimostra l’irrazionalità del nostro sistema“. “Nel processo che ne segue, infatti – proseguono le fonti – l’accusa non farà altro che insistere nella richiesta di proscioglimento in coerenza con la richiesta di archiviazione. Laddove, al contrario, chiederà una condanna non farà altro che contraddire se stesso. Nel processo accusatorio il Pubblico Ministero, che non è nè deve essere soggetto al potere esecutivo ed è assolutamente indipendente, è il monopolista dell’azione penale e quindi razionalmente non può essere smentito da un giudice sulla base di elementi cui l’accusatore stesso non crede. La grandissima parte delle imputazioni coatte si conclude, infatti, con assoluzioni dopo processi lunghi e dolorosi quanto inutili, con grande spreco di risorse umane ed economiche anche per le necessarie attività difensive. Per questo è necessaria una riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”.
Pd: “Meloni e Nordio non si nascondano dietro ‘fonti di’”
“Non si ha memoria di uno scontro istituzionale di tale portata condotto con tale vigliaccheria. Meloni, Nordio, non nascondetevi dietro le ‘fonti di’. O se vi rimane un barlume di senso dello Stato, smentitele”. Lo scrive su Twitter il deputato del Partito democratico, responsabile Esteri della segreteria Dem, Peppe Provenzano.

