In un video su Facebook l'ex presidente del Consiglio: "Si riparte con nuovo slancio, non possiamo lasciar cancellare le nostre riforme"

Presenta il nuovo Statuto che lo porterà a ricoprire il ruolo di presidente del M5S, e contemporaneamente lancia la sfida su giustizia e reddito di cittadinanza. Giuseppe Conte è tornato. L’ex premier sceglie la sua pagina Facebook per lanciare il nuovo corso del Movimento. “Sono pronto, e non intendo mollare di un centimetro” assicura nel messaggio indirizzato “a vecchi e nuovi sostenitori” pentastellati, che saranno chiamati ad esprimersi tra 15 giorni sulla proposta di modifica dello Statuto. Il voto dell’assemblea degli iscritti – che si svolgerà esclusivamente utilizzando lo strumento telematico online SkyVote (addio alla piattaforma Rousseau) – è infatti previsto per il 2 e 3 agosto in prima convocazione, e il 5 e 6 agosto in seconda convocazione. Dopo il via libera degli attivisti, l’assemblea sarà chiamata a votare nei giorni successivi anche per l’elezione del presidente, che il garante Beppe Grillo ha già indicato nella persona di Conte.

Insomma, l’avvocato pugliese è a un passo dal diventare a tutti gli effetti il nuovo leader del Movimento. Manca un ultimo passaggio formale, ma ormai il processo è avviato. E lo conferma anche l’incontro fissato per lunedì mattina alle 11 a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. Un faccia a faccia che si annuncia non scontato dopo la netta presa di posizione di Conte sul tema giustizia. “Siamo quelli della legge spazzacorrotti – ricorda – quelli che vogliono processi veloci, ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati. Non accetteremo mai, ad esempio, che il processo penale per il crollo del Ponte Morandi possa rischiare l’estinzione”. Non solo, il neo-leader del Movimento tira in ballo anche il reddito di cittadinanza, “che oggi qualcuno per interessi di bottega vorrebbe smantellare, ma non è la strada per aiutare davvero gli italiani”.

“Piuttosto – è il messaggio agli alleati di governo – miglioriamolo, rendiamolo davvero efficace e funzionale, soprattuto per la parte delle politiche attive del lavoro, perché questo è quello che serve, non eliminarlo”. In sostanza, Conte parte subito all’attacco, chiarendo che “la prima forza politica in Parlamento” ha realizzato gran parte delle riforme che aveva promesso agli elettori, “e oggi non possiamo lasciare che vengano cancellate”. L’obiettivo, anzi, è ripartire “spinti da quel vento che per il M5S soffia ancora. È il vento delle battaglie che verranno, quelle ancora da vincere”.L’ex premier ammette che gli ultimi mesi sono stati difficili. E non potrebbe essere altrimenti visto che sono stati segnati dal duro botta e risposta con Grillo. “Abbiamo tutti vissuto momenti di smarrimento, anche di stanchezza – confessa -, ma abbiamo saputo superarli lasciandoceli alle spalle. Oggi questo progetto ha bisogno di nuova linfa, di ritrovare quella caparbietà, quello spirito che lo hanno portato ad essere forza trainante per il cambiamento del Paese”. Ecco quindi irrompere sulla scena il nuovo Statuto con annessa Carta dei Principi e dei Valori: trentanove pagine e 25 articoli al cui interno sono contenute “le basi per rilanciare la nostra azione comune: la piena agibilità politica del presidente del Movimento, una chiara separazione fra ruoli di garanzia e quelli di indirizzo politico”. Con la votazione degli attivisti, infatti, il presidente resterà in carica per 4 anni (sarà eleggibile per non più di due mandati consecutivi) e sarà l’unico titolare e responsabile della determinazione e dell’attuazione dell’indirizzo politico del M5S. Il garante, ovvero Grillo, sarà invece “il custode dei valori fondamentali dell’azione politica del MoVimento” e avrà “il potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme” dello Statuto. Verrà eletto mediante consultazione in rete e resterà in carica “a tempo indeterminato”, ma potrà “essere revocato, in ogni tempo, su proposta deliberata dal Comitato di Garanzia all’unanimità e ratificata da una consultazione in rete degli Iscritti, purché prenda parte alla votazione la maggioranza assoluta degli iscritti aventi diritto al voto”. 

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