Grillo: "Unità e patto verde unica strada". Lezzi: "Non sono espulsa, mi candido a direttorio". Morra: "Molto scosso voglio riflettere. Mi sento M5S nel sangue"

“I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi“. Lo annuncia il capo politico, Vito Crimi, in un post su Facebook. “Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì – spiega -. Non lo ha fatto a cuor leggero, è evidente. Ma lo ha fatto. Lo ha fatto con coerenza, nel rispetto dell’orientamento emerso in seguito all’ultima consultazione, dove la maggioranza dei nostri iscritti si è espressa a favore. E lo ha fatto con coraggio, assumendosi la responsabilità di una scelta che non guarda all’interesse esclusivo del MoVimento o al facile consenso, bensì agli interessi di tutti i cittadini italiani e della nostra comunità nazionale”.

I 15 senatori che hanno votato no alla fiducia saranno espulsi. Ieri al Senato il MoVimento 5 Stelle ha votato sì. Non…

Pubblicato da Vito Crimi su Giovedì 18 febbraio 2021

Immediata la reazione di Nicola Morra, uno dei senatori che ieri sera hanno votato no alla fiducia: “Apprendo che è stata avviata la procedura di espulsione nei miei confronti. Sono molto scosso da questa decisione, ora voglio riflettere. Mi sento M5S nel sangue”, scrive su Facebook il senatore Cinquestelle. Anche Barbara Lezzi, affida a Facebook il suo commento: “Ho appena letto il post del reggente perpetuo in cui comunica l’espulsione dal gruppo parlamentare dei 15 senatori, tra cui ci sono anche io, che ieri non hanno dato la fiducia al governo Draghi. Ho preso la decisione. Mi candido a far parte del comitato direttivo del M5S (da cui non sono espulsa)“.  “Credo – ha aggiunto – che il 41% degli iscritti contrari ad allearsi con tutti, compresi Berlusconi, Salvini e Renzi, debbano essere rappresentati – spiega -. Sono convinta, inoltre, che se il quesito fosse stato riproposto, come lo statuto prevede, quel 41% sarebbe stato più alto”. “Auspico, quindi, la massima serietà nel percorso che porta alle candidature e l’urgenza necessaria a sbloccare l’azione del M5S. Coraggio”, conclude Lezzi.

 

Buongiorno. Ho appena letto il post del reggente perpetuo in cui comunica l’espulsione dal gruppo parlamentare dei 15…

Pubblicato da Barbara Lezzi su Giovedì 18 febbraio 2021

 

Sulle fibirillazioni in casa pentastellata si fa sentire anche Beppe Grillo con un post su Facebok. “Siamo nell’era della resilienza, dell’antropocene, e dobbiamo necessariamente effettuare un salto quantico, passare da un regime di equilibrio (che realmente non lo è più) a un altro e l’unità, il patto verde, è l’unica strada”, scrive il Garante.

 

Sulla vicenda interviene anche l’avvocato, Lorenzo Borrè, protagonista di diverse battaglie legali in nome di esponenti pentastellati espulsi in passato: “Crimi dimentica di non essere più il capo politico, nemmeno reggente in quanto da oggi questa carica non c’è più. L’articolo 21, quarto comma, del Regolamento del gruppo parlamentare M5S al Senato, prevede che l’espulsione venga ratificata da una votazione online, eccezione non predicabile in quanto la figura del capo politico non c’è più”, dice in un’intervista a LaPresse, l’avvocato. “Fossi nei senatori, avvertirei la presidente Casellati che eventuali provvedimenti di espulsione non sono ratificabili – spiega -. Sostanzialmente, gli eventi si sono allineati in modo tale da non consentire più quella prassi utilizzata in precedenza, ossia il capo politico che faceva la richiesta al capogruppo e lui eseguiva. Non ci si può sottrarre da una votazione online”.

Anche il garante e co-fondatore del M5S, Beppe Grillo, interviene nella polemica dei pentastellati con un opost sul suo blog: “Oggi, alle 21:55 la sonda Perseverance atterrerà su Marte. Alla stessa ora, la Perseveranza atterrerà su un altro Pianeta. La Terra. Più precisamente alla Camera dei deputati. I Grillini non sono più marziani. I Grillini non sono più marziani”. Lo scrive il garante e co-fondatore del M5S, Beppe Grillo, in un post pubblicato sul suo blog personale. Il comico genovese interviene, alla sua maniera, nella polemica di queste ore sulla fiducia al governo Draghi, che ha già portato all’espulsione di 15 senatori che ieri hanno votato contro.

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