Torino, 11 mag. (La Presse) – Sull’estradizione di Marcello Dell’Utri, condannato dalla Cassazione, ora in Libano, “abbiamo una certezza, il ministro della giustizia ha fatto tutto ciò che è presente nei trattati internazionali, e anche di più, per garantire alla giustizia chi ha cercato di sottrarvisi”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando al Salone del libro di Torino intervenendo al dibattito dei Dialoghi de L’Espresso ‘Se questa è giustizia’. “Nei Paesi in cui – ha aggiunto – come in questo caso esiste una possibilità di sottrarsi, queste cose vanno fatte con particolare scrupolo, ma non perché è Dell’Utri, ma perché c’è un atteggiamento sospetto per cui dobbiamo fare tutto il possibile e anche di più affinché la sentenza possa avere attuazione”. “Sappiamo tutti poi – ha aggiunto ancora – che il diritto internazionale è tra i diritti il più incerto. Ma non vorrei che il Libano diventi nell’immaginario collettivo come il Centroamerica di molti anni fa. Certo è un Paese instabile ma che ha una cultura giuridica consolidata di derivazione europea e una magistratura che è punto di tenuta del paese. Si tratta di un Paese rispetto a cui ci sono tutte le condizioni per cui possa andare a buon fine l’azione che abbiamo messo in campo”.

“Noi abbiamo avviato nei tempi più rapidi tutte le procedure previste dai trattati – ha detto ancora Orlando – Ci auguriamo che le autorità libanesi si attengano allo stesso ritmo. Dopo di che rispettiamo le procedure e le esigenze di esame ma confidiamo sul fatto che ci sia una tempestività nella risposta”. “Sono assolutamente fiducioso sulla vicenda perché mi attengo a ciò che è scritto nei trattati e parto dall’attività svolta dalla procura generale di Palermo e dal ministero della Giustizia”, ha concluso.

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