Roma, 12 dic. (LaPresse) – A superare lo stallo ci hanno pensato i presidenti di Camera e Senato che con un comunicato congiunto, dopo un vertice di circa 50 minuti a Montecitorio, hanno annunciato il passaggio definitivo alla Camera della riforma sulla legge elettorale. Per rispettare il ruolo di entrambi i rami del Parlamento Boldrini e Grasso hanno anche stabilito che spetterà invece al Senato l’esame dei progetti di legge di riforma costituzionale già presentati e, in particolare, quello sul superamento del bicameralismo perfetto per, si legge in una nota congiunta, “l’avvio di un più moderno ed efficiente bicameralismo differenziato”. Insomma, sembra proprio che con la nuova fiducia il “cambio d’agenda” del Governo promesso da Renzi si stia verificando. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, plaude la scelta espressa dai due presidenti, che definisce “equilibrata” e capace di “chiudere una discussione sul metodo per avviare finalmente un lavoro sul merito”.
La presidente Boldrini aveva avviato ieri la procedura di intese per stabilire la priorità nella definizione del testo di riforma elettorale, a seguito della richiesta emersa nella conferenza dei Capigruppo della Camera del 5 dicembre scorso e della successiva iscrizione all’ordine del giorno della Commissione affari costituzionali della materia elettorale, già in corso di esame presso l’omologa Commissione del Senato.
“Questa mattina – si legge nella nota congiunta di Camera e Senato – la presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, ha informato il presidente dell’assemblea di Palazzo Madama dell’orientamento favorevole dei Gruppi Pd, Movimento 5 Stelle e Misto-Sel al trasferimento alla Camera della legge elettorale; contrari i Gruppi Forza Italia-PdL, Nuovo Centro Destra, Lega Nord, Gal, Autonomie, Per l’Italia e Scelta civica”. In seguito a cui i presidenti dei due rami del Parlamento “hanno preso atto della sussistenza di una maggioranza numerica di senatori e deputati (alla Camera anche il Gruppo Fratelli d’Italia) favorevoli al superamento del principio della priorità temporale, in forza del quale l’iter sarebbe dovuto proseguire al Senato”.
Da Boldrini e Grasso però arriva anche un ammonimento ai vari gruppi parlamentari. “Tale percorso – concludono i due presidenti delle Camere – richiede evidentemente una conseguente e chiara assunzione di responsabilità da parte dei gruppi politici di entrambi i rami del Parlamento. I Presidenti delle Camere si sono infine impegnati a vigilare affinché le due Commissioni affari costituzionali procedano parallelamente con costante e reciproca attenzione sui rispettivi lavori, al fine di assicurare un più spedito e proficuo svolgimento dell’iter delle riforme che interesserà il prosieguo della legislatura”.

