Fornero: Art.18, torna reintegro

Fornero: Art.18, torna reintegro

Roma, 4 apr. (LaPresse) – “Nel caso di manifesta infondatezza del licenziamento per motivo economico, il giudice può decidere la reintegrazione, mentre negli altri casi vale l’indennizzo”. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in merito alla nuova formulazione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, relativa ai cosiddetti licenziamenti economici, contenuta nel disegno di legge della riforma del mercato del lavoro, durante una conferenza stampa con il premier Mario Monti.

“Attraverso la modifica dell’articolo 18, non blindiamo o inchiodiamo il lavoratore a quel particolare posto di lavoro: non diciamo al lavoratore ‘una volta che l’hai conquistato, il posto è tuo per sempre’, ma ci possono essere circostanze in cui si creano distanze tra il datore di lavoro e il lavoratore”. Il disegno di legge è nelle mani di Napolitano, al Quirinale e il capo dello Stato lo dovrà firmare se gli piace”, ha dichiarato il ministro del Lavoro.

“Sul mercato del lavoro abbiamo scelto di lavorare diversamente rispetto a quella delle pensioni: abbiamo scelto la via non della concertazione, ma del dialogo e della consultazione, dell’ascolto, ed è stato così”, ha evidenziato Fornero. “Il dialogo – ha aggiunto – è stato sincero”.

Il ministro del Lavoro ha sottolineato che “Con il mercato del lavoro, si ha il rischio di quello che per gli economisti è il ‘trade off’: un vantaggio per una parte che diventa un costo per l’altra. Noi speriamo che dal microeconomico i vantaggi sommino a molto di più che gli svantaggi e che ci sia un guadagno netto per la collettività, cioè un mercato del lavoro che dia maggiore occupazione”.

Riforma del lavoro e sviluppo dell’Italia. Per Fornero questa è la correlazione: “Siamo un Paese che invecchia. La crescita, in un contesto demografico come il nostro, può venire solo dall’aumento della produttività del lavoro”.

Fra gli annunci di Fornero sulla novità della riforma: “Ci sarà un rito speciale per le controversie in tema di licenziamenti”.

Durante la conferenza stampa il ministro del Lavoro ha trovato l’occasione per rispedire al mittente una provocazione del sindacalista Angeletti. “Nostra volontà è illustrarvi i contenuti della riforma. Poi saranno gli italiani a giudicare se il ministro merita il licenziamento per giusta causa, come ha detto qualcuno, ma va bene così”, ha detto il ministro Fornero, riferendosi alle parole del leader della Uil, Luigi Angeletti, che ieri aveva detto che Fornero sarebbe un ministro da licenziare per le misure adottate sull’articolo 18 e sui lavoratori ‘esodati’.

Fornero ha poi spiegato che “Nel disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro è inserita una disposizione che riguarda il lavoro delle donne. In particolare una, che riguarda il contrasto a quella pratica barbara delle dimissioni in bianco”.

Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro prevede tre deleghe al governo su tre diverse materie, ma ne arriverà anche una quarta per “l’armonizzazione” del lavoro dipendente nella Pubblica amministrazione”, ha annunciato il ministro. “Avrei preferito – ha detto Fornero – che la delega per il pubblico impiego fosse già in questo disegno di legge, ma il ministro Patroni Griffi ha chiesto un periodo di dialogo con il sindacato e porterà la proposta di delega sul rapporto di lavoro alla dipendenza della Pubblica Amministrazione quando il ddl sarà in Parlamento”.

Sui contratti “La modifica che abbiamo scelto per l’articolo 18 è equilibrata”, ha affermato la titolare del m dicastero del Lavoro, ribadendo che l’obiettivo della riforma sotto questo aspetto è “fare del contratto stabile quello dominante”, quello cioè “a tempo indeterminato”. “Nel giro di poco tempo- ha dichiarato – nei prossimi anni, vorremmo che la modalità tipica in cui si è impiegati potrà essere di essere dipendenti a tempo indeterminato”. E questo contratto “comincia con una fase di apprendistato” su cui nel testo c’è “forte enfasi, questo sì modello tedesco”, ha aggiunto.

Riforma del lavoro, precariato e flessibilità in entrata. “Abbiamo alcune tipologie di lavoro su cui c’è il sospetto di una flessibilità un pò più cattiva: i co.co.pro, i lavori a chiamata, l’associazione in partecipazione e alcune partite Iva. Non abbiamo fatto la scelta di sopprimerli, e quindi di andare verso il contratto unico, perchè non abbiamo voluto buttare il bambino gracilino con l’acqua sporca”, ha detto Fornero, che ha precisato:”Nessuno di noi vuole avere qualcosa che pende in termini di licenziamento. Dobbiamo avere grande rispetto per la sensibilità dei lavoratori”. E ancora: “Noi non abbiamo la ricetta magica, ma la rigidità in uscita può contribuire alla scarsità degli investimenti esteri, con conseguente perdita di occupazione

“Dobbiamo puntare a licenziamenti, speriamo pochi, che non finiscano davanti dal giudice. Pensiamo che nelle normali relazioni di lavoro si possa arrivare a una transazione tra il datore di lavoro e il lavoratore, come procedura di conciliazione, per cercare di vedere se c’è una ragionevolezza e se è possibile un accordo”, ha detto Fornero.

C’è anche la comunicazione della riforma del lavoro fra i progetti del ministro che l’ha firmata. “Mi è arrivato un invito dalla Fiom: credo che lo accetterò. Andrò a spiegare la riforma sui posti di lavoro”, ha fatto sapere il ministro del Lavoro Elsa Fornero annunciando. E promette: “Andrò in giro per l’Italia per spiegare la riforma”.

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