Ambiente, l’appello di Marevivo: “La tutela del mare torni al centro dell’agenda politica”

Ambiente, l’appello di Marevivo: “La tutela del mare torni al centro dell’agenda politica”
Rifiuti in plastica nel mare (Foto Ufficio Stampa Greenpeace/LaPresse)

La Fondazione alla riunione delComitato interministeriale per le politiche del mare: “Occorre rendere operative le norme che esistono”

Il mare deve tornare al centro dell’agenda politica. Occorre rendere operative le norme che esistono, garantire risorse adeguate e accelerare decisioni che non possono più essere rinviate. È il messaggio che Fondazione Marevivo ha portato alla riunione del CIPOM (Comitato interministeriale per le politiche del mare) dove è stata invitata a illustrare i punti principali del suo Appello per una rinnovata centralità della tutela del mare. Le stesse urgenze erano già state presentate al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, nell’incontro del primo settembre.

A quattro anni dall’approvazione della Legge SalvaMare, gran parte dei provvedimenti attuativi non sono ancora stati emanati. Tra le questioni più urgenti figurano la mancata attuazione delle norme sul conferimento e lo smaltimento dei rifiuti accidentalmente pescati, benché i cittadini paghino da anni la TARI in ogni Comune. Serve il rifinanziamento del Programma Sperimentale Fiumi, che permette di intercettare le plastiche prima che arrivino al mare.

Marevivo ha richiamato l’attenzione sulla Direttiva europea Sup e sulle norme relative alle plastiche monouso, l’Italia è sotto procedura di infrazione europea per il recepimento non corretto della direttiva. Altro fronte critico sono le cassette di polistirolo utilizzate nel settore ittico: oltre 10 milioni di pezzi monouso ogni anno, parte dei quali può finire in mare e frammentarsi in microplastiche. Le alternative riutilizzabili e riciclabili esistono e le associazioni dei pescatori hanno manifestato disponibilità ad adottarle.

Le Aree Marine Protette rappresentano uno degli strumenti più importanti per difendere la biodiversità e aumentare la capacità del mare di resistere alle pressioni che subisce. Eppure, i tagli ai finanziamenti ne rendono sempre più difficile una gestione efficace, in contrasto con lo stesso Piano del Mare approvato dal CIPOM che prevede per le Amp un ruolo analogo a quello dei Parchi terrestri e risorse adeguate. Marevivo ha richiamato l’attenzione anche su due temi collegati alla tutela del mare e dei territori. Nelle isole minori, la questione dell‘approvvigionamento idrico, per come è stata impostata con il ricorso ai dissalatori (Lipari, Panarea, Stromboli, Filicudi, Alicudi), non risolve il problema e ha un impatto sul territorio. Sulle energie rinnovabili, iter burocratici troppo lenti e complessi frenano imprese pronte a investire, mentre le alternative richiederebbero tempi e costi ben più elevati.

 Il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha invitato i rappresentanti dei ministeri presenti a verificare lo stato delle diverse questioni e a lavorare per individuare soluzioni concrete. “Ringrazio il Ministro Musumeci per essersi fatto promotore di questo confronto e per l’attenzione riservata alle nostre richieste – dichiara Rosalba Giugni, presidente di Fondazione Marevivo – Ma oggi il tempo è diventato un fattore decisivo. Il mare non può aspettare i tempi della burocrazia. Abbiamo leggi, conoscenze e soluzioni: dobbiamo trasformarle in azioni concrete. Difendere il mare significa difendere il nostro futuro”. 

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