Le associazioni animaliste e ambientaliste scrivono al governo affinché la premier Giorgia Meloni possa fermare il disegno di legge di riforma sulla caccia. Nonostante la crisi globale e “le 462 morti causati da fucili da caccia tra il 2007 e il 2025 – viene spiegato in una lettera aperta indirizzata proprio alla presidente del Consiglio, e firmata da 58 associazioni – la maggioranza ha incredibilmente deciso di accelerare sul Ddl 1552 che stravolge la legge 157/92 e rilancia la caccia in forme estreme”.
“Al contenuto già grave del testo, che prevede meno aree protette, più specie cacciabili, nessun controllo scientifico, caccia in spiaggia e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite – viene spiegato – si aggiungono ulteriori emendamenti presentati in queste ore dai relatori. Queste modifiche dell’ultimo minuto puntano, tra le altre cose, a rafforzare ancor di più gli interessi delle grandi lobby agricole nel mondo della caccia, trasformando la fauna, che è patrimonio di tutti, in oggetto di profitto e riconoscendo come imprenditore agricolo chi gestisce aree di caccia private, con possibilità di ottenere finanziamenti pubblici. Un ulteriore emendamento ha l’obiettivo di evitare la pronuncia della Corte costituzionale sul Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, un organo istituito con una grave forzatura che le associazioni avevano denunciato e che ora il governo ha timore di sottoporre al vaglio di costituzionalità”.
”Ogni silenzio su questo scandaloso testo di legge rende complici i parlamentari: va fermato in Senato il Ddl 1552 e difesa la volontà popolare – si fa presente – questa proposta, infatti, è palesemente contraria al sentire comune: sono oltre 400mila le firme raccolte dalle associazioni contro questo Ddl, più di 50mila invece quelle a favore della legge di iniziativa popolare che vuole abolire la caccia ed eliminare il sopruso del libero accesso di persone armate nelle proprietà private altrui”.
Secondo i più recenti sondaggi Ipsos “ben l’85% degli italiani è contrario alla caccia, anche a concessioni minime. Inoltre, questo testo è un ulteriore attacco alla Costituzione e, in particolare, all’art. 9 che espressamente impegna la Repubblica a tutelare ambiente, biodiversità, ecosistemi e animali, anche per le future generazioni”. Quindi chiediamo ”alla presidente Meloni di intervenire immediatamente e fermare una proposta irricevibile, che aumenta i rischi per le persone e cancella la protezione degli animali e della natura”.

