Alpi e ghiacciai sono sempre più fragili, in particolare con l’aumento del rischio causato dagli eventi meteo estremi. Questo il quadro disegnato dal VI rapporto ‘Carovana dei ghiacciai’ di Legambiente dal titolo ‘Ghiacciai alpini ed eventi estremi in un clima che cambia’, presentato a Torino al Museo nazionale della montagna ‘Duca degli Abruzzi’, in vista della Giornata internazionale della montagna che si celebra l’11 dicembre.
L’analisi è stata realizzata in collaborazione con Cipra Italia (Commissione internazionale per la protezione delle alpi), con la Fondazione glaciologica italiana in qualità di partner scientifico, e con le partnership di Frosta e Sammontana e di Ephoto.
Nel 2025 alpi e ghiacciai risultano quindi sempre ”più fragili e instabili”, con ”40 eventi franosi documentati in alta quota, soprattutto crolli di roccia e colate detritiche”.
Aumentano gli eventi meteo estremi. Sono ”154 quelli mappati” in questi 11 mesi dall’Osservatorio Città clima di Legambiente nelle regioni dell’arco alpino, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte alla Liguria che risultano tra le più colpite. Tra i casi simbolici, la valanga di roccia e ghiaccio di Blatten in Svizzera e le ripetute colate detritiche sull’Alemagna (Bl). Tra i ghiacciai in sofferenza: il re delle Alpi europee, l’Aletsch, il re d’Italia, l’Adamello, e i piccoli ghiacciai tedeschi della Zugspitze.
Per Legambiente, Cipra Italia e Fondazione glaciologica italiana ”servono più monitoraggi costanti e puntuali, piani di mitigazione e adattamento, un catasto aggiornato dei ghiacciai e una mappatura nazionale del permafrost”. Inoltre viene chiesto ”il Manifesto europeo per una governance dei ghiacciai” insieme con le ”risorse connesse”.

