Nautica: primo passo nel metaverso per lo Yacht Club di Monaco

Nautica: primo passo nel metaverso per lo Yacht Club di Monaco

Con la Virtual Energy Boat Challenge gli ospiti possono partecipare alla Monaco Energy Boat Challenge, evento che punta a costruire una nautica sempre più green nell’ambito dell’iniziativa Monaco Capital of advanced yachting

Lo Yacht Club de Monaco compie un primo passo nel metaverso. Con la Virtual Energy Boat Challenge gli ospiti possono partecipare alla Monaco Energy Boat Challenge, evento che punta a costruire una nautica sempre più green nell’ambito dell’iniziativa Monaco Capital of advanced yachting. E’ possibile girare tra gli stand, seguire i talk e le gare immergendosi a 360 gradi nell’evento. La tecnologia utilizzata è UNREAL 5, un potente motore che offre un’esperienza immersiva.  L’iniziativa supporta la transizione e il futuro dello yachting ed è aperta a membri, partner, ospiti e team YCM. “Per noi – spiega il segretario generale dello Yacht Club de Monaco, Bernard d’Alessandri – si tratta di un primo passo nella realtà virtuale. Il nostro obiettivo è parlare alle nuove generazioni e lanciare una nuova piattaforma di comunicazione in linea con quella che è la visione del Principato di Monaco, da sempre molto attento al tema del digitale. Per farlo abbiamo adottato un design che ricorda quello del mondo del gaming per rendere l’interazione più attraente ed efficace”. “Il Monaco Energy Boat Challenge è un evento chiave perché rappresenta tutto ciò che è Monaco: è moderna, è un posto che accoglie la scienza, un posto dove il principe Alberto II ha portato grande innovazione nel mondo della nautica, un posto che mette al centro l’innovazione e la protezione dell’ambiente. Monaco Energy Boat Challenge porta le menti più brillanti, un primo approccio al metaverso e porta soluzioni per aiutare a proteggere l’ambiente”, sottolinea Frederic Genta, chief country officer for attractiveness and the digital transition, nel corso della cerimonia di inaugurazione. Monaco è una realtà piccola ma “puntando sul digitale possiamo portare valore ed è quello che stiamo cercando di fare qui nel mondo dello yachting con gli ingegneri e i talenti che partecipano all’evento”, aggiunge. Alla base della visione, il tema della salvaguardia dell’ambiente e l’attenzione a un approccio sostenibile. “Monaco da un punto di vista della comunicazione e dell’aggregazione – Marco Casiraghi – può fare moltissimo. Abbiamo un principe che ha sempre avuto molta attenzione a queste cose e lo stesso fanno molte organizzazioni “Nove anni fa con la prima “abbiamo iniziato – racconta Casiraghi – con l’idea fondamentale di cercare di portare nuove generazioni e nuove tecnologie a Monaco nel tentativo di spingere una propulsione in acqua che sia più eco-friendly rispetto a quelle tradizionali”. Secondo Casiraghi il momento di agire è arrivato: “A Monaco è la nostra intenzione di aiutare la transizione e spingere il cambiamento perché a volte ci sono dei punti della vita, non solo delle tecnologie ma anche dei paesi e dei costumi, che i matematici potrebbero definire singularity point: il punto dove la funzione cambia improvvisamente di tendenza. Questo possiamo vederlo nei costumi e allo stesso tempo nelle scelte tecnologiche”, evidenzia. Parallelamente alle scelte compiute dall’Unione europea nel settore automotive (vedi il pacchetto per il clima FitFor55 con lo stop alla vendita di veicoli con motore endotermico dal 2025), “noi stiamo cercando di spingere questo discorso facendo incontrare 150 ingegneri del futuro per un confronto tra loro e il mondo dell’industria”. E lo Yacht Club di Monaco fa la sua parte a tutti gli effetti con una sede attenta all’ambiente. Progettata dall’architetto Norman Foster, dall’esterno ricorda uno yacht e non a caso i vari piani vengono chiamati ponti come su una nave. “Il nuovo building è stato inaugurato nel 2014 su scelta del nostro presidente il principe Alberto II – spiega Olivier Campana, direttore generale aggiunto – ed è un building che in francese si dice di ‘alta qualità ambientale’. Sono stati fatti molti studi per inserire l’edificio nel Principato, la climatizzazione e il riscaldamento usano la temperatura dell’acqua di mare, abbiamo sistemi talassotermici, il palazzo è vetrato e il fatto che sia esposto a sud lo rende facilmente riscaldabile in inverno. Allo stesso tempo il vetro è stato studiato apposta per limitare l’impatto dei raggi solari sull’edificio”. 

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