Cop26, Enea: “Italiani preoccupati per la crisi climatica”

Cop26, Enea: “Italiani preoccupati per la crisi climatica”

Molti adottano già pratiche virtuose come la raccolta differenziata (94%), la riduzione dell’uso di imballaggi di plastica (53%), il contenimento dei consumi di acqua ed energia (71%)

 
Gli italiani sono preoccupati per la crisi climatica ma non sempre sono ben informati. Questo il risultato principale di un sondaggio lanciato dall’Enea con l’iniziativa ‘Se non lo sai, SALLO! Tutto quello che avreste voluto sapere sul cambiamento climatic (e non avete mai osato chiedere)’, in occasione della Cop26. Ne emerge che gli italiani sono consapevoli della crisi climatica in atto, abbastanza preoccupati di ridurre il proprio impatto sull’ambiente, ma non sempre ben informati su cause, possibili effetti e misure di riduzione delle emissioni di gas serra a livello nazionale ed internazionale.
   Per quanto riguarda clima e riscaldamento globale, nove su 10 hanno risposto correttamente alla domanda “I cambiamenti climatici esistono da sempre ma hanno subìto una notevole accelerazione dagli inizi del ‘900”. Quasi tutti sono convinti che lo scioglimento dei ghiacciai (97%) e l’aumento del livello medio del mare (86%) sono causati dal cambiamento climatico; ma solo il 42% ha risposto correttamente alla domanda “L’ondata di calore del 2003 è ascrivibile alla febbre del Pianeta” e il 32% alla domanda il “Cambiamento climatico e crescente pressione antropica sull’ambiente sono tra le cause della pandemia da Covid-19”. Sul fronte delle politiche e strategie per il contrasto al cambiamento climatico, quasi il 50% non conosce l’accordo di Parigi né le date della Cop26 di Glasgow, mentre sempre il 50% conosce l’esistenza del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima ma non gli obiettivi di decarbonizzazione al 2030.
   Dalla sezione aspettative e buone pratiche emerge che molti italiani adottano già pratiche virtuose come la raccolta differenziata (94%), la riduzione dell’uso di imballaggi di plastica (53%) o di plastiche monouso (74%), il contenimento dei consumi di acqua ed energia (71%) e l’acquisto di cibo locale e di stagione (79%). Tuttavia rispettivamente il 21% e il 19% dei partecipanti si dichiara contrario a ridurre i viaggi in aereo e il consumo di carne.
 
 
 
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