Delitto di Garlasco, vertice in procura su revisione processo Stasi. Il pg di Milano: “Non sarà veloce né facile”

Delitto di Garlasco, vertice in procura su revisione processo Stasi. Il pg di Milano: “Non sarà veloce né facile”
L’ingresso del Tribunale di Milano. (Foto: Marco Ottico/LaPresse)

Tra i documenti in esame, la perizia genetico-forense e le consulenze anatomopatologiche

Si è concluso dopo 45 minuti l’incontro ufficiale fra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, sul tema di una eventuale richiesta di revisione del processo per Alberto Stasi da inviare alla Corte d’appello di Brescia. Da quanto si apprende, il magistrato pavese, che coordina la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco assieme al procuratore aggiunto Stefano Civardi e alle pm De Stefano-Rizza, ha concordato con la più alta magistrata inquirente del distretto d’appello di Milano l’invio nelle prossime settimane di quella che in gergo si chiama ‘Informazione‘: una serie di atti relativi all’operato dellindagine per omicidio volontario in concorso con Stasi o con ignoti che è stata svolta negli ultimi due anni a Pavia su Andrea Sempio. Fonti giudiziarie parlano di un atto “doveroso” all’interno dei rapporti fra Procura ordinaria e Procura generale, al fine di valutare se chiedere o meno la richiesta di revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi, che nel 2015 ha visto condannare in via definitiva l’ex fidanzato della 26enne, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Qui sotto il video della simulazione del delitto nel processo del 2009.

La procuratrice di Milano: “Studieremo le carte, ma non sarà veloce né facile”

La Procura generale di Milano studierà le carte dell’inchiesta di Pavia sul delitto di Garlasco e su Andrea Sempio e solo al termine di questa attività di approfondimento valuterà se chiedere ulteriori atti, prima di prendere la decisione se inoltrare o meno alla Corte d’appello di Brescia un’istanza di revisione del processo per Alberto Stasi. Lo ha detto ai giornalisti la procuratrice generale, Francesca Nanni, al termine dell’incontro con il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e con l’avvocata generale di Milano Lucilla Tontodonati. “Valuteremo se chiedere ulteriori atti”, ha detto Nanni. “Bisogna prima studiare attentamente le carte, non possiamo fare alcuna altra dichiarazione ai fini di un’eventuale revisione del processo, perché dobbiamo ovviamente prima studiare le carte. Non sarà uno studio né veloce, né facile“. Secondo quanto riferito da Nanni, che fra i suoi compiti ha anche quello di vigilare sull’attività di tutte le procure ordinarie del distretto giudiziario di Milano, nelle prossime settimane il procuratore Napoleone manderà al “nostro ufficio” una “informativa” su quanto è stato fatto fino a oggi.

I documenti al vaglio della Procura Generale

La procuratrice generale Nanni non ha ancora letto alcun documento, informativa, consulenze e perizie dell’indagine su Andrea Sempio. Lo farà nelle prossime settimane, dopo l’invio da parte della Procura di Pavia del cospicuo materiale dell’inchiesta che, per quanto emerso fino a oggi, è composta sicuramente della perizia genetico-forense affidata all’esperta della Scientifica Denise Albani, che ha stabilito che c’è una “probabilità” da “moderatamente forte” a “forte e moderato” che su due unghie di Chiara Poggi ci sia una traccia mista (doppio profilo maschile), parziale (incompleta) e aplotipica (Y) che è compatibile con la linea paterna dell’indagato Sempio, ma che è insufficiente a identificare “un singolo soggetto”, e che è impossibile stabilire se le tracce si trovino “sotto o sopra” le unghie, da “quale dito” provengano, come si siano depositate, perché ciò sia avvenuto, se con una “contaminazione” o per “trasferimento”, “diretto o mediato”, e “quando” ciò sarebbe avvenuto.

Nelle scorse settimane sono state depositate invece le consulenze dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che ha rivisito tutte le carte e la documentazione degli esami medico-legali e dell’autopsia del 2007 effettuata dal dottor Ballardini, per provare a indicare con quante e quali armi sia stata uccisa Chiara Poggi, fissare l’orario del delitto e del decesso, che le sentenze hanno stabilito (con il ragionamento logico, non con le prove scientifiche, che sono sempre state molto difformi fra loro) essere avvenuto fra le 9.12 e le 9.35 del mattino. C’è la nuova consulenza informatica sul pc di Chiara Poggi affidata all’esperto Paolo Dal Checco. C’è l’analisi della scena del crimine con la BPA – Bloodstain Pattern Analys, la disciplina che studia le tracce di sangue, effettuata dal Ris di Cagliari. C’è la consulenza dattiloscopica affidata al tenente colonnello Gianpaolo Iuliano e al dottor Nicola Caprioli sulla ‘traccia 33‘, repertata (ormai solo in foto, il materiale non esiste più ed è andato distrutto) sulla parete destra della scala della villetta di via Pascoli, su cui fu rinvenuto il cadavere della vittima. La Procura di Pavia ritiene essere quella l’impronta del palmo di Sempio, ipotesi contestata sia dalla difesa del 37enne, che da quella della parte civile della famiglia Poggi. Ci potrebbe essere infine la maxi informativa finale dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano: i militari che sono stati i primi a riaprire il caso già una prima volta a settembre 2017, dopo la denuncia di presunti pedinamenti da parte della legale di Alberto Stasi, Giada Bocellari. Fascicolo che si chiuse con l’archiviazione da parte del pm di Milano Alberto Nobili, ma che portò gli investigatori di via Moscova a scrivere in un’informativa del 19 luglio 2018 che, “per comprendere meglio i fatti e il terreno sul quale si indagava”, si era “proceduto a una rilettura dell’intero fascicolo concernente l’omicidio di Chiara Poggi, riscontrando degli elementi che potrebbero non metter fine alla vicenda giudiziaria”.

L’attuale inchiesta su Sempio – già indagato nel 2016-2017 sulla base di un esposto della difesa di Stasi e dell’indagine difensiva svolta dalla società di investigazioni private SKP e archiviato dal gip Fabio Lambertucci, poi finito in una nuova informativa dei carabinieri di Milano nel luglio 2020, in una seconda inchiesta contro ignoti archiviata dal gip Pasquale Villani – era stata chiesta dagli inquirenti pavesi il 14 febbraio 2024. Istanza rigettata dal gip di Pavia, a cui era seguita il 20 marzo 2024 una nuova richiesta di riapertura dell’indagine, nuovamente respinta dall’Ufficio gip pavese il 9 maggio 2024. Contro quella decisione il procuratore Fabio Napoleone e l’aggiunto Stefano Civardi hanno presentato ricorso in Cassazione per “abnormità” del provvedimento. Appello accolto con rinvio a un nuovo giudizio del gip di Pavia, che il 23 gennaio 2025 ha autorizzato la riapertura del fascicolo, poi emerso pubblicamente solo due mesi dopo, nel marzo 2025, quando Sempio venne convocato dagli inquirenti per i test salivari e i prelievi del Dna.

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