G8 Genova 2001, 25 anni dagli scontri che segnarono l’Italia – Le foto

G8 Genova 2001, 25 anni dagli scontri che segnarono l’Italia – Le foto
Un momento degli scontri al G8 di Genova (Foto LaPresse/Mauro Scrobogna)

Gli eventi del luglio 2001

Sono trascorsi 25 anni dal G8 di Genova 2001, che segnò un momento di grande tensione in Italia a causa dei violenti scontri tra manifestanti e forze dell’ordine e della dura repressione messa in campo dagli agenti, fino alla tragedia di Carlo Giuliani, giovane manifestante ucciso da un colpo di arma da fuoco sparato da un carabiniere. Ecco le foto di quei giorni che segnarono uno spartiacque nella recente storia italiana.

G8 Genova 2001, 25 anni dagli scontri che segnarono l’Italia – Le foto
PIAZZA ALIMONDA, IL CORPO DI CARLO GIULIANI RIMASTO UCCISO DURANTE GLI SCONTRI © MAURO SCROBOGNA LAPRESSE

Gli scontri e le violenze che misero Genova a ferro e fuoco

Venticinque anni fa, le strade di Genova sono state teatro del contro-vertice: movimenti, partiti, associazioni e società civile, in strada per dire ‘No’ al G8 di Genova. Quelle strade sono diventate il campo di una guerriglia urbana tra le frange violente dei manifestanti – i ‘black-bloc’ – e le forze dell’ordine. Mentre a palazzo Ducale si incontravano i capi di Stato degli 8 Paesi più industrializzati del mondo, i ‘grandi della Terra’. Il 20 luglio muore Carlo Giuliani, 23 anni. Al termine del G8 di Genova, segnato dalla mattanza della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto, il bilancio sarà di un morto, Carlo Giuliani, quasi 600 feriti (di cui 60 alla Diaz), uno dei quali in coma in ospedale.

G8 Genova 2001, 25 anni dagli scontri che segnarono l’Italia – Le foto
ASSALTO ALLA ZONA ROSSA © MAURO SCROBOGNA LAPRESSE
  • GIOVEDÌ 19 LUGLIO 2001. È il giorno del primo corteo che apre la serie di iniziative di piazza e di incontri organizzati dal Genoa Social Forum, la rete dei movimenti, dei partiti, ma anche delle associazioni e della società civile, che nel 2001 conta 1187 firmatari di cui oltre 900 gruppi nazionali e 172 internazionali. Alle 18 si tiene la grande manifestazione dei migranti, quasi 50mila persone sfilano da piazza Sarzano a piazzale Kennedy senza incidenti in un corto colorato che rivendica la necessità di aprire le frontiere. In giornata diverse segnalazioni di allarmi bomba arrivano sia dal capoluogo ligure che da Firenze, Milano, Napoli e Torino.
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ASSALTO ALLA ZONA ROSSA ©MAURO SCROBOGNA LAPRESSE
  • VENERDÌ 20 LUGLIO 2001. Dentro la zona rossa, a Palazzo Ducale, è il giorno dell’apertura ufficiale del G8, alla presenza dei capi di Stato e di Governo dei paesi più industrializzati del mondo. Tra loro il presidente del Consiglio dei ministri italiano Silvio Berlusconi, il giapponese Junichiro Koizumi e poi Tony Blair, George W. Bush, Jacques Chirac, Vladimir Putin, Jean Chretien, Gerhard Schroeder, Guy Verhofstadt, assieme all’allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi. Fuori dalla zona blindata, iniziano a raccogliersi i manifestanti che arrivano da tutta Italia. In treno già dal mattino arrivano gruppi di no-global dalla Francia, rimasti bloccati al confine di Ventimiglia la notte precedente. Chi aveva già raggiunto la città si era sistemato nelle aree messe a disposizione per l’accoglienza dei manifestanti, tra cui la scuola di Quarto, lo stadio Carlini e la scuola Diaz. Nel primo pomeriggio nelle piazze tematiche si radunano i manifestanti che dalle 14 al suono di una sirena danno il via alla prima azione di protesta contro il vertice blindato, quella di sdraiarsi a terra. Per i manifestanti l’obiettivo della giornata è di ‘violare’ simbolicamente la zona rossa. Alle 12.30 vengono segnalati i primi scontri in piazza Paolo Da Novi con una carica della polizia in risposta al lancio di pietre da parte di alcuni dimostranti. Alle 13.30 nuovi scontri tra corso Torino e piazzale Kennedy, tra polizia e frange estremiste dove escono allo scoperto i primi black bloc: obiettivo bancomat, vetrine, auto e cassonetti dati alle fiamme, respinti con un fitto lancio di lacrimogeni. Alle 15 viene assaltato il carcere di Marassi, con il lancio di 3 molotov da parte ancora di una frangia estremista, poi identificata ancora in aderenti al blocco nero. Comincia a muoversi in quei minuti il corteo autorizzato dei disobbedienti e quello delle tute bianche dallo stadio Carlini, con migliaia di manifestanti. In piazza Manin, dov’è in corso un presidio pacifico della Rete Lilliput, in una carica della polizia si contano numerosi feriti. Dopo la violazione simbolica della zona rossa in piazza Dante e le reazioni delle forze dell’ordine, Vittorio Agnoletto leader del GSF invita i manifestanti a ritirarsi. Anche le Tute Bianche, raggiunto l’incrocio tra corso Torino e via Tolemaide, quasi alla stazione di Brignole, iniziano a ritirarsi verso il Carlini dopo gli scontri con la polizia e momenti di guerriglia urbana durati oltre un’ora. Riprendono intorno alle 17 gli scontri in via Tolemaide, la strada che corre lungo la ferrovia e collega il tracciato autorizzato verso Brignole. Intorno alle 17.30 un defender blindato dei carabinieri entra in via Caffa dove si riversa una parte del corteo che scendeva verso Brignole, bloccato e respinto dalla polizia. È in questo momento che comincia a diffondersi la notizia che, negli scontri a piazza Alimonda, c’è una vittima. Solo in serata si conoscerà il nome della vittima: Carlo Giuliani, 23 anni colpito alla testa da un colpo di pistola sparato da un giovane carabiniere, Mario Placanica, a bordo del defender. A fine giornata saranno oltre 100 i fermati dalle forze dell’ordine tra i manifestanti.
G8 Genova 2001, 25 anni dagli scontri che segnarono l’Italia – Le foto
DIMOSTRANTI FERMATI © MAURO SCROBOGNA LAPRESSE
  • SABATO 21 LUGLIO 2001. Il corteo che attraversa corso Italia con arrivo alla Foce è nuovamente teatro di scontri, fin dal mattino, con un’escalation di tensioni, disordini e cariche della polizia. Alle 21 il blitz alla scuola Diaz, dove dormivano attivisti e giornalisti. Al termine della 3 giorni di manifestazioni si contarono ufficialmente 240 persone passate per la caserma di Bolzaneto adibita a carcere nei giorni del G8: di queste 184 in arresto, 5 in stato di fermo e 14 denunciate.
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