Francia, la protesta continua: i 'Gilet gialli' bloccano depositi di carburante

La volontà, ha spiegato il portavoce dei manifestanti, è quella di "bloccare le raffinerie e i depositi industriali per avere un impatto economico in modo che il governo risponda il più rapidamente possibile"

Terzo giorno di proteste dei Gilet gialli in Francia. Questa volta circa 20mila persone sono scese nelle strade contro il rincaro del carburante, imponendo rallentamenti e blocchi sulle autostrade e vicino ai depositi petroliferi. E il governo non retrocede: domenica il primo ministro, Édouard Philippe, ha assicurato di aver ascoltato la "collera" e la "sofferenza" dei manifestanti, ma che il governo "manterrà la rotta". Varie organizzazioni di imprese hanno messo in guardia i Gilet gialli, mettendo in guardia sui rischi di danni all'economia". S

inistra e destra hanno criticato il governo dopo i commenti del premier al movimento, che è proteiforme e senza un leader dichiarato, mentre i dimostranti raccontano di avere stipendi con cui faticano a vivere e di essere stufi degli aumenti delle tasse. Nel frattempo su Facebook si sono moltiplicati gli appelli a nuove proteste sabato 24 novembre, partecipando "a cavallo, a piedi o in auto".

I blocchi, nel terzo giorno, sono stati più di 350 secondo la polizia, mentre nel primo giorno, sabato, erano stati oltre 2mila con la partecipazione di 290mila persone. Il fine settimana era stato segnato anche da incidenti, tra cui la morte di una donna che mentre manifestava era stata investita da un'auto. In tutto, 183 persone sono state fermate, mentre i feriti sono 511 di cui 17 in modo grave. Un manifestante, che aveva precedenti penali, è stato condannato a quattro mesi di carcere per aver messo in pericolo la vita altrui e aver ostacolato la viabilità, decisione che il suo legale ha criticato come un modo per "dare l'esempio" e frenare le proteste.

Oltre a caselli, stazioni di servizio e autostrade, i Gilet gialli oggi (lunedì) hanno preso di mira vari depositi petroliferi, tra cui vicino a Rennes, bloccando le vie d'accesso. Il gruppo Total ha confermato le "difficoltà d'accesso e, in vari casi, l'impossibilità per i camion di accedere alle zone di carico", in particolare nel sud e nell'ovest. A Bordeaux, il ponte d'Aquitaine che era stato bloccato dal fine settimana è stato evacuato, così come il casello di Virsac sull'A10 e il porto di Boulogne-sur-Mer. Sono proseguiti blocchi anche su altre strade, tra cui a Sarthe nel nordovest dove i trattori hanno lanciato un'operazione rallentamento.

Particolare tensione sull'isola La Réunion, dove nella notte le violenze avevano causato il ferimento di sei agenti di polizia e il fermo di 19 persone. Le autorità locali hanno chiesto rinforzi a Parigi. A Calais, un automobilista inglese e un camionista australiano sono invece stati fermati dopo che hanno forzato un blocco, perché hanno investito alcuni dimostranti. A Saint-Dizier, nel nordest, un camionista è stato preso in custodia dopo che un Gilet giallo è stato investito e portato in ospedale, mentre nel sudest a Livron-sur-Drôme un automobilista è stato fermato per aver sparato in aria e per aver aggredito un dimostrante, che è rimasto ferito. 

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