Si apre oggi, 15 ottobre, a Bruxelles il Consiglio europeo, due giorni di confronto su un’agenda particolarmente fitta, che vedrà impegnata anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tra i temi centrali il caro energia, la competitività dell’Unione e gli squilibri macroeconomici globali, con particolare attenzione ai rapporti con la Cina. In discussione anche il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e le riforme necessarie per l’allargamento dell’Ue.
La seconda giornata sarà dedicata alla guerra in Ucraina, con l’intervento del presidente Volodymyr Zelensky, alla difesa e alla sicurezza europea, anche alla luce dei crescenti attacchi ibridi attribuiti alla Russia. In agenda infine la situazione in Medio Oriente e il tema delle migrazioni.
Punti chiave
- I leader invitano Costa a portare avanti il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale: "Accordo tempestivo"
- Fonti: Costa presenterà una nuova proposta di bilancio nelle prossime settimane
- Leader a cena, discussione su allargamento e riforme
- Fonti: Meloni ha sollevato il tema della flessibilità al Consiglio europeo
- Ucraina, Zelensky arrivato al Consiglio europeo
- Ue, fonti: su energia no nuove misure a breve termine oltre aiuti di Stato
- Fonti: al vertice dei leader 'stallo' su conclusioni energia, nodo Ets
- Ue, fonti: leader chiedono di adottare misure contro caro energia
- Ue, proposta sul bilancio divide i 27: accordo entro fine anno in bilico
- Al vertice dei leader finita discussione sui prezzi dell'energia
Il Consiglio europeo invita il presidente Antonio Costa a portare avanti i negoziati sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, nell’ottica di giungere a un “accordo tempestivo”. E’ quanto emerge dalle conclusioni del vertice dei leader Ue sul Qfp 2028-2034. A seguito della presentazione di una bozza aggiornata del documento negoziale da parte della Presidenza irlandese, il Consiglio europeo “ha discusso gli elementi chiave necessari per un compromesso equilibrato”. Un’intesa entro la fine del 2026 “consentirebbe l’adozione degli atti legislativi nel 2027, passaggio necessario per garantire che i beneficiari dei finanziamenti dell’Ue continuino a riceverli senza interruzioni a partire da gennaio 2028”.
A quanto si apprende a Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, resta intenzionato a rispettare la scadenza per il raggiungimento di un accordo sul bilancio pluriennale Ue entro la fine dell’anno. La discussione sul tema è stata “lunga e molto dettagliata”, a dimostrazione del coinvolgimento dei leader nel negoziato. E’ stato deciso di convocare un vertice straordinario a novembre e nelle prossime settimane Costa presenterà una nuova proposta negoziale sul bilancio, una nuova nego-box. Gli ambiti di lavoro principale individuati sono tre: i contributi nazionali, le nuove risorse proprie e la flessibilità.
A quanto si apprende a Bruxelles, i leader Ue pochi minuti fa sarebbero andati a cena. Discuteranno quindi di allargamento e riforme. Non è invece prevista, come in precedenza, la conferenza stampa conclusiva della giornata.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sollevato il tema della flessibilità al Consiglio europeo. Secondo quanto si apprende da fonti italiane, la premier ha avanzato il tema come riferito nella lettera inviata a inizio mese alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Alla riunione Meloni è stata appoggiata “apertamente” dal premier greco, Kyriakos Mitsotakis, autore di una richiesta simile all’Esecutivo europeo.
Stando a quanto riferito dalle fonti, la premier ha ricordato che in in situazioni di emergenza, dove un fattore esterno interviene gonfiando l’inflazione e i costi, secondo le regole del Patto stabilità ci sarebbe la possibilità di considerarli come fattori rilevanti, concedendo quindi ulteriore flessibilità di bilancio.
Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato al Consiglio europeo a Bruxelles. Qui, il leader ucraino terrà alcuni incontri bilaterali con i capi di Stato e di governo che stanno partecipando alla riunione, tra cui il presidente francese Emmanuel Macron, il premier polacco, Donald Tusk, la premier danese, Mette Frederiksen, e il premier belga, Bart De Wever. In mattinata ha incontrato il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il confronto sull’Ucraina con i leader Ue è invece in agenda per domani.
A quanto si apprende a Bruxelles, dove è in corso il Consiglio europeo, sulla questione del caro energia non sono previste nuove misure con effetto sul breve termine per gli Stati membri. La ‘soluzione’ già proposta in questo frangente sono gli aiuti di Stato.
A quanto si apprende a Bruxelles da fonti diplomatiche, è ‘stallo’ su una parte delle conclusioni sull’energia al Consiglio europeo, dopo che il gruppo dei Paesi Visegrad 4, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria, sostenuti da Italia e Grecia, ha proposto di ‘annacquare’ la sezione sull’Ets, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di CO2. Gli Stati membri ‘più ambiziosi’ sul fronte climatico sarebbero invece contrari a inserire nel testo elementi che possano essere interpretati come un indebolimento dell’Ets. In particolare, questa mattina Finlandia, Svezia e Danimarca in una lettera avevano messo in guardia Bruxelles da questo rischio.
Adottare misure a breve termine per far fronte all’impatto immediato del caro energia. E’ quanto emerso al Consiglio europeo, nel corso della discussione sui prezzi dell’energia. Secondo quanto riferito da un funzionario europeo, i leader hanno raggiunto una “visione comune” su diversi punti. I capi di Stato e di governo hanno concordato che la situazione di instabilità in Medio Oriente sta avendo un impatto significativo sui prezzi di petrolio e gas. Ciò si ripercuote direttamente sulle famiglie, sulle imprese e sull’economia europea. L’inverno imminente comporterà un’ulteriore pressione. Gli obiettivi a lungo termine dell’Ue rimangono invariati: transizione energetica e autonomia strategica, con la necessità di diversificare le fonti e sviluppare quelle di produzione interna. È necessario, viene evidenziato, adottare misure a breve termine per far fronte all’impatto immediato dei picchi di prezzo. In tale contesto, i leader hanno sostenuto le misure proposte dalla Commissione. La discussione si è poi concentrata sulla natura delle misure a breve termine, al di là di quanto già proposto dalla Commissione. Altro tema affrontato è stato quello della revisione in corso del sistema Ets: non si tratta di una questione nuova, ma l’attuale situazione conferisce al dibattito una rinnovata urgenza. I leader, viene riferito, hanno espresso le proprie aspettative nel quadro dei negoziati legislativi in corso. Alcuni capi di Stato e di governo hanno sollevato la necessità di esaminare l’assetto del mercato dell’energia elettrica. Alla luce delle discussioni, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha proposto alcuni adeguamenti alle conclusioni. I leader torneranno a discuterne dopo il confronto sugli squilibri macroeconomici globali.
A Bruxelles, i leader dell’Unione Europea hanno espresso una netta opposizione alla proposta della presidenza irlandese per il bilancio pluriennale da 1.622 miliardi di euro ai prezzi del 2025 (-140 miliardi rispetto alla proposta della Commissione), incrementando i dubbi sulla possibilità di raggiungere un accordo entro la fine dell’anno. “È decisamente troppo cospicuo, troppo costoso”, ha dichiarato ai giornalisti il primo ministro svedese Ulf Kristersson. “Comporterebbe un aumento del contributo netto della Svezia di quasi il 60%. È una cosa assolutamente inaccettabile”, ha affermato. La Svezia è uno dei circa dieci Paesi che versano al bilancio dell’Ue più di quanto ne ricevano sotto forma di fondi o sovvenzioni. Il bilancio per il periodo 2028-2034 dovrebbe attestarsi tra l’1% e l’1,2% del reddito nazionale lordo dell’Unione a 27. Il Qfp è finanziato principalmente dai Paesi membri in proporzione alle dimensioni delle loro economie; i contributori netti coprono quasi la metà dell’importo totale. Il pacchetto di spesa riflette le ambizioni dell’Ue. La negoziazione avviene in un contesto in cui l’Unione deve affrontare sfide esterne, come il sostegno all’Ucraina nella resistenza contro l’invasione russa e la necessità di mantenere la propria competitività a fronte di prezzi dell’energia elevati e tensioni commerciali con Stati Uniti e Cina. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, alla guida della Germania, maggiore economia europea nonché uno dei principali contributori netti al bilancio – ha affermato che “nessuno Stato membro dell’Ue può permettersi di versare contributi all’Unione a un livello simile”. Merz ha inoltre espresso scetticismo sulla possibilità che i leader riescano a “giungere a una conclusione in questi giorni, nel corso di questo fine settimana”. L’Irlanda, che detiene la presidenza di turno dell’Ue, ha proposto lo scorso fine settimana di fissare il bilancio a 1,62 trilioni di euro, riducendo di 141 miliardi di euro la proposta iniziale avanzata dalla Commissione Europea. Il piano irlandese è stato duramente criticato sia dai contributori netti, sia da altri 17 Paesi – noti come ‘Amici della Coesione’ – che intendono salvaguardare i sussidi agricoli e i fondi destinati alle regioni più povere. Tali politiche rappresentano circa due terzi dell’intero bilancio. Anche la Commissione, il potente organo esecutivo dell’Ue, non è soddisfatta. “I tagli proposti rischiano di ridurre la nostra capacità di agire congiuntamente, proprio in un momento in cui, a causa degli sviluppi che ci circondano, abbiamo più che mai bisogno di agire insieme”, ha dichiarato martedì Piotr Serafin, commissario europeo per il Bilancio. “Non avremmo mai potuto accontentare tutti su questo punto”, ha ammesso ai giornalisti il premier irlandese Micheál Martin. “Si tratta di un esercizio di equilibrio molto complesso”.In definitiva, se i Paesi non sono disposti a stanziare maggiori risorse, sarà necessario ridurre la spesa per l’agricoltura o per la coesione, oppure ridimensionare le ambizioni dell’Europa in materia di difesa, competitività e altre priorità. A meno che non si riescano a reperire fondi altrove. Il tempo però stringe e, non essendoci una via chiara verso un rapido accordo, il presidente del Consiglio europeo António Costa subentrerà all’Irlanda nel tentativo di guidare i leader verso un’intesa. “Dobbiamo arrivare a una conclusione entro la fine dell’anno”, ha affermato Costa prima del vertice. “Dobbiamo raggiungere un accordo in tempo per rendere operativo il nuovo bilancio, senza interruzioni nei finanziamenti destinati ad agricoltori, lavoratori, ricercatori, imprese, città e regioni in tutta Europa”. A complicare ulteriormente il quadro vi è una serie di elezioni previste nel 2027 in Francia, Italia e Polonia, oltre a quelle in Spagna a novembre. In Francia, i sondaggi vedono in testa l’estrema destra, mentre in Polonia e Spagna i risultati appaiono difficili da prevedere. Eventuali nuovi governi potrebbero tentare di rimettere in discussione il pacchetto di spesa. Qualunque cosa accada, il mancato rispetto della scadenza di fine dicembre non comporterà l’esaurimento dei fondi. Gli Stati membri avranno a disposizione un ulteriore anno, ma sarà necessario molto tempo per adottare la legislazione sui programmi di spesa e completare l’iter approvativo, affinché le risorse possano essere erogate a partire da gennaio 2028. Il pacchetto dovrà ricevere il via libera da tutti i 27 Paesi membri e dal Parlamento europeo. È probabile che i leader dell’Ue discutano del bilancio durante i loro incontri di fine novembre e in occasione del vertice di fine anno, previsto per metà dicembre.
A quanto si apprende a Bruxelles, al vertice dei leader Ue è terminata la discussione sui prezzi dell’energia. Il tema sugli squilibri macroeconomici globali e quindi le relazioni con la Cina sarà discusso durante il pranzo.
Rispetto agli Stati Uniti, “abbiamo indubbiamente un approccio diverso nei confronti di questa guerra. Riteniamo che si debba esercitare pressione sull’aggressore affinché ponga fine al conflitto, non sulla vittima affinché si arrenda. Fare pressione sull’Ucraina non è la strategia giusta; ecco perché l’Europa è al fianco dell’Ucraina”. Lo dice l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas arrivando al Consiglio europeo a Bruxelles. “Questa situazione – aggiunge – perdura ormai da un anno e mezzo – da oltre un anno, per la precisione – e l’Europa ha continuato a sostenere l’Ucraina. È proprio per questo che la Russia non è riuscita a raggiungere i propri obiettivi, nonostante i vari accordi tentati: l’Europa si conferma, in questo contesto, l’attore forte. Per tale ragione, ho proposto ai ministri degli Esteri – e abbiamo discusso in merito – di inviare un messaggio chiaro alla Russia: questioni come lo sblocco dei beni congelati o la revoca delle sanzioni dipendono esclusivamente dagli europei, e non verranno concesse gratuitamente. L’Europa detiene una posizione di forza e deve dimostrarlo concretamente. Naturalmente, tutti i nostri amici sono i benvenuti se desiderano unirsi a noi. Credo che dovremmo avviare un confronto approfondito con partner come il Canada, il Regno Unito, la Norvegia e l’Islanda – paesi che auspicano relazioni più strette con l’Unione Europea – per definire le modalità di un loro coinvolgimento”.
Al Consiglio europeo a Bruxelles, i capi di Stato e di governo hanno concluso l’esame dei progressi compiuti nell’ambito dell’agenda ‘One Europe One Market’ e iniziano le discussioni sulla questione dei prezzi dell’energia. “Si discute ora della risposta dell’Europa ai prezzi elevati dell’energia. Tali prezzi esercitano una pressione su famiglie e imprese e compromettono la nostra competitività. L’Ue sta lavorando a una risposta coordinata”, scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Misure mirate e temporanee sono essenziali per alleviare l’onere e ridurre la volatilità dei prezzi. A lungo termine, dobbiamo continuare a ridurre la dipendenza dell’Europa dai combustibili fossili”, aggiunge.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky oggi incontrerà il segretario generale della Nato Mark Rutte a Bruxelles. Lo si apprende da fonti Nato. Domani il leader ucraino è atteso al Consiglio europeo.
“Insieme al presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, presenteremo la nostra iniziativa” sull’ Ets, il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’Ue. Lo dice il premier ceco Andrej Babis arrivando al Consiglio europeo. “Abbiamo preparato due grafici che illustrano l’impatto negativo sul settore industriale”, aggiuge. A chi gli chiede se si aspetta una reazione positiva, risponde: “Staremo a vedere. Il nostro documento è stato accolto positivamente e ha ottenuto il sostegno di diversi Paesi. I dati dimostrano chiaramente che le previsioni della Commissione erano errate e che le conseguenze sono state gravi; eppure, nessuno se ne assume la responsabilità”.
“Insieme al presidente della Romania Nicusor Dan, ho riunito i capi di Stato e di governo del gruppo degli Amici della Coesione in vista del Consiglio europeo. Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio Ue attorno a quattro priorità: risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni; salvaguardare coesione e agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento; contribuzioni eque da parte degli Stati membri e no agli sconti sui contributi nazionali”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Continueremo a lavorare insieme perché queste priorità siano riflesse nell’accordo finale”, aggiunge.
Sono iniziati i lavori del Consiglio europeo a Bruxelles. Il primo punto all’ordine del giorno è la competitività. La discussione si aprirà alla presenza della presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Successivamente, i leader si confronteranno sui prezzi dell’energia in formato a 27 e affronteranno il tema degli squilibri macroeconomici globali durante il pranzo. Nel pomeriggio sarà il turno del Quadro finanziario pluriennale (Qfp). Per cena è prevista una discussione strategica sull’allargamento e sulle riforme.
“Deploriamo profondamente l’accordo sul diesel” raggiunto tra i presidenti di Usa e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin, “rappresenta un passo nella direzione sbagliata. E ogni mossa che ora aiuti i russi ad aumentare i finanziamenti destinati alla guerra è un brutto segnale. Pertanto, condividiamo pienamente il punto di vista di Volodymyr Zelensky al riguardo”. Lo ha detto il premier svedese Ulf Kristersson arrivando al vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, secondo quanto riporta il Guardian.
“Si tratta di beni congelati in Europa e devono rimanere congelati in Europa. È una questione che ci riguarda e siamo noi a decidere al riguardo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, rispondendo a una domanda sugli asset russi congelati al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles. “Assistiamo a un’ondata di attacchi russi contro l’Ucraina che diventa sempre più spietata. Dovremo aumentare ulteriormente le risorse per aiutare davvero l’Ucraina in modo duraturo”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles, annunciando che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà domani ai lavori del vertice. “Questa mattina, in diversi incontri ristretti, ho sostenuto la necessità di fare tutto il possibile per aiutare l’Ucraina anche durante l’inverno e anche nel prossimo anno”, ha dichiarato Merz, ricordando la sua visita a Kiev della domenica di due settimane fa. “Ho visto la situazione sul posto”, ha sottolineato. “Resto fermamente convinto che non stiamo difendendo soltanto l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma stiamo difendendo l’ordine politico europeo, che la Russia sta mettendo sotto pressione davvero sotto ogni aspetto”, ha aggiunto il cancelliere. “Per questo vogliamo continuare ad aiutare l’Ucraina. E sono lieto che domani Zelensky sarà con noi”, ha concluso.
“Dobbiamo ridurre significativamente il bilancio comune rispetto alle proposte della Commissione. Nessuno Stato membro dell’Unione europea può permettersi di versare contributi all’Ue di questa entità”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz al suo arrivo al Consiglio europeo a Bruxelles. Merz ha ringraziato la presidenza del Consiglio per la proposta presentata, che “va nella giusta direzione”, ma “è ancora molto lontana dal punto in cui dobbiamo arrivare”. “Solo per ricordarlo: l’attuale proposta è superiore del 50% rispetto a quanto finanziamo nell’attuale quadro finanziario pluriennale”, ha sottolineato il cancelliere, avvertendo che l’Ue si trova davanti a “negoziati molto, molto difficili”. “Abbiamo bisogno dell’unanimità in Consiglio e siamo molto lontani da questa unanimità”, ha aggiunto Merz, spiegando che diversi leader europei hanno presentato insieme a lui una proposta per ridurre gli stanziamenti. Il cancelliere ha escluso di attendersi un’intesa nei prossimi giorni, pur auspicando un accordo entro la fine dell’anno. “Questo non significa che non potremo trovare soluzioni a novembre e dicembre, ma per la riunione del Consiglio di dicembre dovremmo mettere in valigia qualche camicia in più del solito”, ha concluso.
Il primo ministro svedese Ulf Kristersson ha dichiarato che l’attuale proposta di bilancio settennale dell’Ue è “decisamente troppo ampia, decisamente troppo costosa” e “del tutto inaccettabile”, poiché comporterebbe un aumento del 60% del contributo netto della Svezia. “Dirò semplicemente di no alle proposte odierne”, “è una linea rossa invalicabile”, afferma arrivando al Consiglio europeo. Kristersson esclude che venga raggiunto un accordo questo mese o il prossimo e di non essere certo che si possa giungere a un’intesa entro la fine dell’anno. “Non abbiamo fretta”, dice.
“Sebbene siamo molto grati alla presidenza irlandese per aver tentato di conciliare, per così dire, l’inconciliabile, siamo rimasti assai sorpresi nel constatare l’assenza di progressi sulle risorse proprie, a fronte di tagli nei settori dell’innovazione, della difesa e della competitività. Per dirla in modo molto semplice: non si può fare di più con meno”. Lo dice la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola arrivando al Consiglio europeo. “Se non si interviene sulle risorse proprie e si procede a tagli lineari, non saremo in grado di far percepire un cambiamento ai nostri cittadini, né di dimostrare loro che abbiamo risposto alle loro preoccupazioni. E, aspetto fondamentale, resta da vedere se in seno al Parlamento europeo si riusciranno a trovare le maggioranze necessarie per dare il proprio consenso a tutto ciò”, aggiunge.
I Paesi Bassi non sosterranno l’attuale proposta per il prossimo bilancio pluriennale dell’Ue. Lo dice il premier olandese Rob Jetten arrivando al Consiglio europeo.”È meglio un buon accordo piuttosto che uno cattivo”, ha affermato, sostenendo la necessità di ridurre il bilancio. I Paesi Bassi vogliono che il bilancio si concentri sulla competitività, sulla sicurezza e sulla prosperità futura dell’Europa. “Se vogliamo un bilancio all’altezza di questi obiettivi, dobbiamo ridimensionare e modernizzare la proposta attualmente sul tavolo”, ha detto Jetten.
“La proposta di bilancio Ue che è ora sul tavolo è chiaramente insufficiente”, “non è accettabile per il governo della Spagna e lo dirò al Consiglio europeo”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez arrivando al vertice Ue a Bruxelles.
“Non capisco come si possa parlare di cessate il fuoco ma fare richieste solo da una parte”, “se c’è un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina deve essere reciproco” e non con “consizioni solo per Kiev”, lo ha detto il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, al suo arrivo al Consiglio europeo a Brixelles.
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata all’Europa Building per il Consiglio europeo. Lo rende noto Palazzo Chigi.

