In Cile per la prima volta dal ritorno alla democrazia non ci saranno oggi commemorazioni ufficiali in occasione dell’anniversario del golpe dell’11 settembre del 1973, compiuto dal generale Augusto Pinochet contro il presidente socialista democraticamente eletto Salvador Allende, che diede il via a una dittatura durata dal 1973 al 1990. A decidere di non tenere cerimonie ufficiali il governo guidato dal presidente di estrema destra José Antonio Kast, insediatosi alla guida del Paese a marzo. L’agenda di Kast per la giornata prevede una visita nella regione di Los Rios, nel sud del Paese. La motivazione addotta dalla Moneda per la scelta è che si preferisce guardare avanti e non indietro. Non è previsto un messaggio del presidente alla nazione. Nel golpe dell’11 settembre del 1973 i militari bombardarono il palazzo presidenziale della Moneda a Santiago del Cile e l’assalto terminò con la morte del presidente Allende. Nell’arco della giornata sono comunque in programma commemorazioni e manifestazioni organizzate dall’opposizione e da diverse organizzazioni.
Boric va alla tomba di Allende: “La storia non si può cancellare”
“La storia non si può cancellare, è scritta nell’anima del popolo del Cile“. Così l’ex presidente cileno Gabriel Boric, che nella mattinata locale si è recato al Cementerio General di Santiago del Cile per rendere omaggio a Salvador Allende che vi è sepolto, nel giorno del 53esimo anniversario del golpe dell’11 settembre del 1973. Quest’anno l’anniversario è segnato dalla decisione del governo del presidente di estrema destra José Antonio Kast, insediatosi a marzo prendendo il testimone da Boric, di non organizzare cerimonie ufficiali. Il golpe diede il via a 17 anni di dittatura ed è la prima volta dal ritorno della democrazia che il governo non organizza cerimonie ufficiali. “Stiamo commemorando un presidente che ha sacrificato la sua vita difendendo la democrazia, le istituzioni, il popolo del Cile, affinché non scorresse altro sangue”, ha detto Boric, giunto alla tomba di Allende.
La motivazione addotta dal governo di Kast per l’assenza di cerimonie ufficiali è che preferisce guardare avanti e non indietro. “In tempi in cui si cerca di mettere a tacere la memoria, in cui alla fine ci sono coloro che hanno sempre creduto e coloro che oggi ribadiscono ancora una volta che la cosa migliore sia voltare pagina e dimenticare, c’è un popolo che dirà sempre ‘no’ a tutto questo”, ha dichiarato Boric. Fra i presenti alcuni membri della famiglia Allende, fra cui l’ex ministra della Difesa Maya Fernandez e l’ex senatrice Isabel Allende. “È una memoria impressa nell’essenza stessa del cuore del popolo cileno e che si tramanda di generazione in generazione”, ha detto ancora Boric.

