“Siamo in piena guerra economica, militare e di sicurezza”. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in un discorso televisivo, come riposta Al Jazeera. “Il presidente degli Stati Uniti Trump afferma con disinvoltura che imporranno all’Iran le sanzioni più severe e terribili”, ha aggiunto Pezeshkian, “noi restiamo saldi e cerchiamo di servire il popolo di fronte a questa guerra impari”.
Pezeshkian ha poi affermato che gli Stati Uniti credevano “che se l’Iran fosse caduto, sarebbe diventato come il Venezuela” ma “non solo non è successo, ma è diventata una potenza che ha stupito il mondo per la sua resistenza, solidarietà e coesione”.
Punti chiave
- Media: "Teheran avrebbe ricevuto offerta per aderire a patto della Mecca"
- Axios: "Capo Mossad ha visto ministro Esteri siriano"
- Media, "Quattro feriti dopo raid israeliano su Khan Younis"
- Idf: "Ucciso comandante di Hamas in raid su Gaza"
- Idf: "Arrestato palestinese sospettato di accoltellamento in Cisgiordania"
- Teheran annuncia importante scoperta di gas naturale
- Teheran: "Le sanzioni non sono una novità per noi"
- Katz: "Agire con fermezza contro aquiloni lanciati da Gaza"
- Araghchi: "'Guerra economica' Trump è vecchia tattica, sono disperati"
- Media, 14enne ucciso in raid idf in Cisgiordania
Teheran avrebbe ricevuto un invito ad aderire al Patto della Mecca e la questione è “al vaglio”. Lo ha dichiarato Mehdi Rahimi capo dell’agenzia di stampa del parlamento iraniano, all’emittente televisiva libanese Al Mayadeen. Il funzionario ha aggiunto che la creazione di un “ombrello di sicurezza regionale”, che l’Iran persegue da tempo, rappresenterebbe una vittoria per la Repubblica islamica. L’accordo della Mecca è stato firmato il 7 agosto dal principe ereditario saudita Mohammed bin Salman Al Saud, dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan e dal primo ministro pakistano Shahbaz Sharif. Esso stabilisce che un attacco a uno qualsiasi dei paesi firmatari sarà considerato un atto di aggressione contro tutti i membri della coalizione.
Il capo del Mossad, Roman Gofman, ha incontrato oggi il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shibani nel tentativo di frenare l’escalation tra i due Paesi. Lo scrive Axios. L’incontro si è svolto pochi giorni dopo che Israele aveva condotto un attacco contro una base dell’aeronautica siriana.
Quattro palestinesi sarebbero rimasti feriti da un drone israeliano che ha colpito un’area al di fuori della Striscia di Gaza occupata da Israele, a nord di Khan Younis, secondo quanto riportato dall’agenzia palestinese Wafa. Diverse persone inoltre sarebbero rimaste intrappolate sotto le macerie in seguito all’attacco.
L’aeronautica israeliana ha bombardato oggi, in attacchi separati, un sito di produzione di armi di Hamas nella Striscia di Gaza centrale, uccidendo un comandante del organizzazione palestinese. Lo ha annunciato l’esercito israeliano. L’uomo – secondo quanto viene spiegato – era Ismail Abu Ful ucciso nel capo di Maghazi. Per l’Idf aveva “partecipato attivamente alla fabbricazione di ordigni esplosivi e razzi anticarro” per Hamas, ed è stato “eliminato per rimuovere la minaccia”.
Un cittadino palestinese sospettato di aver compiuto l’attacco terroristico con coltello di questa mattina vicino al villaggio di al-Auja, in Cisgiordania è stato arrestato poco fa. Lo ha reso noto l’Idf citato dai media israeliani. Il sospettato, un sedicenne di al-Auja, avrebbe aggredito un israeliano di 24 anni che si era fermato nei pressi del villaggio per fare acquisti, ferendolo in modo non grave, prima di darsi alla fuga. Dopo una caccia all’uomo durata diverse ore, le truppe hanno arrestato il sospetto ad al-Auja, secondo quanto riferito dall’esercito. È stato consegnato allo Shin Bet per essere interrogato.
Il ministro del petrolio iraniano – citato da media di Teheran – ha reso noto che nella provincia meridionale di Fars sono stati scoperti oltre 7.500 miliardi di piedi cubi di gas. Si stima che le riserve ammontino a circa 5,7 trilioni di piedi cubi, una quantità equivalente a circa 15 anni di produzione di una singola fase del giacimento di gas di South Pars. Il ministro ha aggiunto che il giacimento contiene anche volumi significativi di condensato di gas, affermando che le risorse complessive valgono “decine di miliardi di dollari” e creeranno “una nuova fonte di ricchezza per il Paese”.
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che la guerra e le sanzioni non sono “una novità” per l’Iran, sottolineando che il Paese è sottoposto a sanzioni da due decenni. Lo riporta Al Jazeera.
Il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato di aver dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane (IDF) di “agire con fermezza” contro il lancio di aquiloni dalla Striscia di Gaza negli ultimi giorni. Nel fine settimana, almeno quattro aquiloni provenienti da Gaza sono atterrati nel kibbutz Nahal Oz. L’esercito ha dichiarato che non è stato trovato nulla di sospetto sugli aquiloni e che non vi era alcun pericolo per la popolazione, ma molti hanno associato questi oggetti agli aquiloni e ai palloni incendiari lanciati da Gaza che hanno interessato il sud di Israele negli anni passati. “Ho dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane di agire immediatamente e con fermezza contro qualsiasi lancio da Gaza verso le comunità del Negev occidentale”, ha affermato Katz in una dichiarazione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che la ‘guerra economica’ annunciata da Donald Trump è una “vecchia tattica di bullismo statunitense”. “La guerra economica è uno scenario ricorrente e la solita tattica intimidatoria della politica americana”, ha affermato. “È un film che abbiamo già visto molte volte e sappiamo come affrontarlo”. Araghchi ha aggiunto che il rinnovato ricorso di Washington alle minacce militari e alle affermazioni di possibili attacchi dimostrala sua “disperazione di fronte alla nazione iraniana” e la mancanza di “nuove soluzioni”.
Una fonte medica ha riferito ad Al Jazeera che un minorenne palestinese di 14 anni è stato ucciso dalle forze israeliane durante un raid nel campo profughi di Askar. Secondo quanto riportato sarebbe stato colpito al petto nel campo profughi situato a est di Nablus.
La polizia israeliana ha dichiarato di aver arrestato ieri un colono di 16 anni accusato di aver aggredito fisicamente un palestinese amputato, nonché un israeliano di 17 anni che avrebbe filmato l’aggressione. Lo riportano i media dello Stato ebraico. Il presunto attentatore, originario dell’insediamento di Avigayil, nella zona di Hebron, è stato arrestato nella notte e la polizia chiederà che rimanga in custodia cautelare fino alla sua comparsa davanti al giudice nel corso della giornata. Il diciassettenne, di Gerusalemme, è stato rilasciato e posto agli arresti domiciliari, secondo quanto riferito dalla polizia.
Secondo quanto riportato in un comunicato del Ministero degli Esteri cinese, i vice ministri degli Esteri di Cina e Iran si sono incontrati la scorsa settimana a Pechino. Non sono stati forniti dettagli sugli argomenti discussi.
Almeno una persona è morta e diverse sono rimaste ferite in un raid effettuato dall’esercito israeliano nelle prime ore della mattina nella Striscia di Gaza centrale. Lo riportano i media palestinesi spiegando che l’obiettivo era il campo profughi di Maghazi. Le Forze di Difesa Israeliane hanno dichiarato al Times of Israel di aver preso di mira un terrorista, e che ulteriori dettagli saranno forniti in seguito.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito il Memorandum d’intesa siglato fra Usa e Iran la soluzione migliore per consentire al Paese di superare quella che ha descritto come una situazione di “né guerra né pace”. In un discorso pubblicato domenica mattina dall’agenzia statale Irna, Pezeshkian ha affermato che i membri del Consiglio supremo di sicurezza nazionale iraniano ritengono che il memorandum rappresenti il miglior accordo possibile, basato su dignità, saggezza e interesse nazionale. “Non c’è una singola clausola di questo accordo che equivalga a una capitolazione”, ha dichiarato Pezeshkian. “La Guida suprema stabilisce le politiche e noi seguiremo quella strada”, ha aggiunto.
Un cittadino israeliano di 24 anni è rimasto ferito in modo non grave in un accoltellamento avvenuto vicino al villaggio palestinese di al-Auja. L’esercito israeliano sta effettuando una caccia all’uomo per individuare l’aggressore. La vittima, secondo quanto riporta il Times of Israel, è in condizioni stabili e pienamente cosciente in ospedale.
La vittima dell’accoltellamento in Cisgiordania era un militare di carriera che si stava recando a Tiberiade per una vacanza in famiglia quando è stato aggredito, hanno riferito i suoi fratelli ai media israeliani in una conferenza stampa presso il centro medico Shaare Zedek di Gerusalemme spiegando che l’uomo ha riportato una frattura alla spalla e un’emorragia interna.
L’aggressione è avvenuta davanti alla moglie incinta, alle loro due figlie e al suocero, che si trovavano in macchina quando si era fermato per comprare delle sigarette.
Il capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, visiterà Teheran nella giornata di domani. Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, citato dall’agenzia Fars. Baghaei ha affermato che la visita mira a rafforzare la cooperazione bilaterale e a proseguire quelli che ha definito i “sinceri sforzi” del Pakistan per contribuire a promuovere la pace e la sicurezza nella regione.
Israele e Turchia hanno instaurato contatti riservati con l’obiettivo di evitare attriti sulla questione siriana.
Lo riporta il Times of Israel citando l’emittente pubblica Kan.
Secondo quanto affermato da funzionario della difesa rimasto anonimo, “Israele non ha alcuna intenzione di trasformare la Turchia in un nemico”, e “quando i messaggi non sono d’aiuto, Israele è costretto ad agire”. Queste dichiarazioni, afferma il quotidiano israeliano, fanno eco a quelle del ministro degli Esteri Gideon Sa’ar, il quale sabato sera aveva affermato che Israele “non ha alcun interesse in un’escalation con la Turchia”, cercando di allentare le tensioni aumentate dopo l’attacco israeliano alla base di al-Duhur. Israele e Turchia mantengono tuttora relazioni diplomatiche, sebbene i contatti ad alto livello siano stati congelati dalla fine del 2023.
Aerei da guerra israeliani hanno effettuato una serie di raid nella notte sulle alture di Ali al-Taher, alla periferia di Nabatieh al-Fawqa e nella zona di Doha Kfar Remman, nel Libano meridionale. Lo scrive l’agenzia libanese Nna, secondo la quale gli attacchi hanno coinciso con bombardamenti di artiglieria intermittenti nei pressi di Doha, Kfar Rumman e Tallat Al-Dabsha, che sono proseguiti fino all’alba.
“Il nemico si aspettava la caduta dell’Iran, ma il popolo iraniano ha dimostrato la sua forza attraverso la resistenza, la solidarietà e la coesione”. Lo ha afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a una cerimonia presso il mausoleo dell’Imam Khomeini a Teheran, come riporta l’agenzia Tasmin.
“L’unica speranza del nemico è quella di creare divisione e spaccatura nella società generando problemi”, ha ammonito.
Un manifestante arrestato durante le proteste dello scorso dicembre è stato giustiziato questa mattina a ovest di Teheran. Lo riferisce al Jazeera citando l’agenzia iraniana Tasmin. Majid Adineh sarebbe stato arrestato con “equipaggiamento militare completo”, tra cui una pistola, 30 proiettili, due taser, due bombolette di gas lacrimogeno, una motosega a batteria e una bottiglia di benzina. E secondo l’agenzia Tasnim, Adineh è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale rivoluzionario di Karaj di “aver svolto attività operative a favore di gruppi ostili e dei regimi sionista e americano”, nonché di una serie di reati relativi al possesso di armi.
Nelle ultime settimane, organizzazioni per i diritti umani e paesi occidentali hanno espresso allarme per l’aumento delle esecuzioni in Iran, tra cui alcune persone coinvolte nelle proteste.
Hacker iraniani avrebbero bloccato per quattro giorni una centrale elettrica britannica con un attacco informatico senza precedenti. Lo riporta il Telegraph che definisce l’episodio il primo attacco riuscito di questo tipo contro un’infrastruttura vitale nel Paese. Secondo quanto riferisce il Telegraph, l’incidente si sarebbe verificato lo scorso mese, contemporaneamente a una serie di attacchi alle infrastrutture idriche statunitensi che hanno interessato 12 stati e destato preoccupazione alla Casa Bianca. Le autorità britanniche si sono rifiutate di specificare quale centrale elettrica fosse stata colpita, per motivi di sicurezza, ma si ritiene che l’impianto sia rimasto fuori servizio per quattro giorni mentre il personale si adoperava per ripristinarne il funzionamento. Secondo il quotidiano britannico, l’impianto interessato era di dimensioni relativamente ridotte e l’interruzione non ha avuto alcun impatto sulla fornitura di energia elettrica o sulla produzione di energia nel Regno Unito nel suo complesso.
Il segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Mohsen Rezaei, ha avvertito che se il blocco di Hormuz dovesse persistere, non sarà consentita la fuoriuscita di una sola goccia di petrolio del Golfo Persico, da nessuna via. Lo riposta l’agenzia iraniana Irna. “Se il blocco dovesse continuare – ha avvertito – non permetteremo che una sola goccia di petrolio del Golfo Persico lasci il Paese attraverso alcuna rotta; inoltre, pur non avendo ancora attaccato gli interessi economici statunitensi, tale opzione rimane a nostra disposizione qualora le azioni ostili dovessero persistere”. Riguardo alla situazione nello Stretto di Hormuz, Rezaei ha aggiunto che “lo Stretto di Hormuz è chiuso e non riaprirà finché gli Stati Uniti non cambieranno il loro comportamento e non rispetteranno i loro impegni; devono prima intraprendere azioni concrete”.

