Usa contro la Corte penale internazionale: sanzioni per la presidente

Usa contro la Corte penale internazionale: sanzioni per la presidente
La giudice Tomoko Akane prima di pronunciare il verdetto nel caso Al Hassan presso la Corte penale internazionale dell’Aia, nei Paesi Bassi, mercoledì 20 novembre 2024. (Eva Plevier/ ANP via AP, Pool)

La replica: “Le sanzioni minano lo stato di diritto”

Prosegue la campagna dell’amministrazione Usa di Donald Trump contro la Corte penale internazionale (Cpi), definita come “un tribunale sovranazionale corrotto e irrimediabilmente politicizzato, che ha abusato in modo doloso della propria autorità e ha oltrepassato il proprio mandato”. In una nota, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato sanzioni contro la presidente della Cpi, la giapponese Tomoko Akane, e l’avvocato senior dell’accusa, il senegalese Abdoulaye Seye. Questi individui, afferma Rubio, “sono stati direttamente coinvolti nelle iniziative della Cpi volte a indagare, arrestare, detenere o perseguire funzionari appartenenti a governi che non hanno acconsentito alla giurisdizione della Corte“, né ratificato lo Statuto di Roma. Gli Stati Uniti, conclude Rubio, si aspettano che altri Paesi aderiscano a questa campagna, “interrompendo i finanziamenti e la partecipazione a questo tribunale politicizzato e privo di qualsiasi meccanismo di responsabilità”.

La replica della Corte: “Sanzioni statunitensi minano lo stato di diritto”

La Corte penale internazionale ha affermato in una dichiarazione che le sanzioni annunciate dagli Usa nei confronti della presidente della Cpi, la giapponese Tomoko Akane, e l’avvocato senior dell’accusa, il senegalese Abdoulaye Seye “minano lo stato di diritto”. “Quando gli operatori giudiziari vengono minacciati per aver applicato la legge, è l’ordinamento giuridico internazionale stesso a essere messo a rischio”, ha affermato la Corte.

La Corte penale internazionale è un tribunale per crimini internazionali con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. Non si tratta di un organismo dell’Onu, a differenza della Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, anche questa con sede a L’Aia. A definire la giurisdizione e il funzionamento della Corte è lo Statuto di Roma, a cui aderiscono 125 Paesi. Tra gli Stati che hanno firmato ma non ratificato il trattato ci sono Israele, Russia, Stati Uniti e Sudan.

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