Indonesia, terremoto di magnitudo 7.7: almeno 47 vittime

Indonesia, terremoto di magnitudo 7.7: almeno 47 vittime
A building is seen damaged following an earthquake in East Manggarai, East Nusa Tenggara province, Indonesia, Saturday, Aug. 15, 2026. (AP Photo/Kurniawan)

Crollati abitazioni ed edifici: diramato allarme tsunami. Non risultano italiani tra le vittime

Un violento terremoto di magnitudo 7,7 ha colpito le acque al largo dell’Indonesia, provocando la morte di almeno 47 persone e il crollo di edifici e abitazioni. Le autorità hanno diramato un’allerta tsunami e invitato i residenti delle zone costiere a spostarsi verso aree a maggiore altitudine, revocando poi l’avviso dopo che l’Agenzia indonesiana per la meteorologia, la climatologia e la geofisica ha comunicato che il monitoraggio non aveva rilevato variazioni significative del livello del mare tali da rappresentare una minaccia per le comunità costiere.

Una nuova scossa di magnitudo 6.4 è stata poi registrata nella zona nord di Sumatra. Lo riporta Ingv, precisando che la scossa è stata avvertita alle 12,54 ora italiana (18,54 ora locale) a una profondità di 161 km.

5mila gli italiani nel Paese, 500 di loro in isola Flores

Sono circa 5mila gli italiani la cui presenza risulta in questo momento registrata in Indonesia, 500 di loro nell’isola di Flores. Lo riferiscono fonti della Farnesina, aggiungendo che l’unità di crisi ha rafforzato l’operatività e sta offrendo la propria assistenza ai cittadini che si mettano in contatto e la richiedano. Un terremoto di magnitudo 7.7 ha colpito alle 5.58 ora locale l’isola indonesiana di Flores e il bilancio riferito dalle autorità locali è al momento di 47 morti.

Farnesina: “Al momento non risultano italiani fra le vittime”

“Al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime” del terremoto che ha colpito l’Indonesia. Lo comunica la Farnesina in una nota. Qualche ora fa il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva riferito che in quel momento non risultavano connazionali fra le vittime. “La Farnesina, attraverso l’Unità di Crisi e in stretto raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Jakarta, segue costantemente l’evoluzione della situazione in Indonesia dopo le violente scosse di terremoto che hanno colpito il Paese, provocando vittime e ingenti danni, in particolare nell’isola di Flores”, si legge nella nota del ministero degli Esteri, che aggiunge che “i cittadini italiani presenti in Indonesia sono circa 5.000” e “tra questi, circa 500 si trovano nell’isola di Flores, l’area maggiormente colpita dal sisma”. “L’Ambasciata e l’Unità di Crisi sono impegnate nelle verifiche sulla situazione dei connazionali presenti nell’area. Al momento, non risultano cittadini italiani tra le vittime“, viene precisato.

“L’Unità di Crisi della Farnesina ha rafforzato la propria operatività per assicurare assistenza ai connazionali e intervenire tempestivamente in eventuali situazioni di criticità, mantenendo un costante raccordo con l’Ambasciata d’Italia a Jakarta e con le autorità locali”, si legge ancora nella nota della Farnesina.

Salgono a 47 le vittime del sisma

È salito ad almeno 47 morti in Indonesia il bilancio del terremoto di magnitudo 7.7 che ha colpito il Paese. Lo riferisce l’Agenzia nazionale per la gestione dei disastri (Bnpb). Il bilancio sale man mano che le operazioni di soccorso e salvataggio procedono. Il sisma ha colpito l’isola di Flores di mattina presto ora locale di sabato e successivamente sono state avvertite diverse scosse di assestamento.

Il capo della polizia di Nusa Tenggara Orientale, Rudi Darmoko, ha affermato che il terremoto ha causato gravi danni e il crollo di edifici. Ha aggiunto che le interruzioni di corrente nelle città e nei villaggi hanno ostacolato il flusso di informazioni e complicato le operazioni di ricerca e soccorso. “Stiamo continuando a raccogliere segnalazioni di danni e vittime, ma ci sono interruzioni nelle comunicazioni”, ha detto Darmoko. Ha aggiunto che le frane nella reggenza di Ende, provocate dal terremoto, hanno anche interrotto l’autostrada Trans-Flores, una strada di montagna asfaltata lunga circa 700 chilometri che attraversa l’isola di Flores, da Labuan Bajo a Larantuka. Il bilancio delle vittime potrebbe aumentare perché le frane provocate dal terremoto hanno seppellito o isolato molti villaggi remoti in sei reggenze dell’isola di Flores, ha affermato il capo dell’Agenzia nazionale di ricerca e soccorso, Fathur Rahman. Alcuni villaggi remoti sono stati completamente seppelliti, ha aggiunto, e le infrastrutture danneggiate, insieme alla mancanza di attrezzature pesanti, hanno ostacolato le operazioni di soccorso. Le autorità hanno dichiarato che sono stati dispiegati tre elicotteri e una nave di soccorso per supportare le operazioni logistiche e di risposta alle emergenze, comprese eventuali evacuazioni se necessarie, data la conformazione geografica di Nusa Tenggara Orientale, costituita da numerose isole e che presenta notevoli difficoltà di trasporto e di accesso.

Il terremoto ha causato panico anche a Labuan Bajo, città di accesso al Parco Nazionale di Komodo, nell’Indonesia orientale, una delle attrazioni più famose del Paese. Sono stati segnalati danni anche a Bima, città nella vicina provincia di Nusa Tenggara Occidentale, e in alcune zone dell’isola meridionale di Sulawesi. Le autorità hanno emesso un’allerta tsunami e hanno esortato i residenti delle zone costiere a spostarsi su terreni più elevati, ma in seguito hanno revocato l’allerta quando l’agenzia meteorologica indonesiana ha comunicato che i monitoraggi non avevano rilevato variazioni significative del livello del mare che potessero rappresentare una minaccia per le comunità costiere. L’istituto geologico Usa (Usgs) ha riferito che il terremoto ha colpito la regione indonesiana di Flores a una profondità di 10 chilometri alle 5:58 del mattino ora locale. L’epicentro si trovava 68 km a nord-nord-ovest della città di Ende, nella provincia di Nusa Tenggara Orientale. L’agenzia meteorologica ha riferito che, fino a sabato pomeriggio, il terremoto è stato seguito da 235 scosse di assestamento, la più forte delle quali ha raggiunto una magnitudo di 6.2. Le stazioni di monitoraggio del livello del mare dell’agenzia meteorologica hanno registrato onde di tsunami che hanno raggiunto i villaggi costieri nelle reggenze di Manggarai e Manggarai Orientale, con onde alte fino a 1,61 metri, mentre a Maurole, nella reggenza di Ende, sono state osservate onde di 0,94 metri. Onde di tsunami superiori a 0,5 metri sono state rilevate anche a Bulukumba, nel Sulawesi Meridionale, e a Sape, nella reggenza di Bima.

L’Indonesia, vasto arcipelago composto da oltre 17mila isole, è soggetta a terremoti e attività vulcanica a causa della sua posizione sul cosiddetto ‘anello di fuoco’, un arco di vulcani e faglie nel bacino del Pacifico. In particolare nel 1992 un potente terremoto provocò uno tsunami che causò la morte di circa 2.500 persone a Flores, parte di un arcipelago situato nella metà orientale dell’Indonesia, mentre nel 2018 un terremoto di magnitudo 7,5 generò un grande tsunami localizzato che spazzò via le zone costiere, causando la morte di oltre 4.400 persone. Nel dicembre 2004 un devastante terremoto di magnitudo 9,1 al largo di Sumatra, nell’Indonesia occidentale, innescò uno tsunami che causò la morte di 230mila persone in una dozzina di Paesi.

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