A Ceuta, exclave spagnola in Nord Africa, sono state rafforzate le misure di sicurezza in vista del 15 agosto, data indicata nei messaggi che da giorni circolano sui social media, come quella per un nuovo arrivo in massa dal Marocco. Per evitare che le scene viste il 30 e 31 luglio, con migliaia di persone che hanno attraversato la frontiera a nuoto, possano ripetersi, il governo di Pedro Sanchez ha rafforzato la presenza di agenti di polizia nazionale e Guardia Civil e dell’esercito. Ieri il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha annunciato l’invio di 45 nuovi agenti provenienti da un’unità speciale di intervento della polizia che si uniranno agli 880 già presenti sul territorio e ai 770 agenti della Guardia Civil, 200 in più rispetto all’inizio della crisi. Anche il Marocco ha rafforzato il posto di frontiera di Fnidq con centinaia di agenti della sicurezza supportati dai militari, riferisce El Paìs, che fa riferimento ai video che circolano da quasi una settimana sui media digitali del Paese nordafricano. Sono state diffuse anche immagini che mostrano l’installazione di filo spinato sulle recinzioni che segnano il confine sul lato marocchino. Mercoledì il portavoce del ministero dell’Interno di Rabat ha assicurato che “sono state adottate tutte le misure necessarie per prevenire qualsiasi tentativo di attraversamento illegale e per intercettare chiunque tenti di parteciparvi”. Il Marocco ha parlato di un “sistema di sorveglianza continua” ai valichi di frontiera di Ceuta e Melilla.
El Mundo: “Prove insufficienti su nuova ondata”
Fonti consultate dal quotidiano spagnolo El Mundo ritengono che al momento non vi siano prove sufficienti di una nuova ondata migratoria a Ceuta. Tuttavia, ha avvertito uno dei principali esperti di polizia spagnola in materia di immigrazione irregolare, “non ci si può permettere di sottovalutare la minaccia”. “Non credo che accadrà di nuovo qualcosa di così massiccio, almeno non sabato”, ma “faremmo una figuraccia a livello globale se permettessimo un’altra invasione, sapendo tutto quello che sappiamo ora”, ha aggiunto la fonte. “Direi che sabato sarà il giorno più tranquillo di tutti”, ha detto a El Mundo un uomo d’affari marocchino con legami con i servizi segreti di Madrid e Rabat, “in questo momento, il confine marocchino è sotto controllo militare. Ad esempio, non permettono l’ingresso a minori non accompagnati in quella zona”. La priorità di Rabat ora è apparire come un alleato affidabile dopo quanto accaduto nelle ultime due settimane.
Il Marocco, che a fine luglio era rimasto inerte quando 80mila persone hanno attraversato il confine con Ceuta, ha schierato oltre mille membri di esercito, polizia e gendarmeria. Il rafforzamento del confine marocchino è chiaramente visibile da Ceuta, riferisce El Mundo, sottolineando che la spiaggia è ricoperta di filo spinato e pattuglie militari sono presenti sulla collina sopra al valico di confine di Tarajal. Le misure di sicurezza si estendono oltre il valico di frontiera e includono le città vicine come Fnidq e Tetouan, nonché le strade che conducono alla zona di Tangeri e alle montagne circostanti. Un numero insolito di giovani è stato osservato nelle stazioni ferroviarie e degli autobus nelle città del Marocco meridionale e nei principali centri come Rabat, Casablanca e Agadir. Fonti a conoscenza della situazione suggeriscono che alcuni di loro potrebbero essere stati sottoposti a controlli per impedirgli di utilizzare i mezzi pubblici per spostarsi verso nord.
Madrid: “Ingresso in massa a Ceuta non può ripetersi”
La ministra per la Parità spagnola, Ana Redondo, in un punto stampa a Valladoliod, ha sottolineato che un ingresso di massa a Ceuta dal Marocco “non può ripetersi”, dopo che sui social media si è diffuso un appello per un nuovo tentativo di attraversamento del confine questo sabato. I media “devono impegnarsi a riportare con precisione che queste persone saranno rimpatriate e che, pertanto, l’enorme, titanico sforzo compiuto sarà stato vano”, ha detto la ministra che ha poi rimarcato il ruolo della disinformazione nella crisi. “Voci, menzogne, disinformazione: esistono campagne che prendono di mira le persone con meno risorse, i più vulnerabili, e che spesso vengono utilizzate da organizzazioni criminali proprio per mettere in pericolo intere popolazioni”, ha rimarcato la socialista Redondo.
Pp a favore di sospendere diritto d’asilo a Ceuta
Il Partito popolare spagnolo si è detto favorevole a sospendere il diritto d’asilo a Ceuta dopo l’arrivo in massa di migliaia di migranti nella città autonoma. In un punto stampa a Madrid il vicesegretario per l’Istruzione e l’Uguaglianza del Pp, Jaime de los Santos, ha detto che la sua formazione politica appoggia la richiesta del presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, di sospendere il diritto d’asilo, sostenendo che la misura non violerebbe alcuna legge, poiché il Marocco è un Paese sicuro.
De los Santos ha poi affermato che la Grecia sospese il diritto d’asilo per un periodo, quando si sentiva minacciata dall’afflusso di migranti provenienti dai Paesi del Nord Africa. La richiesta di Vivas “è più che giustificata”, ha detto l’esponente del Pp affermando che “gli abitanti di Ceuta sono letteralmente terrorizzati”. “Occorre visitare i centri sanitari di Ceuta per rendersi conto di quanto sia ingestibile la crisi”, ha aggiunto. Vivas ieri e oggi ha chiesto di garantire il rimpatrio in Marocco “al più presto” di tutti coloro che sono entrati in città a fine mese e ha chiesto di non concedere regolarizzazioni, asilo o trasferimenti nella penisola iberica a chi ha attraversato irregolarmente il confine a fine luglio.
Presidente Ceuta: “Stress insopportabile per i cittadini”
Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, del Partito popolare spagnolo, ha affermato che la città autonoma e i suoi cittadini stanno vivendo uno “stress insopportabile”. “Sono passati 15 giorni” dall’arrivo in massa di migranti, “e la situazione a Ceuta continua ad essere insostenibile e di massimo rischio per la sicurezza della città, per la convivenza, per il normale funzionamento dei servizi pubblici e per la sicurezza nazionale”, ha detto Vivas in un punto stampa al termine del suo incontro con il presidente del Senato Pedro Rollan. “Il futuro di Ceuta dipende da quando e da come si risolverà la crisi che stiamo vivendo”, ha proseguito il presidente che ha chiesto il ritorno immediato in Marocco di tutti i migranti arrivati il 30 e 31 luglio che ancora si trovano nella città, il rafforzamento delle frontiere, una maggiore presenza dello Stato spagnolo e investimenti in infrastrutture e case.
Sindacati Ceuta: “Misure urgenti per evitare emergenza sanitaria”
Il sindacato spagnolo Ccoo a Ceuta ha chiesto alle autorità locali di adottare misure urgenti per scongiurare il rischio di un’emergenza sanitaria pubblica a seguito dell’arrivo di migliaia di migranti nella città autonoma. Il sindacato ha inviato una lettera al dipartimento della Salute e dei Servizi Sociali della città chiedendo “l’adozione di misure sanitarie e igieniche per garantire la prevenzione, la sorveglianza epidemiologica e il potenziamento dei servizi pubblici. Sebbene un numero significativo di persone sia rientrato volontariamente in Marocco, migliaia rimangono in città in condizioni di estrema vulnerabilità, senza un alloggio stabile e, in molti casi, per strada, in montagna, sulle spiagge e in altre zone prive di accesso sufficiente ad acqua potabile, servizi igienici, docce, igiene e protezione dalle alte temperature”, afferma il sindacato ricordando che l’Ordine dei Medici di Ceuta e il Consiglio Generale degli Ordini dei Medici spagnolo hanno lanciato l’allarme sul rischio di focolai di malattie trasmissibili legati al sovraffollamento, alla mancanza di condizioni igienico-sanitarie adeguate e all’incertezza sullo stato vaccinale ed epidemiologico di alcune delle persone rimaste in città. Allo stesso modo, è stato richiesto un rafforzamento straordinario delle risorse sanitarie ed epidemiologiche disponibili.
Il sindacato Ccoo avverte che la potenziale trasmissione di malattie, come indicato dall’Ordine dei Medici, potrebbe avere un impatto negativo anche sui servizi sanitari. “L’eventuale insorgenza di tali problemi potrebbe portare a un sovraccarico o addirittura al collasso del sistema sanitario”, ha affermato il sindacato chiedendo alle autorità locali di adottare le misure necessarie per prevenire questa potenziale situazione. La Ccoo ritiene “inaccettabile che migliaia di persone rimangano per settimane in condizioni che potrebbero aggravare i rischi per la loro salute e quella dei cittadini di Ceuta”. “I rischi per la salute non derivano dall’origine, dalla nazionalità o dallo status di immigrazione di una persona, bensì dalle sue condizioni di vita materiali: sovraffollamento, mancanza di acqua e servizi igienico-sanitari, alloggi inadeguati e risorse insufficienti per la prevenzione e la cura”, ha precisato la Ccoo, sottolineando che “prevenire un’emergenza sanitaria richiede un intervento prima che si verifichino focolai, collassi del sistema sanitario o conseguenze irreversibili”. “La risposta deve essere immediata, coordinata, trasparente e basata sulla protezione dell’intera popolazione e sulla garanzia di servizi pubblici adeguatamente finanziati”.
Come misura preventiva, la Ccoo richiede che, ove opportuno e in conformità con i protocolli sanitari, venga verificato lo stato vaccinale di coloro che ricevono assistenza e che vengano somministrate le vaccinazioni necessarie. “Le docce sulle spiagge della nostra città non sono destinate all’igiene personale o al lavaggio degli indumenti. Né la spiaggia, il mare, le montagne o qualsiasi angolo della nostra città dovrebbero essere utilizzati come orinatoi o latrine improvvisate. Questo è indegno delle persone e rappresenta un chiaro rischio per la salute pubblica. Pertanto, chiediamo che, per tutta la durata di questa situazione, vengano resi disponibili spazi specifici per garantire l’igiene personale e prevenire potenziali focolai legati a una scarsa igiene”, ha rimarcato il sindacato che ritiene poi necessario rafforzare, nell’ambito delle competenze di ciascuna amministrazione, l’assistenza sanitaria di base, i servizi di emergenza, le squadre di pronto intervento, i servizi sociali e tutte le risorse pubbliche sottoposte a una pressione straordinaria. La Ccoo ritiene poi essenziale che il governo spagnolo stanzi risorse straordinarie per Ceuta. “La portata della situazione supera la normale capacità della città autonoma e non può ricadere unicamente sui suoi servizi pubblici o sul personale che lavora da settimane sotto una pressione eccezionale”, ha rimarcato.

