Naziskin assediano hotel con studenti ebrei italiani a Sofia, Tajani: “Antisemitismo va combattuto”

Naziskin assediano hotel con studenti ebrei italiani a Sofia, Tajani: “Antisemitismo va combattuto”
Il gruppo di naziskin sotto l’hotel di Sofia dove soggiornavano gli adolescenti ebrei (Frame video LaPresse)

Le immagini esclusive di LaPresse mostrano un gruppo di estremisti urlare “Sieg Heil”

Momenti di forte tensione a Sofia, in Bulgaria, dove un gruppo di naziskin ha preso di mira un albergo che ospitava decine di adolescenti ebrei italiani provenienti da Roma e Milano insieme ai loro educatori. Nelle immagini esclusive pubblicate da LaPresse si vedono alcuni giovani vestiti di nero radunati davanti all’ingresso dell’hotel mentre urlano “Sieg Heil” ed esibiscono il saluto nazista, tentando prima di forzare e poi di bloccare l’accesso alla struttura.

Sull’episodio è intervenuto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha espresso “solidarietà al gruppo di giovani ebrei italiani aggrediti e minacciati”, condannando “questo ennesimo episodio di antisemitismo, un germe che va combattuto, una forma di odio e discriminazione che va estirpata”. Il ministro si è detto inoltre vicino al presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun.

Il racconto di un testimone

“La situazione che abbiamo vissuto è stata l’ennesima dimostrazione di quanto l’antisemitismo persista nelle nostre vite. Queste due settimane sono state la dimostrazione di quanto la nostra identità ebraica sia forte e di quanto i rapporti che si intrecciano siano importanti. Purtroppo la minaccia persiste. La situazione che abbiamo vissuto è stata gestita nel migliore dei modi, grazie alla preparazione dello staff non ci siamo mai sentiti in pericolo nel corso di tutta l’’aggressione’, ma allo stesso tempo abbiamo capito quanto nel mondo siamo minacciati. I nostri ragazzi sono stati messi immediatamente in sicurezza, mandati nelle camere e rasserenati, ci siamo confrontati con ognuno di loro per capire cosa avessero provato e come si fossero sentiti. Dalla nostra parte abbiamo seguito le direttive che ci venivano date, cercando di mantenere la calma. Sicuramente siamo rimasti amareggiati e profondamente scossi“. Questa la testimonianza di una educatrice presente all’assalto.

“Per noi rappresenta una grandissima delusione e una grandissima tristezza, perché è la dimostrazione del fatto che, anche in contesti come quello del Bené Akiva, in cui dovremmo sentirci completamente al sicuro, in luoghi dove ci impegniamo a mostrare la nostra identità, alla fine non siamo mai completamente pronti a essere noi stessi. Non perché abbiamo paura di ciò che siamo o di chi siamo, ma perché la minaccia è sempre dietro l’angolo. Nonostante non ci siamo sentiti particolarmente intimiditi e non ci siamo sentiti in pericolo, abbiamo comunque capito di non essere i benvenuti”, ha concluso. 

Le reazioni della politica

Tra i primi a intervenire è stato proprio il presidente della Comunità ebraica di Roma, Victor Fadlun, che ha denunciato come “i nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti”. Fadlun ha ricordato che, dopo un primo intervento della polizia, i naziskin sono tornati davanti all’albergo “bloccando di nuovo gli ingressi, minacciando e urlando contro i nostri ragazzi”, chiedendo alle autorità bulgare di fare piena luce sull’accaduto e di identificare rapidamente i responsabili. Solidarietà è arrivata anche da Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, secondo cui le scene viste a Sofia “pensavamo di averle relegare ai libri di storia”. Per Boschi, però, “la solidarietà non basta”: la Farnesina deve attivarsi immediatamente con le autorità bulgare “per garantire la sicurezza dei nostri connazionali e ottenere risposte chiare”, perché “l’antisemitismo sta rialzando la testa” e rappresenta “un’emergenza di oggi”.

Naziskin assediano hotel con studenti ebrei italiani a Sofia, Tajani: “Antisemitismo va combattuto”
Il Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun (Foto di Mario Scrobogna/LaPresse)

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso “profondo sdegno e la più ferma condanna” per quanto accaduto, rivolgendo “la mia più sincera solidarietà ai ragazzi coinvolti, alle loro famiglie e alle Comunità ebraiche di Roma e di Milano”. Per la seconda carica dello Stato, “l’antisemitismo e ogni forma di odio non possono trovare alcuno spazio nelle nostre società” e ha auspicato che le autorità competenti “accertino rapidamente i fatti e individuino i responsabili”. Anche il vicepremier e segretario della Lega Matteo Salvini ha definito “gravissimo” l’episodio di Sofia, condannando “con fermezza ogni tipo di violenza da parte di estremisti, nazisti o comunisti, nei confronti delle comunità ebraiche”. Salvini ha parlato di “odiosa e inaccettabile” forma di “caccia all’ebreo”, che sarebbe “spesso alimentata anche da un clima di odio e delegittimazione”, esprimendo solidarietà ai giovani ebrei italiani coinvolti.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha definito “gravissimo” quanto accaduto, parlando di “un’Europa sempre più nera, nella quale organizzazioni neonaziste, razzismo e antisemitismo trovano nuovi spazi politici e sociali”. Anche l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha espresso vicinanza ai ragazzi coinvolti, osservando che episodi simili “continuano a ripetersi in un crescendo sempre più preoccupante” e assicurando il massimo impegno affinché “la vita ebraica possa continuare a svolgersi in sicurezza e tranquillità”. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha parlato di una “vile e intollerabile aggressione antisemita”, sottolineando che “immaginare dei ragazzi costretti a provare paura durante un viaggio, soltanto perché ebrei, suscita dolore e indignazione”. Deborah Bergamini, vicesegretaria nazionale di Forza Italia, ha invece definito “terribili” le immagini diffuse da LaPresse, ricordando che “l’Europa non è quelle scene che abbiamo visto. E non deve diventarlo”. Per Fratelli d’Italia è intervenuto il deputato Mauro Malaguti, che ha parlato di “atto vergognoso” e ha auspicato una risposta unitaria del Parlamento, ribadendo la necessità di approvare la legge sull’antisemitismo di cui è primo firmatario alla Camera.

La richiesta di un’informativa alla Camera

Il caso è arrivato anche nell’Aula della Camera, dove diversi gruppi parlamentari hanno chiesto un’informativa del governo. Il deputato di Forza Italia Andrea Orsini ha ricordato che “l’ambasciata italiana si è già attivata per offrire tutta l’assistenza e la tutela ai nostri connazionali”, chiedendo però che l’esecutivo riferisca in Parlamento “compatibilmente con i tempi dei lavori dell’Aula”. Alla richiesta si sono associati anche Paolo Ciani (Pd), che ha definito “terribili” le notizie arrivate da Sofia, e Andrea Quartini (M5S), secondo cui “non ci sono parole per quello che è successo” e atteggiamenti di antisemitismo come quelli documentati sono “assolutamente inaccettabili”.

Sul tema sono intervenuti anche Davide Faraone (Italia Viva) e Paolo Formentini (Lega). Quest’ultimo ha parlato di “un clima crescente di odio” e di “un risorgente antisemitismo”, lanciando un appello a votare tutti insieme, a settembre, la legge sull’antisemitismo. Malaguti ha quindi ribadito “la necessità di approdare il prima possibile” al provvedimento, auspicando una condanna unanime da parte dell’Aula. Diversa la riflessione del deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Marco Grimaldi, che ha ricordato come l’Italia non abbia sempre convissuto pacificamente con le comunità ebraiche, richiamando il precedente delle leggi razziali. “Dobbiamo non solo dare la solidarietà a quei ragazzi, ma dire che in questo mondo ci sono troppi suprematismi”, ha concluso.

© Riproduzione Riservata