Migranti, riunione urgente dei ministri dell’Interno Ue dopo la crisi di Ceuta: “Rafforzare i rimpatri e la comunicazione”

Migranti, riunione urgente dei ministri dell’Interno Ue dopo la crisi di Ceuta: “Rafforzare i rimpatri e la comunicazione”
Ceuta, 3 agosto 2026 (AP Photo/Bernat Armangue)

Il colloquio era stato chiesto, tra gli altri, dal premier spagnolo Sanchez che aveva lamentato una mancanza di solidarietà da parte di alcuni governi europei

Martedì mattina si è svolta la riunione straordinaria, in videoconferenza, dei ministri dell’Interno dell’Ue dopo la crisi migratoria scoppiata a Ceuta. Il colloquio era stato chiesto sia dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che ha lamentato una mancanza di solidarietà da parte di alcuni governi europei, sottintendendo anche quello italiano, sia da parte di Roma e Copenaghen con una lettera sottoscritta in totale da 22 Paesi, inclusi Danimarca e Malta, che sono guidati da socialisti.

Il governo italiano, come ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani lunedì sera in un’intervista a Zona Bianca, spera che nel corso della riunione si prendano decisioni importanti come quella “degli hub per il rimpatrio che possono crearsi nel continente africano“.

Ministri Ue: “Rafforzare i rimpatri e la comunicazione in momenti di crisi”

La riunione straordinaria “ha offerto agli Stati membri l’opportunità di confrontarsi sull’importanza della protezione delle frontiere esterne dell’Ue”, riferisce una nota dei ministri dell’Unione europea. C’è stata “una comprensione condivisa della necessità di continuare a combattere senza sosta le reti di trafficanti di migranti, di rafforzare i rimpatri, di consolidare le frontiere dell’Ue, di costruire solide partnership con i paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione”.

I ministri “hanno sottolineato la necessità di migliorare la consapevolezza condivisa della situazione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto sviluppando ulteriormente i sistemi di allerta precoce, come l‘intelligence prefrontaliera e il monitoraggio dei social media“. 

Il Consiglio ha inoltre “sottolineato l’importanza della cooperazione con i Paesi terzi e dell’ulteriore sviluppo di partenariati che creino le giuste opportunità per le persone nei loro paesi d’origine e rafforzino la gestione della migrazione”. Infine, si legge, “i ministri hanno sottolineato che la comunicazione nei momenti di crisi potrebbe essere ulteriormente rafforzata attraverso un coordinamento tempestivo e dovrebbe essere più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione e nell’interferenza delle informazioni straniere”.

Piantedosi: “Dobbiamo agire come blocco unico”

Durante il Consiglio di Giustizia e Affari interni dell’Ue c’è stato anche l’intervento del ministro dell’Interno italiano Mattero Piantedosi che ha detto: “Quanto sta avvenendo” a Ceuta “ci mostra chiaramente la strategia da seguire: come Unione Europea non dobbiamo più rincorrere le emergenze all’interno dei nostri confini, ma dobbiamo agire come un blocco unito, compatto e coeso per fermare le partenze all’origine e rimpatriare coloro che non hanno diritto a permanere sul territorio dell’Unione”.

Piantedosi: “Ripristino dei controlli non è misura contro la Spagna”

Il “ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime” “non è in alcun modo una misura rivolta contro la Spagna o contro alcun altro partner”, ha aggiunto Piantedosi. “È una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come avvenuto in tantissimi altri casi. Peraltro, parliamo di uno strumento previsto dal Codice frontiere Schengen a cui molti Stati membri, tra cui la stessa Spagna, hanno fatto ricorso a più riprese nel corso degli ultimi anni”.

Intanto oggi il Consiglio dei ministri esaminerà la bozza del dl Pa che prevede l’assunzione di 500 agenti per i controlli delle frontiere italiane. “Per il potenziamento dei servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori, anche relativi allo svolgimento delle verifiche preliminari di identità, di sicurezza e delle operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico”, svolte “dagli uffici di polizia di frontiera e dalle questure, è autorizzata nel limite della dotazione organica, in aggiunta alle facoltà assunzionali previste a legislazione vigente, l’assunzione straordinaria di cinquecento unità nel ruolo iniziale di agenti e assistenti della Polizia di Stato non prima del 1° dicembre 2026″, si legge in un articolo del dl.

Madrid: “Non c’è stato alcun rischio per lo spazio Schengen”

“Tutti gli interventi di tutti gli Stati membri” dell’Ue e dell’area Schengen, alla riunione straordinaria dei ministri dell’Interno “sono stati costruttivi“, è stata riconosciuta “la risposta efficace e immediata delle autorità spagnole davanti a una crisi di tale entità”, ha commentato il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska in conferenza stampa a Madrid. Il rappresentante del governo iberico ha poi affermato che è stato “chiarito” che non c’è stato “alcun rischio” per lo spazio Schengen derivato dalla crisi di Ceuta e che l’enclave spagnola “ha un regime speciale”, “nessuno può uscire” dalla città autonoma “senza controlli”.

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