Iran, Netanyahu a colloquio da Trump: “Incontro positivo, obiettivi comuni” – La diretta

Iran, Netanyahu a colloquio da Trump: “Incontro positivo, obiettivi comuni” – La diretta
Donald Trump e Abbas Araghchi (Foto Ap)

Melania e Barron Trump nel mirino, sui social video su ‘come uccidere’ first lady

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che sono in corso “negoziazioni molto amichevoli” con l’Iran, nonostante il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi abbia affermato lunedì che la delegazione iraniana non ha avanzato alcuna richiesta o supplica per proseguire i negoziati e che l’Iran ha respinto una proposta americana. Oggi incontro alla Casa Bianca tra il presidente statunitense e Benjamin Netanyahu. In giornata, previsto anche un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Guerra in Iran
Inizio diretta: 28/07/26 07:00
Fine diretta: 29/07/26 00:00
Netanyahu: "Incontro eccellente con Trump, tra migliori conversazioni mai avute"

In un video pubblicato sul proprio account Instagram, il primo ministro d’Israele Benjamin Netanyahu ha definito “eccellente” l’incontro avuto oggi con il presidente Usa Donald Trump. Netanyahu parla di “una conversazione all’insegna della piena collaborazione, del sostegno reciproco e della consapevolezza dell’obiettivo comune di garantire che l’Iran non disponga di armi nucleari, oltre che di altri obiettivi. Una delle migliori conversazioni che abbia mai avuto con il presidente degli Stati Uniti, il nostro amico Donald Trump”. Ha poi aggiunto che all’incontro era presente “l’intero gruppo dirigente” di Trump, così come “il nostro gruppo dirigente”, e che è stata “un’occasione per scambiare idee e coordinare accordi importanti per la sicurezza e il futuro dello Stato di Israele”. 

Teheran: "Proposto a Oman accordo temporaneo per navigazione Hormuz"

L’Iran ha proposto nei colloqui con l’Oman la realizzazione di una rotta marittima temporanea attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un’intervista trasmessa dalla televisione di stato. Secondo la proposta di Teheran, l’Iran controllerebbe completamente la rotta in entrata e parte di quella in uscita, mentre l’Oman gestirebbe il traffico nella direzione opposta. Gharibabadi ha aggiunto che l’Oman aveva proposto un accordo al 50%, ma Teheran lo ha respinto ritenendolo insufficiente a rispondere alle preoccupazioni dell’Iran.

Funzionario Israele: "Ottima intesa tra Trump e Netanyahu"

Un funzionario israeliano informato sull’incontro tra il premier d’Israele Benjamin Netanyahu e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che “è stato un incontro molto positivo, che si è svolto in un clima sereno insieme ad alti funzionari dell’amministrazione”. Lo riporta la Cnn. “L’ottima intesa tra i leader era evidente”, ha aggiunto. Secondo il funzionario, i due leader hanno inoltre ribadito il loro obiettivo comune “che in nessun caso all’Iran debba essere permesso di possedere armi nucleari”. I due avrebbero anche discusso della partnership tra Israele e gli Stati Uniti, “che è più forte che mai, nonché delle varie opportunità in Medio Oriente”.

L'esercito iraniano: "A Hormuz stop navi Paesi che usano beni Teheran congelati"

Le forze armate iraniane impediranno il transito attraverso lo Stretto di Hormuz a qualsiasi azienda o Paese che accetti denaro proveniente da beni iraniani congelati. È l’avvertimento lanciato dal quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva proposto di risarcire le navi danneggiate utilizzando fondi iraniani sequestrati. “Avvertiamo il presidente criminale degli Stati Uniti circa le conseguenze di questa azione illegale”, ha dichiarato il portavoce del comando militare, “le forze armate della Repubblica islamica dell’Iran non permetteranno più a nessuna delle loro navi di attraversare lo Stretto di Hormuz”. Lo riporta Iran International. 

Ue condanna attacco contro diplomatici francesi

La Ue “condanna senza riserve” l’aggressione perpetrata il 19 luglio dalle forze di sicurezza iraniane contro due diplomatici dell’Ambasciata di Francia a Teheran. Lo afferma, a nome dell’Unione europea, l’Alta Rappresentante Ue per la Politica estera Kaja Kallas in una nota. “Tali atti – viene riferito – costituiscono una palese violazione delle Convenzioni di Vienna e mettono a repentaglio lo svolgimento stesso delle relazioni diplomatiche”. Infine, la Ue “è solidale con la Francia e invita l’Iran a perseguire i responsabili e a rispettare pienamente i propri impegni internazionali”. Circa una settimana fa, il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot aveva segnalato un “atto di intimidazione estremamente grave da parte dei servizi di sicurezza iraniani” nei confronti di due diplomatici francesi.

Katz: "Vogliamo colpire obiettivi energetici ma Usa non approvano"

“Desideriamo fortemente colpire gli obiettivi energetici dell’Iran. Gli Stati Uniti al momento non lo approvano per il timore che l’Iran possa attaccare i paesi vicini, causando una crisi petrolifera globale”. È quanto ha dichiarato il ministro della Difesa d’Israele Israel Katz durante un’intervista al canale televisivo Channel 14. “Per quanto ci riguarda, siamo pronti a far regredire l’Iran di 40 anni”, ha aggiunto Katz.

Ue conferma, nel fine settimana telefonata Kallas-Araghchi

L’Alta Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ha avuto nel fine settimana una telefonata con il ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi. Lo conferma un portavoce del Servizio europeo per l’Azione esterna nel briefing quotidiano con la stampa. “Nel fine settimana – afferma – si è svolta una telefonata tra l’Alta Rappresentante e il suo omologo iraniano. Hanno discusso della situazione nel Golfo e della guerra d’aggressione della Russia contro l’Ucraina, che Mosca ha ulteriormente identificato negli ultimi giorni”.

Teheran: "Persa capacità produttiva di gas durante guerra"

L’Iran ha perso circa 230 milioni di metri cubi della propria capacità produttiva di gas a causa della guerra con gli Stati Uniti e Israele. Lo ha detto la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani in conferenza stampa, secondo quanto riferisce Irna. Ad aprile l’Iran ha chiesto un risarcimento per i danni causati dagli attacchi statunitensi e israeliani. Secondo una prima stima, dall’inizio della guerra, il 28 febbraio, il Paese avrebbe subito danni diretti e indiretti per circa 270 miliardi di dollari, ricorda Al Jazeera. 

Crosetto: "Monitoriamo Bab el-Mandeb, contatti anche con Houthi"

 “Stiamo monitorando ogni ora quello che succede a Bab el-Mandeb mantenendo contatti con tutti, compresi gli Houthi per vedere qual è l’evoluzione, e con i nostri alleati per vedere quali sono le contromosse in grado all’eventuale soluzione. Siamo lì ancora oggi perché, se per caso una nave mercantile venisse attaccata, noi siamo lì per difenderla, che è il nostro scopo principale”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso del seguito dell’audizione sugli esiti del vertice Nato di Ankara davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. L’operazione Aspides, ha sottolineato Crosetto, “non nasce per la guerra ma nasce per proteggere la navigazione, quindi per proteggere le navi. Se ci fosse la guerra bisognerà rivedere tutto perché un conto è avere navi militari che proteggono il passaggio di fronte a possibili attacchi su navi civili, un conto è navi militari che vengono attaccate loro stesse e devono difendersi in situazioni di guerra. Cambia totalmente tutto, ma questo lo vedremo in divenire”.

Iran: giustiziati altri due manifestanti

In Iran, due uomini che avevano partecipato alle manifestazioni contro il governo di gennaio, sono stati condannati a morte per impiccagione. Secondo quanto riportato sul sito affiliato alla magistratura del Paese Mizanonline.ir, i due, identificati come Abolfazl Sepahi Badjani e Amir Hossein Safari Hosseinabadi, sarebbero stati coinvolti nell’uccisione di 4 agenti di polizia. Inoltre, avrebbero incendiato una stazione di polizia e danneggiato edifici pubblici nella città di Isfahan, a circa 400 chilometri a sud della capitale Teheran. I due uomini sono gli ultimi giustiziati tra le decine di migliaia di persone arrestate durante la repressione delle proteste a livello nazionale di gennaio. Le organizzazioni per i diritti umani affermano che altri potrebbero essere condannati a morte. Le manifestazioni, iniziate a fine dicembre e continuate fino a gennaio, sono state duramente represse dalle forze di sicurezza. A luglio, l’Iran aveva già eseguito le condanne a morte di altri due uomini per lo stesso caso. L’Iran ha stimato il bilancio delle vittime delle proteste a oltre 3.000 mila persone. Gli attivisti delle organizzazioni per i diritti umani parlano di oltre 7.000 morti.

Tajani: "Senza cessate fuoco non potremo partecipare a missione Hormuz"

 “Finché non ci sarà un cessate il fuoco duraturo noi non potremo partecipare ad alcuna missione internazionale”. Lo ha detto, parlando della missione nello Stretto di Hormuz, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Le missioni a cui abbiamo dato disponibilità a partecipare sono sempre missioni collegate a decisioni internazionali, non andremo mai da soli a partecipare ad iniziative di tipo militare”, ha precisato poi Tajani. “Riguardo allo Stretto di Hormuz”, ha aggiunto, “intendiamo andare avanti in tutte le azioni a sostegno di un accordo negoziale, oggi dovrebbe esserci una riunione dei Paesi del Golfo per vedere come trovare una posizione comune e rafforzare il dialogo” tra Usa e Iran. 

Tajani: "Altri Paesi Ue diano maggior sostegno a missione Aspides"

“Abbiamo sollecitato gli altri Paesi dell’Ue a dare un sostegno più forte alla missione Aspides perché sono soprattutto gli italiani e i greci che si stanno facendo carico di questa operazione” che ha permesso a centinaia di navi mercantili di passare il Mar Rosso. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. 

Araghchi sente omologhi Oman e Arabia Saudita: focus su Hormuz

 Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso degli sviluppi nello Stretto di Hormuz nel corso di due colloqui telefonici separati con i suoi omologhi dell’Oman e dell’Arabia Saudita, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Irna. Durante le conversazioni telefoniche con Badr Albusaidi dell’Oman e con il principe Faisal bin Farhan Al Saud dell’Arabia Saudita, sono stati esaminati “gli ultimi sviluppi bilaterali e regionali”. I ministri degli Esteri hanno poi “sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione e di portare avanti gli sforzi diplomatici congiunti per garantire la stabilità nella regione e far fronte all’insicurezza causata nello Stretto di Hormuz dalle azioni aggressive degli Stati Uniti”, secondo quanto riporta l’Irna. 

Melania e Barron Trump nel mirino, video su 'come uccidere' first lady
La first lady Melania Trump ascolta il discorso del presidente Donald Trump durante una cena di Stato con il re Carlo III e la regina Camilla del Regno Unito nella Sala Est della Casa Bianca, martedì 28 aprile 2026, a Washington. (AP Photo/Alex Brandon)

La first lady Melania Trump e il figlio Barron sono stati presi di mira dalla propaganda dell’Iran. Un nuovo video che sta circolando sui social e che è stato rilanciato dal New York Post, incita i sostenitori del regime degli ayatollah ad assassinare la moglie del presidente Trump. Intitolato “Come uccidere Melania Trump”, il video mostra immagini della first lady nel corteo presidenziale e in alcune zone di New York. Nella clip viene anche fatto il nome di negozi di stilisti in cui la first lady fa acquisti. Le sue uscite per lo shopping potrebbero essere “adatte a operazioni di combattenti per la libertà a livello globale”, viene detto nel video in cui si suggerisce inoltre di utilizzare un agente nervino per avvelenare qualsiasi capo d’abbigliamento che la first lady potrebbe acquistare. Alla fine del video, anche Barron Trump, 20 anni, viene minacciato. 

Axios: "Sanzioni Usa più dannose dei bombardamenti per Teheran"

Funzionari statunitensi ritengono che la pressione economica esercitata da Washington sull’Iran potrebbe danneggiare Teheran di più dei bombardamenti. E’ quanto riporta il sito di notizie Axios che cita alti funzionari dell’amministrazione Trump. L’intelligence statunitense indica che la carenza di benzina, il rischio di corse agli sportelli bancari e le difficoltà nel pagare i combattenti, aggravate dalle sanzioni e dal blocco navale statunitense, stanno aumentando la pressione finanziaria su Teheran. Un funzionario ha affermato che l’Iran “teme più il dipartimento del Tesoro del dipartimento della Guerra”, pur riconoscendo che la pressione economica potrebbe richiedere più tempo di una campagna militare su vasta scala per costringere l’Iran a un accordo. Il rapporto afferma che l’accesso ai beni congelati e l’allentamento delle sanzioni rimangono una priorità centrale per Teheran nei colloqui per il cessate il fuoco.

Netanyahu da Trump: dossier Iran su Natanz e programmi nucleari

 Secondo quanto riferito dal New York Post, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dovrebbe condividere con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante la sua visita a Washington, informazioni di intelligence relative al monte Kulang, area situata nei pressi dell’impianto nucleare iraniano di Natanz.Nel corso dell’incontro, Netanyahu sarebbe inoltre intenzionato a presentare a Trump nuovi elementi raccolti dai servizi israeliani sui programmi nucleari e missilistici dell’Iran. Le informazioni, secondo il quotidiano statunitense, riguarderebbero anche lo sviluppo delle capacità militari di Teheran. 

Trump riceve oggi Zelensky e Netanyahu alla Casa Bianca

 Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riceverà oggi alla Casa Bianca il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per due incontri separati dedicati ai principali dossier internazionali.Secondo quanto riferito da un funzionario della Casa Bianca alla Cnn, l’incontro con Zelensky sarà incentrato sul processo di pace tra Russia e Ucraina. “Ora è il momento di porre fine alla guerra”, ha dichiarato il funzionario.Nel colloquio con Netanyahu, invece, al centro ci saranno gli sviluppi in Medio Oriente e il dossier Iran. Parlando con i giornalisti, Trump ha affermato che lui e il premier israeliano non sono “completamente d’accordo” sull’Iran, ma ha sottolineato che i due leader restano “piuttosto vicini”: “Abbiamo qualche piccola differenza, ma siamo piuttosto vicini”, ha detto il presidente americano. 

Pentagono, oltre 600 militari Usa feriti nel conflitto
UNITED STATES - AUGUST 29: Aerial view of the Pentagon building. (Photo By Bill Clark/CQ Roll Call via AP Images)

 È salito a 624 il numero dei militari statunitensi rimasti feriti nel conflitto con l’Iran. Lo riportano i dati aggiornati del Pentagono, secondo cui, al 27 luglio, i feriti con diversi gradi di gravità erano 624, di cui 461 appartenenti all’esercito statunitense.Il dato supera il precedente bilancio di 482 feriti diffuso la scorsa settimana. L’aumento è legato anche a una diversa classificazione adottata dal Pentagono, che ha distinto le perdite tra l’operazione ‘Epic Fury’, avviata il 28 febbraio, e le ‘operazioni all’estero’, iniziate il 7 luglio.Secondo i dati del Dipartimento della Difesa, nell’ambito dell’operazione ‘Epic Fury’ sono rimasti feriti 417 militari e 14 sono morti, mentre nelle ‘operazioni all’estero’ si contano 207 feriti e quattro vittime. Complessivamente il bilancio è di 624 feriti e 18 morti. 

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