Iran, Trump: “Colloqui approfonditi, se falliscono forte azione militare”. Teheran intercetta sei navi a Hormuz – La diretta

Iran, Trump: “Colloqui approfonditi, se falliscono forte azione militare”. Teheran intercetta sei navi a Hormuz – La diretta
(AP Photo/Alex Brandon)

La repubblica islamica dialoga con l’Oman per la gestione dello Stretto. Washington esclusa dai negoziati

Nel conflitto tra Iran e Stati Uniti, resta sempre centrale la questione relativa allo Stretto di Hormuz. Nelle scorse ore sei navi sono state intercettate dalle autorità iraniane nel braccio di mare conteso. Secondo i media di Teheran, una delle imbarcazioni ha avuto un incidente, mentre le altre cinque sono state respinte.

Sulla gestione dello Stretto continuano intanto i colloqui con l’Oman, ma Washington non è coinvolta. “La situazione non è cambiata, lo Stretto resta chiuso e questi negoziati non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti“, ha precisato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, che ha aggiunto: “Gli americani sono in difficoltà nella loro situazione attuale. Sono senza via d’uscita“.

Guerra in Iran, tutti gli aggiornamenti in diretta
Inizio diretta: 27/07/26 06:00
Fine diretta: 27/07/26 23:59
Trump: "In corso negoziazioni molto amichevoli"

Il presidente Donald Trump ha dichiarato oggi che sono in corso “negoziazioni molto amichevoli” con l’Iran, nonostante il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi abbia affermato lunedì che la delegazione iraniana non ha avanzato alcuna richiesta o supplica per proseguire i negoziati e che l’Iran ha respinto una proposta americana. “In questo momento stanno parlando con noi di raggiungere un accordo”, ha detto Trump durante un discorso in Michigan. “Ma se non fossimo stati duri, non ci sarebbe stato alcun dialogo”, ha aggiunto. “Stiamo ottenendo grandi successi con la Repubblica Islamica dell’Iran e ci stiamo assicurando che non possiedano mai un’arma nucleare”, ha affermato. “Quando qualcuno si avvicina e chiede: ‘Perché lo facciamo?’, basta rispondere: ‘Perché non possiamo permettere che abbiano un’arma nucleare’. È molto semplice”. 

Trump ospiterà domani alla Casa Bianca sia Zelensky che Netanyahu

Il presidente Donald Trump accoglierà martedì 28 luglio alla Casa Bianca sia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu per incontri separati che dovrebbero concentrarsi sui conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, secondo quanto riferito da un funzionario della Casa Bianca alla CNN.Secondo quanto riferito da un funzionario della Casa Bianca, Trump incontrerà Netanyahu per discutere della guerra in Iran, dei progressi nei negoziati con il Libano e degli sforzi per ampliare gli Accordi di Abramo. Trump ha ammesso che lui e Netanyahu non sono in completo accordo sull’Iran, ma ha affermato che i due leader rimangono molto vicini. “Abbiamo qualche piccola differenza, ma siamo piuttosto vicini”, ha detto Trump ai giornalisti lunedì.Durante l’incontro tra Trump e Zelensky, i due leader discuteranno del processo di pace in corso tra Russia e Ucraina, secondo quanto riferito da un funzionario. “Ora è il momento di porre fine alla guerra”, ha aggiunto il funzionario. 

Trump. "Iran ora sta parlando con noi per fare un accordo accordo"

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran sta ora “parlando con noi per raggiungere un accordo”, affermando che gli Stati Uniti hanno paralizzato l’esercito di Teheran e aggiungendo che la politica americana del passato aveva portato l’Iran a considerare l’America “un paese stupido” che poteva essere “corrotto”. Intervenendo a un evento della General Motors a Milford, nel Michigan, Trump ha sostenuto che l’esercito iraniano si è gravemente indebolito, paragonando il suo declino a quello del Venezuela. “Beh, la stessa cosa sta accadendo in Iran. La gente semplicemente non se ne rende conto”, ha detto Trump. “Abbiamo distrutto la loro marina. Abbiamo distrutto la loro aviazione. Abbiamo distrutto la loro leadership. Abbiamo distrutto il loro arsenale antiaereo.” Ha inoltre affermato che la produzione militare iraniana si è notevolmente indebolita. “I loro droni vengono prodotti a un ritmo di circa il 7%. Abbiamo distrutto la maggior parte della loro capacità di produzione di droni e di missili”, ha detto Trump. 

Iraq apre indagine su presunto attacco con droni contro Arabia Saudita

Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha ordinato alle autorità di sicurezza di indagare sull’accusa mossa dall’Arabia Saudita secondo cui i droni diretti contro il regno sarebbero stati lanciati dal territorio iracheno. Lo riporta Al Jazeera. Baghdad ha affermato di restare impegnata a impedire che il territorio iracheno venga utilizzato come base di lancio per attacchi contro gli stati confinanti e ha avvertito che intraprenderà azioni legali contro chiunque venga ritenuto responsabile. Il governo ha descritto i suoi legami con l’Arabia Saudita come “profondi e fraterni”, promettendo di proteggere la sovranità dell’Iraq e di salvaguardare la sicurezza e la stabilità regionale

Trump: "Dirò a Netanyahu che senza di me Teheran avrebbe arma nucleare"

“Parlerò con Bibi (Netanyahu, ndr) del fatto che, se non fossi presidente, l’Iran avrebbe già le armi nucleari e Israele sarebbe stato distrutto”. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump in un’intervista ad Axios.

Trump: "Colloqui approfonditi, se falliscono forte azione militare"

In un’intervista alla televisione israeliana N12 il presidente americano Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti stanno conducendo “colloqui molto approfonditi con l’Iran”. “Se non avranno successo, torneremo a un’azione militare decisa”, ha aggiunto il tycoon. Trump ha spiegato di aver accolto la richiesta dei mediatori, i quali gli avevano chiesto di dare una possibilità ai negoziati precisando che la finestra di tempo per raggiungere una svolta con Teheran è “breve”. 

Teheran ironizza sugli Usa: video con personaggi Lego dopo minacce Trump

Dopo le ripetute minacce del presidente Usa Donald Trump di un attacco alle infrastrutture energetiche iraniane, Teheran ricorre all’Intelligenza artificiale e all’ironia per rispondere. In un video creato appunto con l’Ia e postato su X, si vede un soldato americano in formato Lego strisciare fuori da un elicottero precipitato sull’isola di Kharg, importante hub petrolifero iraniano. Nel mini-filmato della durata di circa 30 secondi, il militare statunitense fa fatica e lotta contro il caldo soffocante, mentre soldato iraniano sempre in formato Lego gli passa accanto sorridendo e bevendo del tè. “Troppo caldo per te, mollaccione. Torna alla tua aria condizionata”, recita la scritta a fine video.

Media: Trump a un bivio, opzioni si restringono e costi aumentano

Il presidente Usa, Donald Trump, si trova di fronte all’ennesimo bivio nelle relazioni con l’Iran. Ma ogni volta che giunge a un punto simile, le sue opzioni si restringono sempre di più e i costi aumentano. E’ quanto scrive la Cnn. Domenica, l’amministrazione Trump aveva spiegato che la pausa negli attacchi aerei – ora estesa fino a tre notti, dopo 13 notti consecutive di bombardamenti – aveva lo scopo di creare spazio per la diplomazia, avvertendo però di essere “pronta all’azione” per una possibile nuova escalation. Ci sono alcuni segnali di attività diplomatica. L’Iran ha dichiarato di aver ospitato, nei giorni scorsi, colloqui a livello di viceministri degli Esteri con l’Oman. Tuttavia, finora non vi è alcun segnale che la Repubblica Islamica intenda cedere sulla sua principale richiesta: il controllo del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato in una conferenza stampa televisiva che al momento non sono in corso colloqui con gli Stati Uniti e che Teheran “non permetterà mai agli Stati Uniti di stabilire i tempi della guerra e della pace”.Trump si ritrova di nuovo in una situazione a lui familiare. Ha cercato di costringere l’Iran a fare concessioni intensificando gli attacchi. Ma questo piano non sta funzionando meglio ora di quanto non funzionasse dopo la prima fase dei combattimenti. A quasi cinque mesi dall’inizio di una guerra che aveva detto sarebbe durata poche settimane, Trump continua a cercare di crearsi spazio di manovra contro Teheran. Ma proprio la strategia sembra lasciarlo sempre con meno margine di manovra. 

Arabia Saudita intercetta droni provenienti dall'Iraq

L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver abbattuto droni lanciati da milizie irachene sostenute dall’Iran. Secondo un comunicato pubblicato sui social media dal ministero della Difesa saudita i droni erano diretti contro impianti petroliferi nell’est dell’Arabia Saudita e contro la capitale Riad.

Kiev: "Minacce di Teheran ingiustificate e infondate"

“Le minacce dell’Iran sono ingiustificate e prive di fondamento. Il regime di Teheran è un complice diretto dell’aggressione russa contro l’Ucraina, alimentando la guerra criminale di Mosca con armi che hanno ucciso ucraini dal 2022. L’Iran non ha alcuna legittimazione a fingere di essere una vittima, né tantomeno a giustificare le sue minacce con assurdi riferimenti alla Carta delle Nazioni Unite”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha. “Con le sue dichiarazioni, l’Iran cerca anche di distogliere l’attenzione dal terrorismo russo contro la navigazione civile nel Mar Nero, che minaccia la sicurezza alimentare globale. Ma non ci riuscirà – ha aggiunto – gli attacchi della Russia alla libertà di navigazione saranno al centro della riunione di emergenza odierna del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e ci aspettiamo una forte reazione da parte della comunità internazionale”.

Ben-Gvir: "Trump è molto ingenuo"

Il ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir parlando della guerra tra Stati Uniti e Iran alla conferenza sulla sicurezza nazionale organizzata da Ynet e Yedioth Ahronoth, ha affermato che “Bisogna fare di più” auspicando che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump “si convinca a porre fine alla sua ingenuità”. “È un uomo d’affari, ed è molto ingenuo sulla questione iraniana. Non c’è diplomazia con queste persone, non c’è nulla di cui parlare con loro. Bisogna parlare agli iraniani attraverso il mirino”, ha detto ancora.

Netanyahu: "Iran al centro colloqui con Trump"

L’Iran sarà il tema al centro dei colloqui in programma domani a Washington fra Donald Trump e Benjamin Netnayahu. A renderlo noto è stato lo stesso primo ministro israeliano prima di partire per gli Stati Uniti. “In questi tempi complessi bisogna agire con grande determinazione e grande saggezza”, ha affermato Netanyahu in una dichiarazione ripresa dai media israeliani. “Discuteremo di tutte le questioni all’ordine del giorno, prima fra tutte l’Iran. Naturalmente, il nostro obiettivo è salvaguardare la nostra sicurezza e al contempo ampliare la sfera di pace che ci circonda”, ha aggiunto. “Intraprendo questa missione con un obiettivo chiaro. Garantire la sicurezza, la forza e il futuro del nostro amato Stato di Israele”, ha concluso Netanyahu.

Media, Idf fa irruzione in struttura Unrwa a Gerusalemme Est: arresti

Le forze israeliane avrebbero fatto irruzione nel centro di formazione dell’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme Est. Lo riporta Al Jazeera. Il personale delle Nazioni Unite presente sul posto hanno riferito le autorità locali, sarebbe stato arrestato. Secondo quanto spiegato, l’esercito israeliano avrebbe fatto irruzione nel campo di Qalandiya durante la notte, utilizzando granate stordenti e gas lacrimogeni e provocando un incendio.

Media, Netanyahu partito per Usa, domani incontro con Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è partito per Washington poco prima delle 13 ora locale per gli Stati Uniti. Lo ha reso noto il suo ufficio al Times of Israel. Secondo i siti di tracciamento dei voli l’aereo con a bordo Netanyahu, è decollato dalla base aerea di Nevatim, vicino a Beersheba. Domani è previsto un incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, oltre alla partecipazione al funerale del defunto senatore Lindsey Graham. Il volo di Netanyahu originariamente previsto per le 11:00, ha subito un ritardo di due ore. L’ufficio di Netanyahu – viene spiegato – non ha fornito alcuna spiegazione in merito, né ha chiarito perché sia decollato da una base dell’aeronautica militare e non dall’aeroporto Ben Gurion. Netanyahu non ha portato con sé i giornalisti sul volo.

Ex premier israeliano Bennett: "Il Qatar è un cancro antisemita"

L’ex primo ministro israeliano Naftali Bennett ha affermato che “Il Qatar è un cancro antisemita violento che sta diffondendo metastasi in Occidente e persino all’ufficio del primo ministro israeliano, con l’obiettivo di distruggere lo Stato di Israele”. Bennett – riportano i media israeliani – ha aggiunto che se tornerà al governo intende dichiarare il paese del Golfo “uno stato nemico”.

Mediatori al lavoro per tregua Teheran-Washington: "Progressi"

I mediatori hanno compiuto progressi negli sforzi per riportare Stati Uniti e Iran al tavolo dei negoziati e scongiurare una guerra totale in Medio Oriente. Lo hanno riferito due funzionari regionali, che hanno parlato a condizione di anonimato. Le dichiarazioni giungono dopo tre giorni in cui che né gli Stati Uniti né l’Iran hanno segnalato attacchi. Una tregua dopo circa due settimane di bombardamenti incessanti che avevano alimentato i timori di un ritorno a una guerra totale. I due funzionari hanno affermato che i mediatori guidati da Qatar e Pakistan stanno lavorando per colmare il divario tra Washington e Teheran e tornare a un accordo di cessate il fuoco provvisorio. Uno dei funzionari regionali che ha parlato con l’Associated Press ha descritto i progressi compiuti negli sforzi di mediazione come “significativi”.

Secondo quanto riferito, i mediatori stanno lavorando con l’Iran e l’Oman su un meccanismo per la gestione del transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, che è stato la causa scatenante dell’ultima ondata di attacchi e contrattacchi tra Iran e Stati Uniti. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha dichiarato in una conferenza stampa a Teheran che i mediatori stanno trasmettendo messaggi, ma che non sono in corso negoziati diretti con gli Stati Uniti. “I mediatori possono trasmetterci messaggi da parte americana riguardo agli sviluppi in corso nella regione. Ma al momento non abbiamo negoziati con la parte americana”, ha affermato Baghaei. Intanto, venerdì e sabato si sono tenuti diversi cicli di colloqui tra l’Iran e l’Oman, che si trova sull’altra sponda della via navigabile, sulla gestione del traffico navale attraverso il canale. “L’obiettivo è che l’Iran e l’Oman, in quanto due Stati costieri, sviluppino meccanismi per garantire la navigazione sicura attraverso lo Stretto di Hormuz, nel rispetto dei diritti sovrani e della sovranità di entrambi gli Stati costieri, nonché della sicurezza e degli interessi nazionali dell’Iran”, ha dichiarato Baghaei. Tuttavia, ha sottolineato, “la situazione nello Stretto di Hormuz non è cambiata” e il canale rimane chiuso.

Teheran: "Non abbiamo chiesto a Usa ripresa negoziati"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che Teheran non ha richiesto la ripresa dei negoziati con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. “Questa non è gestione della guerra. I ripetuti crimini di guerra e le relative vanterie sono solo tentativi di sfuggire a un disastro che hanno creato sotto l’influenza del regime sionista, e ne pagheranno inevitabilmente il prezzo”, ha detto Baghaei ai giornalisti a Teheran. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran si sono intensificate nelle ultime settimane, con Washington che ha condotto attacchi e Teheran che ha risposto colpendo siti e attrezzature militari statunitensi in diversi paesi del Medio Oriente.

Teheran: "Proseguono colloqui con Oman su Hormuz, Usa non coinvolti"

Proseguono i colloqui tra Oman e Iran sullo Stretto di Hormuz, ma gli Stati Uniti non sono coinvolti. Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, citato da Al Kazeera. Secondo quanto riferito, i negoziati tra Iran e Oman sulla via navigabile si sono svolti venerdì e sabato. “Ci sono state discussioni proficue su come gestire la navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha affermato Baghaei. “La situazione nello Stretto di Hormuz non è cambiata; rimane chiuso e questi negoziati non hanno nulla a che fare con gli Stati Uniti”, ha precisato.

Idf intercettano due droni al confine con Giordania

Due droni sospetti sono stati intercettati dalle Forze di sicurezza israeliane (Idf) al confine con la Giordania, vicino al Mar Morto. Lo riporta il Times of Israel citando una fonte militare. Ulteriori dettagli sono al vaglio dell’Idf.

Media, Netanyahu contro ritiro truppe da Siria, Libano e Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe informato i suoi ministri che gli Stati Uniti vogliono che Israele ritiri le truppe da Siria, Libano e Gaza, e avrebbe affermato che non accetterà tale richiesta. E’ quanto riporta Channel 13 citando fonti di sicurezza. Stando all’emittente, Washington desidera che le truppe israeliane effettuino una “serie di ritiri” sui tre fronti, senza però specificare se si dovrebbe trattare di ritiri parziali o totali. Secondo quanto riportato, Netanyahu avrebbe comunicato ai ministri la sua intenzione di “resistere con le proprie forze”. “Dirò loro di no”, avrebbe affermato ai suoi ministri.

Teheran: "Usa in difficoltà, sono senza via d'uscita"

Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti sono “in una situazione difficile e in difficoltà” dopo quello che definisce un attacco non provocato al Paese. “Gli americani sono in difficoltà nella loro situazione attuale, l’hanno causata loro. Hanno fatto questo e ora sono in una situazione senza via d’uscita”, ha detto Baghaei ai giornalisti. “La nostra decisione [sulla guerra] dipende e si basa sui nostri interessi nazionali”, ha precisato. “Non abbiamo mai permesso all’America di decidere per noi quando è il momento della guerra o della pace”, ha rimarcato

L'esercito iraniano: "Risponderemo duramente ad aggressioni del nemico"

“Non esiteremo a rispondere a qualsiasi minaccia e complotto ordito dai nemici e risponderemo duramente alle aggressioni nemiche”. Lo afferma l’esercito iraniano in una nota, come riporta Iran International.

Netanyahu in viaggio per Washington, domani incontro con Trump

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu partirà per Washington, DC, alle 11 (le 10 italiane), secondo quanto comunicato dal suo ufficio al Times of Israel.Domani è previsto l’incontro con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca. Inoltre, il premier prenderà parte ai funerali del senatore Lindsey Graham. Il rientro di Netanyahu è previsto per giovedì.

Media, fermate sei navi nello stretto di Hormuz

Sei navi sono state intercettate dalle autorità iraniane nello stretto di Hormuz. Secondo quanto riportano i media iraniani, citando fonti informate, sei navi con i sistemi di navigazione e posizionamento spenti e su istigazione dell’esercito statunitense, intendevano attraversare la “rotta illegale e pericolosa a sud dello Stretto di Hormuz”. Una di queste navi ha avuto un incidente e le altre cinque sono state respinte. “Come già annunciato, la rotta di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è quella specificata dalla Repubblica Islamica, mentre le altre rotte sono inquinate e non portano da nessuna parte”, riferisce l’agenzia statale iraniana.

Trump: "Abbiamo più munizioni di chiunque altro al mondo"

“Abbiamo molte più munizioni di chiunque altro al mondo, e molte più di quelle di cui abbiamo bisogno”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista al Wall Street Journal, smentendo quindi le notizie secondo cui gli Stati Uniti starebbero esaurendo le munizioni nella lotta contro l’Iran. Il presidente statunitense condivide inoltre diverse immagini create con l’intelligenza artificiale che minacciano le infrastrutture energetiche iraniane sulla sua piattaforma Truth Social. Una delle immagini condivise da Trump è una foto di aerei da guerra che bombardano un impianto petrolifero con la didascalia ‘ATTACCO SU KHARG’, riferendosi all’isola di Kharg, il principale centro di esportazione petrolifera della Repubblica Islamica dell’Iran.

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