Il Christopher Street Day (CSD), la tradizionale manifestazione del Pride a Berlino che ogni anno richiama centinaia di migliaia di persone, è stato interrotto con effetto immediato dopo un grave incidente avvenuto nella serata di sabato, intorno alle 22. Il bilancio è di una donna morta e 16 persone ferite. Secondo il portavoce dei vigili del fuoco della capitale della Germania, Dominik Pretz, citato da ‘Bild’, tre dei feriti versano in condizioni critiche e otto sono gravi. La polizia ha dichiarato di aver identificato un sospetto, che non è ancora stato arrestato, e che avrebbe legami con gruppi islamici nella capitale tedesca. “Il sospetto è noto alla polizia. Sappiamo che è un membro di ambienti islamisti qui a Berlino e la nostra ricerca di questa persona sta procedendo a pieno ritmo”, ha dichiarato il portavoce della polizia della capitale tedesca, Florian Nath. Sul sito delle forze dell’ordine, è stata diffusa anche una foto del sospettato.
Punti chiave
- Polizia conferma morte attentatore: "È corso verso agenti con arma da taglio"
- Sospetto attentatore ucciso in operazione polizia
- Merz: "Attacchi puntano a dividerci, non lasciamoci intimidire"
- Polizia: "Non ancora chiaro se attentatore avesse complici"
- Commemorazione alla porta di Brandeburgo, fiori e candele
- Media, sospettato domani aveva appuntamento in centro de-radicalizzazione
- Costa: "Attacco a valori Ue, condanniamo odio e violenza"
- Macron: "Unità e libertà sono nostra risposta a odio e violenza"
- Ministro Interno mette in guardia da rischio emulatori
- Ministro Interno: "Attentatore ha usato anche machete"
La polizia di Berlino ha confermato che l’uomo sospettato per l’attacco di ieri al Pride nella capitale tedesca è morto in un’operazione della polizia. “Verso le 18, il sospettato dell’attacco di ieri nel Großer Tiergarten è stato localizzato in un complesso di orti urbani a Spandau”, ha riferito la polizia di Berlino, aggiungendo che “secondo le informazioni disponibili finora, l’uomo sarebbe corso verso le nostre forze di intervento con un’arma da taglio, provocando così l’uso delle armi da fuoco da parte della nostra Sek di Berlino”. “Nonostante le misure di rianimazione avviate immediatamente dai vigili del fuoco di Berlino, è deceduto sul luogo dell’operazione”, aggiunge la polizia di Berlino.
L’uomo ricercato per l’attentato di ieri sera al Pride di Berlino è stato ucciso durante un’operazione della polizia in un orto nel quartiere Spandau di Berlino. Lo riportano l’emittente tedesca rbb e Die Zeit. La Bild cita informazioni in suo possesso secondo cui il 21enne Abdul Ballout è morto e spiega che c’è stato un intervento della polizia in un orto nel quartiere di Spandau e si è verificato uno scontro a fuoco perché gli agenti sono stati attaccati e hanno risposto al fuoco.
Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha promesso che le forze dell’ordine troveranno il sospettato per l’attentato di ieri sera al Pride di Berlino e ha chiesto di non lasciarsi intimidire. “Vorrei dire questo ai partecipanti al Christopher Street Day qui a Berlino, ma anche in tutta la Germania: non lasciatevi intimidire, non lasciamoci intimidire”, ha detto Merz, “questi atti hanno un unico scopo: mirano a dividere la nostra società. Vogliono privarci della cosa più importante che abbiamo: ovvero la nostra apertura e la nostra libertà”. Merz ha parlato davanti alla chiesa di Santa Maria a Berlino, dove si sta svolgendo una funzione in memoria delle vittime dell’attacco, che ha provocato un morto e 29 feriti.
Non è ancora chiaro se il presunto attentatore di Berlino avesse dei complici. È quanto ha riferito il portavoce della polizia di Berlino, Florian Nath, citato dalla Bbc. Il portavoce ha spiegato che nell’attacco sono stati coinvolti uno o più sospettati e che ci sono molte possibilità. “Non sappiamo se siano stati coinvolti dei sostenitori o dei complici”, ha dichiarato, aggiungendo che da ieri sera oltre mille poliziotti stanno lavorando al caso.
Centinaia di persone si sono radunate alla Porta di Brandeburgo a Berlino per manifestare solidarietà alle vittime dell’attentato al Pride di ieri sera e osservare un minuto di silenzio. Lo riporta Tagesschau. “Quello di ieri è stato un attacco contro tutti noi, contro tutti i nostri eventi, contro le nostre esistenze, contro la nostra comunità e la nostra democrazia. E non ci lasceremo abbattere”, ha detto una delle persone intervenute sul palco. I partecipanti hanno deposto fiori, acceso candele e si sono abbracciati, mentre altri hanno sventolato bandiere arcobaleno e alzato cartelli e striscioni con scritte come ‘L’odio uccide’, ‘Un attacco a una di noi è un attacco a tutte noi’ e ‘Balleremo di nuovo’. Sul palco di Pariser Platz era appeso uno striscione con la scritta ‘Protect queer lives’.
Il sospettato ricercato per l’attacco di ieri sera al Pride di Berlino avrebbe dovuto presentarsi domani a un appuntamento di consulenza per la de-radicalizzazione. Lo riporta Die Welt. L’uomo, Abdul B., avrebbe noleggiato il van bianco che è poi stato usato per scagliarsi sulla folla al Tiergarten e avrebbe anche usato un machete; non è chiaro se abbia avuto complici. Secondo le informazioni di Die Welt, il 21enne era considerato un soggetto pericoloso, avrebbe affermato di avere contatti con l’Isis ed era stato detenuto in un centro di detenzione minorile ai sensi dell’articolo 89a, cioè per preparazione di un reato terroristico, tentata istigazione e minaccia. “In precedenza era stato arrestato in Libano e trasferito in Germania”, riporta lo stesso giornale. Sempre secondo quanto ricostruisce Die Welt, era stato condannato a un anno e 10 mesi (cosa questa confermata poco fa anche dal ministro dell’Interno tedesco), ma la Procura aveva chiesto 2 anni e 10 mesi e aveva presentato ricorso contro la sentenza; il giovane aveva già scontato un anno, mentre il resto della pena era stato sospeso con la condizionale. Qualche settimana fa sono poi emerse indicazioni secondo cui B. maneggiava un’arma in alcune immagini pubblicate su internet. La procura generale aveva quindi ottenuto un mandato di perquisizione, ma sul posto era stata trovata solo un’arma giocattolo. Nella notte tra sabato e domenica, davanti al suo domicilio, alcune persone che hanno dichiarato di conoscere il sospettato hanno riferito di possibili reati violenti commessi in passato.
Die Welt ha appreso che, dopo il suo rilascio dal carcere, il 21enne era in libertà vigilata e aveva ricevuto l’ordine di presentarsi a 26 colloqui presso un centro di consulenza specializzato in de-radicalizzazione e prevenzione dell’estremismo. Il motivo di tale ordine, apparentemente non ancora definitivo, erano alcuni post sui social in cui avrebbe dichiarato il proprio sostegno a un gruppo terroristico (non è chiaro quale). Abdul B. avrebbe quindi partecipato ai primi colloqui il 15 giugno e il 9 luglio su base volontaria, mentre il terzo appuntamento avrebbe dovuto tenersi domani, lunedì. Dopo l’incontro si sarebbe deciso se fosse opportuno proseguire con ulteriori colloqui. Finora si trovava nel cosiddetto ‘Clearing Prozess’. Secondo Die Welt, durante i colloqui il 21enne sarebbe apparso “impenetrabile” e gli operatori del centro di consulenza avrebbero avuto l’impressione che sapesse esattamente come rispondere. Riguardo alle sue convinzioni ideologiche sarebbe rimasto vago, avrebbe relativizzato e le sue risposte sarebbero sembrate “adattate”. “Dai due incontri non sarebbe stato possibile dedurre finora una situazione di grave minaccia”, scrive Die Welt.
“I miei pensieri vanno alle vittime dell’attentato alla parata del Christopher Street Day a Berlino. Si tratta di un attacco ai valori che costituiscono la nostra Unione. L’Unione europea condanna con la massima fermezza ogni forma di odio, estremismo e violenza. Siamo pienamente solidali con la Germania, con il popolo tedesco e con l’intera comunità LGBTQI+”. Lo ha scritto su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in un post in tedesco.
“Commozione e solidarietà dopo l’odioso attentato a Berlino contro il Christopher Street Day. Il nostro pensiero va alle vittime, ai loro cari e al popolo tedesco. Di fronte all’odio e alla violenza, la nostra risposta sarà sempre l’unità, la libertà e la fermezza”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron.
Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, nel corso della conferenza stampa tenuta al Tiergarten a Berlino, ha messo in guardia dal rischio di emulatori e ha avvertito che le misure di sicurezza dovranno essere rafforzate in tutta la Germania a seguito dell’attacco di ieri sera al Pride. Dobdrindt ha riferito che ai Länder è stato chiesto di rafforzare le misure di sicurezza in occasione di tutti i grandi eventi in tutta la Germania, in particolare delle prossime manifestazioni del Pride.
Il sospetto responsabile dell’attacco di ieri sera al Pride di Berlino, dopo essere piombato con un van sulla folla, si sarebbe scagliato con un machete su altre vittime. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, parlando in conferenza stampa. L’uomo è poi fuggito ed è attualmente ricercato.
Tutto sembra indicare che “abbiamo a che fare con un attacco terroristico islamista”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, parlando di quanto accaduto ieri sera a Berlino, dove un van è piombato sulla folla durante il Pride, provocando la morte di una donna e il ferimento di altre 29 persone. Il sospettato, Abdul B., è in fuga e per questo in Germania è in atto un massiccio dispiegamento di forze di polizia. Dobrindt ha tenuto una conferenza stampa insieme al sindaco di Berlino, Kai Wegner, al Tiergarten di Berlino, luogo dell’attacco di ieri.
Le autorità tedesche hanno emesso un mandato di ricerca nei confronti di Abdul Ballout, avvertendo la popolazione di evitare il “contatto diretto” con il sospettato e precisando che potrebbe essere armato e pericoloso. Dobrindt ha affermato che il sospettato era già finito nel mirino delle autorità in passato a causa di numerosi reati precedenti, sui quali non ha fornito dettagli, e anche a causa della “radicalizzazione e dell’appartenenza alla scena islamista”. Ha aggiunto che Ballout è nato in Germania e che la madre ha ottenuto la cittadinanza nel 2002, tre anni prima della sua nascita. Dobrindt ha dichiarato che il sospettato era stato condannato in passato a Berlino, ma non ha specificato per quale reato, e ha aggiunto che gli era stata inflitta una pena sospesa di un anno e 10 mesi. Dobrindt ha sottolineato che la scena del crimine si trovava a diverse centinaia di metri dal festival Pride stesso, quindi le persone coinvolte si trovavano o nel parco Tiergarten o erano dirette al festival o ne stavano tornando. La polizia ha condotto operazioni in città alla ricerca del sospettato. Tra queste vi è stata una perquisizione in un appartamento nel quartiere berlinese di Schöneberg nelle prime ore di domenica, ma la polizia ha dichiarato di non aver trovato nessuno sul posto.
Sono 29 le persone che risultano ferite a Berlino dopo che ieri un van è piombato sulla folla durante il Christopher Street Day, il Pride di Berlino. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, confermando che una persona è deceduta.
“Al momento nessuno dei feriti è in pericolo di vita”, ha riferito nel pomeriggio il portavoce della polizia Florian Nath. Precedentemente invece la polizia aveva riferito di 3 persone in pericolo di vita.
L’uomo ricercato per l’attentato di ieri sera al Pride di Berlino era stato condannato a maggio del 2026 dal tribunale distrettuale di Tiergarten a un anno e 10 mesi di reclusione per preparazione di un grave atto di violenza contro lo Stato. Lo riporta la Bild, secondo cui la procura aveva chiesto una pena di 2 anni e 10 mesi e ha presentato ricorso contro la sentenza e, dopo la condanna, Abdul B. è stato temporaneamente posto sotto sorveglianza dalla polizia.
Le autorità tedesche hanno confermato all’ambasciata italiana a Berlino che non ci sono italiani coinvolti nell’attacco di ieri sera al Pride nella capitale tedesca. Lo riferisce la Farnesina, precisando che l’ambasciata sta comunque verificando la presenza di eventuali persone con doppia cittadinanza e che il ministero degli Esteri e la sede diplomatica continuano a seguire il caso con la massima attenzione.
Il sospettato ricercato dalla polizia tedesca per i fatti di Berlino avrebbe noleggiato il van usato ieri sera tramite contatti privati. È quanto risulta a Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr, secondo cui nell’auto sarebbe stato rinvenuto un cellulare riconducibile al sospettato stesso. L’uomo è stato identificato come Abdul B. Il veicolo è piombato sulla folla durante il Christopher Street Day, il Pride di Berlino, provocando la morte di una donna e il ferimento di altre 16 persone.
Il sospettato ricercato dalla polizia tedesca per i fatti di ieri sera a Berlino avrebbe tentato di recarsi in Siria per unirsi all’Isis e di conseguenza alla fine del 2025 è stato arrestato all’aeroporto di Berlino mentre tornava dal Libano. È quanto risulta a Sueddeutsche Zeitung, Ndr e Wdr. L’uomo è stato identificato come Abdul B. E, secondo fonti investigative, sarebbe rimasto in custodia fino a maggio del 2026 con l’accusa di preparazione di un reato terroristico. Secondo fonti investigative, Abdul B. avrebbe già dato nell’occhio fin da adolescente nell’ambiente islamista di Berlino e sarebbe stato segnalato dalle autorità di sicurezza a partire dai 16 anni. La Sueddeutsche Zeitung riporta che gli era stato imposto di partecipare a un programma di deradicalizzazione e, secondo fonti investigative, sarebbe stato in seguito sottoposto a sorveglianza parziale e il suo telefono sarebbe stato monitorato. Dopo aver pubblicato sui social media la foto di un’arma, sarebbe stata effettuata una perquisizione a casa sua, ma l’arma si sarebbe rivelata un’arma giocattolo.
Durante la notte è stato arrestato un uomo che la polizia tedesca ritiene che si trovasse nel van che ieri sera è piombato sulla folla al Pride di Berlino. Lo riporta l’emittente tedesca rbb, citando informazioni in proprio possesso, aggiungendo che si tratterebbe di un uomo con cittadinanza iraniana.
Secondo quanto risulta alla Bild, il sospettato ricercato dalla polizia per i fatti di ieri sera a Berlino sarebbe un sostenitore dello Stato islamico. Stando alle informazioni della Bild, si tratta di un cittadino tedesco di origini libanesi nato a Berlino nel 2005. Sempre secondo il giornale, il giovane è noto alla polizia anche per lesioni personali gravi ed estorsione a scopo di rapina. Il 21enne era stato rilasciato da un istituto penale minorile solo a maggio. L’uomo viene descritto come segue: corporatura snella; alto circa 1,90 metri; capelli neri; felpa con cappuccio nera e pantaloni bianchi. “L’uomo è noto alle forze dell’ordine ed è considerato parte della scena islamista di Berlino”, aveva dichiarato in precedenza il portavoce della polizia Florian Nath. Non è ancora chiaro se fosse lui alla guida del veicolo che è piombato sulla folla durante il Christopher Street Day provocando la morte di una donna e il ferimento di altre 16 persone. L’auto, vuota e secondo il portavoce della polizia gravemente danneggiata, è stata sequestrata nelle vicinanze.
Il furgone, con la parte anteriore ammaccata appoggiata contro un albero, era ancora visibile sul luogo dell’incidente domenica mattina. Secondo la polizia, il van bianco è entrato nel Tiergarten intorno alle 22 e ha investito diverse persone prima di schiantarsi contro un albero. In quel momento accanto alla Porta di Brandeburgo, a breve distanza, era in corso la festa di chiusura del Pride, noto appunto a Berlino come Christopher Street Day, che faceva seguito a una parata con circa 80 carri che nel corso della giornata aveva attraversato il centro di Berlino. Il portavoce della polizia, Florian Nath, ha riferito che gli investigatori non dispongono di informazioni sui “motivi specifici”. La polizia ha condotto operazioni in città alla ricerca del sospettato. Tra queste, una perquisizione in un appartamento nel quartiere berlinese di Schöneberg nelle prime ore di domenica, ma la polizia ha dichiarato di non aver trovato nessuno sul posto.
“Oggi i nostri pensieri vanno alle vittime dell’attacco di Berlino, ai loro cari e a tutti coloro che partecipano al Christopher Street Day. L’odio e la violenza non hanno posto nella nostra Europa della libertà e del rispetto. Continueremo a opporci uniti a coloro che vogliono seminare paura e divisione”. Lo scrive su X la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in un post in tedesco.
“Esprimo la mia profonda solidarietà alle vittime dell’attacco alla parata del Christopher Street Day di Berlino, ai loro familiari e amici. Il CSD è sinonimo di libertà, dignità e uguaglianza: i valori fondamentali dell’Ue. Ogni persona dovrebbe poter vivere, amare e difendere i propri diritti senza paura. L’odio e la violenza non hanno posto nelle nostre società. Siamo tutti uniti al fianco della comunità LGBTQI+”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
“Esprimo, a nome del Governo italiano, solidarietà e sincera vicinanza per le drammatiche notizie che giungono da Berlino”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dopo l’attacco di ieri nella capitale della Germania con un furgone sulla folla al Pride, il cui bilancio è di una donna morta e 16 persone ferite. “Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco”, ha aggiunto. “L’Italia condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini”.
“Musulmano si lancia con il furgone al Gay Pride di Berlino. L’autore dell’attentato sarebbe il ventunenne Abdul B conosciuto alle forze dell’ordine per la sua frequenza di ambienti islamisti. Ora, cari sinistri, continuate a sfilare con le bandiere della Palestina e continuate a favorire l’immigrazione di massa dai Paesi islamici. E, soprattutto, continuate a sostenere che l’atto terroristico di Salim El Koudri a Modena fosse solo un gesto di uno squilibrato… magari anche questo Abdul B si farà portare un Vangelo”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci.
“Che dolore! L’attacco al Pride di Berlino presenta modalità che richiamano subito gli attentati dell’estremismo islamico: il furgone sulla folla, il coltello, l’attacco alla libertà. Solidarietà ai feriti e alla famiglia della vittima. Ma non basta la commozione: il fanatismo che abbiamo vissuto drammaticamente dieci anni fa ritorna prepotente a colpire l’Europa”. Lo scrive su X il leader di Italia viva, Matteo Renzi. “Occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle Istituzioni e delle forze dell’ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi. Perché colpire il Pride a Berlino – come colpire una chiesa in Nigeria – significa colpire tutti noi. Tutto il nostro sostegno al cancelliere Merz e al popolo tedesco”, conclude.
“A nome del governo ho espresso solidarietà al ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul per il grave attentato a Berlino. Sono vicino alle vittime e ai loro familiari. L’Europa unita si schiera contro l’ombra del terrorismo, contro chi attraverso l’odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini”. Lo afferma su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
“Che atto ripugnante a Berlino. Centinaia di migliaia di persone provenienti da tutto il mondo hanno celebrato pacificamente il Christopher Street Day. Volevano una convivenza fondata sul rispetto e la tolleranza. Questo è un attacco alla nostra società”. Lo scrive questa mattina su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, dopo l’attacco di ieri sera al Pride nella capitale della Germania con un furgone sulla folla, il cui bilancio è di una donna morta e 16 feriti.
“‘No, l’estremismo islamico non è mica un problema. La Lega esagera…’. Il fanatismo islamico è IL PROBLEMA, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose”. Lo scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.
In Germania, dalle informazioni fornite dalle autorità locali all’ambasciata italiana a Berlino, al momento non si hanno notizie delle nazionalità delle persone coinvolte nell’attacco con un furgone contro la folla di ieri sera al Pride nella capitale tedesca e la polizia sta facendo ancora le verifiche di rito. È quanto si apprende dal ministero degli Esteri. L’ambasciata d’Italia a Berlino, in raccordo con la Farnesina, sta seguendo il caso con la massima attenzione.
La polizia e la procura di Berlino hanno chiesto aiuto per rintracciare il presunto responsabile dell’attentato di ieri sera con un furgone contro la folla al Pride nella capitale della Germania, un 21enne identificato come Abdul B. Secondo le autorità, l’uomo avrebbe ferito diverse persone, una delle quali è poi morta, con il veicolo in movimento e una o più persone sarebbero poi scese dal mezzo. Diversi, hanno aggiunto, sarebbero stati anche gli accoltellati.
La polizia ha avviato le prime misure investigative nei confronti di Abdul B., 21 anni, attualmente ricercato, presunto responsabile dell’investimento della folla durante il Christopher Street Day di Berlino. La caccia all’uomo è in corso “con la massima intensità”. Restano ancora da chiarire il movente e la dinamica dell’attacco.
La polizia di Berlino ha rivolto un appello ai testimoni chiedendo la massima collaborazione nelle indagini in merito al presunto autore dell’attentato durante il Christopher Street Day dove un furgone lanciato sulla folla ha causato la morte di una donna e il ferimento di altre sedici persone di cui alcune gravi. Chiunque abbia scattato fotografie o registrato video dell’accaduto nell’area del Tiergarten è invitato a caricare il materiale attraverso il portale dedicato degli investigatori. Le autorità hanno inoltre diffuso un avviso di ricerca pubblica. Secondo quanto comunicato, la Procura generale di Berlino e l’Ufficio investigativo criminale (LKA) hanno assunto la direzione delle indagini, che vengono condotte con l’ipotesi di un attentato. Sulla base degli elementi raccolti finora, il presunto sospettato è stato identificato come Abdul B. La polizia ha pubblicato anche una fotografia dell’uomo e invita la popolazione a prestare la massima attenzione. Le forze dell’ordine raccomandano che, qualora il sospettato venga avvistato, venga contattato immediatamente il numero di emergenza 110, senza tentare di avvicinarlo o fermarlo, poiché potrebbe essere armato e pericoloso. Secondo informazioni della Doa, il ricercato, 21 anni, era detenuto fino a poco tempo fa in un istituto penale minorile ed è stato scarcerato nel maggio 2026.
Secondo la polizia di Berlino, il presunto attentatore di ieri sera nella capitale tedesca durante il Pride sarebbe Abdul B., 21 anni. È noto, riporta la ‘Bild’, per essere un membro dell’ambiente islamista. La caccia all’uomo è attualmente in corso. Stando a quanto riferito dagli agenti, citati dall’agenzia tedesca Dpa, alcuni testimoni avrebbero anche segnalato feriti da arma da taglio. Inoltre, il giovane, secondo Dpa, si trovava in un riformatorio fino a poco tempo fa da cui è stato rilasciato lo scorso maggio.
Secondo la polizia, un furgone bianco si è introdotto nel parco Tiergarten intorno alle 22 di sabato, adiacente al percorso della parata del Pride, investendo diverse persone prima di schiantarsi contro un albero. La polizia non ha specificato il numero di agenti dispiegati sul posto, ma ha affermato che si trattava “sicuramente di un gran numero di agenti”.Complessivamente, oltre 2.200 agenti di polizia sono stati in servizio a Berlino da sabato mattina per proteggere la parata del Pride e gli altri eventi Lgbtq+ in città.

