Undicesima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l’Iran. Il Comando centrale americano annuncia di aver colpito obiettivi militari e infrastrutture strategiche in diverse aree del Paese per ridurne le capacità operative e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha risposto rivendicando un massiccio attacco con droni contro strutture logistiche statunitensi in Kuwait, mentre continuano ad aumentare le tensioni nella regione.
CENTCOM forces began striking military targets in Iran at 7 p.m. ET today for the 11th consecutive night. The strikes are designed to continue degrading Iran's ability to threaten commercial shipping in the Strait of Hormuz.
— U.S. Central Command (@CENTCOM) July 21, 2026
Punti chiave
“Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, se non lo si paga, far saltare in aria le navi, avremo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Rubio ha parlato all’inizio di un incontro annuale nella capitale filippina, Manila, con i suoi omologhi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). “Siamo al 100% dalla parte dell’Asean”, ha aggiunto il segretario di Stato Usa che ha inoltre incontrato gli altri ministri del partenariato Quad, composto da quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, India e Giappone) con i quali ha discusso delle priorità comuni in materia di tecnologia, assistenza umanitaria, risposta alle emergenze, nonché sicurezza marittima e transnazionale. Rubio ha aggiunto in un post sul social X che “il Quad rimane una priorità e ci riuniremo nuovamente nel corso di quest’anno”.
L’esercito degli Stati Uniti ha confermato che un terzo militare è rimasto ucciso nell’attacco di venerdì scorso contro una base in Giordania e lo ha identificato come la sergente Angel S. Rampersad, 28 anni, di New York. Con questa conferma, sale a 18 il numero dei militari statunitensi caduti dall’inizio della guerra. Il Pentagono afferma che si ritiene che Rampersad sia quella soldatessa dispersa e che il suo stato ufficiale sia ora “In servizio – Dove si trovi è sconosciuto” e che si “ritenga che sia deceduta”. Rampersad apparteneva al 10° Comando di difesa aerea e missilistica dell’Esercito con sede ad Ansbach, in Germania.
L’esercito iraniano ha dichiarato di aver lanciato un massiccio attacco con droni contro quelle che ha descritto come strutture di stoccaggio e logistica di munizioni statunitensi ad Al-Dawha, in Kuwait. L’esercito ha affermato che l’attacco è stato una risposta ai rinnovati bombardamenti in alcune zone dell’Iran. Lo riporta Iran International.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fatto sapere di aver portato a termine con successo l’undicesima serata consecutiva di attacchi contro l’Iran. “Le forze del Centcom hanno preso di mira centri operativi militari iraniani, risorse navali, hangar per aerei, strutture di stoccaggio dei droni e infrastrutture logistiche militari, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz”, si legge in una nota. “Negli ultimi tre mesi, l’Iran ha attaccato più di 30 navi mercantili in transito lungo questa via navigabile internazionale, fondamentale per il commercio regionale e globale”, aggiunge il Centcom, “questi attacchi ingiustificati hanno messo in pericolo centinaia di marinai innocenti e compromesso la libertà di navigazione”. “Nonostante l’aggressione iraniana, lo Stretto di Hormuz rimane aperto al transito delle navi mercantili”, conclude la nota, “dall’inizio di maggio, le forze del Centcom hanno contribuito a facilitare il transito di circa 900 navi mercantili e 450 milioni di barili di petrolio greggio”. Secondo i media iraniani a essere state prese di mira sono state le aree di Teheran, Sirik, Bushehr (dove ha sede una centrale nucleare), Tabriz, Kabudarahang e le province di Ilam e del Kurdistan.

