Iran, undicesima notte di attacchi Usa: Teheran risponde con un massiccio lancio di droni sul Kuwait – La diretta

Iran, undicesima notte di attacchi Usa: Teheran risponde con un massiccio lancio di droni sul Kuwait – La diretta
Immagine tratta da un video diffuso dal Centcom che mostra un’esplosione alla base navale di Bandar Abbas, in Iran (Comando Centrale degli Stati Uniti via AP)

Trump: “Per ogni attacco a Hormuz colpiremo un ponte o una centrale”

Undicesima notte consecutiva di attacchi statunitensi contro l’Iran. Il Comando centrale americano annuncia di aver colpito obiettivi militari e infrastrutture strategiche in diverse aree del Paese per ridurne le capacità operative e garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz.

Teheran ha risposto rivendicando un massiccio attacco con droni contro strutture logistiche statunitensi in Kuwait, mentre continuano ad aumentare le tensioni nella regione.

Iran, undicesima notte di attacchi Usa
Inizio diretta: 22/07/26 07:00
Fine diretta: 23/07/26 00:00
Ukmto: "Petroliera colpita al largo dell'Arabia Saudita"

L’Autorità britannica per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto) ha dichiarato di aver ricevuto segnalazioni secondo cui una petroliera sarebbe stata colpita da un proiettile non identificato. L’incidente è avvenuto a 70 miglia nautiche da Al Shuqaiq, in Arabia Saudita. Secondo l’Ukmto, il proiettile ha provocato un incendio a bordo dell’imbarcazione, che l’equipaggio sta attualmente cercando di domare. Non si segnalano vittime.

Media, missili e droni Teheran verso Giordania

Segnalati lanci missilistici dall’Iran verso la Giordania. Lo riferisce l’agenzia di stampa Sabrin News, affiliata alle milizie filo-iraniane in Iraq, citata da Ynet. L’agenzia di stampa iraniana Tasnim ha riferito che un drone ha colpito la base di Mofak al-Salti in Giordania.

Londra ritira temporaneamente personale diplomatico

Il governo britannico ha temporaneamente ritirato il personale della propria ambasciata dall’Iran “a causa della situazione di sicurezza” e di nuove informazioni sulle tensioni regionali. Un aggiornamento sul sito del governo ha comunicato che l’ambasciata iraniana continuerà a operare da remoto.

Centcom: "Stretto Hormuz è aperto, non è vero che Teheran lo controlla"

“Oggi, la Marina del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (Irgc) ha affermato di controllare l’ingresso e l’uscita dallo Stretto di Hormuz, suggerendo che i naviganti internazionali possano utilizzare solo le rotte preferite dall’Irgc. Questo è falso”. Lo ha dichiarato su X il Comando Centrale militare degli Stati Uniti (Centcom). “L’Iran non controlla lo Stretto di Hormuz. La via navigabile internazionale rimane aperta al transito indipendentemente dalle minacce e dagli attacchi dell’Irgc. Le navi commerciali continuano a utilizzare lo stretto con il supporto militare degli Stati Uniti. Dall’inizio di maggio, le forze americane hanno aiutato più di 900 navi ad attraversare lo stretto”, ha spiegato.

Trump: "Non abbiamo bisogno dello Stretto di Hormuz"

Non abbiamo bisogno di niente. Non abbiamo bisogno dello Stretto di Hormuz, ma lo facciamo perché dobbiamo farlo, perché non possiamo permettere all’Iran di avere un’arma nucleare”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un comizio in Georgia. 

Trump: "Teheran non ancora pronta per accordo, ma lo sarà molto presto"

L’Iran “non è pronto” a concludere un accordo, ma lo sarà “molto presto”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump durante un comizio in Georgia. “Vogliono raggiungere un accordo”, ha spiegato. “Ma io dico che non sono pronti a farlo. Perché ogni volta che raggiungono un accordo vogliono modificarlo e cambiare tutto. Non sono pronti. Lo saranno molto presto”, ha aggiunto.

Ghalibaf: "Sicurezza Hormuz dipende da assenza forze americane"

“L’equazione di questa guerra è chiara: o tutto o niente! In una regione in cui noi non vendiamo petrolio, nessuno venderà petrolio. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, e la sicurezza dello Stretto dipende dall’assenza delle forze americane. Abbiamo ripetuto più volte che la situazione nello Stretto non tornerà a essere quella di prima della guerra”. Lo scrive su X il capo negoziatore e presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf.

Media, Usa hanno aggiornato Israele su piani per intensificare attacchi

Gli Stati Uniti hanno informato Israele dell’intenzione di intensificare gli attacchi contro l’Iran nei prossimi giorni, prevedendo per la prima volta l’impiego di bombardieri pesanti dall’inizio della campagna congiunta israelo-americana contro la Repubblica islamica. Lo riferisce l’emittente pubblica Kan secondo cui i bombardieri dovrebbero prendere di mira il sito nucleare di Pickaxe Mountain, vicino a Qom, in seguito alle ripetute minacce del presidente statunitense Donald Trump, che la scorsa settimana aveva affermato che la zona sarebbe stata colpita “molto presto”. La stretta collaborazione in materia di sicurezza tra Tel Aviv e Washington, riporta l’emittente, avrebbe lo scopo di consentire a Israele di prepararsi all’eventualità che l’Iran possa rispondere all’intensificarsi degli attacchi statunitensi intensificando a sua volta i propri attacchi, compreso il lancio di missili contro Israele.

Araghchi: "Nostra dottrina di difesa è chiara, occhio per occhio"

“La nostra dottrina di difesa è chiara: occhio per occhio. Qualsiasi aggressione contro l’Iran, comprese le nostre infrastrutture, comporterà una risposta forte e decisa. Coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi”. Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.

Axios: "Nuovo capo del Mossad incontra a Washington capo della Cia"

Il nuovo direttore del Mossad, l’agenzia di spionaggio israeliana, Roman Gofman, si è recato a Washington due settimane fa per colloqui sulla guerra in Iran e sul programma nucleare iraniano. Lo riporta Axios citando due fonti a conoscenza dei fatti. Gofman è uno dei più stretti consiglieri del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Questa è stata la sua prima visita a Washington da quando ha assunto l’incarico a giugno. Uno degli scopi della visita di Gofman, secondo una fonte israeliana, era quello di coordinarsi con la Casa Bianca sui negoziati con l’Iran per un accordo sul nucleare. Stando alle fonti, Gofman ha incontrato il direttore della Cia John Ratcliffe e funzionari della Casa Bianca.

Parolin: "Si torni a negoziare per il bene del mondo"

“In Iran forse nessuno sa come finirà. Speravamo che funzionasse l’accordo che era stato siglato. Speriamo che si torni a negoziare. Si torni a concludere un accordo che possa durare per il bene del Paese e per il bene del mondo. Queste situazioni mettono in pericolo la pace nel mondo intero”. Così il Segretario di Stato del Vaticano, cardinale Pietro Parolin, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del libro di Antonio Preziosi ‘Pasqua di Pace’ (San Paolo) all’ambasciata italiana presso la Santa Sede a Roma. “Il Papa continua a dire le parole che possano servire, la Chiesa non si stanca, il Papa non si stanca” di parlare di valori per arrivare a “una convivenza pacifica”.

Teheran: pronti a colpire infrastrutture e ponti in tutta la regione

Teheran prenderà in considerazione la possibilità di “colpire infrastrutture e ponti in tutta la regione”, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di distruggere un “ponte o una centrale elettrica” ogni volta che l’Iran prenderà di mira una nave nello Stretto di Hormuz. “Se gli americani prenderanno di mira un ponte o una centrale elettrica iraniana, l’Iran risponderà colpendo infrastrutture e ponti in tutta la regione, compresi gli impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi”, ha dichiarato un alto funzionario di Teheran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. “Dopo questi ultimi dieci giorni, gli americani dovrebbero ormai essere pienamente convinti che l’Iran colpisce ovunque decida di colpire. Pertanto, qualsiasi azzardo di questo tipo da parte di Trump si concluderà ancora una volta con un suo fiasco”, ha aggiunto il funzionario.

Teheran: 53 morti e oltre 590 feriti nei raid Usa dal 27 giugno

Almeno 53 persone sono morte negli attacchi statunitensi contro l’Iran a partire dal 27 giugno, tra cui tre bambini. Lo riferisce il ministero della Salute di Teheran, spiegando che oltre 590 persone sono rimaste ferite.

Trump: "Teheran pagherà un prezzo salato"

L’Iran “pagherà un prezzo salato”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ai giornalisti prima di partire per la base aerea di Dover, nel Delaware, dove parteciperà alla cerimonia di rimpatrio solenne dei militari statunitensi uccisi nel conflitto. “Verranno decimati”, ha aggiunto il tycoon, riferendo che è in corso un’indagine sull’incidente in Giordania.

Trump: "Accogliere i corpi dei caduti è il compito più difficile"

Accogliere i corpi dei militari americani caduti “è uno dei compiti più difficili” del suo incarico. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump mentre si recava alla base aerea di Dover per il trasferimento solenne delle salme dei soldati caduti nella guerra con l’Iran. “Onoriamo i nostri eroi, e sono davvero grandi eroi. In realtà, hanno detto, e tutti loro lo hanno detto con molta fermezza, che non possiamo permettere all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare”, ha dichiarato ai giornalisti presso la base congiunta di Andrews. Lo riporta la Cnn.

Trump: "Americani non vogliono prezzi alti benzina ma non sono contro guerra"

“Gli americani non sono contrari” alla guerra contro l’Iran. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “È appena uscito un sondaggio: gli americani non vogliono prezzi elevati della benzina, ma non sono contrari alla guerra”, ha dichiarato il presidente ai giornalisti prima di partire per la Base Aerea di Dover, nel Delaware, dove è previsto che partecipi alla cerimonia di rimpatrio solenne dei militari statunitensi uccisi nel conflitto. Lo riporta la Cnn.

Nuovo leader Hamas, priorità unità nazionale, tendiamo mano a tutti

 

Bruxelles, 22 lug. (LaPresse) – La prima priorità “è mettere completa fine all’aggressione israeliana”, altra priorità è “ripristinare una vita dignitosa per il nostro popolo a Gaza”. Lo afferma Khalil al-Hayya, nuovo leader di Hamas, nel suo primo discorso dalla nomina alla guida dell’organizzazione, citato da Al Jazeera. “Continueremo – fa sapere – ad agire su tutti i fronti per il bene di Gaza, della Cisgiordania, di Gerusalemme e dei prigionieri”. Altra “nostra priorità è raggiungere l’unità nazionale, e per questo motivo tendiamo la mano a tutti”, fa sapere. Al-Hayya si rivolge alla popolazione di Gaza affermando che “continueremo a lavorare in ogni modo e direzione finché non avremo alleviato il dolore e la sofferenza che vi affliggono” e “difendere la Cisgiordania occupata è una responsabilità”.

Agenzia Ue sconsiglia a compagnie aeree di sorvolare spazio Giordania

L’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza aerea (Easa) ha pubblicato un bollettino informativo nel quale sconsiglia alle compagnie aeree di operare nello spazio aereo della Giordania a “tutte le altitudini e livello di volo”. Nel bollettino, emesso per informare le compagnie dei rischi per l’aviazione civile quando sorvolano spazi aerei interessati da conflitti o tensioni geopolitiche, viene indicato di “monitorare attentamente” gli sviluppi dello spazio aereo nella regione e seguire tutte le pubblicazioni aeronautiche disponibili, comprese le informazioni riportate sulla Piattaforma europea per la condivisione di informazioni e la cooperazione sulle zone di conflitto, nonché le linee guida o le direttive disponibili delle proprie autorità nazionali. L’indicazione dell’agenzia è attiva da oggi fino al 31 agosto “salvo revisione anticipata”. Secondo l’Agenzia, “gli imprevedibili sviluppi militari, combinati con il possibile impiego di missili, droni, aerei da combattimento e sistemi di difesa aerea, creano un elevato rischio per i voli civili a tutte le altitudini e livelli di volo all’interno dello spazio aereo interessato”.

Dalla metà di luglio 2026, viene osservato, “la situazione della sicurezza è rapidamente peggiorata, con un costante aumento dell’attività militare cinetica che interessa lo spazio aereo giordano. I ripetuti attacchi missilistici iraniani, e in misura minore gli attacchi con droni, contro obiettivi situati in Giordania, unitamente all’attivazione dei sistemi di difesa aerea, creano un maggiore rischio di errata identificazione degli aeromobili civili, nonché rischi associati al sorvolo di missili, alle attività di intercettazione e alla caduta di detriti”. L’agenzia riporta che “in termini di gestione dello spazio aereo, le autorità giordane non hanno emesso restrizioni, chiusure di rotte o avvisi operativi legati al conflitto, nonostante il recente aumento dell’attività militare che interessa lo spazio aereo. Di conseguenza, al momento sono disponibili poche misure di mitigazione pubbliche su cui gli operatori aerei possono fare affidamento. Gli imprevedibili sviluppi militari, combinati con il possibile impiego di missili, droni, aerei da combattimento e sistemi di difesa aerea, creano un elevato rischio per i voli civili a tutte le altitudini e livelli di volo all’interno dello spazio aereo interessato”.

 

Trump a base Dover per ricevere caduti in Iran, onoriamo nostri eroi

“Sono diretto alla base dell’aereonautica di Dover per onorare i nostri eroi”. Lo ha scritto il presidente statunitense, Donald Trump, in un post sul suo social Truth. Trump parteciperà al trasferimento solenne delle salme di quattro militari statunitensi uccisi in Medioriente. Le salme dei soldati saranno restituite alle loro famiglie presso la base aerea di Dover, nel Delaware. Sarà la terza cerimonia a cui Trump parteciperà dall’inizio del conflitto a febbraio.

Trump: "Per ogni attacco a Hormuz colpiremo un ponte o una centrale"

“Da questo momento in poi, ogni volta che la Repubblica Islamica dell’Iran sparerà contro una nave nello Stretto di Hormuz, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post pubblicato sul suo social Truth. Trump ha precisato che la risposta americana scatterebbe in caso di attacchi condotti con “missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma” contro imbarcazioni in transito nello Stretto di Hormuz. “Gli obiettivi comprenderanno anche ponti o centrali situati accanto o all’interno della capitale, Teheran”, ha aggiunto il presidente statunitense.

 

Parlamento bulgaro autorizza aerei cisterna Usa in base Bezmer

Il Parlamento bulgaro ha approvato oggi la proposta del governo di autorizzare l’utilizzo di una base aerea nel Paese da parte delle forze armate statunitensi a sostegno delle operazioni Usa in Medioriente, nonostante le preoccupazioni espresse da parte dell’opposizione per un possibile coinvolgimento della Bulgaria nel conflitto con l’Iran. L’amministrazione Trump ha incontrato resistenze da parte di alcuni Paesi dell’Unione europea sull’impiego di basi aeree a supporto delle operazioni militari contro l’Iran. Con 136 voti favorevoli, 13 contrari e due astensioni, il Parlamento ha autorizzato il dispiegamento presso la base aerea di Bezmer, a partire da venerdì e fino al 1° ottobre, di un massimo di otto aerocisterne KC-135 dell’aeronautica statunitense, insieme a 250 militari e alle relative attrezzature di supporto. Non saranno necessarie ulteriori autorizzazioni. In base all’accordo di cooperazione militare tra Stati Uniti e Bulgaria del 2006, la base di Bezmer, situata a circa 260 chilometri a sud-est di Sofia, è una struttura a uso congiunto. Ogni nuovo impiego della base da parte degli Stati Uniti richiede tuttavia il via libera del Parlamento bulgaro. Il nuovo dispiegamento militare fa seguito a una richiesta dell’ambasciata statunitense a Sofia.

Prima del voto, il primo ministro Rumen Radev ha dichiarato che è “categoricamente escluso che dal territorio bulgaro vengano condotte operazioni militari in Medioriente”. Le immagini trasmesse dalla televisione bulgara hanno mostrato Radev affermare, durante una riunione del governo, che “il dispiegamento degli aerei cisterna statunitensi nella base di Bezmer è destinato esclusivamente a missioni logistiche di rifornimento in volo al di fuori dello spazio aereo bulgaro”. Il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov, intervenendo in Parlamento prima della votazione, ha assicurato che sono state adottate tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale sia nell’ambito della cooperazione con gli alleati, affinché la Bulgaria non venga coinvolta nel conflitto. “Abbiamo chiesto e ottenuto garanzie dal nostro partner strategico volte a ridurre al minimo i rischi per la nostra sicurezza nazionale”, ha dichiarato Stoyanov.

 

Bahrein, intercettati nuovi attacchi aerei da parte di Teheran

L’esercito del del Bahrein ha comunicato che i propri sistemi di difesa hanno “intercettato e distrutto diversi attacchi aerei iraniani”. L’Iran “prosegue la sua aggressione sistematica attraverso odiosi attacchi contro i civili nel Regno del Bahrein”, ha affermato ancora l’esercito, come riportato da Al Jazeera.

 

Attacco Usa a isola di Lark nello stretto di Hormuz

L’isola iraniana di Lark, che si trova nello stretto di Hormuz, è stata colpita da un attacco missilistico statunitense alle 14.48 ora locale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Tasnim. Stando a quanto riferito da residenti della zona, una forte esplosione è stata udita vicino all’isola contemporaneamente all’attacco. Tasnim ha aggiunto che le indagini per determinare l’esatta posizione dell’impatto, la portata dell’attacco e l’entità dei possibili danni sono in corso da parte delle istituzioni competenti e, finora, non sono stati resi noti dettagli sul tipo di missile, la sua provenienza e l’entità dei possibili danni.

Teheran: "Attacco Usa a nostri siti nucleari espanderà guerra"

 Il quartier generale delle forze armate iraniane ha dichiarato che se gli Stati Uniti dovessero colpire le infrastrutture nucleari e altri siti sensibili dell’Iran – come minacciato – sarebbe considerato da Teheran “un’estensione del conflitto”. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr. Nella dichiarazione viene riportato che in questo caso “tutti gli interessi statunitensi, così come quelli dei Paesi alleati e dei sostenitori di Washington, diventerebbero obiettivi di una forte risposta da parte delle forze armate della Repubblica islamica”.

Sirene d'allarme in Bahrein e Arabia Saudita

Sono scattate le sirene di allarme aereo in Bahrein e in Arabia Saudita che ha avvertito i residenti di Dammam, sul Golfo Persico, di mettersi al riparo. 

Pasdaran: "Prese di mira basi aeree Usa in Giordania"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira le basi aeree di Re Faisal e Principe Hassan in Giordania, dove operano forze statunitensi, affermando di aver colpito strutture utilizzate per la preparazione dei caccia F-15 e dei droni MQ-9. I pasdaran hanno dichiarato di aver colpito “un hangar per la preparazione degli F-15” e “un hangar per la preparazione dei droni”, dove “otto droni MQ-9 nuovissimi, ancora nelle loro confezioni, sono stati completamente distrutti prima dell’assemblaggio”, mentre “altri due, situati all’esterno dell’hangar, hanno subito gravi danni”. Hanno inoltre affermato che un attacco a un hangar per elicotteri ha causato “gravi danni a due elicotteri pesanti statunitensi” e che “diversi” militari statunitensi sono rimasti uccisi o feriti in un attacco a una struttura ricettiva. Lo riporta Iran International.

 

Baghaei: "Su monte Pickaxe nessuna attività nucleare, Usa ossessionati"

“L’ossessiva attenzione di Washington su Kolang Kouh (noto anche come monte Pickaxe, ndr), dove non si svolge alcuna attività nucleare, non è altro che un pretesto inventato per l’aggressione, la distruzione e il sabotaggio”. Lo ha scritto in un post sul social X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei.

Giordania, intercettati 4 dei 6 missili lanciati da Teheran

L’esercito giordano ha dichiarato che la sua difesa aerea ha intercettato e abbattuto quattro dei sei missili lanciati dal territorio iraniano, mentre i restanti due sono caduti in zone remote e disabitate senza causare vittime né danni materiali. Una fonte militare ha affermato che i sistemi di difesa aerea hanno rilevato i sei missili dopo il loro ingresso nello spazio aereo giordano e li hanno immediatamente neutralizzati. Lo riporta Iran international. Le squadre del Royal Engineering Corps sono state inviate nei luoghi in cui sono caduti i due missili e i detriti delle intercettazioni per mettere in sicurezza le aree e smaltire i resti in conformità con le procedure tecniche e di sicurezza. L’esercito ha precisato che lo spazio aereo giordano rimane sotto continua sorveglianza operativa e che le forze armate risponderanno a qualsiasi minaccia aerea diretta contro il regno, in conformità con le regole di ingaggio, al fine di proteggere la sua sovranità e la sicurezza dei suoi cittadini.

Sirene d'allarme in Giordania

Nella città portuale giordana di Aqaba sono risuonate le sirene di allarme missilistico. Nei video girati da alcuni residenti della vicina Eilat, in Israele, si vedono colonne di fumo alzarsi da Aqaba. I funzionari israeliani lo hanno descritto come un attacco missilistico iraniano in cui nessun frammento ha raggiunto Israele. 

Raid Usa hanno colpito sottostazione elettrica vicino centrale Bushehr

Il vice governatore per gli affari di sicurezza della provincia di Bushehr, in Iran, ha affermato all’agenzia di stampa Fars che due esplosioni si sono verificate nella città di Bushehr e una terza nei pressi di Khormoj. Ha aggiunto che l’attacco lanciato dagli Stati Uniti non ha provocato vittime né feriti. Ha però precisato che l’elettricità è temporaneamente mancata nel villaggio di Bandar-e Gah dopo che alcuni missili hanno colpito una sottostazione elettrica vicino alla centrale nucleare di Bushehr. La corrente è stata ripristinata in meno di due ore. 

Esercito iraniano: "Droni lanciati contro siti militari Usa in Giordania e Bahrein"
(Iranian Army via AP)

L’esercito iraniano ha affermato di aver lanciato attacchi con droni contro quelle che ha descritto come installazioni militari degli Stati Uniti presso la base di Al-Azraq in Giordania e la base aerea di Isa in Bahrein. Lo riporta Iran International. Tra i presunti obiettivi figuravano strutture ricettive e di stoccaggio di attrezzature in Giordania, nonché hangar per lo stoccaggio e la manutenzione di aeromobili in Bahrein. 

Impiccato manifestante accusato di collaborare con Israele e Usa

L’Iran ha eseguito la condanna a morte di Mehdi Khanaki, un manifestante che aveva partecipato alla rivolta di gennaio, accusandolo di attività armate a sostegno di Israele e degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia di stampa giudiziaria Mizan, secondo cui Khanaki si era unito a un gruppo armato di opposizione non specificato nel 2023. Secondo Mizan, armi da fuoco, munizioni e ordigni esplosivi sono stati rinvenuti nella sua abitazione al momento del suo arresto a Karaj, avvenuto a febbraio.

Petrolio, futures Brent oltre i 93 dollari al barile

Non accennano a fermarsi le tensioni tra Stati Uniti e Iran e con loro la corsa al rialzo dei futures petroliferi. I contratti sul Brent per settembre superano la soglia dei 93 dollari al barile, in rialzo del 2,59%. Su livelli elevati anche le quotazioni del greggio americano, con i futures sul Wti in rialzo del 2,64% a 86,5 dollari al barile. 

Libano, Tajani: "Nuovo round di colloqui a Roma il 4 agosto"
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. (Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse)

“Il 4 agosto ospiteremo una nuova sessione di dialogo” a Roma tra Libano e Israele. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Un importante risultato, frutto di una paziente azione di politica estera che costruisce ponti e non erige mai muri”, ha aggiunto Tajani, “l’obiettivo finale è arrivare alla pace e al pieno controllo del territorio da parte delle Istituzioni libanesi”. “La prima tornata di colloqui ha permesso di fare importanti passi in avanti nella definizione delle prime zone pilota, da cui partirà il ritiro delle Forze Armate israeliane e l’avvicendamento con le Forze Armate libanesi”, ha sottolineato Tajani.

Tajani: "Hormuz deve tornare libero e aperto, pronti a fare nostra parte"

“Hormuz deve tornare a essere uno Stretto libero e aperto, navigabile senza alcun pedaggio. È un principio irrinunciabile per il nostro Paese, per la sicurezza della nostra economia e delle catene di approvvigionamento”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione sugli esiti del vertice Nato svolto ad Ankara dal 7 all’8 luglio davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e la Commissione Esteri e Difesa del Senato. “Come abbiamo già avuto modo di riferire di fronte a queste Commissioni, l’Italia è pronta a fare la propria parte a Hormuz nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno eventualmente lanciate”, ha ribadito Tajani. 

Rubio: "Controllo Teheran su Hormuz crea precedente molto pericoloso"

“Se creiamo un precedente in Medio Oriente in cui uno Stato nazionale può decidere di controllare una via navigabile internazionale, imporre un pedaggio e, se non lo si paga, far saltare in aria le navi, avremo creato un precedente molto pericoloso che si ripeterà in altre parti del mondo, compresa questa regione”. Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio, riferendosi al controllo dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran. Rubio ha parlato all’inizio di un incontro annuale nella capitale filippina, Manila, con i suoi omologhi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico (ASEAN). “Siamo al 100% dalla parte dell’Asean”, ha aggiunto il segretario di Stato Usa che ha inoltre incontrato gli altri ministri del partenariato Quad, composto da quattro nazioni (Stati Uniti, Australia, India e Giappone) con i quali ha discusso delle priorità comuni in materia di tecnologia, assistenza umanitaria, risposta alle emergenze, nonché sicurezza marittima e transnazionale. Rubio ha aggiunto in un post sul social X che “il Quad rimane una priorità e ci riuniremo nuovamente nel corso di quest’anno”.

Esercito Usa identifica terzo soldato ucciso in raid Teheran in Giordania

L’esercito degli Stati Uniti ha confermato che un terzo militare è rimasto ucciso nell’attacco di venerdì scorso contro una base in Giordania e lo ha identificato come la sergente Angel S. Rampersad, 28 anni, di New York. Con questa conferma, sale a 18 il numero dei militari statunitensi caduti dall’inizio della guerra. Il Pentagono afferma che si ritiene che Rampersad sia quella soldatessa dispersa e che il suo stato ufficiale sia ora “In servizio – Dove si trovi è sconosciuto” e che si “ritenga che sia deceduta”. Rampersad apparteneva al 10° Comando di difesa aerea e missilistica dell’Esercito con sede ad Ansbach, in Germania.

Esercito iraniano: "Massiccio attacco droni contro postazione Usa in Kuwait"

L’esercito iraniano ha dichiarato di aver lanciato un massiccio attacco con droni contro quelle che ha descritto come strutture di stoccaggio e logistica di munizioni statunitensi ad Al-Dawha, in Kuwait. L’esercito ha affermato che l’attacco è stato una risposta ai rinnovati bombardamenti in alcune zone dell’Iran. Lo riporta Iran International.

Comando Usa, 11esima ondata di attacchi contro siti militari

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha fatto sapere di aver portato a termine con successo l’undicesima serata consecutiva di attacchi contro l’Iran. “Le forze del Centcom hanno preso di mira centri operativi militari iraniani, risorse navali, hangar per aerei, strutture di stoccaggio dei droni e infrastrutture logistiche militari, al fine di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz”, si legge in una nota. “Negli ultimi tre mesi, l’Iran ha attaccato più di 30 navi mercantili in transito lungo questa via navigabile internazionale, fondamentale per il commercio regionale e globale”, aggiunge il Centcom, “questi attacchi ingiustificati hanno messo in pericolo centinaia di marinai innocenti e compromesso la libertà di navigazione”. “Nonostante l’aggressione iraniana, lo Stretto di Hormuz rimane aperto al transito delle navi mercantili”, conclude la nota, “dall’inizio di maggio, le forze del Centcom hanno contribuito a facilitare il transito di circa 900 navi mercantili e 450 milioni di barili di petrolio greggio”. Secondo i media iraniani a essere state prese di mira sono state le aree di Teheran, Sirik, Bushehr (dove ha sede una centrale nucleare), Tabriz, Kabudarahang e le province di Ilam e del Kurdistan. 

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