Proseguono gli attacchi incrociati in Medio Oriente per la sesta notte consecutiva. Gli Stati Uniti hanno colpito infrastrutture civili, tra cui impianti elettrici e una stazione ferroviaria, a Bandar Abbas nel sud dell’Iran. L’esercito di Teheran, invece, ha preso di mira Kuwait, Bahrein e Qatar. Donald Trump, intanto, giovedì sera ha parlato alla nazione e ha affermato: “Stiamo vincendo alla grande e presto ne vedrete i frutti”.
Punti chiave
- Media, Teheran lancia missile contro nave Usa in Oceano indiano
- Comando Usa: "Finora deviate quattro navi e una resa inoperativa"
- Comando Usa: "Lanciati nuovi attacchi per settima notte consecutiva"
- Teheran: "Se Usa continuano guerra lanceremo nuova fase offensiva distruttiva"
- Media Pasdaran, presa di mira nave thailandese a Hormuz
- Iran: soldati infiltrati hanno ucciso 8 combattenti curdi
- Pasdaran: "Ci avviciniamo a ora X attacco contro forze navali Usa"
- Axios: Usa inviano in Israele decine di aerei cisterna aggiuntivi
- Attacco Israele durante funerale a Gaza, 7 morti e 22 feriti
- Comando Usa conferma: distrutta torre sorveglianza porto Chabahar
La marina iraniana ha lanciato un missile da crociera terra-mare contro una nave statunitense nell’Oceano Indiano settentrionale. Lo afferma Iran International, citando l’ufficio stampa dell’esercito di Teheran.
“Le forze statunitensi mantengono alta la vigilanza mentre gli Stati Uniti applicano rigorosamente il blocco navale contro l’Iran”, lo afferma il Comando centrale, riferendo su X che “nei primi tre giorni di ripristino della misura, le forze Usa hanno deviato quattro navi commerciali, ne hanno resa una inoperativa e ne hanno ispezionata una a bordo per garantirne la piena conformità”.
Il Comando centrale degli Stati Uniti annuncia di avere lanciato oggi alle 15 (ora della costa orientale Usa), una serie di attacchi contro l’Iran per la settima notte consecutiva. “Tali attacchi mirano a continuare a indebolire le capacità militari iraniane, su disposizione del Comandante in Capo”, si legge in un post su X.
“La politica di ‘guerra e negoziazione’ è finita e, se gli americani continueranno la guerra nei prossimi due o tre giorni, la Repubblica Islamica dell’Iran entrerà in una fase offensiva e distruttiva e non si limiterà più a rispondere colpo su colpo; in tal caso, le basi e le forze statunitensi non godranno di sicurezza in nessun confine politico”. Lo ha affermato il generale Mohsen Rezaei, consigliere militare del Comandante in Capo e comandante delle Guardie Rivoluzionarie, come riporta l’agenzia Mehr. “Anche in questa fase, la risposta dell’Iran è molto forte e l’intensità dell’operazione aumenterà nei prossimi giorni”, ha aggiunto, “gli Stati Uniti devono aspettarsi ondate massicce di droni e missili e, in caso di un’operazione di terra, si troveranno ad affrontare una sorte ben più difficile dell’incidente di Isfahan”.
L’agenzia di stampa Tasnim, vicina alle Guardie Rivoluzionarie, ha riferito, citando una fonte informata, che una nave thailandese è stata presa di mira dalle forze delle Guardie Rivoluzionarie nello Stretto di Hormuz. Tasnim afferma: “Questa nave, battente bandiera thailandese, stava tentando di attraversare lo Stretto di Hormuz, ignorando gli avvertimenti e senza aver ottenuto il permesso dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie, ma è stata bloccata dalla Marina delle Guardie Rivoluzionarie ed è stata presa di mira”.
L’esercito iraniano ha dichiarato che la sua 65 Brigata delle Forze Speciali Aviotrasportate ha condotto 11 operazioni transfrontaliere nella regione del Kurdistan iracheno, uccidendo otto comandanti di medio livello di quelli che ha definito gruppi separatisti e distruggendo tre basi. L’esercito ha dichiarato che le operazioni sono state condotte con il supporto dell’intelligence di gruppi alleati di Teheran. Lo riporta Iran International.
Il Comando navale delle Guardie Rivoluzionarie, diffondendo la foto di una nave americana, ha minacciato che “i movimenti e le attrezzature” delle forze armate statunitensi “sono sotto la supervisione delle unità navali della Repubblica islamica”. Il breve comunicato recita: “Gli americani si stanno avvicinando all’ora X delle operazioni delle forze armate iraniane contro le unità navali del Centcom nelle acque della regione, che potrebbero iniziare da un momento all’altro”. La didascalia della foto recita: “Osservazione di una portaelicotteri americana in fase di rifornimento nel Mar Arabico”. Lo riporta Bbc Persian.
L’amministrazione Trump ha informato Israele che invierà decine di aerei cisterna aggiuntivi nel Paese in vista di una potenziale espansione delle operazioni militari contro l’Iran. Lo riporta Axios, citando fonti statunitensi e israeliane.
Un attacco israeliano durante un funerale nella Striscia di Gaza ha causato la morte di almeno sette persone e il ferimento di altre 22. L’ospedale Awda, situato nel campo profughi di Nuseirat, ha confermato il numero delle vittime, precisando che le persone sono state colpite durante il funerale di un palestinese ucciso in un attacco avvenuto questa mattina.
Il 16 luglio, le forze statunitensi “hanno distrutto con successo” la torre di sorveglianza del porto di Shahid Kalantari a Chabahar. Lo riferisce il Comando centrale Usa su X. “La struttura faceva parte di una rete di sorveglianza marittima lungo la costa iraniana del Golfo di Oman, utilizzata per decenni dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) per monitorare e prendere di mira le navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz”, si legge nel post. “La distruzione della torre – afferma il Centcom – riduce direttamente la capacità dell’Irgc di coordinare attacchi contro equipaggi civili inermi. Inoltre, l’azione tutela la libertà di navigazione nelle acque della regione per tutte le imbarcazioni, fatta eccezione per quelle che tentano di violare il blocco navale statunitense attualmente in vigore contro l’Iran”.
L’esercito kuwaitiano afferma che diversi suoi membri delle Forze di Terra kuwaitiane sono rimasti feriti negli attacchi iraniani che hanno preso di mira “diverse strutture e campi affiliati all’esercito kuwaitiano”. Il tenente generale Khaled Dirj Saad Al-Shreian, capo di stato maggiore dell’esercito, ha fatto visita al personale ferito “per verificare le loro condizioni di salute e seguire l’andamento delle cure mediche fornite”, ha dichiarato l’esercito in un comunicato. Lo riporta Al Jazeera.
“Il nostro fuoco efficace e mirato, proveniente da tutto l’Iran, continuerà fino a quando la calma non tornerà sulla costa meridionale e nello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il comandante aerospaziale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Majid Mousavi.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver preso di mira la base aerea statunitense di Al Udeid in Qatar, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Irna. Al Udeid è un’importante installazione militare statunitense e ospita il quartier generale avanzato del Comando Centrale degli Stati Uniti, o Centcom.
Il comunicato delle Guardie Rivoluzionarie afferma che le sue forze, “nella 15 ondata dell’Operazione Nasr 2 hanno condotto un attacco pesante e a sorpresa contro la base aerea statunitense di Al-Udeid, in Qatar, durante il quale un sistema radar a lungo raggio e diversi aerei statunitensi per il rifornimento in volo sono stati completamente distrutti, mentre molti altri sono stati gravemente danneggiati”. In precedenza, le Guardie Rivoluzionarie avevano segnalato attacchi contro le forze statunitensi in Oman, Kuwait, Giordania e Siria. Tuttavia, una fonte militare siriana ha negato l’attacco iraniano alla base di Tanf.
Il ministero dell’Energia iraniano ha chiesto ai cittadini di contribuire al mantenimento di un approvvigionamento energetico stabile nelle regioni meridionali spegnendo i condizionatori d’aria per almeno un’ora per famiglia durante le ore di picco del consumo dopo che attacchi hanno danneggiato le infrastrutture elettriche a Bandar Abbas e nei dintorni. Lo riferisce Iran International, precisando che il ministero non ha fornito alcuna spiegazione riguardo all’ora, alla posizione esatta o all’autore dell’attacco, limitandosi a sottolineare la necessità della collaborazione dei cittadini nella gestione del consumo di energia elettrica. Il ministero ha aggiunto che l’elettricità è stata ripristinata in alcune aree colpite e che l’erogazione di energia in quelle zone si è stabilizzata, ma ha invitato la popolazione a continuare a risparmiare energia elettrica per garantire un servizio affidabile in tutto l’Iran meridionale.
“L’Iran deve cessare con urgenza i suoi attacchi contro i Paesi vicini della regione e contro altri obiettivi”. Lo ha dichiarato il viceportavoce del governo tedesco, Sebastian Hille, in conferenza stampa, ribadendo la posizione di Berlino sull’attuale situazione in Medioriente. “Invitiamo tutte le parti a proseguire i negoziati. Siamo convinti che un accordo quadro resti la migliore opportunità per garantire la stabilità nella regione”, ha aggiunto Hille, sottolineando la necessità di raggiungere un’intesa duratura che riguardi anche il programma nucleare iraniano. “Vorrei ribadirlo con la massima chiarezza: l’Iran non deve entrare in possesso dell’arma nucleare”, ha affermato il viceportavoce, ricordando che questa posizione è stata espressa più volte anche dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
Il ministero dell’Elettricità del Kuwait ha dichiarato che uno dei suoi impianti di produzione di energia elettrica e di desalinizzazione dell’acqua è stato preso di mira dall’Iran nell’ultimo attacco, provocando un incendio e danni alla struttura. Il ministero, in un comunicato ripreso da Al Jazeera, ha riferito che “le squadre dei vigili del fuoco hanno domato l’incendio, mentre le squadre tecniche continuano a svolgere i lavori di riparazione e a ripristinare il funzionamento delle unità danneggiate, insieme al monitoraggio continuo della stabilità della rete elettrica”. I cittadini e i residenti sono stati invitati a “razionalizzare” il consumo di elettricità.
Nell’ultima ondata di attacchi statunitensi in Iran è stata colpita una torre, poi crollata, nel porto di Chabahar, sul Golfo di Oman, una rotta commerciale fondamentale per l’Afghanistan. Lo ha riferito l’agenzia di stampa statale iraniana Irna. Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha condiviso l’immagine del crollo della torre. Il porto di Chabahar, che l’Iran gestiva con il sostegno dell’India, è stato un obiettivo ripetuto degli attacchi aerei Usa. I media statali iraniani hanno riconosciuto un terzo ciclo di attacchi contro la struttura, senza però confermare immediatamente il crollo della torre. Teheran ha descritto la torre come un impianto destinato al controllo del traffico commerciale del porto.
Almeno 38 persone sono morte e oltre 400 sono rimaste ferite in Iran dall’inizio degli ultimi attacchi statunitensi. Lo ha riferito su X il portavoce del ministero della Salute di Teheran, aggiungendo che nel conto delle vittime sono compresi tre donne e un minorenne.
Tra i motivi per cui, al momento, non è in programma un incontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu ci sarebbe l’irritazione del presidente americano per alcune critiche rivolte agli Stati Uniti dal premier israeliano. Secondo un funzionario americano citato da Axios, Trump si sarebbe infuriato dopo l’intervista concessa da Netanyahu a Fox, nella quale il leader israeliano ha contestato l’intenzione del tycoon di vendere caccia F-35 alla Turchia.
Un altro funzionario ha riferito che Trump avrebbe affermato che Netanyahu “non ha il diritto” di esprimere la propria opinione sulla questione. A complicare ulteriormente i rapporti avrebbe contribuito anche l’avvertimento dell’intelligence israeliana su un presunto nuovo complotto iraniano per uccidere il presidente Usa durante la sua permanenza ad Ankara per il vertice Nato. Fonti citate da Axios hanno però riferito che i servizi di sicurezza turchi hanno svolto accertamenti, concludendo che non esisteva alcun piano specifico per assassinare Trump nella capitale turca.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha dichiarato di aver preso di mira aerei da combattimento statunitensi di stanza in Giordania. Lo riferisce Al Jazzera, citando la televisione di Stato di Teheran. In precedenza, l’esercito di Amman aveva affermato di aver abbattuto tre missili iraniani diretti contro il Paese.
Il bilancio delle vittime degli attacchi aerei statunitensi della notte in Iran è salito a otto. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale iraniana Irna, aggiungendo che i raid, effettuati contro le infrastrutture in diverse province, hanno provocato anche il ferimento di altre 20 persone.
Una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato mentre navigava a circa 35 km a est di Khasab, in Oman. Lo ha riferito l’agenzia britannica per le operazioni commerciali marittime (Ukmto). L’imbarcazione ha riportato lievi danni sul lato sinistro. “Tutto l’equipaggio è sano e salvo, non è stato segnalato alcun impatto ambientale e la nave sta proseguendo verso il suo prossimo porto di scalo”, ha affermato l’Ukmto.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha affermato di aver preso di mira le forze statunitensi ad al-Tanf, in Siria. Lo riporta l’agenzia Tasnim. I Pasdaran definito l’azione “una rappresaglia per i micidiali attacchi americani a Iranshahr”.
La Giordania ha dichiarato di aver abbattuto tre missili iraniani diretti verso il Paese, dopo che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato la minaccia. L’esercito di Amman, riporta Al Jazeera, ha dichiarato non ci sono state vittime.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha dichiarato di aver preso di mira una base militare statunitense in Kuwait, colpendo un radar di difesa missilistica, diversi depositi di armi chiave e due lanciatori di missili terra-terra Himars. Lo ha riferito l’agenzia di stampa non ufficiale iraniana Mehr.
I Pasdaran hanno inoltre affermato che l’attacco è stato condotto in rappresaglia per i recenti attacchi statunitensi contro infrastrutture civili iraniane, tra cui reti di telecomunicazioni e ferroviarie, e hanno aggiunto che le azioni degli Usa nella regione hanno portato a un “grave calo della produzione e al blocco completo delle esportazioni di petrolio e gas attraverso lo Stretto di Hormuz”. Le Guardie Rivoluzionarie hanno avvertito che le “operazioni di rappresaglia continueranno”.
Sette persone sono morte e altre nove sono rimaste ferite in un attacco statunitense ai ponti di Bandar-e Khamir, nella provincia di Hormozgan, nel sud dell’Iran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Fars.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver distrutto un radar di controllo aereo statunitense nella regione di Ghanim, in Oman, e un radar di controllo marittimo sugli scogli nello Stretto di Hormuz, nelle acque che separano l’Iran dall’Oman. “L’operazione di rappresaglia prosegue con determinazione” e che lo stretto “rimane nelle mani degli ammiragli della Marina delle Guardie Rivoluzionarie”, hanno spiegato i Pasdaran in un comunicato citato da Al Jazeera.
Gli Stati Uniti hanno colpito diversi ponti in Iran nel tentativo di interrompere le vie di rifornimento verso una città portuale e una base navale nello Stretto di Hormuz, utilizzate da Teheran per attaccare navi. Lo scrive il Wall Street Journal citando un alto funzionario statunitense. Nella notte tra giovedì e venerdì, riporta l’emittente statale iraniana Irib, sono stati segnalati diversi attacchi a ponti dentro e intorno a Bandar Abbas. Le autostrade che collegano la città portuale alle province vicine sono state chiuse.
L’esercito iraniano afferma di aver preso di mira velivoli statunitensi presso una base militare in Bahrein, mentre l’esercito del Kuwait riferisce, come riporta AlJazeera, di stare rispondendo ad attacchi missilistici e con droni. Le autorità del Qatar segnalano il ferimento di un bambino colpito da detriti di un missile, dopo che l’esercito del Paese ha sventato attacchi iraniani in arrivo.
Gli Stati Uniti hanno condotto attacchi contro l’Iran per la sesta notte consecutiva. Funzionari di Bandar Abbas, nell’Iran meridionale, riferiscono che sono state colpite infrastrutture civili, tra cui impianti elettrici e una stazione ferroviaria, come riporta Al Jazeera.
In Iran “stiamo vincendo alla grande e presto ne vedrete i frutti”. Lo ha detto Donald Trump nel suo discorso alla nazione.

