Nuova notte di raid Usa sull’Iran. Il Comando centrale Usa (Centcom), che nella serata italiana di ieri aveva comunicato la ripresa degli attacchi contro l’Iran alle 21 ora italiana, ha successivamente riferito che la serie di raid è terminata alle 4 di mercoledì ora italiana. Intanto nelle scorse ore allarmi missilistici sono scattati in Bahrein e Kuwait per fuoco iraniano in arrivo, evento ormai quotidiano che mette ulteriormente a dura prova il cessate il fuoco. E la Giordania ha riferito di avere abbattuto 3 missili in arrivo. Gli attacchi contro i tre Paesi sono stati rivendicati da Teheran.
“Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha completato un’ulteriore serie di attacchi contro l’Iran alle 22:00 ET (le 4 di stanotte in Italia ndr.) del 14 luglio, colpendo decine di obiettivi militari nei pressi dello Stretto di Hormuz e nelle zone costiere iraniane”, ha riferito il Centcom in un comunicato, aggiungendo che “aerei da combattimento, droni e navi da guerra Usa hanno lanciato munizioni di precisione contro siti missilistici e di droni iraniani, risorse navali e sistemi di difesa costiera durante questa ondata di attacchi durata 7 ore, con l’obiettivo di indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare la navigazione commerciale e gli equipaggi civili”.
Gli attacchi sono iniziati poco prima della ripresa del blocco navale Usa sui porti iraniani, contro le navi in transito da e verso porti e zone costiere iraniane, che è entrato in vigore alle 22 ora italiana di ieri sera. L’ammiraglio della Marina statunitense Brad Cooper, a capo del Comando Centrale, ha dichiarato in un comunicato che l’Iran ha lanciato decine di missili e droni contro i Paesi arabi del Golfo confinanti.
“Le forze statunitensi ritengono l’Iran responsabile di un’aggressione ingiustificata che continua a mettere in pericolo vite innocenti”, ha affermato Cooper. Nel Mar Arabico sono presenti almeno 19 navi da guerra statunitensi, tra cui due portaerei e una nave da assalto anfibio con oltre 1.000 Marines a bordo. Il Comando Centrale ha inoltre dichiarato in un post sui social media che vi sono “centinaia di velivoli militari operativi in tutto il Medioriente”.
Punti chiave
- Trump: "Teheran sarà sconfitta molto presto"
- Segnalate esplosioni in diverse città
- Centcom annuncia il via a una nuova ondata di attacchi Usa
- Teheran: "35 morti in raid Usa negli ultimi giorni"
- Comando Usa: "Mai colpito deposito civile di grano a Hoveyzeh"
- Teheran: "Non sono previsti colloqui con Usa, concentrati su difesa"
- Media: murale di Donald Trump in una bara in piazza a Teheran
- Media: venerdì incontro tra delegazioni militari Usa-Israele-Libano
- Centcom: "Dal ritorno del blocco deviate due navi mercantili"
- Wafa: 73.246 morti in raid israeliani da ottobre 2023
“L’Iran sarà sconfitto molto presto”. Lo ha detto Donald Trump parlando in Pennsylvania a un summit su difesa e innovazione. Finita la guerra, “l’economia americana avrà un boom, ma anche adesso stiamo andando molto bene”, ha detto il presidente.
Esplosioni sono state segnalate nelle città di Ahvaz, nel sudovest dell’Iran vicino al confine con l’Iraq, a Chabahar, nel sudest del paese, e a Bandar Abbas, sulla costa sud affacciata sul golfo Persico. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Mehr. A Chabahar in particolare sarebbe stata colpita una torre di avvistamento navale utilizzata per la sicurezza marittima. Dalle 21 ora italiana le forze statunitensi hanno avviato una seconda ondata di attacchi contro l’Iran, come riferito dal Centcom.
Alle 15 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), le forze statunitensi hanno avviato le operazioni “per una seconda ondata di attacchi odierni contro l’Iran”. Lo riferisce il Comando centrale su X. “Tali attacchi prendono di mira le capacità militari iraniane utilizzate per minacciare le imbarcazioni che transitano liberamente attraverso lo Stretto di Hormuz, una via navigabile internazionale vitale per il commercio globale. Le forze armate statunitensi stanno chiamando l’Iran a rispondere delle proprie azioni, su disposizione del Comandante in Capo”, si legge nel post del Centcom.
Negli ultimi giorni, i raid aerei statunitensi hanno ucciso più di 35 persone e ne hanno ferite oltre 300. Lo ha dichiarato Hossein Kermanpour, portavoce del ministero della Salute iraniano. Almeno 72 persone, ha aggiunto, sono attualmente ricoverate in ospedale. Kermanpour non ha fornito una distinzione numerica tra civili e combattenti. L’annuncio rappresenta il primo bilancio complessivo fornito dalle autorità iraniane per questa fase di scontri. Il numero di feriti è di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altro recente scontro tra Iran e Stati Uniti.
Il Comando centrale Usa definisce “falsa” la notizia diffusa dai media di Stato iraniani, secondo la quale il 14 luglio le forze statunitensi avrebbero colpito un deposito civile di grano a Hoveyzeh. In realtà, afferma il Centcom in un post su X, “il 14 luglio, le forze statunitensi hanno colpito obiettivi militari iraniani a Bandar Abbas, Khormuj, Ahvaz, Qeshm, Tunb, Bushehr e Kuh-e Stak, al fine di ridurre la capacità dell’Iran di attaccare il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, l’Iran ha preso di mira civili innocenti in transito nello stretto e nei Paesi vicini del Golfo”.
Teheran non ha intenzione di avviare colloqui con gli Stati Uniti ed è concentrata esclusivamente sulla difesa del Paese. Lo ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, spiegando che Teheran rispetterà i suoi impegni internazionali solo se gli americani faranno lo stesso. Lo riporta Al Jazeera. “I nostri impegni restano validi solo finché l’altra parte rispetta i propri impegni”, ha affermato Baghaei, aggiungendo che l’Iran ha abbandonato i suoi impegni previsti dal Memorandum d’intesa dopo che gli Usa non hanno rispettato la propria parte dell’accordo. “Dopo che l’altra parte ha violato i propri obblighi, anche noi ci siamo astenuti dall’attuare i nostri in qualsiasi ambito in cui ciò fosse richiesto”, ha aggiunto.
Un murale raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una bara è stato svelato nella centrale Piazza Enghelab di Teheran. E’ quanto si vede nelle immagini diffuse dai media iraniani e riportate da Iran International. Sul murale, che vede il tycoon all’interno di un feretro in giacca e cravatta, è riportata la frase ‘Uccideremo Trump’ in persiano e in inglese.
Venerdì si terrà un incontro di delegazioni militari tra libanesi, israeliani e americani. La sede non è ancora stata annunciata. Lo riferisce Sky News Arabia.
“Da quando è ripreso il blocco navale contro i porti iraniani, le forze statunitensi hanno deviato due navi mercantili che tentavano di forzarlo”. Lo riferisce il Comando Centrale degli Stati Uniti, aggiungendo che l’esercito “rimane vigile e pronto a garantire il pieno rispetto del blocco”.
Il bilancio delle vittime dei raid israeliani a Gaza dall’ottobre 2023 è salito a 73.246, con 173.727 feriti. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti mediche nella Striscia, secondo cui negli ultimi 24 ore gli ospedali di Gaza hanno ricevuto 13 corpi e 18 feriti. Secondo le fonti, 1.123 persone sono morte e 3.616 ferite a Gaza dall’inizio del cessate il fuoco, l’11 ottobre. Inoltre, hanno aggiunto, nello stesso periodo sono stati recuperati 800 corpi.
“Ottima conversazione telefonica oggi con il presidente dell’Iraq, Nizar Amidi. Mi sono congratulato con lui per la sua elezione, che giunge in un momento cruciale per l’Iraq e per la regione. L’Iraq è un partner importante per l’Unione Europea e restiamo impegnati a garantire la stabilità e la prosperità dell’Iraq, nel pieno rispetto della sua sovranità, unità e integrità territoriale”. Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.
“Sono stato incoraggiato nell’apprendere che le autorità irachene si impegnano a disarmare le milizie sostenute dall’Iran e a garantire il monopolio statale sul possesso di armi.La recente recrudescenza della guerra con l’Iran è motivo di profonda preoccupazione. La diplomazia è l’unica via per un Medio Oriente veramente pacifico, sicuro e stabile”, aggiunge.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver “completato una serie di attacchi mattutini contro l’Iran alle 7:30 (le 13.30 in Italia, ndr) del 15 luglio”. “Durante l’ondata di attacchi durata 90 minuti”, le forze americane hanno “lanciato munizioni di precisione contro i sistemi di difesa costiera e i siti di stoccaggio e lancio di missili da crociera sull’isola di Grande Tunb”, si legge su X. “Gli attacchi hanno ulteriormente indebolito la capacità dell’Iran di attaccare il traffico marittimo commerciale nello Stretto di Hormuz”, ha aggiunto il Comando Usa.
“Con nostro comune rammarico, la situazione nella regione del Golfo Persico è tutt’altro che stabile e, al contrario, è nuovamente entrata in una fase di deterioramento, che non può che destare preoccupazione a livello globale”. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia russa Interfax.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha tenuto martedì una riunione nella Situation Room per discutere di un’offensiva in Iran di portata ben maggiore rispetto agli attuali attacchi intorno allo Stretto di Hormuz. Lo riferisce Axios, citando tre fonti a conoscenza dei fatti, secondo cui il tycoon sembra disposto ad intensificare la guerra per causare danni sufficienti a indurre il regime di Teheran ad aprire lo stretto e ad accettare le sue richieste sulla questione del nucleare.
Trump ha convocato la riunione mentre l’esercito statunitense conduceva attacchi nello Stretto di Hormuz e lungo la costa meridionale dell’Iran per il quarto giorno consecutivo. Secondo le fonti, l’incontro si è concentrato su nuovi piani per condurre attacchi devastanti contro obiettivi strategici in Iran, oltre agli attacchi contro obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di avere avviato una nuova serie di raid aerei contro l’Iran, in pieno giorno, nell’abito di un’escalation di attacchi. “Oggi alle 6:00 ET (le 12 in Italia), le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno dato il via a una serie di attacchi contro l’Iran. Gli attacchi puntano a indebolire ulteriormente le capacità militari che le forze iraniane hanno utilizzato per attaccare la navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz”, ha riferito il Centcom in un post su X. Nei recenti attacchi gli Usa avevano colpito l’Iran solo di notte.
I Guardiani della rivoluzione dell’Iran hanno rivolto un messaggio al popolo del Kuwait in cui chiedono di espellere dal Paese le forze Usa. Nella dichiarazione riportata dalla tv di Stato iraniana, i Pasdaran affermano di avere colpito il Kuwait solo in risposta alle aggressioni da parte degli Usa: “Sapete molto bene che non nutriamo alcuna ostilità nei vostri confronti; al contrario, amiamo profondamente l’onorevole e nobile popolo del Kuwait. Questa operazione è stata una risposta contro i criminali americani, e ciò che ci aspettiamo da voi, popolo musulmano e generoso, è che espelliate dalla vostra terra questi occupanti assassini di bambini”. “Il puro suolo del Kuwait non dovrebbe essere occupato da criminali che, solo negli ultimi due anni, hanno ucciso 70.000 palestinesi, tra cui 20.000 bambini, nell’eroica Gaza e hanno commesso la tragedia della scuola di Minab. Ci aspettiamo che non perdiate nessuna occasione per distruggere le istituzioni degli Stati Uniti aggressori e per liberare le terre islamiche dalle basi degli occupanti americani”, conclude il messaggio.
L’ambasciatore dell’Iran presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, ha inviato una lettera al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, in cui critica i continui attacchi degli Stati Uniti contro il suo Paese. “Gli Usa sono l’aggressore, non la vittima”, ha scritto l’ambasciatore secondo quanto riporta l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna.
La Giordania ha riferito di avere abbattuto 3 missili lanciati dall’Iran contro il Paese. L’annuncio è stato fatto dall’esercito giordano in una dichiarazione diffusa tramite l’agenzia di stampa di Stato giordana Petra. L’attacco iraniano, precedentemente rivendicato da Teheran, è giunto nel contesto dei nuovi raid incrociati fra Usa e Iran mentre Washington ha reimposto il blocco navale dei porti iraniani a seguito degli attacchi di Teheran contro le navi che provavano ad attraversare lo Stretto di Hormuz.
Sette militari iraniani sono stati uccisi in raid Usa di stanotte sulla città di Iranshahr. Lo riferisce la tv di Stato iraniana, citando l’esercito.
Secondo quanto riferito dalla tv di Stato iraniana, si tratta di 7 soldati assegnati alla 388esima Brigata di fanteria meccanizzata, che si trovavano in una caserma a Bampur, nella provincia di Sistan e Baluchistan, nel sud-est dell’Iran. Sempre secondo l’emittente, gli Usa hanno lanciato almeno 13 missili durante l’attacco e fra i morti figurano sia coscritti che soldati di carriera, mentre numerosi altri soldati sono rimasti feriti. L’esercito ha dichiarato che darà “una risposta decisiva a questa azione aggressiva da parte del nemico americano”, ha aggiunto la tv di Stato.
L’ultima serie di attacchi aerei statunitensi sferrati durante la notte contro l’Iran ha provocato oltre 260 feriti. Lo ha riferito un portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, che non ha fatto riferimento a eventuali morti. Il numero di feriti segnalati, tuttavia, è di gran lunga superiore a quello registrato in qualsiasi altra ondata di violenza recente fra Iran e Stati Uniti, mentre le due potenze si contendono il controllo dello Stretto di Hormuz.
I raid aerei statunitensi contro l’Iran hanno causato la morte di più di 30 persone “negli ultimi giorni”. Lo ha dichiarato la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani. Al momento non è chiaro a quale periodi di tempo si riferisca precisamente la portavoce.
Gli attacchi Usa contro l’Iran si intensificheranno nei prossimi giorni, a meno che Teheran non torni al tavolo dei negoziati. È quanto ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox News. “Li colpiremo molto duramente stasera. Li colpiremo molto duramente domani sera. Li colpiremo molto duramente anche la notte successiva” e “poi la prossima settimana la situazione diventerà davvero grave per loro, perché la prossima settimana toccherà alle centrali elettriche. La prossima settimana toccherà ai ponti. Metteremo fuori uso tutte le centrali elettriche. Metteremo fuori uso tutti i loro ponti, a meno che non si siedano al tavolo delle trattative e negozino”, ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca.
Il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox News non ha escluso una campagna di terra in Iran. Alla domanda dell’intervistatore che gli ha chiesto se escludesse una campagna di terra per l’isola di Kharg, Trump ha risposto: “No, non direi di no se lo ritenessi appropriato. A volte è necessaria una campagna di terra, ma abbiamo altre persone che la farebbero per noi, ma abbiamo già colpito l’isola di Kharg due volte, anzi tre. Ho detto, colpite tutto ma non il petrolio”.
I Guardiani della rivoluzione, forza paramilitare iraniana, in una dichiarazione riportata dalla tv di Stato hanno riferito che negli attacchi delle scorse ore l’Iran ha colpito strutture della Quinta flotta Usa in Bahrein. “Sono stati colpiti e distrutti il centro di gestione NSI della Quinta Flotta statunitense, il centro di comando e controllo, grandi depositi contenenti parti e attrezzature militari e depositi di carburante della flotta situati in Bahrein”, hanno riferito i Pasdaran.
I Guardiani della rivoluzione, forza paramilitare iraniana, hanno minacciato di bloccare tutte le esportazioni energetiche dal Medioriente a seguito della reintroduzione da parte degli Stati Uniti del blocco navale dei porti della Repubblica Islamica. I Pasdaran hanno lanciato la minaccia dopo l’inizio del blocco. In una loro dichiarazione diffusa dalla tv di Stato iraniana, i Guardiani della rivoluzione minacciano le esportazioni di gas e petrolio dalla regione, dicendo che “l’esportazione di petrolio e gas dalla regione sarà per tutti o per nessuno”. “Il nemico deve sapere che, ora che i suoi pirati hanno bloccato le rotte per l’esportazione di petrolio e gas verso il mondo attraverso l’Oceano Indiano, rotte che servono gli interessi dei rivali economici dell’America, deve essere pronto alla chiusura di altre rotte di esportazione di petrolio e gas che servono gli interessi degli Stati Uniti e dei loro alleati. Le esportazioni di petrolio e gas della regione sono per tutti oppure per nessuno”, affermano i Pasdaran.
L’Iran “non ha altra scelta” se non quella di raggiungere un accordo con gli Usa. È quanto ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista rilasciata a Fox News. Trump ha detto che i suoi rappresentanti erano stati in contatto con funzionari iraniani appena un’ora prima dell’intervista. “Vogliono raggiungere un accordo, ma ogni volta che lo fanno, lo violano”, ha detto Trump. Alla domanda su quale messaggio fosse stato trasmesso all’Iran, poi, Trump ha risposto: “Fareste meglio a raggiungere un accordo. Non vi resterà più nessuno”.
Gli attacchi contro l’Iran “continueranno finché io non dirò basta”. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a Fox News, rispondendo alla domanda dell’intervistatore, che ha chiesto appunto se gli attacchi continueranno. “È come un grande pugile. Pensi di averlo battuto, e poi, all’improvviso, lui si riprende e ti sferra un colpo. Hanno ancora un po’ di grinta, ma non molta”, ha aggiunto Trump.
“Lo Stretto di Hormuz resterà chiuso fino alla fine degli atti di aggressione da parte degli Stati Uniti”. È quanto affermano i Guardiani della rivoluzione dell’Iran in una dichiarazione riportata dalla tv di Stato.

