Iran, nuova ondata di attacchi Usa: esplosioni a Bandar Abbas e sull’isola di Kish – La diretta

Iran, nuova ondata di attacchi Usa: esplosioni a Bandar Abbas e sull’isola di Kish – La diretta
Bandar Abbas, Iran, 13 luglio 2026 (Razieh Poudat/ISNA via AP)

Teheran “Colpite basi americane in Giordania, Kuwait e Bahrein. I loro nuovi attacchi vanificano gli sforzi per la pace”

Il Comando Centrale degli Stati Uniti annuncia di aver “completato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione per indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che collega lo Stretto di Hormuz”. Teheran commenta: “Gli attacchi americani vanificano gli sforzi degli ultimi mesi per la pace“.

Iran, tutte le notizie in diretta di lunedì 13 luglio
Inizio diretta: 13/07/26 07:00
Fine diretta: 13/07/26 23:59
Esplosioni a Bandar Abbas e sull'isola di Kish

Esplosioni a Bandar Abbas e sulla piccola isola di Kish. Lo riferisce Al Jazeera citando le segnalazioni dei media iraniani.

Trump: "Il discorso alla nazione di giovedì sarà come tanti altri miei discorsi"

Il discorso che Donald Trump terrà alla nazione giovedì sera, “sarà semplicemente un discorso, come tanti altri miei discorsi”. Lo ha detto lo stesso presidente Usa nell’intervista radiofonica a Hugh Hewitt, senza fornire ulteriori dettagli. Diversi osservatori ritengono che il discorso sarà incentrato sulla ripresa del conflitto con l’Iran.

La marina iraniana prende di mira nave Usa

La marina iraniana prende di mira una nave Usa. Lo riporta Al Jazeera citando l’emittente statale iraniana Irib che parla di “nave statunitense ostile” e di aver lanciato “missili da crociera contro il nemico americano”. L’Irib – riferisce ancora Al Jazeera – ha segnalato attacchi in tutta la regione, compresi quelli contro gli Stati arabi del Golfo.

Trump: "Colpiremo l'impianto nucleare di Pickaxe Mountain"

Gli Stati Uniti colpiranno l’impianto nucleare iraniano Pickaxe Mountain. Lo ha affermato Donald Trump nell’intervista radiofonica a Hugh Hewitt. “Elimineremo Pickaxe Mountain. Dite agli iraniani che stiamo arrivando”, ha affermato il presidente. Pickaxe Mountain è un impianto nucleare sotterraneo pesantemente fortificato e situato a grande profondità tra i monti Zagros, circa un chilometro e mezzo a sud del sito iraniano di arricchimento dell’uranio di Natanz. L’intelligence occidentale e gli osservatori internazionali sospettano che la struttura ospiti capacità non dichiarate per l’arricchimento dell’uranio e l’assemblaggio di centrifughe.

Comando Usa: "Lanciata nuova ondata di attacchi"

“Oggi, alle 16:45 (ora della costa orientale degli Stati Uniti), il Comando Centrale statunitense ha avviato la terza notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, su disposizione del Comandante in Capo”. Lo annuncia il Centcom in un post su X. “Tali attacchi continueranno a imporre un prezzo elevato alle forze iraniane e a ridurne la capacità di colpire civili innocenti e il traffico navale commerciale nello Stretto di Hormuz”, si legge nel post.

Trump: "Memorandum con Teheran era un test che loro non hanno superato"

Il memorandum d’intesa con l’Iran era un “test”. Lo ha detto Donald Trump intervenendo al programma radiofonico ‘The Hugh Hewitt Show’. “Negli Stati Uniti è prassi comune passare prima per un memorandum d’intesa e poi arrivare all’accordo vero e proprio. Io ho detto: ‘Passate subito all’accordo’”, ha affermato il presidente, che ha poi aggiunto: “Ma sapete una cosa? È stato una sorta di prova, e loro non sono stati all’altezza. Non hanno superato la prova”.

Pur avendo precedentemente espresso grande soddisfazione per il memorandum siglato con Teheran, Trump ha oggi cambiato linea. “I memorandum d’intesa non contano molto quando hai a che fare con dei farabutti, ma non contano molto nemmeno quando tratti con persone oneste; in fondo si tratta pur sempre di un memorandum d’intesa: non ha un grande valore”, ha detto il presidente a Hewitt.

Trump ha notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari

Il presidente Donald Trump ha formalmente notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari statunitensi contro l’Iran, adempiendo agli obblighi di comunicazione previsti dalla War Powers Resolution. La notifica fa seguito alla ripresa degli attacchi statunitensi contro obiettivi militari iraniani e al ripristino del blocco navale nei confronti dell’Iran. Ai sensi della War Powers Resolution del 1973, il presidente è tenuto a notificare il Congresso entro 48 ore dall’impiego delle Forze Armate statunitensi in ostilità o in situazioni in cui le ostilità siano imminenti. La notifica è avvenuta venerdì 10 luglio.

Trump annuncia nuovi attacchi per stanotte

Gli Stati Uniti attaccheranno di nuovo l’Iran stanotte. Lo ha annunciato Donald Trump in un’intervista radiofonica con Hugh Hewitt.

Sale a 14 il bilancio delle vittime delle forze armate Usa in guerra contro Teheran

Il bilancio delle vittime tra le forze armate statunitensi nella guerra contro l’Iran è salito a 14. Questo accade dopo che un pilota della Marina è morto in un incidente in elicottero il 1° luglio nel Mar Arabico. La Marina inizialmente aveva parlato di un atterraggio di emergenza e aveva affermato che “non vi erano indicazioni che l’emergenza fosse stata causata da azioni ostili”. Il bilancio delle vittime di guerra del Pentagono ha aggiunto una vittima non ostile a luglio. Un portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che si trattava del pilota.

Si tratta della prima vittima da quando 13 militari sono stati uccisi in due incidenti separati a marzo, all’inizio della guerra. In totale, 414 militari sono rimasti feriti, tra cui un membro dell’Aeronautica statunitense, il cui numero è stato aggiunto lunedì. Sebbene Iran e Stati Uniti abbiano ripreso gli attacchi, non è chiaro se questo abbia causato il ferimento. Il Comando Centrale degli Stati Uniti e l’Aeronautica non hanno fornito dettagli. La maggior parte dei feriti si è registrata a marzo, mentre 34 sono stati feriti ad aprile e tre a giugno.

Esplosioni a Bandar Abbas, attivate le difese aeree

Vengono segnalate esplosioni a Bandar Abbas. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale iraniana Irna che non offre altre informazioni sulla causa delle esplosioni. I media iraniani affermano che a Bandar Abbas sono state attivate le difese aeree.

Nelle precedenti ore una nuova serie di attacchi statunitensi aveva preso di mira Bandar Abbas, l’isola di Qeshm e Hajjiabad, nella provincia meridionale di Hormozgan, vicino allo Stretto di Hormuz. Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) aveva dichiarato di aver colpito un impianto di manutenzione di sottomarini e navi alla base navale iraniana di Bandar Abbas.

Comando Usa: "Blocco dei porti iraniani da domani alle 16"

“Su disposizione del Comandante in Capo, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti riprenderanno a bloccare il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti iraniani il 14 luglio alle ore 16 (ora della costa orientale)”. Lo ha annunciato il Centcom con un post su X.

Trump annuncia un discorso alla nazione per giovedì sera
Donald Trump (Foto AP/Jacquelyn Martin)

Donald Trump giovedì sera alle 21 (le 3 di venerdì in Italia) terrà un discorso alla nazione. Lo ha annunciato lo stesso presidente Usa con un post su Truth, senza fornire dettagli.

Araghchi replica a Trump: "Noi i custodi di Hormuz, 20% troppo, saremo equi"

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro e protetto delle navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe ricevere un compenso per questo servizio. L’Iran è sempre stato il custode dello Stretto e lo rimarrà per sempre. Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi”. Così il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, replica a Trump.

Comando Usa: "In attacchi usati per la prima volta i droni marini Corsair"

Ieri, nei nuovi attacchi contro l’Iran, le forze statunitensi hanno usato per la “prima volta” dei marini in operazioni di combattimento. Lo riferisce il Comando centrale Usa (Centcom), segnalando che le forze Usa “hanno colpito con successo una struttura iraniana per la manutenzione di sottomarini e navi” e tre droni di superficie ‘Corsair’ “hanno colpito il porto della base navale di Bandar Abbas”. Gli attacchi della scorsa notte, afferma il Centcom, hanno ridotto la capacità dell’Iran di continuare a colpire il traffico navale commerciale. 

Onu: "In attesa dettagli su annuncio Trump ma pedaggi non hanno base giuridica"

L’Organizzazione marittima internazionale (Imo), l’agenzia delle Nazioni Unite che sovrintende al trasporto marittimo internazionale, ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dettagli dopo che il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che Washington applicherà un pedaggio pari al 20% del valore delle merci trasportate attraverso lo Stretto di Hormuz, tuttavia l’Imo ha precisato che resta contraria all’introduzione di pedaggi per il transito nelle vie navigabili internazionali. “Non esiste alcuna base giuridica che consenta di introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno stretto”, ha affermato in un comunicato. “Siamo sempre stati coerenti nella nostra posizione sui pedaggi: l’Imi si oppone fermamente all’imposizione di pedaggi per il transito attraverso gli stretti utilizzati per la navigazione internazionale. Non esiste alcuna base giuridica che consenta di introdurre pedaggi obbligatori semplicemente per il transito attraverso uno Stretto”, ha dichiarato l’organizzazione. 

Axios: "Blocco navale Usa non ancora in vigore, servono 24 ore di preavviso"

Il rinnovato blocco navale dei porti iraniani da parte della US Navy non è ancora entrato in vigore, a causa dell’obbligo legale di avvisare gli armatori con 24 ore di anticipo. Lo riferisce Axios. Un funzionario statunitense ha riferito alla testata che il Comando centrale delle forze armate Usa comunicherà le tempistiche precise nel corso della giornata di oggi. 

Pasdaran: "Usa mettono in pericolo forniture petrolio e gas"

“L’interferenza Usa nello Stretto di Hormuz ha gravemente messo in pericolo la sicurezza globale del petrolio e del gas e Washington deve risponderne”. Lo ha dichiarato il portavoce dei Guardiani della rivoluzione, Hossein Mohebi, citato dai media iraniani. “Continueremo a esercitare la sovranità e il controllo sullo Stretto con tutta la nostra forza e il nostro potere. Gli stranieri e i loro alleati saranno costretti a sottomettersi alla volontà della nazione iraniana”, ha proseguito il portavoce dei Pasdaran, concludendo che “proprio come abbiamo sventato gli obiettivi deliranti dei leader Usa di riaprire lo Stretto all’inizio della loro aggressione, ora li spingeremo ancora più in profondità nell’umiliazione e nella disperazione”. 

Trump: "Usa saranno rimborsati del 20% per carichi che attraversano Hormuz"

Gli Stati Uniti assumeranno il ruolo di “guardiani dello Stretto di Hormuz” e “in tale veste e per ragioni di equità, verranno rimborsati – nella misura del 20% sul valore di tutto il carico trasportato – per qualsiasi costo necessario a garantire la sicurezza e la protezione di quest’area del mondo estremamente instabile”. Lo annuncia Donald Trump in un post su Truth. “L’iter e l’organizzazione avranno inizio immediatamente”, afferma il presidente americano. 

Trump: "Ripristiniamo blocco a porti iraniani"

“Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l’Iran. Stiamo ripristinando il ‘blocco iraniano’ – così chiamato perché impedisce esclusivamente alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire. Tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero. Da questo momento in poi, gli Stati Uniti saranno noti come ‘i custodi dello Stretto di Hormuz’”. Lo annuncia Donald Trump in un post su Truth.

Forze armate iraniane: "Non permetteremo a Usa di interferire in gestione Hormuz"

“Non permetteremo agli Stati Uniti di interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il portavoce del comando unificato delle Forze armate iraniane Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari, citato da media di Teheran. “Le ripetute provocazioni e le azioni ostili degli Stati Uniti volte a interferire nella gestione dello Stretto di Hormuz hanno gravemente compromesso la sicurezza della regione, il commercio internazionale e il transito di petroliere e navi mercantili. Purtroppo, anche la collaborazione di alcuni Paesi della regione ha contribuito ad aumentare il rischio di un’estensione del conflitto all’intera area”, ha sottolineato. “Le Forze armate della Repubblica islamica reagiranno con fermezza a qualsiasi azione da parte dell’esercito americano, aggressore e privo di autorizzazione, che possa interrompere o mettere a rischio la sicurezza del transito di navi mercantili e petroliere nelle rotte stabilite dall’Iran. Le ferme risposte già adottate in passato dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica e dall’Esercito iraniano ne sono una dimostrazione”, ha aggiunto. Ai leader dei Paesi della regione viene rivolto un avvertimento: “Qualsiasi cooperazione con gli Stati Uniti e qualsiasi sostegno logistico alle forze armate americane saranno considerati un atto di guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran. Qualora il conflitto dovesse estendersi alla regione, le fiamme della guerra coinvolgeranno tutti i Paesi dell’area”. “La responsabilità per l’insicurezza e per l’espansione della guerra nella regione”, ha concluso, “ricade sugli Stati Uniti e sui Paesi che collaborano con l’esercito criminale ameircano”.

Tajani: "Solidarietà a Paesi colpiti, contrari a pedaggi a Hormuz"

“Ora è in corso un incontro con i Paesi del Golfo. Anche lì noi ribadiamo la nostra posizione, solidarietà ai Paesi colpiti dagli attacchi dell’Iran. Siamo grandi sostenitori della libertà di navigazione. Siamo contrari a qualsiasi ipotesi di pedaggio per il passaggio a Hormuz, come pensa l’Iran, perché questo rappresenterebbe un pericoloso precedente per tutti gli stretti nel mondo e limiterebbe la libertà di navigazione e di commercio, cosa per noi di grande importanza, visto che siamo un Paese che ha il Pil per il 40% frutto delle esportazioni”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine del Consiglio Esteri a Bruxelles. “Ho parlato anche con il ministro degli Esteri dell’Arabia Saudita in vista della possibilità di organizzare eventi anche in Italia sulla strategia dei due popoli e due Stati anche attraverso il dialogo interreligioso”, ha aggiunto. 

Trump: "Hanno infranto accordo e li colpiremo duramente"

“Abbiamo colpito l’Iran “duramente ieri sera. Ogni volta che mandano un drone, li colpiamo duramente. Ma avevamo un accordo. Quello che nessuno sa è che avevamo un accordo. Era un accordo concluso, e poi l’hanno infranto. Li infrangono sempre. Abbiamo avuto dieci accordi con queste persone, quindi li colpiremo duramente”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in un’intervista a Fox News. 

Trump: "Stiamo prendendo il controllo di Hormuz"

Gli Stati Uniti “prenderanno il controllo” dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un’intervista a Fox News, aggiungendo che gli Usa avrebbero dovuto affrontare la minaccia iraniana “47 anni fa”. “Ci stiamo impadronendo dello stretto. Loro non hanno niente”, ha detto il tyccon, affermando che i leader di Teheran hanno tenuto un incontro di 11 ore per negoziare con gli Stati Uniti e che “su tutto si era raggiunto un accordo”, ma poi hanno iniziato a chiedere dei cambiamenti. 

Oman: "Soccorsi 23 membri di equipaggio nave attaccata al largo di Musandam"

L’Oman ha annunciato di aver tratto in salvo 23 membri dell’equipaggio di una nave mercantile, attaccata al largo della costa di Musandam, mentre le operazioni di ricerca per un membro dell’equipaggio disperso sono ancora in corso. In una dichiarazione rilanciata da media arabi, il Centro di sicurezza marittima dell’Oman ha affermato di aver risposto a una richiesta di soccorso proveniente dalla GFS Galaxy, battente bandiera cipriota, a 4,4 miglia nautiche dalla costa del governatorato di Musandam. “Ventitré membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo e hanno ricevuto le cure mediche necessarie. Le operazioni di ricerca continuano per un membro dell’equipaggio che risulta ancora disperso”, si legge nel comunicato. Il governatorato di Musandam si trova nell’estremo nord del Sultanato e si affaccia sullo Stretto di Hormuz. 

Houthi: "Aeroporto Sanaa colpito da raid sauditi"

I ribelli Houthi nello Yemen hanno riferito che l’aeroporto internazionale di Sanaa è stato colpito da attacchi sauditi. Il generale di brigata Yahya Saree ha dichiarato su Telegram che l’Arabia Saudita ha lanciato gli attacchi aerei in quella che ha definito “la fine della fase di allentamento delle tensioni”. “Questa aggressione non resterà senza risposta né impunita”, ha avvertito. Ordini di evacuazione sono stati emanati per l’aeroporto e le aree circostanti. Secondo il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, gli attacchi avevano lo scopo di impedire l’atterraggio di un aereo iraniano. Al momento l’Arabia Saudita non ha ammesso di avere effettuato raid aerei in Yemen. Da anni una coalizione guidata dall’Arabia Saudita con base nel sud dello Yemen, di cui fa parte il governo riconosciuto a livello internazionale, combatte contro gli Houthi nel nord del Paese. Il generale Taher al-Aqili, ministro della Difesa del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, ha dichiarato su X che oggi la pista dell’aeroporto è stata colpita per impedire il passaggio di un aereo iraniano che trasportava la delegazione degli Houthi di ritorno dal funerale della Guida suprema dell’Iran defunta, l’ayatollah Ali Khamenei. In una dichiarazione video diffusa poco prima degli attacchi, Al-Aqili aveva messo in guardia contro l’infiltrazione nello spazio aereo yemenita da parte di velivoli iraniani. “In questo momento, affermiamo che la nostra pazienza si è esaurita. Di conseguenza, risponderemo in modo adeguato a questo atto perfido e brutale, e affronteremo e contrasteremo con ogni mezzo a nostra disposizione i velivoli ostili che violano lo spazio aereo e la sovranità yemeniti”, aveva affermato. Gli Houthi hanno dichiarato che l’aereo ha cambiato rotta ed è atterrato all’aeroporto di Hodeida. L’emittente al-Masirah, controllata dagli Houthi, ha mostrato le immagini di un missile che colpiva una pista dell’aeroporto di Sanaa e di una forte esplosione.

Pechino: "Passaggio libero e sicuro attraverso Hormuz è interesse di tutti"

Lo Stretto di Hormuz è utilizzato per la navigazione internazionale e ripristinare al più presto un passaggio sicuro e libero è nell’interesse di tutte le parti. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, in una conferenza stampa riportata da media cinesi. La questione della navigazione attraverso lo Stretto, ha aggiunto Jian, deve essere gestita in modo appropriato e la Cina è disposta a mantenere il dialogo con i Paesi interessati e la comunità internazionale sulla questione.

Tajani: "Minacce di Teheran a Meloni inaccettabili"
Flotilla

Le minacce iraniane a Giorgia Meloni “sono inaccettabili. È un attacco incredibile. Non capiamo il motivo di questo attacco contro l’Italia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Bruxelles a margine del Consiglio Ue. “Siamo a favore della democrazia, siamo a favore della pace, ma anche della libertà di navigazione. Cercare di bloccare Hormuz è un errore madornale. La libertà di navigazione è fondamentale per noi, è un punto chiave”, ha aggiunto.

Berlino: "Merz in 'lista nera'? Sicurezza cancelliere sempre elevata"

“Le misure di sicurezza attorno al cancelliere federale sono sempre estremamente elevate”. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Steffen Meyer, rispondendo alle domande sulla presenza del nome del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, oltre a quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e di altri leader di Stato e di governo in una presunta ‘lista nera’ di Teheran, secondo i media iraniani. “Abbiamo preso atto della notizia”, ha affermato il portavoce, sottolineando che “per quanto riguarda questa notizia specifica, la posizione del governo federale è: nessun commento”. 

Berlino: "Attacchi Teheran a Stati vicini e navi sono inaccettabili"

“Gli attacchi dell’Iran contro gli Stati vicini e contro le navi commerciali sono, dal nostro punto di vista, inaccettabili. L’Iran deve cessarli immediatamente”. Lo ha detto in conferenza stampa il portavoce del governo tedesco, Steffen Meyer. “Nonostante l’attuale situazione, è fondamentale che, in particolare, l’Iran si impegni seriamente nei negoziati e che i colloqui proseguano”, ha detto ancora il portavoce, spiegando che “l’accordo quadro che abbiamo visto rappresenta, dal nostro punto di vista, la migliore opportunità per garantire la stabilità della regione. Per questo puntiamo a raggiungere accordi solidi e duraturi con l’Iran che consentano di mantenere aperto in modo permanente lo Stretto di Hormuz, senza dazi né pedaggi”. Secondo Berlino “È inoltre necessario arrivare a un accordo sul programma nucleare iraniano. L’Iran non deve entrare in possesso dell’arma nucleare. Lo ha ribadito più volte anche il cancelliere federale”. “In questo spirito continuiamo a impegnarci, anche nell’attuale situazione, affinché si arrivi prima a un cessate il fuoco e successivamente a una situazione stabile”, ha concluso il portavoce. 

Teheran: "Un morto e sette feriti in attacco Usa contro base militare Nain"

Almeno una persona è morta e altre sette sono rimaste ferite nell’attacco statunitense contro una base militare nella città di Nain, nella provincia centrale iraniana di Isfahan. Lo ha riferito il vicegovernatore della provincia, citato dall’agenzia di stampa iraniana Mehr, come riporta Al Jazeera. I feriti sono stati ricoverati in ospedale dopo quello che il funzionario ha definito un “attacco dell’esercito terroristico americano”. Si tratta della seconda vittima segnalata in Iran nella giornata di oggi. In precedenza, i media iraniani avevano riferito della morte di una persona e del ferimento di altre quattro in un raid Usa che ha colpito una stazione di pompaggio dell’acqua per uso agricolo a Mahshahr, nel sud-ovest del Paese. 

Bbc: "Nessuna nave ha attraversato Hormuz da ieri sera"

Da ieri sera nessuna nave commerciale ha attraversato lo Stretto di Hormuz trasmettendo la propria posizione. Altre navi potrebbero averlo attraversato con i trasmettitori spenti. Lo riporta la Bbc citando il sito di monitoraggio navale MarineTraffic. Domenica, l’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico (Pgsa) ha dichiarato che il transito attraverso il canale “non è attualmente possibile” a causa dei “movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione”. Secondo i dati preliminari della società di intelligence marittima Kpler otto navi commerciali, tra cui petroliere, navi portarinfuse e navi da carico, hanno attraversato lo stretto domenica, in calo rispetto alle 21 di sabato e alle 14 di venerdì. Degli otto che hanno attraversato ieri, due hanno trasmesso la loro posizione durante il transito ed entrambi avevano già superato il confine prima dell’annuncio della Pgsa. Gli altri sei transiti registrati da Kpler sono avvenuti in modalità ‘al buio’, ovvero senza trasmettere la propria posizione durante la traversata dello Stretto di Hormuz. 

Teheran: "Non accettiamo ispezioni Aiea a siti nucleari"

 “No”. Così ha risposto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, alla domanda se Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, abbia richiesto l’accesso agli impianti nucleari danneggiati dalla guerra e se l’Iran acconsentirà. Lo riporta l’agenzia Irna.

Teheran: "Stop ad accordo se Usa non rispetteranno impegni"

“Nessuno può accusare l’Iran di aver violato un accordo. In tutti i casi, i doveri nostri e della controparte sono chiari, ed è documentabile che l’altra parte, con varie scuse, ha violato diverse sezioni del memorandum d’intesa. Continueremo ad agire nello stesso modo anche in futuro. Finché la controparte continuerà il processo di violazione dei propri impegni, l’Iran si asterrà reciprocamente dall’attuare gli obblighi che aveva assunto”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, in una conferenza stampa ripresa dall’agenzia Irna.

Teheran: "Abbattuto un drone Usa a Bandar Abbas"
La città portuale di Bandar Abbas: una colonna di fumo si leva sulla città dopo gli attacchi Usa. (Iranian Presidency Office via AP)

Teheran ha affermato che un drone statunitense è stato abbattuto nell’area di Bandar Abbas. Lo riporta Al Jazeera, citando l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Il drone, modello ‘Lucas’, è stato “colpito e abbattuto con precisione”, spiega l’agenzia. 

Media, un morto e quattro feriti in raid Usa su Mahshahr

E’ di un morto e quattro feriti il bilancio del raid Usa contro una stazione di pompaggio dell’acqua per uso agricolo avvenuto a Mashshar. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Irna citando un funzionario della provincia del Khuzestan. La vittima era una guardia della struttura.

Teheran: "Attacchi Usa vanificano sforzi ultimi mesi per la pace"

Il Ministero degli Esteri dell’Iran “condanna fermamente” gli attacchi “aggressivi” lanciati dagli Usa nelle ultime 24 ore. E’ quanto si legge in una nota del ministero, secondo cui questi “attacchi barbarici non solo costituiscono una palese violazione dei principi fondamentali della Carta delle Nazioni Unite, ma rappresentano anche una seria minaccia per la pace e la sicurezza internazionale – prosegue Teheran – vanificando tutti gli sforzi degli ultimi mesi per ridurre le tensioni e stabilire la pace nella regione”. Il Ministero degli esteri iraniano accusa inoltre gli Stati Uniti di aver “apertamente violato quasi tutti i termini dell’accordo” causando “un ritorno dell’insicurezza nello Stretto di Hormuz e un’interruzione della navigazione commerciale internazionale”. 

Pasdaran: "Colpite basi Usa in Giordania, Kuwait e Bahrain"

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito “con droni le basi statunitensi” in Giordania, Kuwait e Bahrain. Lo dichiara l’esercito iraniano in una nota diffusa dall’agenzia di stampa Irna, aggiungendo di aver lanciato “attacchi distruttivi” contro sistemi di difesa e missilistici, bunker e rifugi di supporto. 

Usa: "Conclusa nuova ondata attacchi, colpiti decine di obiettivi"

 Il Comando Centrale degli Stati Uniti annuncia di aver “completato una nuova ondata di attacchi contro l’Iran colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione per indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il traffico marittimo internazionale che collega lo Stretto di Hormuz”. E’ quanto si legge in una nota del CentCom, le cui forze “hanno colpito sistemi militari di difesa, siti radar costieri, capacità missilistiche e di droni, imbarcazioni navali usando per la prima volta droni aerei e droni marittimi unidirezionali”. “Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale – conclude il Comando delle forze statunitensi – L’Iran non lo controlla. Le forze statunitensi sono schierate e pronte ad assicurare che la libertà di navigazione resti garantita al traffico mercantile nonostante la persistente e ingiustificata aggressività dell’Iran e le loro dichiarazioni arbitrarie”. 

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