Sono saliti a 1.450 i morti confermati in Venezuela per il doppio terremoto che ha colpito il Paese mercoledì sera, con due scosse a distanza ravvicinata di magnitudo 7.2 e 7.5. I feriti sono 3.150. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez definendo i due terremoti “la catastrofe naturale più brutale che il nostro Paese abbia subito nella sua storia”. Il bilancio dei dispersi segnalati dai familiari è intanto salito ad almeno 68.900. I venezuelani alla ricerca di propri cari sono al lavoro con pale, attrezzature pesanti, corde e scavano anche mani nude fra le macerie degli edifici crollati a seguito del sisma. In particolare a La Guaira, che è uno degli Stati più duramente colpiti del Venezuela. La maggior parte di coloro che scavavano è costituita da civili che hanno preso in mano le operazioni di ricerca.
La tensione è salita alle stelle a causa della risposta del governo venezuelano, reputata inadeguata. Anche buone notizie: tre giorni dopo il terremoto estratto vivo dalle macerie un bambino di 11 anni.
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Il bilancio delle vittime delle due scosse di terremoto che hanno colpito il Venezuela è salito a 1.450. I feriti sono 3.150. Lo ha reso noto il presidente del Parlamento, Jorge Rodriguez definendo i due terremoti “la catastrofe naturale più brutale che il nostro Paese abbia subito nella sua storia”.
L’Alta rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, Kaja Kallas, ha avuto una conversazione telefonica con la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez a seguito dei devastanti terremoti che hanno colpito il Paese. “Ho espresso la piena solidarietà dell’Ue al popolo venezuelano e le nostre più sentite condoglianze alle famiglie di coloro che hanno perso i propri cari”, ha scritto su X. “L’Ue ha già mobilitato 5 milioni di euro in aiuti di emergenza per le comunità colpite. Abbiamo attivato il Meccanismo europeo di protezione civile e diversi Stati membri hanno rapidamente dispiegato squadre di ricerca e soccorso, vigili del fuoco e personale medico. Il sistema satellitare Copernicus dell’UE sta supportando i soccorritori, contribuendo a mappare i danni e a indirizzare gli aiuti dove sono più necessari”, ha aggiunto. “L’Europa è al fianco del Venezuela in questo momento di bisogno”, ha concluso Kallas.
“Di fronte alla tragedia il miracolo della vita. Siamo grati a questi angeli che hanno tratto in salvo dalle macerie un neonato di 18 giorni”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani sui social sull’emergenza post sisma in Venezuela. “Siamo grati a tutti i soccorritori che stanno mettendo in pericolo la loro vita per salvare quella degli altri. Proprio stanotte è arrivato dall’Italia un secondo aereo dell’Aeronautica militare con Vigili del Fuoco, tende e aiuti”, conclude.
Al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, Papa Leone XIV ha rivolto un pensiero alla popolazione del Venezuela, colpita dal terremoto. “Esprimo vicinanza ai nostri fratelli e sorelle – ha detto in spagnolo – colpiti dal terremoto che ha causato numerose vittime e numerosi feriti e ingenti danni materiali”.”Esprimo la mia compassione e il mio incoraggiamento a tutti coloro che si adoperano con compassione e sostegno, e a coloro che cercano aiuto”, ha aggiunto.
In Venezuela, tre giorni dopo il terremoto che ha devastato il Paese, è stato estratto vivo dalle macerie un bambino di 11 anni. Lo annuncia la presidente ad interim Delcy Rodriguez in un post su X nel quale scrive: “Pochi minuti fa, un bambino di 11 anni è stato tratto in salvo vivo a Caraballeda. In queste ore, ogni vita è speranza per il Venezuela“.

