Sono saliti a 1.430 i morti confermati in Venezuela per il doppio terremoto che ha colpito il Paese mercoledì sera, con due scosse a distanza ravvicinata di magnitudo 7.2 e 7.5. Lo riferiscono le autorità locali. Il bilancio dei dispersi segnalati dai familiari è intanto salito ad almeno 68.900. I venezuelani alla ricerca di propri cari sono al lavoro con pale, attrezzature pesanti, corde e scavano anche mani nude fra le macerie degli edifici crollati a seguito del sisma. In particolare a La Guaira, che è uno degli Stati più duramente colpiti del Venezuela. La maggior parte di coloro che scavavano è costituita da civili che hanno preso in mano le operazioni di ricerca.
La tensione è salita alle stelle a causa della risposta del governo venezuelano, reputata inadeguata. Anche buone notizie: tre giorni dopo il terremoto estratto vivo dalle macerie un bambino di 11 anni.
In Venezuela, tre giorni dopo il terremoto che ha devastato il Paese, è stato estratto vivo dalle macerie un bambino di 11 anni. Lo annuncia la presidente ad interim Delcy Rodriguez in un post su X nel quale scrive: “Pochi minuti fa, un bambino di 11 anni è stato tratto in salvo vivo a Caraballeda. In queste ore, ogni vita è speranza per il Venezuela“.

