Venezuela, scossa di magnitudo 7.5: 920 morti e 3.360 feriti, oltre 42 mila dispersi. Tra le vittime un italo venezuelano – La diretta

Venezuela, scossa di magnitudo 7.5: 920 morti e 3.360 feriti, oltre 42 mila dispersi. Tra le vittime un italo venezuelano – La diretta
Terremoto in Venezuela (AP Photo/Pedro Mattey)

Decine di edifici crollati. Trump: “Usa pronti a fornire aiuto”. Farnesina: “Molte segnalazioni di italiani che non rispondono”

Il Venezuela è stato scosso da due forti terremoti che hanno colpito il Paese nelle scorse ore a distanza di circa un minuto l’uno dall’altro. Le scosse in rapida successione, di magnitudo 7.2 e 7.5, figurano tra i terremoti più violenti che abbiano interessato il Paese in oltre un secolo. Al momento si registrano almeno 164 morti e 971 feriti. Lo riferisce la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez. Tantissimi gli edifici crollati, si scava tra le macerie alla ricerca di superstiti. La redazione di LaPresse ha raccolto la testimonianza di un italiano che vive a Caracas.

Terremoto in Venezuela – Tutte le notizie in diretta
Inizio diretta: 25/06/26 07:15
Fine diretta: 25/06/26 23:30
Oltre 42mila le persone segnalate come disperse

Oltre 42mila persone sono state segnalate come disperse a seguito del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo segnala la piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela, lanciata per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Le persone denunciate come disperse sono ad ora 42.467. 

Unità Crisi Farnesina: "Molte segnalazioni di italiani che non rispondono"

 “In Venezuela c’è una grande comunità italiana, parliamo di oltre 140mila persone. E solo a Caracas sono oltre 65mila. La Guaira, una delle aree di Caracas, è stata tra le più colpite. È proprio lì che stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono”. Lo ha dichiarato il capo dell’Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minasi, intervenendo a Tg2 Post. “Notizie su eventuali dispersi italiani? Abbiamo segnalazioni su diversi italiani su cui si chiedono delle verifiche e lavoriamo incessantemente con il consolato generale a Caracas, con l’ambasciata per fare delle verifiche sul posto”, ha spiegato.

Morto in terremoto cittadino italo-venezuelano

Il ministero degli Esteri ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia. Lo riferiscono fonti della Farnesina. Il connazionale è stato coinvolto nel crollo di un edificio a La Guaira, a 30 chilometri da Caracas, una delle zone più colpite dal terremoto. 

Bilancio vittime terremoto sale a 188

 E’ salito a 188 il numero delle vittime del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Lo riferiscono le autorità locali, citate dai media. I feriti sono oltre 1520. 

Presidente Azione Cattolica: "A La Guaira oltre 30 edifici crollati"

“Al momento abbiamo notizie del crollo di oltre 30 edifici a La Guaira”. Lo dice a LaPresse Ayoze Pacheco, presidente dell’Azione Cattolica del Venezuela.”Come Azione Cattolica, stiamo operando come centri di raccolta”, spiega Pacheco aggiungendo che pur conoscendo anche tanti italiani “finora, non ho notizie di italiani deceduti”. 

World Central Kitchen distribuirà pasti caldi ai terremotati

L’organizzazione non governativa World Central Kitchen ha annunciato che si mobiliterà per la distribuzione di pasti caldi alle famiglie colpite dai terremoti in Venezuela e alle squadre di soccorso. L’organizzazione ha dichiarato che sta collaborando con partner locali nel Paese per coordinare la risposta umanitaria e affrontare i bisogni più urgenti della popolazione. In una dichiarazione, ha ricordato la sua precedente partecipazione ad altre operazioni di aiuto in Venezuela, tra cui l’assistenza alle famiglie sfollate dall’uragano Beryl nel 2024, la risposta all’uragano Julia nel 2022 e durante la crisi migratoria tra il 2019 e il 2022.

Ong italiana: "Situazione drammatica, è crollato tutto intorno a noi"

Stiamo vivendo una situazione drammatica, è crollato tutto intorno a noi. Le persone sono spaventate soprattutto gli anziani e i bambini. I bisogni continuano a crescere, molte persone hanno perso familiari e amici, le case sono crollate e le strade interrotte”. Così a LaPresse da Caracas Rhaimart Yaracuy, responsabile progetti AVSI in Venezuela. In Venezuela dal 2000, AVSI opera per la popolazione più vulnerabile in particolare con progetti educativi, con il sostegno a distanza e con interventi di assistenza alimentare. Ha accompagnato negli ultimi anni con progettualità diverse i rifugiati venezuelani che s trovano in Brasile e in Ecuador.   “Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto. Ogni contributo può fare la differenza. Aiutateci”, è l’appello di Fiammetta Cappellini, responsabile delle emergenze umanitarie per AVSI, che si è attivata per organizzare un intervento immediato appena ricevuta la notizia delle due scosse che hanno colpito il Venezuela. In costante contatto con lo staff in loco, AVSI sta valutando l’impatto e le necessità della popolazione e verificando come stanno i bambini sostenuti a distanza da numerose famiglie italiane e i beneficiari dei nostri interventi in corso. 

Sindaca Caracas: "Nella città almeno 25 vittime"

 In un’intervista all’emittente statale Venezolana de Televisión, la sindaca di Caracas, Carmen Meléndez, ha affermato che almeno 25 delle vittime registrate nel Paese per il doppio terremoto si trovano nella capitale. La sindaca ha parlato davanti a un edificio crollato nel quartiere di San Bernardino, una zona residenziale situata a nord di Caracas, indossando un casco rosso. 

Oltre 30mila le persone segnalate come disperse

Oltre 30mila persone sono state segnalate come disperse a seguito del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie è stata aperta una piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela, che è stata rilanciata sui social anche da esponenti dell’opposizione venezuelana. Tramite la piattaforma si possono denunciare le persone scomparse, scrivendo il nome, dove si trovavano al momento del sisma e pubblicando una foto. Le persone denunciate come disperse sono ad ora 30726. 

Il grido di dolore dei residenti di La Guaira, abbiamo perso tutto

 “Ho perso tutto. Tutto”, dice Cristian Carreño, mentre osservava attonito il suo palazzo carbonizzato, pericolosamente inclinato su un lato. Si trova a La Guaira, tra i territori più colpiti dai due violenti terremoti registrati in Venezuela. “Immagino che ci siano ancora persone dentro, che non sono riuscite a uscire. È incredibilmente devastante”, aggiunge. I venezuelani stanno cercando in queste ore i sopravvissuti sotto gli edifici crollati. Le immagini trasmesse dalla televisione di stato hanno mostrato tre bambini, coperti di polvere, estratti vivi dalle macerie. In video diffusi online si vedono decine di persone, alcune sdraiate a terra e altre su letti d’ospedale, mentre vengono curate all’esterno di un ospedale a La Guaira. Nella cittadina, un uomo in pantaloncini corti si è calato lungo la facciata di un palazzo pericolosamente inclinato, sotto lo sguardo della folla. Molti stanno cercando i propri cari. Dayana Delgado, madre di tre figli, ha detto di essere disperata perché il suo bambino di 8 anni risulta disperso. “Voglio sapere dov’è mio figlio, se è intrappolato o in un rifugio”, ha detto. Delgado ha messo in dubbio la presenza dei macchinari pesanti promessi dalle autorità, sottolineando che sono i residenti a scavare tra le macerie. Nel centro di Caracas, centinaia di persone hanno trascorso la notte accalcate nei parchi, nei parcheggi e in altri spazi aperti. Le autorità hanno sconsigliato di tornare nelle case danneggiate. “Avevamo paura che gli edifici ci crollassero addosso”, ha detto María Cristina Díaz, una donna di 41 anni che lavora come addetta alle pulizie, “Io, mia madre e mia figlia avevamo freddo. Non abbiamo chiuso occhio, ma non volevo passare la notte da sola a casa dopo quel terribile terremoto”. “È stato orribile. Abbiamo pianto, abbiamo urlato. Per fortuna siamo vive”, ha aggiunto. Díaz e la sua famiglia si sono precipitate in Plaza Candelaria, nel centro di Caracas, perché è una delle poche aree aperte vicino a casa sua. Alcune zone della capitale sono rimaste senza corrente elettrica e senza copertura per i telefoni cellulari, e i terremoti hanno danneggiato e chiuso l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, il principale scalo del paese. A Caracas, il servizio della metropolitana è stato sospeso e la fornitura di gas naturale interrotta. Questa mattina numerose persone in Venezuela e all’estero hanno faticato a mettersi in contatto con i propri familiari. Le famiglie hanno iniziato ad affiggere volantini con le foto dei propri cari scomparsi, mentre altre hanno condiviso elenchi di nomi scritti a mano.

Berlino mobilita soccorsi e aerei per gli aiuti

 La Germania è pronta a fornire rapidamente assistenza al Venezuela dopo il devastante terremoto che ha colpito il Paese. Lo affermano in un comunicato congiunto i ministeri tedeschi della Difesa e degli Affari Esteri, sottolineando che Berlino intende contribuire agli sforzi internazionali di soccorso. Le autorità tedesche hanno reso noto che il governo federale ha già riunito l’unità di crisi presso il ministero degli Esteri per coordinare la risposta all’emergenza e avviare consultazioni con le organizzazioni civili di protezione civile e assistenza umanitaria. Dopo la richiesta di aiuto internazionale presentata dal Venezuela attraverso il Meccanismo europeo di protezione civile, la Germania valuterà, in coordinamento con i partner dell’Unione europea, le forme di sostegno più appropriate.  Tra i materiali già disponibili figurano filtri per l’acqua, letti da campo, tende e generatori elettrici. Sul terreno sono in partenza squadre preliminari della Protezione civile (Thw) e delle organizzazioni di soccorso Fire e I.S.A.R. Germany, insieme a personale svizzero, per una prima valutazione della situazione nelle aree colpite. Berlino è inoltre in contatto con numerose squadre di soccorso regionali dirette verso il Paese sudamericano. Per un eventuale ponte aereo umanitario, la Luftwaffe ha messo a disposizione sei velivoli da trasporto A400M. Uno degli aerei può essere impiegato in configurazione MedEvac per evacuazioni e trasporti sanitari, mentre gli altri cinque sono pronti per il trasferimento di personale e aiuti umanitari. La base di Wunstorf, sede del 62° Stormo Trasporti Aerei, sta completando i preparativi logistici e potrebbe fungere da hub per la raccolta e l’inoltro degli aiuti delle organizzazioni umanitarie tedesche, tra cui Croce Rossa e Thw. Secondo le pianificazioni attuali, gli A400M possono trasportare fino a 16 tonnellate di materiale e personale per volo. La regione colpita dal sisma, distante circa 8.200 chilometri dalla Germania, potrebbe essere raggiunta in circa 13 ore di volo effettivo, consentendo una rapida consegna degli aiuti d’emergenza

Caritas Italia: "Siamo in costante contatto col Paese"

“Caritas Italiana è in costante contatto con Caritas Internationalis e con Caritas Venezuela per monitorare l’evoluzione dell’emergenza e coordinare il sostegno alle comunità colpite. Fin dalle prime ore successive al sisma, la rete Caritas venezuelana si è attivata per raccogliere informazioni, valutare i danni e organizzare una risposta umanitaria coordinata”. Lo si legge in una nota.”Caritas Venezuela – si legge ancora – ha aperto un centro nazionale di raccolta presso la sede della Conferenza Episcopale Venezuelana e sta predisponendo ulteriori punti di raccolta nelle diocesi del Paese. Sono già in corso iniziative per la distribuzione di acqua potabile, alimenti non deperibili, medicinali essenziali e altri beni di prima necessità, mentre le Caritas diocesane continuano la valutazione dei bisogni delle popolazioni colpite”. In una nota diffusa dopo il terremoto, Caritas Venezuela ha sottolineato che “le Caritas diocesane delle zone colpite stanno attualmente procedendo alla raccolta delle informazioni e alla valutazione dei danni, trasmettendo costantemente i dati raccolti alla Cáritas nazionale”. La rete ecclesiale ha inoltre ribadito l’importanza di una risposta coordinata e responsabile per garantire interventi efficaci nelle aree interessate. L’emergenza colpisce un Paese che da oltre dieci anni attraversa una profonda crisi economica e sociale. Dal 2015 “il Venezuela è segnato da un progressivo deterioramento delle condizioni di vita della popolazione, aggravato dall’iperinflazione, dalla carenza di alimenti e medicinali e dal collasso di numerosi servizi essenziali. In questo contesto, Caritas Italiana sostiene da anni la risposta della rete Caritas alla crisi venezuelana con interventi di sicurezza alimentare, nutrizione, salute, acqua e igiene. Accompagna bambini, donne in gravidanza e famiglie in difficoltà, con screening nutrizionali, cure, kit alimentari e supporto psicosociale. Lungo le rotte migratorie, promuove protezione, diritti e percorsi sicuri per donne migranti esposte a violenza, tratta e sfruttamento”. “In questo momento il nostro pensiero va anzitutto alle vittime, ai feriti, alle famiglie che hanno perso persone care e a quanti, in poche ore, hanno visto crollare case, luoghi di vita e punti di riferimento”, dice don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana. “Il Venezuela è un Paese già profondamente provato da anni di crisi economica e sociale. Caritas Italiana è vicina alla Chiesa venezuelana e alla rete Caritas, che fin dalle prime ore si è messa al servizio della popolazione”.”È possibile contribuire – fa sapere Caritas – agli interventi di Caritas Italiana per l’emergenza, utilizzando il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line, o bonifico bancario specificando nella causale ‘Emergenza in Venezuela’ tramite:Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT 24 C 05018 03200 00001 3331 111 Banca Intesa Sanpaolo, Piazza Paolo Ferrari 10, Milano – Iban: IT 66 W 03069 09606 100000012474 Banco Posta, viale Europa 175, Roma – Iban: IT 91 P 07601 03200 000000347013 UniCredit, via Taranto 49, Roma – Iban: IT 88 U 02008 05206 000011063 119″. 

Vescovi Celam: "Vicinanza e fraterna solidarietà"

 “Vicinanza spirituale” e “fraterna solidarietà” è stata espressa della Presidenza del Consiglio Episcopale Latinoamericano e Caraibico (Celam). Lo si legge in una nota. “Eleviamo le nostre preghiere al Signore della Vita – si legge ancora -, chiedendogli di proteggere le persone colpite, di rafforzare le famiglie che soffrono le conseguenze di questo evento e di sostenere tutti coloro che si stanno generosamente adoperando nei soccorsi, nell’assistenza e nel supporto. Gli chiediamo inoltre di concedere saggezza e forza alle autorità civili e alle agenzie di emergenza che servono il bene comune con dedizione”.”Desideriamo esprimere il nostro affetto e la nostra vicinanza alla Conferenza Episcopale Venezuelana, confidando che continui ad essere segno di speranza, conforto e sostegno per i fedeli, rendendo presente la misericordia di Dio in mezzo alle difficoltà – proseguono i vescovi della Celam – Allo stesso modo, estendiamo un abbraccio fraterno alle comunità venezuelane all’estero che seguono con ansia la situazione delle loro famiglie e dei loro cari. Possano trovare nella solidarietà della Chiesa il conforto e la speranza che scaturiscono dal Vangelo”. 

Ue, Spagna con Italia e Repubblica Ceca invieranno squadre soccorso

“Il Venezuela ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue” e stiamo ora “coordinando la risposta internazionale. Spagna, Italia e Repubblica Ceca hanno immediatamente offerto assistenza e invieranno squadre di soccorso. Ecco come si manifesta la solidarietà europea”. Lo ha scritto su X Hadja Lahbib, Commissaria Ue per la cooperazione internazionale, gli aiuti umanitari e la risposta alle crisi.

Messico invia una squadra di soccorritori militari

La presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha annunciato che una prima squadra di soccorritori militari, insieme al personale medico, partirà alla volta del Venezuela. Una volta arrivata, e dopo aver parlato con le autorità, “stabiliremo, domani stesso, il personale aggiuntivo necessario per poter aiutare sempre le popolazioni che ne hanno bisogno”, ha aggiunto la leader. 

Residenti La Guaira aiutano a scavare tra le macerie

 A La Guaira, una delle località più colpite dal doppio terremoto in Venezuela, i residenti stanno aiutando a rimuovere le macerie in cerca di sopravvissuti. “Non so come spiegarvelo, ma è stato… Mio Dio! Siamo arrivati proprio ieri sera e proprio ieri sera abbiamo sentito le urla senza poter fare nulla. Abbiamo aspettato che facesse giorno ed eccoci qui”, ha detto Juan Alberto Mendaño, un insegnante in pensione, mentre stava dando una mano a trarre in salvo una giovane. “È già arrivato un parente della ragazza che si trova lì e speriamo che la salvino presto”, ha aggiunto. Pochi venezuelani ricordano un terremoto così potente e mortale come i due di mercoledì. Il caso più recente risale al 29 luglio 1967, quando Caracas fu colpita da un terremoto di magnitudo 6.5 che causò la morte di 283 persone e lasciò circa 2.000 feriti. “Pensavo che non sarei vissuta abbastanza a lungo per vederne un altro simile. Ricordo che stavamo guardando ‘El Zorro’ e siamo scappati di corsa, non siamo tornati (a casa) fino al giorno dopo, ma non mi sono spaventata tanto quanto adesso”, ha detto Carmen Cecilia, una pensionata di 78 anni. “Spero che, come quella volta, ci riprenderemo presto”, ha aggiunto la donna

Papa invia 100mila euro per aiuti

 Papa Leone XIV ha inviato 100mila euro per aiutare la popolazione colpita dal terremoto in Venezuela. Lo riportano i media vaticani. La somma è stata inviata tramite l’Elemosineria Apostolica. La cifra, fanno sapere dal Vaticano, è stata decisa dopo i contatti con il nunzio nel Paese, monsignor Alberto Ortega Martín, arcivescovo titolare di Midila, e l’arcivescovo di Caracas, monsignor Raúl Biord Castillo, ma “sarà costante l’attenzione riguardo le necessità del popolo venezuelano che, nei prossimi giorni, su indicazione della Chiesa locale, si cercheranno di soddisfare”, fanno sapere i media vaticani. 

Oltre 20mila le persone segnalate come disperse

Al momento sono state segnalate come disperse oltre 20mila persone a seguito del doppio violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie è stata aperta una piattaforma online, Desaparecidos terremoto Venezuela, che è stata rilanciata sui social anche da esponenti dell’opposizione venezuelana. Tramite la piattaforma si possono denunciare le persone scomparse, scrivendo il nome, dove si trovavano al momento del sisma e pubblicando una foto. Le persone denunciate come disperse sono ad ora 23.773.

Ristoratore a Roma: "Troppo dolore, in tanti hanno famiglie lì"

“Qui vengono tanti venezuelani ma oggi non si è visto nessuno. In tanti hanno famiglia lì. C’è troppo dolore per quello che è successo”. Lo dice a LaPresse Frank Moffa, venezuelano, titolare del ‘El Maíz’, ristorante a pochi passi dal Vaticano specializzato nella cucina del Paese colpito dal terremoto e luogo di ritrovo per tanti suoi connazionali. “Abbiamo chiamato una nostra zia a La Guaira, ci ha detto che lì è tutto distrutto. In tanti hanno perso la casa e anche lei ha avuto dei danni perché la struttura in cui vive non è agibile. In tante case si è distrutto tutto”. Moffa ha anche dei parenti a Caracas. Uno di questi ha dei locali nel centro commerciale della città “ma – dice – ha perso tutto”.

Sacerdote a Caracas: "Caritas in campo in diverse zone del Paese"

Dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela, la Caritas del Paese, “ha allestito una sala operativa da cui sta monitorando l’intera situazione”. Lo dice a LaPresse don Willians Costa, sacerdote a Caracas, e direttore del Centro di Cultura, Educazione e Comunicazione del Segretariato Permanente della Conferenza Episcopale Veneziana. “Inoltre – afferma ancora il sacerdote -, si stanno aprendo altri centri di raccolta nelle diverse regioni del Paese e sono stati attivati dei conti bancari per chiunque voglia sostenere il lavoro che si sta svolgendo”. “Come ben sapete – continua don Costa -, nella giornata di ieri ci sono state due scosse di terremoto, tra i 7.1 e i 7.5 gradi secondo quanto riportato dalle istituzioni ufficiali del Paese, specialmente verso l’occidente. Qui a Caracas si è sentito con molta forza. Sappiamo che sia a Caracas, sia a La Guaira che in altri stati del Paese sono crollati alcuni edifici, alcuni centri commerciali e alcune abitazioni. Abbiamo anche danni strutturali in alcune zone. Il governo nazionale ha già segnalato vittime, feriti e contusi. Sembrerebbe, secondo le statistiche gestite dal governo nazionale, che la zona più colpita sia stata La Guaira, un dato che è stato confermato anche da Caritas Venezuela”. Il sacerdote, infine, evidenzia che “dai social network, sappiamo che sono state colpite alcune chiese e alcuni templi”.

Edmundo Gonzalez, appello a comunità internazionale: "Servono aiuti"

 Il leader dell’opposizione venezuelana Edmundo Gonzalez, che rivendica la vittoria alle ultime elezioni presidenziali del luglio 2024, ha lanciato un appello alla comunità internazionale chiedendo aiuti per il Paese colpito da un gravissimo doppio terremoto. “Mi rivolgo con urgenza alla comunità internazionale. Il Venezuela ha bisogno di aiuti umanitari di emergenza, con un accesso reale al territorio e una consegna diretta alle persone colpite. Ha bisogno di squadre di ricerca e soccorso, forniture mediche e supporto tecnico. Il mondo deve sapere che questi aiuti devono arrivare senza condizioni e senza intermediari che li usino come strumento di controllo”, ha detto in un video pubblicato su Instagram. “Edifici crollati. Famiglie che non sanno dove si trovino i loro cari. Un Paese sotto shock. Non abbiamo cifre attendibili sul numero delle vittime”, ha denunciato Gonzalez che si è rifugiato a Madrid. “Mi rivolgo alle nazioni amiche, alle organizzazioni umanitarie e ai milioni di venezuelani che vivono all’estero: vi prego di essere al fianco del nostro popolo in questi momenti difficili. Sono convinto che insieme troveremo la forza per rialzarci”, ha concluso.  

40 Vigili del fuoco italiani pronti a partire

I vigili del fuoco italiani sono pronti a partire con squadre di soccorso per il Venezuela, duramente colpito da una serie di forti eventi sismici. Il Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, si è attivato per predisporre la partenza nella giornata odierna di un team avanzato che, in raccordo con le autorità venezuelane, preparerà l’arrivo di un volo con operatori dei Servizi Sanitari regionali e dei Vigili del Fuoco, coordinati dal Dipartimento della Protezione Civile.Il Corpo nazionale ha disposto preliminarmente l’attivazione di un team di vigili del fuoco formato da 40 unità, con 25 esperti USAR (Urban Search and Rescue) specializzati nelle operazioni di ricerca e soccorso sotto le macerie, 12 operatori TAST (Technical Assistance and Support Team) dedicati al supporto logistico e cartografico della base operativa e 2 specialisti della Comunicazione in Emergenza per il coordinamento del flusso comunicativo.

Appello Onu a governo: "Revocare restrizioni sui social network"

La missione delle Nazioni Unite per i diritti umani in Venezuela ha esortato il governo a revocare le restrizioni locali sui social network. “Nelle prossime ore e nei prossimi giorni, l’accesso tempestivo a informazioni affidabili e a canali di comunicazione sarà essenziale per la protezione della vita, della sicurezza e del benessere della popolazione”, ha affermato la missione Onu in una dichiarazione. Stamattina moltissime persone in Venezuela e all’estero hanno faticato a contattare i propri familiari a seguito delle due fortissime scosse di terremoto che hanno colpito il Paese. Le famiglie hanno iniziato ad affiggere volantini con le foto dei propri cari scomparsi, mentre altri hanno condiviso elenchi di nomi scritti a mano alla ricerca di chi è ancora disperso. Nell’agosto del 2024 l’allora presidente venezuelano Nicolás Maduro ordinò il blocco di X nel tentativo di fermare lo scambio di informazioni tra coloro che respingevano la sua rivendicazione di vittoria alle elezioni presidenziali di luglio.

Appello Rodriguez ad aziende: "Servono macchinari per macerie e soccorsi"
La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, a gennaio 2026 (foto AP/Ariana Cubillos)

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha fatto appello alle imprese affinché mettano a disposizione macchinari pesanti da cantiere per le operazioni di soccorso a seguito delle due scosse di terremoto che hanno colpito il Paese, aggiungendo che squadre di ricerca e soccorso certificate dalle Nazioni Unite sono in viaggio verso il Venezuela. Nel centro di Caracas centinaia di persone hanno trascorso la notte nei parchi, nei parcheggi e in altri spazi aperti. Le autorità hanno sconsigliato di tornare nelle abitazioni che presentano danni strutturali. In alcune zone della capitale sono mancate l’elettricità e la copertura di rete dei cellulari, e i terremoti hanno danneggiato e portato alla chiusura l’aeroporto internazionale Simón Bolívar, il principale scalo del Paese.

Crosetto: "Massima disponibilità mezzi e personale per soccorsi"
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto durante l’informativa alla Camera (Foto di Mauro Scrobogna / LaPresse)

“Il Ministro Guido Crosetto ha garantito la massima disponibilità all’impiego di mezzi e personale militare per portare aiuto e assistenza alla popolazione colpita. Disposto immediato impiego velivolo Aeronautica Militare unitamente a personale militare specialista per trasporto unità soccorso di vigili del fuoco e operatori dei Servizi Sanitari Regionali”. Così il ministero della Difesa su X.“Seguo con grande attenzione l’evolversi dell’emergenza causata dal gravissimo terremoto che ha colpito il Venezuela. Esprimo la mia vicinanza alla popolazione e il più sentito cordoglio per le vittime di questa immane tragedia. La Difesa italiana, in coordinamento con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento Protezione Civile, è al fianco delle comunità venezuelane coinvolte dal sisma, contribuendo alle attività di assistenza e supporto con uomini, mezzi e capacità operative messi a disposizione per fronteggiare l’emergenza. Rivolgo il mio ringraziamento a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione”, ha dichiarato il Ministro Guido Crosetto. 

Rubio: "Nostra risposta sarà imponente, rapida ed efficace"

“La nostra risposta sarà a livello di tutto il governo”, “sarà imponente, rapida ed efficace”. Lo ha detto il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, parlando dal Bahrain a proposito del terremoto in Venezuela, dopo che qualche ora fa aveva annunciato l’invio immediato da parte dgeli Usa di “squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e aiuti umanitari in Venezuela”. Rubio ha precisato che una delle piste dell’aeroporto internazionale di Caracas ha subito delle crepe a causa del terremoto, il che rende difficile l’atterraggio degli aerei. Delcy Rodriguez, che è diventata presidente ad interim dopo che il suo predecessore Nicolas Maduro è stato catturato in un’operazione militare Usa e portato negli Stati Uniti per essere processato, ha ringraziato il presidente Usa Donald Trump. In un post pubblicato in seguito su X ha dichiarato di aver parlato al telefono con Rubio, senza però fornire ulteriori dettagli. Ha inoltre espresso la propria gratitudine ai leader di vari Paesi che hanno inviato messaggi di sostegno e offerte di aiuto. 

Ue: "Pronti ad attivare meccanismo protezione civile se ci sarà richiesta"

L’Unione europea “è in contatto con le autorità” del Venezuela “ed è pronta a sostenere gli sforzi di risposta alle emergenze, mentre sta già collaborando con i partner per valutare le necessità umanitarie urgenti man mano che saranno disponibili ulteriori informazioni”. È quanto si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas, e dei commissari Ue Jozef Síkela e Hadja Lahbib sui devastanti terremoti in Venezuela. “L’Ue è pronta a mobilitare assistenza attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Unione europea, qualora dovesse pervenire una richiesta”, prosegue la dichiarazione, aggiungendo che “nel frattempo, per sostenere la risposta, il sistema satellitare Copernicus è stato attivato in modalità di mappatura di emergenza”. “Rimaniamo in stretta comunicazione con i nostri partner umanitari e siamo pronti a fornire tutto il supporto operativo necessario”, viene ribadito. “L’Unione europea porge le proprie condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime dei devastanti terremoti che hanno colpito il Venezuela. In questo momento difficile, l’Unione europea esprime la propria solidarietà al popolo venezuelano e a tutti coloro che sono impegnati nelle operazioni di soccorso e assistenza”, si legge ancora. I rappresentanti Ue evidenziano inoltre che “questi terremoti si verificano in un momento in cui milioni di venezuelani continuano ad affrontare gravi necessità umanitarie”. 

Presidente vescovi venezuelani: "Gravi danni a chiese e seminario La Guaira"

Il terremoto che ha colpito il Venezuela oltre a numerose vittime ha provocato “anche diverse strutture religiose hanno subito danni, in particolare gli edifici più antichi. Si registrano danni a templi, case parrocchiali e al seminario di La Guaira”. Lo dice al Sir da Caracas monsignor Jesús Andoni Gonzalez de Zarate Salas, arcivescovo di Valencia e presidente della Conferenza episcopale venezuelana. “Con il passare delle ore si sta delineando un quadro più chiaro della situazione: si contano vittime rimaste sotto le strutture crollate e numerosi feriti assistiti dalle autorità competenti”, dice ancora il presidente dei vescovi venezuelani.

Media, segnalate 10mila persone disperse

Almeno 10mila persone risultano disperse in Venezuela a seguito del doppio terremoto che ha colpito il Paese, secondo un sito web creato per rintracciare i cittadini di cui non si hanno notizie. Lo riferisce Sky News spiegando che il sito web è stato condiviso online, su piattaforme come X, da esponenti dell’opposizione venezuelana.

Notte di paura a Caracas, cittadini in strada per timore di nuove scosse

“È stata una lunga notte”, “dopo le scosse di ieri sera verso le 18, ne abbiamo sentita un’altra all’1 di magnitudo superiore a 4. La gente è scesa in strada. Molti, in particolare nei quartieri di Los Palos Grandes e San Bernardino, hanno passato la notte fuori con la paura di nuove scosse”. Lo dice a LaPresse Carlos Villino, presidente del Comitato degli italiani all’estero (Comites) di Caracas, parlando dalla capitale venezuelana.
Tutta la notte si è scavato tra le macerie per recuperare sopravvissuti e corpi delle vittime, ora, alle 8 del mattino, le strade di Caracas sono vuote, racconta Villino. Questo perché la presidente a interim Delcy Rodriguez ha chiuso le scuole e ha disposto che vengano svolti solo i lavori imprescindibili per l’emergenza.

“La gente a Caracas è molto spaventata”, afferma Giorgio Gruber, presidente di Fedeciv, Federazione sportiva dei club italo-venezuelani, parlando con LaPresse. Gruber si trova a Maracaibo, in un edificio antisismico, per cui le scosse le ha avvertite meno rispetto ad altri residenti. “Per molti l’impatto è stato diverso, le persone sono scese in strada e sono rimaste negli spazi aperti”, racconta. Nella notte Gruber si è messo in contatto con tutti i suoi cari, che si trovano in diverse zone del Venezuela: “Grazie a Dio stanno tutti bene”, ma “alcuni sono ancora spaventati”. Oggi si sarebbe dovuto recare a Ciudad Guayana, ma ha cancellato il viaggio, “i voli”, ricorda Gruber, “sono sospesi”.

Presidente Comites Caracas: al lavoro per rintracciare italiani

“Siamo al lavoro per avere notizie dei connazionali” nelle aree colpite dal terremoto in Venezuela, “al momento non ho informazioni di italiani” tra vittime e feriti. Lo dice a LaPresse Carlos Villino, presidente del Comitato degli italiani all’estero (Comites) di Caracas, parlando dalla capitale venezuelana. Villino non nasconde la preoccupazione per un suo amico che si trova a La Guaira, di cui al momento non si hanno notizie.

Aida Yespica: "Mia famiglia sta bene ma in ansia per tanti amici e nostro popolo"

“E’ terribile per tutti noi venezuelani in questo momento, preghiamo per la nostra gente. La mia famiglia in Venezuela l’ho sentita questa mattina: stanno bene per fortuna. Ma ho ancora degli amici che non sono riuscita a sentire e contattare e sono tanto preoccupata, è davvero dura”. Lo ha detto Aida Yespica, modella, showgirl e attrice venezuelana, a LaPresse, dopo il gravissimo terremoto che ha colpito il Venezuela.”Siamo stati felici in Venezuela quando hanno catturato Nicolas Maduro, avevamo una speranza. E ora questa tragedia. La nostra gente ha bisogno dell’aiuto di tutti e sono fiduciosa che gli altri Paesi ci sosterranno”, dice la showgirl.Yespica si è trasferita in Italia agli inizi degli anni Duenila e ha poi lavorato in programmi come Lucignolo e Chiambretti Night, ad alcune fiction e al cinepanettone del 2007 Natale in crociera, e diventa concorrente sia de L’Isola dei famosi, sia del Grande Fratello Vip, arrivando in finale. Yespica aveva dichiarato subito dopo la cattura di Maduro “noi venezuelani siamo tutti felicissimi per la fine della dittatura, solo chi ha vissuto nel mio Paese può capire le sofferenze che ha dovuto sopportare il popolo venezuelano e cosa significa vivere 25 anni sotto una dittatura comunista”, ricordando le esperienze della madre e dei fratelli che vivono in Venezuela. 

Merz: "La Germania fornirà il proprio aiuto"

“Le notizie sul terribile terremoto in Venezuela ci colpiscono profondamente. La Germania è al fianco del Venezuela e fornirà il proprio aiuto. I nostri pensieri vanno alle vittime e a coloro che hanno perso tutto ciò che possedevano. Auguro ai feriti forza e una pronta guarigione”. Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. 

Rodriguez: "Almeno 164 morti e 971 feriti per terremoto"

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha aggiornato il bilancio delle vittime del doppio potente terremoto che ha colpito il Paese, riferendo che ci sono almeno 164 morti e 971 feriti. Precedentemente la stessa Rodriguez aveva riferito di almeno 32 morti e 700 feriti. I terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5, sono fra i più forti che abbiano colpito il Venezuela da oltre un secolo e sono stati avvertiti in tutta la regione. In alcune località anche in zone lontane, come l’Amazzonia brasiliana, a circa 1.700 chilometri dalla capitale venezuelana Caracas, sono stati evacuati gli edifici.

Protezione civile Germania: "Preallertata Unità intervento rapido"

L’Agenzia federale per il soccorso tecnico della Germania (Thw), la Protezione civile tedesca, ha preallertato la propria Unità di intervento rapido per operazioni di soccorso internazionale, in vista di un’eventuale operazione di assistenza in Venezuela a seguito del violento terremoto che ha colpito il Paese. Lo ha detto a LaPresse un portavoce della Thw. “La Thw al momento non è impegnata in operazioni di soccorso. L’Agenzia sta monitorando la situazione e ha preallertato la sua Unità di intervento rapido per operazioni di soccorso internazionale (Seeb)”, ha spiegato il portavoce, aggiungendo che “l’equipaggiamento della Seeba è attualmente in fase di preparazione per l’impiego. Oltre alle capacità della Seeba, la Thw potrebbe anche impiegare la sua Unità di intervento rapido per operazioni di soccorso marittimo internazionale (Seewa) o fornire aiuti umanitari, qualora venisse presentata una richiesta di assistenza”. “La Thw sta inoltre valutando quali altre opzioni di intervento potrebbe offrire, qualora si presentasse una richiesta di assistenza”, ha sottolineato il portavoce.

Edmundo Gonzalez denuncia: "Poche informazioni su conseguenze terremoto"

Edmundo Gonzalez, leader dell’opposizione venezuelana in esilio, ha denunciato in diversi post su X il “blocco” e la “poca informazione sulle conseguenze dei terremoti” che hanno colpito il Venezuela. “Quello che è certo è che non abbiamo la capacità di risposta che il Venezuela merita”, ha scritto Gonzalez, affermando che “le squadre di soccorso, il sistema sanitario e le infrastrutture di comunicazione si presentano di fronte a questa tragedia in condizioni di grave degrado”. “Lo abbiamo già detto in precedenza. Ora è sotto gli occhi di tutto il mondo. Il Venezuela avrà bisogno di sostegno internazionale. E ne avrà bisogno perché il proprio Stato l’ha abbandonato”, ha scritto ancora. “I venezuelani all’estero non possono sapere se le loro famiglie stanno bene. Quelli che sono in patria non comprendono la portata di quanto è accaduto. L’incertezza si trasforma in un ulteriore strato di angoscia, e non si tratta di un semplice malfunzionamento della rete: è il blocco sistematico e prolungato delle informazioni che i venezuelani stanno subendo”, ha denunciato.

 

Sanchez: "Tutto il mio sostegno dopo devastante terremoto"

“Tutto il mio sostegno e quello della Spagna al popolo venezuelano dopo i devastanti terremoti di questa notte. I nostri pensieri vanno alle vittime e alle loro famiglie”. Lo ha scritto su X il premier spagnolo Pedro Sanchez dopo le forti scosse che hanno colpito il Venezuela causando oltre 30 vittime.

Reali Spagna: "Solidarietà e affetto di fronte a questa tragedia"

I reali di Spagna, Felipe VI e Letizia hanno espresso tutto il loro sostegno al popolo venezuelano “di fronte alla tragedia causata dai due terremoti che hanno colpito il Paese”. “Desideriamo esprimere la nostra solidarietà, il nostro affetto e forza a tutti i feriti e alle comunità che hanno subito questa catastrofe. Siamo vicini nel dolore alle famiglie delle vittime”, hanno aggiunto come riporta in un tweet la Casa reale spagnola.

 

Save the Children valuta la situazione sul campo, bambini fra i più vulnerabili

“Save the Children sta valutando la situazione sul campo e lavorando con il proprio staff e i partner locali per comprendere i bisogni più urgenti e supportare le famiglie colpite il più rapidamente possibile”. Lo riferisce Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela, a proposito del forte doppio terremoto che ha colpito il Paese nelle scorse ore.
Save the Children lavora nelle aree colpite insieme ai partner locali e sta valutando i bisogni più urgenti. In diverse città sono state effettuate evacuazioni preventive e molte famiglie, con i loro bambini, si sono spostate in aree aperte mentre continuano le scosse di assestamento. “I bambini sono tra i più vulnerabili dopo questi terremoti. Alcuni hanno perso le loro case e le scosse di assestamento continuano, generando ulteriore paura e aumentando il rischio di nuovi danni e vittime”, ha dichiarato Andraca. “Anche se servirà tempo per comprendere pienamente l’entità della distruzione, sappiamo da esperienze passate che i bambini avranno bisogno con urgenza di accesso a riparo, cibo, acqua e assistenza sanitaria. Nel caos potrebbero essere stati separati dalle loro famiglie ed essere esposti a rischi di sfruttamento e abusi”, ha aggiunto.
I soccorritori sono impegnati in una corsa contro il tempo per trovare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie di edifici crollati dopo che due violenti terremoti hanno colpito l’area a ovest della capitale Caracas, costringendo bambini e famiglie ad abbandonare le proprie abitazioni, ha dichiarato Save the Children. Le due scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno interrotto comunicazioni ed energia elettrica in diverse zone, rendendo difficile valutare con precisione l’entità dei danni e il numero delle vittime. I terremoti sono avvenuti nelle ore serali, quando molte persone stavano rientrando a casa, aumentando il rischio che numerosi individui siano rimasti intrappolati sotto edifici crollati.

La Russa: "Sincera preoccupazione, cordoglio e vicinanza Senato"

“Ho appreso con sincera preoccupazione della forte scossa di terremoto che ha devastato il Venezuela. Alle autorità locali, al popolo venezuelano e alla grande comunità italiana rivolgo il cordoglio e la vicinanza mia personale e del Senato della Repubblica”. Lo dichiara il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa.

Von der Leyen: "Solidarietà ai venezuelani, siamo con voi"

“Esprimiamo la nostra solidarietà a tutti i venezuelani dopo i devastanti terremoti di stanotte. Il mio pensiero va in particolare alle vittime e ai loro familiari. Siamo con voi”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, in un post pubblicato in lingua spagnola.

 

Macron: "Sostegno e solidarietà al popolo venezuelano"

“I miei pensieri e il mio sostegno al popolo venezuelano dopo il terremoto che ha colpito il Paese. Esprimo tutta la mia solidarietà alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che sono impegnati sul campo”. Lo scrive su X il presidente francese, Emmanuel Macron.

Tajani: "Al momento non abbiamo conoscenza di vittime italiane"

In Venezuela “c’è un’enorme comunità italiana, sono circa 120mila, molti anche con doppio passaporto. Naturalmente ho parlato stamane dall’alba con il nostro ambasciatore a Caracas, il quale mi ha dato tutte le informazioni utili in suo possesso. Per ora non abbiamo conoscenza di vittime italiane, però con decine e decine di edifici crollati il rischio che qualcuno sia rimasto intrappolato sicuramente c’è. Stiamo lavorando con ambasciata, consolati e Unità di crisi del ministero degli Esteri e alle autorità venezuelane ho dato la disponibilità dell’Italia a fare ciò che può essere utile”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando in collegamento telefonico a Sky Tg24. “Quelli che sono registrati con la nostra Unità di crisi, con il sistema Viaggiare sicuri, sono stati tutti contattati, al momento non ci sono vittime, però, ripeto, con numeri così alti non sappiamo molto di più”, ha precisato Tajani, riferendo che “la nostra ambasciata già sta accogliendo alcune famiglie che non possono rientrare a casa perché hanno la casa distrutta”. “Seguiamo minuto per minuto, naturalmente informando il presidente del Consiglio”, ha concluso Tajani, che ha ribadito le valutazioni anche in collegamento con l’edizione delle 8.30 del Tg2.

 

Tajani: "Tantissimi italiani in Venezuela, stiamo verificando"

“Stiamo controllando e verificando perché sono circa 120mila quelli che hanno anche il doppio passaporto, sono tantissimi. Quelli che erano registrati con le nostre app, con il sistema Viaggiare sicuri, sono senza problemi, li abbiamo contattati. Qualcuno non può rientrare in casa, come sapete l’aeroporto non è operativo, quindi chi vuole anche rientrare in Italia in questo momento non lo può fare”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a RaiNews24. Tajani ha aggiunto di avere parlato con la presidente ad interim venezuelana Delcy Rodriguez e con il ministro degli Esteri, “per esprimere la solidarietà dell’Italia ma anche per informare delle opportunità che offre l’Ue con il suo sistema di protezione civile, oltre che per rimanere in contatto per avere informazioni da parte delle autorità venezuelane sugli italiani eventualmente coinvolti, perché ci sono decine e decine e decine di palazzi crollati, quindi speriamo che non ci siano italiani, ma fra i tanti nostri connazionali anche con doppio passaporto potrebbe esserci qualcuno rimasto intrappolato”. “La nostra unità di crisi è operativa da questa notte, siamo operativi e cerchiamo di dare tutto il sostegno possibile, anche alle famiglie di italiani che hanno parenti in Venezuela”, ha detto ancora il titolare della Farnesina.

Salvini: "Vicinanza a popolo, pensiero a vittime"

“Le notizie che arrivano dal Venezuela destano grande preoccupazione. Vicinanza al popolo venezuelano colpito dal terremoto. Un pensiero alle vittime, ai feriti e alla numerosa comunità italiana presente nel Paese”. Così su X il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, sul potente sisma che ha colpito il Venezuela.

 

Rodriguez sente Rubio: "Grazie per solidarietà in momento complesso"

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha parlato al telefono con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio. Lo ha riferito lei stessa in un post su X, senza fornire dettagli sul contenuto del loro colloquio ma rilanciando il post in cui lo stesso Rubio aveva annunciato che il suo dipartimento sta provvedendo all’invio immediato in Venezuela di “squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria”. “Ho avuto una conversazione telefonica con il segretario di Stato degli Stati Uniti d’America, Marco Rubio, il quale ha espresso la sua solidarietà e il suo sostegno al popolo venezuelano in questi momenti difficili per la nostra nazione. Ringraziamo per questa manifestazione di solidarietà nei confronti del Venezuela in un momento così complesso, segnato dall’impatto della catastrofe naturale che ha colpito diverse regioni del territorio nazionale”, ha scritto Rodriguez.

Corina Machado manda forza a venezuelani, appello a solidarietà internazionale

La leader dell’opposizione venezuelana María Corina Machado, in esilio dopo aver lasciato il Venezuela a dicembre, ha pubblicato un post su X per rivolgere le sue preghiere e augurare forza ai venezuelani a seguito del fortissimo doppio terremoto che ha colpito il Paese. “Che la forza, la serenità e la solidarietà prevalgano fra noi di fronte a questo momento difficile”, ha affermato su X. “Alle migliaia di venezuelani che in questo momento si trovano per le strade di Caracas, Vargas, Aragua, Carabobo, Yaracuy, Lara e in altri stati del nostro Paese, costretti ad abbandonare tutto a causa del crollo o dei danni strutturali delle loro abitazioni: inviamo loro tutta la nostra forza, la nostra fede e le nostre preghiere. Condividiamo il dolore di chi vive la terribile angoscia di avere persone care disperse. Lanciamo un appello urgente alla solidarietà e alla mobilitazione di tutti i venezuelani, dentro e fuori dai nostri confini, e della comunità internazionale. Vi chiediamo di seguire con attenzione i nostri canali social per sapere come convogliare il sostegno in modo efficace”, ha scritto Rodriguez. “L’emergenza è critica, il dolore è infinito; ogni ora è preziosa”, ha concluso.

 

Maduro chiede unità, solidarietà e azione dopo terremoto

“Di fronte al potente terremoto che ha colpito la nostra Patria, le nostre preghiere vanno alle famiglie venezuelane colpite. In questo momento difficile, l’appello è all’unità nazionale, alla serenità e all’amore. Il nostro cuore è con tutto il Venezuela”. È quanto si legge sull’account X di Nicolas Maduro, deposto da presidente del Venezuela in un blitz condotto dagli Stati Uniti il 3 gennaio scorso, in cui è stato arrestato. “Amato popolo del Venezuela: di fronte al potente terremoto che ha colpito la nostra Patria, Cilia ed io eleviamo le nostre preghiere per ogni famiglia colpita, per i feriti, per chi soffre e per tutto il nostro popolo. Oggi la parola d’ordine è una sola: massima unità, massima solidarietà e massima azione. Che nessuno rimanga solo, che ogni comunità si prenda cura dei propri bambini, dei propri anziani, dei propri malati, e che tutti noi affianchiamo il lavoro delle squadre di soccorso, della PNB (la polizia ndr.), della FANB (l’esercito ndr.), della protezione civile, dei medici, dei vigili del fuoco, dei lavoratori e dei volontari”, si legge nella dichiarazione, che viene firmata come ‘presidente costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela’. “In questo momento difficile invochiamo l’unità nazionale, la serenità e l’amore concreto: aiutare, proteggere, condividere, risollevare e ricostruire. Il Venezuela ha affrontato grandi prove e anche da questa ne usciremo più forti, con fede, disciplina e solidarietà. Il nostro cuore e le nostre preghiere sono con voi. Che Dio benedica e protegga il Venezuela!”, conclude quello che viene intitolato ‘Messaggio di solidarietà al popolo del Venezuela’.

Danni a ospedale Tucacas, a 200 chilometri da Caracas

La tv di Stato del Venezuela ha riferito che un ospedale della città di Tucacas, circa 200 chilometri a nord-ovest di Caracas, ha subìto danni per il doppio terremoto di alcune ore fa e ha mostrato immagini di decine di persone in abbigliamento medico davanti all’edificio.

Tv di Stato: 3 bambini estratti vivi da macerie a La Guaira

L’emittente statale venezuelana VTV ha trasmesso delle immagini di tre bambini, ricoperti di polvere ma vivi, mentre venivano estratti dalle macerie nella città di La Guaira, duramente colpita dal disastro. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, ha dichiarato che lo Stato di La Guaira è una “zona di disastro”, l’area più duramente colpita dal doppio terremoto registrato nel Paese nella notte italiana.

Il ministro dell’Interno del Venezuela, Diosdado Cabello, ha affermato che il terremoto è stato avvertito in diversi Stati del Paese e ha chiesto agli automobilisti di dare la precedenza alle ambulanze e agli altri mezzi di emergenza. “Comprendiamo che alcune persone possano essere disperate, ma stiamo agendo secondo i protocolli per attivare gli aiuti e le operazioni di soccorso a favore di chi ne ha più bisogno”, ha detto Cabello, esortando la popolazione a rimanere all’aperto poiché le scosse di assestamento potrebbero danneggiare ulteriormente le strutture. “Prestate molta attenzione ai bambini e agli anziani. Chiamatevi a vicenda e verificate che nessuno sia rimasto ferito”, ha detto Cabello.

Meloni: "Profonda apprensione, al lavoro per assistenza a connazionali"

“Nel seguire con profonda apprensione le conseguenze del violento terremoto che ha colpito il Venezuela, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esprime a nome del Governo la più sentita solidarietà e vicinanza alle autorità venezuelane e alla popolazione”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi dopo la doppia scossa di terremoto in Venezuela. “La Presidenza del Consiglio è in continuo contatto con il Ministero degli Affari Esteri e la Protezione Civile per attivare tempestivamente ogni canale di aiuto umanitario e di assistenza ai nostri connazionali”, si legge ancora.

Rodriguez: "Scuole chiuse per diversi giorni, alcune saranno adibite a rifugio"

In Venezuela le lezioni scolastiche saranno sospese per diversi giorni, a seguito del fortissimo doppio terremoto che ha colpito il Paese. Lo ha annunciato la presidente ad interim, Delcy Rodriguez. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato che alcune scuole saranno usate come rifugi e centri di raccolta delle donazioni. “Esortiamo la nostra popolazione a mantenere la calma”, ha affermato Rodríguez, che ha chiesto agli operatori sanitari di recarsi negli ospedali per assistere i feriti. “Esortiamo all’unità”, ha aggiunto.

Le scosse avvertite anche in Brasile e Colombia, allarmi tsunami

Secondo quanto riportato da tv Globo, sono stati evacuati edifici a Manaus, Belém e Macapà, nell’Amazzonia brasiliana. Le scosse sono state avvertite anche nelle regioni caraibiche e nord-orientali della Colombia, ma non sono stati segnalati danni o feriti. Il Centro di allerta tsunami del Pacifico degli Stati Uniti ha emesso diversi allarmi tsunami a seguito dei terremoti, che sono poi stati rapidamente revocati. I forti terremoti sono rari in Venezuela. Sebbene il Paese si trovi in prossimità di diverse faglie, la sua posizione a cavallo tra la placca sudamericana e quella caraibica rende i terremoti molto meno frequenti rispetto ad altre parti dell’America Latina. “È iniziato in modo leggero, poi è aumentato gradualmente e, alla fine, abbiamo dovuto tutti lasciare le nostre case, uscire e radunarci”, ha detto Hector Ricci, residente a Caracas. Roberto Gamas, un altro abitante di Caracas, ha raccontato che l’edificio in cui si trovava “tremava davvero da una parte all’altra. Irreale. La forza era incredibilmente potente”, ha detto. Durante i terremoti la gente ha evacuato gli edifici che oscillavano a Caracas; molti erano visibilmente scioccati nel vedere muri crollati che lasciavano i mobili visibili dalla strada. Si potevano vedere colonne di polvere in due quartieri della capitale, solitamente animati da ristoranti e altre attività commerciali. La gente è rimasta per le strade per ore, alcuni seduti per terra ad abbracciare i propri animali domestici mentre la polvere si accumulava intorno a loro. Edifici crollati, pali della luce abbattuti e detriti bloccavano le strade. In alcune zone della capitale sono venuti a mancare l’elettricità e la rete dei cellulari. La mancanza di segnale cellulare in alcune zone del Venezuela ha aggravato l’angoscia di molte famiglie, in particolare di quelle tra gli oltre 7,7 milioni di persone che hanno lasciato il Paese durante la sua crisi prolungata.

Offerta aiuto da molti Paesi, soccorritori da Qatar, Messico, El Salvador

A seguito del forte doppio terremoto che ha colpito il Venezuela, i governi di diversi Paesi hanno offerto il proprio aiuto: dagli Usa all’Argentina, passando per Bolivia, Brasile, Cile, Ecuador, El Salvador, Messico, Panama e Uruguay, oltre che Italia, Qatar, India. Rodríguez ha dichiarato che il Qatar ha già inviato soccorritori, il cui arrivo in Venezuela è previsto per domani, insieme a personale di soccorso proveniente dal Messico e da El Salvador. Il presidente di El Salvador Nayib Bukele, un tempo diametralmente opposto al governo venezuelano, ha dichiarato in un post su X mercoledì sera di aver offerto aiuti. “Vi inviamo tutta la nostra solidarietà e le nostre preghiere. Siate forti, Venezuela”, ha scritto Bukele.
Il presidente ecuadoriano Daniel Noboa ha dichiarato di aver ordinato la consegna immediata di aiuti umanitari per contribuire a rispondere all’emergenza. Il presidente boliviano Rodrigo Paz, che meno di una settimana fa ha dichiarato lo stato di emergenza nel suo paese a seguito di settimane di proteste antigovernative, ha affermato che il suo Paese è pronto a fornire tutta l’assistenza necessaria. L’amministrazione del presidente brasiliano Luiz Inacio da Silva ha espresso solidarietà e ha dichiarato che nessun brasiliano ha segnalato di essere rimasto ferito.

Rodriguez ringrazia Italia per offerta sostegno e solidarietà

“Ho ricevuto una telefonata dal ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana, Antonio Tajani, che ha espresso la solidarietà del Governo italiano e la sua vicinanza al popolo venezuelano. Ringrazio il Governo italiano e la prima ministra Giorgia Meloni per la disponibilità manifestata a offrire sostegno in questo momento di difficoltà. Apprezziamo queste espressioni di vicinanza e solidarietà nei confronti del Venezuela”. Lo scrive su X la presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, dopo il violento terremoto che ha colpito il Paese nella notte italiana, con una doppia scossa di magnitudo 7.2 e 7.5.

 

L'epicentro circa 168 chilometri a ovest di Caracas, crollate decine di edifici

I terremoti, di magnitudo 7.2 e 7.5, si sono verificati poco dopo le 18 ora locale di mercoledì, nella notte in Italia. L’Istituto geologico Usa aveva inizialmente indicato che il primo terremoto aveva una magnitudo di 7.1, per poi rivederla a 7.2. L’epicentro è stato individuato a ovest di Morón, sulla costa caraibica del Paese, circa 168 chilometri a ovest di Caracas, a una profondità di 22 chilometri. Per quanto riguarda la seconda scossa, invece, l’epicentro è stato individuato 16 chilometri a sudovest di Moron, a 10 chilometri di profondità. In un discorso alla nazione tenuto nella tarda serata locale, Rodriguez ha affermato che le scosse hanno causato danni in diversi Stati. Il bilancio delle vittime non include lo Stato di La Guaira, che la presidente ad interim ha definito una “zona di disastro” e l’area più duramente colpita. “Lì, circa 30 chilometri a nord di Caracas, sono crollati decine di edifici e stiamo attualmente conducendo intense operazioni di soccorso per salvare vite umane”, ha affermato Rodriguez. Le aree interessate si estendono fino all’Amazzonia brasiliana, a circa 1.700 chilometri dalla capitale Caracas. I terremoti hanno danneggiato e costretto alla chiusura l’aeroporto internazionale Simón Bolívar vicino a Caracas, che è il principale aeroporto del Paese, e a Caracas sono stati sospesi i servizi della metropolitana e della fornitura di gas naturale. Rodriguez ha esortato i venezuelani a segnalare eventuali danni tramite un’app governativa.

Rubio: "Gli Usa mandano immediatamente squadre di ricerca e aiuti medici"

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha annunciato che il suo dipartimento sta provvedendo all’invio immediato in Venezuela di “squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria”. L’annuncio è stato dato in un post su X. “Gli Stati Uniti porgono le più sentite condoglianze al popolo venezuelano a seguito dei devastanti terremoti. I nostri cuori sono vicini a tutti coloro che hanno perso i propri cari, ai feriti e ai coraggiosi soccorritori che lavorano instancabilmente per far fronte alle conseguenze del disastro. L’America è al fianco del popolo venezuelano in questo momento difficile e, su indicazione del presidente Trump, il Dipartimento di Stato sta inviando immediatamente in Venezuela squadre di ricerca e soccorso, risorse mediche e assistenza umanitaria”, ha dichiarato Rubio.

 

Rodriguez ha ringraziato Trump per sostegno dopo terremoto

La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez ha detto che nelle prossime ore arriveranno soccorritori da altri Paesi per fornire aiuto dopo il potente r terremoto che ha colpito il Paese e ha ringraziato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per il suo sostegno. Lo riporta Sky News.

Trump: "Pronti a fornire aiuto a Paese colpito da terremoto"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dichiarato sul suo social che l’ amministrazione statunitense è “pronta, disponibile e in grado di fornire aiuto” al Venezuela colpito da un potente terremoto. Trump afferma che il terremoto con una doppia potente scossa di cui la più forte è stata di magnitudo 7.5, “hanno causato un numero devastante di vittime”
Donald Trump ha pubblicato un messaggio riguardo ai “due forti terremoti”, definendoli eventi di “enorme portata” che “hanno causato un numero devastante di vittime”.

Rodriguez: "La Guaira zona più colpita, dichiarata emergenza nazionale"

Nei terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 verificatisi in Venezuela poco dopo le 18 locali il bilancio di almeno 32 vittime e 700 feriti è destinato ad aumentare. Lo ha detto la presidente ad interim Delcy Rodríguez.
In un discorso alla nazione tenuto nella tarda serata di mercoledì, Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, riferendo che i sismi hanno causato danni in diversi Stati. I dati sulle vittime diffusi nelle prime ore di giovedì non includevano lo stato di La Guaira, definito da Rodríguez una “zona disastrata” e l’area più duramente colpita.

“Lì, a circa 30 chilometri a nord di Caracas, sono crollati decine di edifici e stiamo conducendo intense operazioni di soccorso per salvare vite umane”, ha affermato.

Tajani parla con Rodriguez: "Italia ed Europa vicini"

“Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez. Tajani ha espresso alla presidente il cordoglio dell’Italia per le vittime già accertate del terremoto che ha colpito il paese”. Così una nota della Farnesina.
“Siamo vicini al popolo del Venezuela. La presidente mi ha informato del fatto che La Guaira è lo stato più colpito del paese, ma ci sarebbero morti in altre città e villaggi. L’Italia e l’Europa aiuteranno il Venezuela: ho detto alla presidente che il Governo italiano valuterà il tipo di sostegno immediato che si puo’ offrire e che sosterrà con l’Unione europea la richiesta di attivare il meccanismo di Protezione civile”. “In Venezuela sono presenti migliaia di cittadini che hanno anche passaporto italiano, la presidente Rodriguez ha confermato a Tajani che il Governo italiano verrà informato delle loro condizioni”, aggiunge la nota.

Tajani: "Solidarietà al Paese, unità di crisi operativa"

“Seguo con attenzione l’evoluzione della situazione dopo il violento terremoto che ha colpito il Venezuela. Esprimo la mia solidarietà alla Presidente ad interim Delcy Rodriguez e la vicinanza dell’Italia al popolo venezuelano in questo momento così difficile. L’Unità di Crisi della Farnesina e il personale dell’Ambasciata d’Italia e del Consolato Generale a Caracas sono pienamente operativi per verificare le condizioni di sicurezza dei connazionali e prestare ogni necessaria assistenza. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e delle vittime prodotte dal sisma, siamo pronti a prestare supporto e chiederemo alla UE di attivare il “meccanismo di protezione civile” per coordinare e finanziare interventi di emergenza”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, su X.

 

Tajani parla con l'ambasciatore: "Verificare situazione italiani"

“Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato con l’Ambasciatore d’Italia a Caracas Giovanni De Vito ed è stato informato degli effetti del potente terremoto che ha colpito il Venezuela. Mentre è ancora in corso una valutazione dei danni e del numero delle vittime, Tajani ha chiesto all’Ambasciata di verificare in particolare la situazione degli italiani, aggiungendo che “l’Italia è pronta a prestare assistenza e chiederemo alla Ue di attivare il “Meccanismo di Protezione Civile Ue” che coordina e finanzia interventi di emergenza in situazioni del genere”. Così una nota della Farnesina.

Almeno 3 morti in periferia Caracas

Almeno tre persone sono morte nella periferia di Caracas nel violento terremoto che ha colpito il Venezuela. “Purtroppo, segnaliamo la morte di tre cittadini in seguito al crollo di due strutture a Las Minas”, ha dichiarato su X il sindaco di Baruta, comune alla periferia di Caracas, Darwin Gonzalez.

© Riproduzione Riservata