Nuovo passo sulla gestione dei migranti in Europa, dopo che mercoledì è arrivato l’ok del Parlamento Ue al regolamento sui rimpatri, salutato dalla premier, Giorgia Meloni, come una “svolta storica frutto del lavoro dell’Italia”. Dunque adesso sulla politica migratoria “dobbiamo dimostrare risultati concreti che facciano davvero la differenza per i nostri cittadini e procedere al più presto con soluzioni basate su Paesi terzi“. È quanto si legge in una lettera inviata al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e ai membri del Consiglio europeo, su iniziativa della premier danese Mette Frederiksen e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, firmata in totale da 19 capi di Stato e di governo. Sul tavolo vari dossier, tra cui l’Ucraina.
La lettera al Consiglio e alla Commissione Ue
La lettera sottolinea la necessità di procedere rapidamente, sfruttando appieno il nuovo quadro giuridico europeo e implementando nuove soluzioni basate in Paesi terzi per garantire una gestione più equa ed efficace della sfida migratoria. “Dobbiamo sfruttare appieno – viene sottolineato – le nuove opportunità ed essere pronti ad affrontare efficacemente gli ostacoli rimanenti per garantire che le nuove soluzioni diventino realtà. Riteniamo che questo sia il modo più efficace per smantellare i modelli di business dei trafficanti di migranti, eliminare gli incentivi alla migrazione irregolare verso l’Europa e garantire il rimpatrio di coloro che non hanno diritto di soggiorno in Europa. Nel rispetto del diritto dell’Ue e delle convenzioni internazionali e in stretta collaborazione con i Paesi terzi”.
Alcune iniziative “sono già operative, come la cooperazione tra Italia e Albania. Altri Paesi stanno ora lavorando per implementare le nuove opportunità, inclusi gli hub in paesi terzi. Ci impegneremo personalmente per garantire che le nostre visioni si concretizzino. Incoraggiamo gli Stati membri disposti a perseguire tali soluzioni e a collaborare con potenziali partner”, viene sottolineato.
A firmare la missiva oltre a Frederiksen e Meloni, Christian Stocker, Cancelliere dell’Austria; Bart De Wever, Primo ministro del Belgio; Rumen Radev, Primo ministro della Bulgaria; Nikos Christodoulides, Presidente di Cipro; Andrej BabiÜ, Primo ministro della Repubblica Ceca; Kristen Michal, Primo ministro dell’Estonia; Kyriakos Mitsotakis, Primo ministro della Grecia; Péter Magyar, Primo ministro dell’Ungheria; Andris Kulbergs, Primo ministro della Lettonia; Gitanas Nauseda, Presidente della Lituania; Robert Abela, Primo ministro di Malta; Rob Jetten, Primo ministro dei Paesi Bassi; Donald Tusk, Primo ministro della Polonia; Nicusor Dan, Presidente della Romania; Robert Fico, Primo ministro della Slovacchia; Janez JanÜa, Primo ministro della Slovenia; Ulf Kristersson, Primo ministro della Svezia.
Meloni a riunione con 13 Paesi: “Applicare subito regolamento rimpatri”
A margine del Consiglio europeo, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, insieme alla premier danese, Mette Frederiksen, e al premier olandese, Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare alla gestione del fenomeno migratorio. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi. Meloni ha sottolineato la necessità di passare rapidamente dalla definizione delle nuove regole alla loro concreta attuazione, a partire dal regolamento rimpatri. Richiamando la lettera congiunta inviata il giorno precedente insieme a Frederiksen ed altri 17 capi di Stato e di governo Ue, la presidente del Consiglio ha evidenziato l’importanza di avviare rapidamente progetti pilota concreti e replicabili. A tale riguardo, la discussione tra i leader ha fatto emergere l’interesse a valutare anche ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi. Insieme a Italia, Danimarca, Paesi Bassi e Commissione europea, hanno preso parte all’incontro Austria, Belgio, Bulgaria, Germania, Grecia, Polonia, Malta, Repubblica Ceca, Slovenia, Svezia e Ungheria. La leader dell’Esecutivo europeo Ursula von der Leyen ha illustrato i principali filoni di lavoro della Commissione in ambito migratorio, soffermandosi in particolare sulle possibili conseguenze migratorie derivanti dall’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle iniziative necessarie per garantire una risposta europea efficace e tempestiva. Nel corso della riunione, a quanto riferito, è stato espresso apprezzamento per i risultati conseguiti negli ultimi mesi, tra cui l’istituzione della lista europea dei Paesi sicuri di origine, l’introduzione del nuovo concetto di Paese terzo sicuro, l’adozione della dichiarazione di Chisinau sulla migrazione, l’accordo politico sul nuovo Regolamento Rimpatri e, più recentemente, l’inserimento di un riferimento al sostegno finanziario dell’Unione per le soluzioni innovative in materia migratoria nell’ambito dei negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.
Macron: “Non sostengo hub rimpatri, non funzionano davvero”
“La Francia non sostiene la politica degli hub di rimpatrio nei Paesi terzi“, dice il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. “Siamo favorevoli – aggiunge – a una politica di rimpatrio più efficace. Ma innanzitutto, non ho mai visto un centro di rimpatrio in un paese terzo funzionare davvero. Negli ultimi anni, ho sentito molte persone parlare di questa possibilità o di stipulare accordi in tal senso. E vi esorto a riflettere su cosa ciò comporti. Significa che le persone che non vogliono tornare nel loro paese d’origine, o che non si riesce a far tornare nel loro paese d’origine, saranno inviate in un paese terzo, magari in cambio di denaro”, “non sono sicura che rappresentino la nostra Europa. Non sono sicuro che questi siano i principi fondamentali su cui è stata costruita la nostra Europa”.
Fonti, non scontro Meloni-Sanchez sui migranti ma discussione
A quanto si apprende a Bruxelles, nel corso della giornata di ieri di vertice europeo non ci sarebbe stato uno scontro sulla migrazione tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier spagnolo Pedro Sanchez, come riportato da alcuni media. Secondo fonti diplomatiche spagnole, si sarebbe trattato di una “discussione”, nella quale i leader si sono limitati a esprimere le proprie posizioni. In particolare, Sanchez ha illustrato la politica migratoria spagnola e i risvolti nel Paese. Ieri, al termine della riunione informale degli Stati ‘Amici della Coesione’, i due avevano avuto un bilaterale che si era svolto in un’atmosfera “cordiale” e “positiva”. A questo confronto è poi seguita la discussione sulla migrazione alla riunione.
In conclusioni leader anche riduzione dei prezzi dell’energia
Il Consiglio europeo ricorda la necessità di accelerare i lavori per la riduzione dei prezzi dell’energia, sulla transizione pulita e sulla decarbonizzazione, tenendo conto della neutralità tecnologica, e sul rafforzamento della nostra resilienza. Il Consiglio europeo prende atto dell’intenzione della Commissione di presentare entro la metà di luglio 2026 una proposta concreta sulla revisione del sistema Ets, comprese le quote gratuite, in linea con la lettera del suo presidente del marzo 2026, e, al contempo, di presentare una proposta separata per affrontare le preoccupazioni espresse da alcuni settori industriali in merito ai parametri di riferimento dell’Ets, preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets nella transizione climatica ed energetica. E’ quanto si legge nelle conclusioni sulla competitività e le sfide economiche globali del vertice dei leader Ue.
Ucraina, von der Leyen: “Prima o poi Russia dovrà sedersi a tavolo negoziati”
“Noi, come Unione europea, siamo al fianco dell’Ucraina. E prima o poi la Russia dovrà sedersi al tavolo dei negoziati, soprattutto attraverso la pressione delle nostre sanzioni. E quando arriverà quel momento, avremo bisogno di un messaggio europeo unitario al presidente Putin”. Lo dice la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo.
Ucraina, Macron: “Europei non sono mediatori, devono essere al tavolo”
“Gli europei non sono dei mediatori”, “noi siamo al fianco dell’Ucraina. Stiamo fornendo aiuti e supporto e abbiamo sanzionato la Russia”. Lo dice il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo. Il capo dell’Eliseo sottolinea che “il giorno in cui inizieranno i negoziati, gli europei devono essere al tavolo”, rimarca.
Ucraina: Costa: “Stiamo avviando un canale comunicazione con Mosca”
“Abbiamo avuto un’ottima discussione, molto utile per chiarire alcuni malintesi. Innanzitutto, l’Unione europea non è, e non intende essere, un mediatore. L’Unione europea è dalla parte dell’Ucraina. Siamo stati al fianco dell’Ucraina durante la guerra e lo saremo anche dopo. In secondo luogo, purtroppo è chiaro che non abbiamo segnali credibili da parte della Russia che indichino la volontà di impegnarsi in negoziati seri al momento. Il mio ufficio si sta adoperando per stabilire un canale diplomatico, perché non possiamo dipendere esclusivamente dall’interpretazione dei messaggi russi da parte di altri, e dobbiamo essere in grado di trasmettere direttamente alla Russia i nostri messaggi”. Lo dice il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in conferenza stampa al termine del vertice dei leader Ue. “In terzo luogo, per essere chiari, non vedo alcuna contraddizione o competizione tra i diversi attori e formati. Sono complementari. Solo l’Ucraina può negoziare per conto proprio. Certamente, la coalizione dei volenterosi e i suoi leader dovranno avere un ruolo per quanto riguarda le garanzie di sicurezza. Ma per quanto riguarda gli interessi dell’Unione europea, questi dovranno essere difesi dalle istituzioni dell’Unione europea in conformità con i trattati”, aggiunge

