Iran, Trump al G7: “Leggerò il memorandum in conferenza stampa”. Gli Usa avrebbero respinto richiesta Israele di vedere accordo – La diretta

Iran, Trump al G7: “Leggerò il memorandum in conferenza stampa”. Gli Usa avrebbero respinto richiesta Israele di vedere accordo – La diretta
Donald Trump insieme a Benjamin Netanyahu durante la conferenza stampa a Mar-a-Lago del 29 dicembre 2025 (Foto AP/Alex Brandon)

Il tycoon: “In Libano Netanyahu deve essere più responsabile”

Le firme ci sono, o almeno quelle digitali, all’accordo che pone fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti: sono quelle di Donald Trump, JD Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Per la firma fisica tra le due delegazioni bisognerà aspettare invece venerdì 19 marzo, quando il vicepresidente Usa JD Vance siglerà a Ginevra l’intesa con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e Ghalibaf, sotto la supervisione del Pakistan, principale mediatore. La missione prevista nello Stretto di Hormuz, come spiegato al G7 di Evian dal presidente francese Emmanuel Macron, è una iniziativa portata avanti da Francia e Regno Unito ma “ci sono diverse nazioni presenti”, tra cui anche “gli italiani. 

Guerra in Iran, le notizie di martedì 16 ottobre
Le firme ci sono, o almeno quelle digitali, all’accordo che pone fine alla guerra tra Iran e Stati Uniti: sono quelle di Donald Trump, JD Vance e Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Per la firma fisica tra le due delegazioni bisognerà aspettare invece venerdì 19 marzo, quando il vicepresidente Usa JD Vance siglerà a Ginevra l’intesa con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e Ghalibaf, sotto la supervisione del Pakistan, principale mediatore
Inizio diretta: 16/06/26 07:34
Fine diretta: 16/06/26 23:59
L'Iran a Israele, ferma risposta se continuano attacchi in Libano

Il quartier generale centrale Khatam al-Anbiya del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche avverte Israele che “se non cesserà la sua aggressione nel sud” del Libano, “dovrà prepararsi a una risposta ferma e decisiva da parte delle formidabili forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran”. Lo riposta l’agenzia iraniana Irna. Secondo Khatam al-Anbiya, l’esercito israeliano “ha violato il cessate il fuoco nel Libano meridionale 84 volte negli ultimi due giorni, nonostante il presidente degli Stati Uniti abbia affermato che la guerra è finita, e continua a perpetrare atrocità contro la popolazione indifesa del Libano”. 

Merz: "Disponibili su Hormuz ma non ancora presa decisione"

Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha ribadito la disponibilità della Germania a partecipare a una missione militare internazionale per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, ha precisato che non sono ancora state soddisfatte tutte le condizioni necessarie per un eventuale impiego delle forze armate tedesche. Intervenendo a margine del vertice del G7 a Évian, in Francia, Merz ha sottolineato che restano aperte diverse questioni, in particolare sul piano giuridico. Il cancelliere non ha chiarito se ritenga indispensabile un mandato delle Nazioni Unite per autorizzare l’operazione. “Siamo pronti, ma non abbiamo ancora preso una decisione”, ha dichiarato, riferendosi a un possibile dispiegamento della Bundeswehr all’estero. Già a metà aprile, Merz aveva annunciato la disponibilità della Germania a contribuire alla sicurezza della rotta marittima in caso di cessazione delle ostilità, mettendo a disposizione una nave cacciamine e un’unità di supporto logistico. Entrambe le imbarcazioni si trovano attualmente nel Mediterraneo orientale e potrebbero essere impiegate rapidamente qualora venisse definito il quadro operativo della missione.

Papa: "Spero memorandum sia fine della guerra"

“Accordo Usa-Iran? Chiedere la pace sempre, chiedere sempre il negoziato. Grazie a Dio pare che ci sia questo memorandum, sembra che firmeranno ufficialmente venerdì: ci saranno diversi punti da stabilire, ma è sempre meglio che si possa fare col dialogo. Mi auguro che sia una soluzione alla guerra, che la guerra sia finita. Dobbiamo andare avanti per il bene di tutti, eliminare le armi nucleari, cercare il bene di tutti i popoli e risolvere i problemi economici e sociali” che la guerra ha generato”. Così Papa Leone XIV parlando con i giornalisti uscendo da Castel Gandolfo.

Al-Arabiya pubblica copia del memorandum Usa-Teheran

Al-Arabiya riferisce di avere ottenuto una copia dell’accordo in 14 punti fra Usa e Iran che dovrebbe essere firmato venerdì in Svizzera. Secondo il testo riportato dall’emittente, l’intesa prevede “la cessazione immediata e permanente delle ostilità su tutti i fronti, compreso il Libano” e l’impegno delle parti a “negoziare e raggiungere un accordo definitivo entro un periodo massimo di 60 giorni, prorogabile di comune accordo”. Oltre all’impegno a “rispettare la reciproca sovranità e integrità territoriale”, si legge che gli Usa “revocheranno il blocco navale” consentendo il ripristino del traffico “alla sua piena capacità entro un massimo di 30 giorni” e si impegnano “a ritirare le proprie forze dalle aree circostanti entro 30 giorni dalla firma dell’accordo definitivo”. Dall’altra parte, a proposito dello Stretto di Hormuz, il testo pubblicato da Al-Arabiya recita che l’Iran alla firma del memorandum d’intesa “adotterà immediatamente misure per garantire che la circolazione delle navi mercantili dal Golfo Persico al Mar di Oman e viceversa riprenda entro 30 giorni ai livelli prebellici, tenendo conto della necessità che l’Iran rimuova gli ostacoli tecnici e neutralizzi le mine”. Il punto 6, inoltre, prevede l’impegno degli Usa, “insieme ai propri partner regionali, a elaborare un piano globale concordato da entrambe le parti per la ricostruzione e lo sviluppo economico della Repubblica Islamica dell’Iran, garantendo al contempo un finanziamento di almeno 300 miliardi di dollari”. E a seguire gli Usa si impegnano a “porre fine, secondo un calendario da concordare nell’ambito dell’accordo definitivo, a tutti i tipi di sanzioni attualmente in vigore” nei confronti di Teheran. Nel punto 8 l’Iran “ribadisce che non produrrà mai armi nucleari” e si legge che Usa e Teheran “hanno concordato che la questione del materiale arricchito e quella di tutte le altre questioni relative al settore nucleare concordate di comune accordo, comprese le esigenze nucleari dell’Iran, saranno adeguatamente affrontate in un accordo definitivo”. Sempre secondo il testo pubblicato da Al-Arabiya, nell’accordo si afferma che Iran e Usa “in attesa di un accordo definitivo, manterranno lo status quo: l’Iran manterrà lo status quo sul proprio programma nucleare e gli Stati Uniti non imporranno nuove sanzioni all’Iran né rafforzeranno le proprie forze nella regione”. Gli Usa si impegnerebbero inoltre a garantire che, dopo la firma del memorandum e fino alla revoca delle saznioni, “il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti rilasci deroghe per le esportazioni di petrolio greggio iraniano, prodotti petrolchimici e loro derivati, nonché per tutti i servizi correlati, compresi quelli bancari, assicurativi, di trasporto e simili” e Washington si impegnerebbe a garantire anche che “alla luce dei progressi dei negoziati verso un accordo definitivo, i fondi e i beni congelati o soggetti a restrizioni della Repubblica Islamica dell’Iran saranno sbloccati e resi pienamente disponibili”. Infine gli ultimi 3 punti del testo sono più organizzativi: il 12 prevede che “sarà istituito un meccanismo di attuazione per supervisionare la corretta attuazione dell’Accordo Definitivo e il futuro impegno nei suoi confronti”; il 13 che dopo la firma del memorandum Iran e Usa avvieranno i negoziati per un accordo definitivo; e il punto 13 prevede che l’accordo definitivo dovrà poi essere “approvato mediante una risoluzione vincolante del Consiglio di sicurezza dell’Onu”. 

Libano, Tajani: "Hezbollah non deve provocare ma Israele non può bombardare Beirut"

“Continuiamo a lavorare perché si possa arrivare a un accordo e riaprire lo Stretto di Hormuz. Credo che l’impegno americano sia importante anche nei confronti di Israele. Poi ci sarà la questione Libano da affrontare. Certamente Hezbollah non deve fare provocazioni, ma Israele non può pensare di bombardare Beirut, questo assolutamente no”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del III Festival dell’Umano Tutto Intero. 

Wsj: "Con accordo Teheran potrà vendere petrolio immediatamente"

L’accordo fra Usa e Iran consentirà a Teheran di vendere il petrolio immediatamente. Lo riporta in esclusiva il Wall Street Journal (Wsj), citando fonti vicine all’accordo, sottolineando che consentendo a Teheran di iniziare immediatamente a vendere petrolio gli Usa offrono all’Iran un incentivo finanziario immediato per allentare il conflitto. Il giornale precisa che, secondo le fonti, la disposizione relativa alla revoca delle sanzioni sulle vendite di petrolio entrerà in vigore immediatamente dopo la firma dell’accordo e aggiunge che l’intesa prevede inoltre la sospensione delle sanzioni bancarie e sui trasporti per agevolare le transazioni, con un immediato vantaggio finanziario. 

Spagna aderisce a dichiarazione Gb-Francia-Italia-Germania su accordo pace

La Spagna di Pedro Sanchez ha aderito alla dichiarazione congiunta di Regno Unito, Francia, Germania e Italia, noto come gruppo E4, sull’accordo di pace tra Usa e Iran. “La Spagna condivide pienamente i principi e il contenuto della dichiarazione, in particolare la difesa della diplomazia e del dialogo come unica via d’uscita da questa crisi e per affrontare tutte le questioni che destabilizzano la regione, nonché la garanzia della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, come stabilito dal diritto internazionale”, spiega la Moncloa. La Spagna “accoglie con favore l’accordo e sta lavorando attivamente con i suoi partner per raggiungere la pace e la stabilità. Pertanto, invita tutte le parti ad attuare pienamente l’accordo e a porre fine al conflitto, che ha ripercussioni globali e un costo elevato per l’Europa”, sottolinea Madrid. Il governo spagnolo pone infine l’accento sulla necessità di rispettare il cessate il fuoco in Libano e ribadisce il suo “sostegno alla stabilità, alla sovranità e all’integrità territoriale” del Paese.

Libano, due morti e un ferito in raid Israele nel sud

È di almeno 2 morti e un ferito in Libano il bilancio di diversi raid israeliani condotti con droni nel sud del Paese oggi pomeriggio. Lo riporta L’Orient-Le Jour, precisando che i morti sono stati registrati a Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh. precedentemente aveva riferito di diversi attacchi israeliani che avevano colpito Nabatieh el-Faouqa, Kfar Tebnit e le alture di Ali al-Taher nella regione di Nabatieh, nel sud del Libano. “Si tratta del bombardamento più intenso dall’annuncio dell’accordo fra Stati Uniti e Iran domenica sera”, scrive il giornale. I bombardamenti hanno provocato diversi incendi nei boschi di Ali al-Taher.

Hezbollah: "In colloqui con Usa Teheran chiederà ritiro Israele da Libano"

Hezbollah ha ricevuto rassicurazioni dall’Iran che Teheran chiederà un ritiro totale delle truppe di Israele dal sud del Libano nella prossima fase dei colloqui con gli Usa. Lo ha fatto sapere lo stesso gruppo libanese, citato da Al-Jazeera. 

Usa hanno respinto richiesta Israele di vedere accordo con Teheran

Israele ha chiesto agli Stati Uniti di visionare il memorandum d’intesa con l’Iran, ma la richiesta è stata respinta. Lo riporta l’emittente israeliana Channel 12, sottolineando che Israele non conosce dunque ancora tutti i dettagli dell’accordo che dovrebbe essere firmato venerdì in Svizzera. Il presidente Usa Donald Trump ha promesso che leggerà “il documento parola per parola” nel corso di una conferenza stampa. Non ha però specificato quando l’accordo verrà reso pubblico integralmente.

Accordo con Usa sarà firmato venerdì a Bürgenstock

L’accordo tra Stati Uniti e Iran volto a porre fine alla guerra sarà firmato venerdì a Bürgenstock, vicino a Lucerna. Lo ha annunciato il Dipartimento federale degli affari esteri della Svizzera. Secondo quanto riferito da funzionari del ministero degli Esteri svizzero, la sede è stata proposta dai mediatori di Pakistan e Qatar, insieme a Stati Uniti e Iran. Il ministero ha affermato di essere in stretto contatto con i quattro Paesi in merito alla firma del memorandum d’intesa.

Trump: "Invierò accordo al Congresso"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che invierà l’accordo con l’Iran al Congresso per una revisione. “L’idea mi piace, per favore inviatela al Congresso”, ha detto Trump, durante un incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, a margine del G7 a Evian, in Francia. “Insomma, chi non la approverebbe?”, ha aggiunto. 

Trump: "Terrò una conferenza stampa in cui leggerò memorandum"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il testo del memorandum d’intesa raggiunto con l’Iran sarà reso pubblico a un certo punto in una sede ufficiale. “Non solo lo pubblicherò, ma probabilmente terrò una conferenza stampa e lo leggerò… parola per parola, in modo che la stampa lo riporti accuratamente”, ha detto Trump durante un’incontro con il presidente degli Emirati Arabi Uniti a margine del G7 a Evian, in Francia, “è un documento molto importante”.

Von der Leyen: "Garantire libertà navigazione Hormuz senza restrizioni"

– “Sessione sul Medio Oriente con i partner regionali. Innanzitutto, dobbiamo garantire il pieno ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, senza restrizioni. In secondo luogo, gli eventi nello Stretto hanno evidenziato vulnerabilità che dobbiamo affrontare. Dovremmo collaborare per individuare rotte di approvvigionamento alternative e nuovi corridoi, come l’Imec. Con una migliore connettività, possiamo trasformare le vulnerabilità in opportunità”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen che partecipa al G7 di Evian. “Abbiamo discusso anche del Libano. Perché un Medio Oriente stabile e pacifico richiede un Libano stabile e pacifico”, aggiunge. 

G7, scambio di battute tra Meloni e Trump prima del pranzo sul Medio Oriente

Prima dell’inizio del pranzo di lavoro sul tema ‘Affrontare le crisi e garantire la stabilità in Medio Oriente’ al G7 di Evian, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scambiato alcune battute con il presidente statunitense Donald Trump. Dalle immagini fornite da palazzo Chigi, si vede la premier avvicinarsi al tycoon già impegnato a conversare con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Al trio si aggiunge quindi anche il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Poco prima Meloni aveva salutato lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati arabi uniti, e il premier canadese Mark Carney. Il pranzo, a cui hanno preso parte oltre ai leader del G7 anche i presidenti di Egitto (al-Sisi), Eau (bin Zayed) e Qatar (Al Thani) è terminato dopo poco più di un’ora e mezzo. Prevista adesso nell’agenda del summit la foto di famiglia. 

Qatar: "Cautamente ottimisti su sicurezza regione dopo intesa con Usa"

“Siamo cautamente ottimisti sul fatto che la firma del memorandum d’intesa porterà alla prossima fase della sicurezza regionale attraverso i colloqui che si terranno sul programma nucleare e su altre questioni”. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, come riporta Al Arabiya. 

Teheran: "Revoca del blocco navale Usa verso di noi iniziata ed in fase operativa"

“La revoca del blocco navale (Usa, ndr) contro l’Iran è iniziata ed è entrata nella fase operativa”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano, Majid Takht-Ravanchi, citato dall’agenzia di stampa iraniana Isna.

G7, al via a Evian pranzo lavoro incentrato su stabilità in Medio Oriente

Al via al G7 di Evian il pranzo di lavoro sul tema ‘Affrontare le crisi e garantire la stabilità in Medio Oriente’. Al tavolo, insieme ai leader del G7, anche i presidenti di Egitto (Abdel Fattah al-Sisi), Emirati Arabi Initi (Mohammed bin Zayed Al Nahyan) e Qatar (Tamim bin Hamad Al Thani).

Trump: "Si scatenerà l'inferno se Teheran si doterà di arma nucleare"

“Si scatenerà l’inferno” sull’Iran se la Repubblica islamica dovesse acquisire un’arma nucleare. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un incontro con l’emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia. “L’unica cosa che conta davvero per me è che l’Iran non abbia mai un’arma nucleare”, ha ribadito Trump. 

Trump: "Non mi sono mai preoccupato di un cambio di regime"

Durante un incontro con l’emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non essersi “mai preoccupato di un cambio di regime” in Iran, sottolineando di “non credere nel cambio di regime, non funziona mai”. “Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l’ultimo”, ha aggiunto, “anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate”. 

Trump: "Seconda fase negoziati sarà più semplice"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’accordo annunciato con l’Iran “dovrebbe avere successo”. Parlando da Evian, in Francia, dove partecipa al vertice del G7, Trump ha affermato di aspettarsi che i negoziati per raggiungere la seconda fase dell’accordo “saranno in realtà più facili”.  “Si passa a una seconda fase, che credo sarà effettivamente più semplice”, ha detto Trump durante un incontro con l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.

Libano, Katz: "Non abbandoneremo zone sicurezza nonostante critiche"

 Alla cerimonia di posa della prima pietra per l’insediamento di Doran, sulle colline meridionali di Hebron, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affrontato la situazione dei combattimenti in Libano, alla luce dell’accordo tra Stati Uniti e Iran, affermando: “Non abbiamo intenzione di abbandonare le zone di sicurezza”. Ha aggiunto: “Ci saranno critiche internazionali per questo, ma non abbiamo intenzione di arrenderci”. Ha poi precisato: “In Libano, abbiamo raggiunto Beirut, ma non solo: stiamo sventando tunnel e distruggendo sistematicamente le infrastrutture terroristiche in tutti i villaggi vicino alla recinzione”. Lo riporta Ynet. 

Italia-Usa, fonti: "Chiarimento tra Meloni e Trump, importante unità dell’Occidente"

Tra Giorgia Meloni e Donald Trump c’è stato un “incontro di chiarimento”, senza “battute, né scherzi”. Lo riferiscono fonti diplomatiche italiane a margine del G7 in corso a Evian, spiegando che lo scambio di ieri sera, a margine della cena dei leader, è stata “una” delle occasioni, ma che ce ne saranno altre di qui alla fine del summit. Non ci sono stati focus su singoli aspetti, ma si è trattato di un “utile scambio”, nel corso del quale la premier ha ribadito al tycoon “quel principio di unità dell’Occidente che è assolutamente necessario in questo momento di grandi crisi internazionali”, principio chiarito “da entrambe le parti”. Nei momenti di pausa, forse già nel pomeriggio, “ci saranno occasioni di approfondire ulteriormente”. 

Al G7 von der Leyen si congratula con Trump: "Diplomazia porta risultati"

“A Évian, mi sono congratulata con il presidente degli Stati Uniti per l’accordo raggiunto con l’Iran.Siamo entrambi d’accordo sul fatto che debba significare la fine definitiva del programma nucleare iraniano. Lo Stretto riaprirà. I prezzi del petrolio stanno calando. Ed è così che la diplomazia porta risultati”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen postando una foto con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Libano, Trump: "Netanyahu deve essere più responsabile"

Il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu “deve essere più responsabile nei confronti del Libano”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un incontro con l’emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia. “Senza di me non esisterebbe Israele, perché nessun altro presidente era disposto a fare quello che ho fatto io”, ha affermato, aggiungendo che “da troppo tempo e che troppe persone vengono uccise”. “Non è necessario demolire un condominio ogni volta che si cerca qualcuno, perché in quei condomini vive molta gente, e non sono tutti membri di Hezbollah”, ha detto ancora Trump, “ho suggerito a Israele di lasciare che la Siria si occupi di Hezbollah perché, a essere sincero, penso che lo farebbero meglio”. 

Trump: "Non mi sono mai preoccupato di un cambio di regime in Iran"

 Durante un incontro con l’emiro del Qatar a margine del G7 a Evian, in Francia, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non essersi “mai preoccupato di un cambio di regime” in Iran, sottolineando di “non credere nel cambio di regime, non funziona mai”. “Ma supponiamo che ci sia un cambio di regime: il primo gruppo (di leader, ndr) è tutto morto, così come l’ultimo”, ha aggiunto, “anche una parte del terzo. Oggi negoziamo con persone molto razionali, forti e intelligenti. Non sono radicalizzate”.

Trump: "Seconda fase dei negoziati sarà più semplice"

 Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che l’accordo annunciato con l’Iran “dovrebbe avere successo”. Parlando da Evian, in Francia, dove partecipa al vertice del G7, Trump ha affermato di aspettarsi che i negoziati per raggiungere la seconda fase dell’accordo “saranno in realtà più facili”. “Si passa a una seconda fase, che credo sarà effettivamente più semplice”, ha detto Trump durante un incontro con l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.

Trump al G7: "Nessun investimento Usa in Iran, voce ridicola"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che gli Stati Uniti non investiranno “alcun denaro in Iran”, definendo tali affermazioni una “voce ridicola”. Parlando da Evian, in Francia, dove partecipa al vertice del G7, Trump ha descritto l’accordo raggiunto con l’Iran come “equo” e “buono”.

Teheran: "Vance e Ghalibaf a firma accordo in Svizzera"

 Il viceministro degli Esteri iraniano Majid Takht-Ravanchi ha affermato che il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf parteciperanno alla firma del memorandum d’intesa tra Teheran e Washington che si terrà venerdì a Ginevra, in Svizzera. Lo riporta Iran International. 

Germania, Procura generale: "Hamas pianificava attentato in Europa"

La Procura federale tedesca ritiene che Hamas stesse preparando un attentato concreto in Europa, secondo quanto emerso dalle indagini su una presunta rete di supporto logistico legata all’organizzazione palestinese. Durante la conferenza stampa annuale dell’ufficio del procuratore generale a Karlsruhe, il procuratore federale Jens Rommel ha rivelato che presso uno degli indagati è stato sequestrato un video di rivendicazione già pronto per la diffusione. Secondo gli investigatori, il materiale annunciava un attentato previsto in prossimità del secondo anniversario dell’attacco di Hamas contro Israele, avvenuto il 7 ottobre 2023, facendo quindi riferimento a un possibile attacco intorno al 7 ottobre 2025. Negli ultimi mesi la Procura federale ha disposto l’arresto di nove presunti sostenitori di Hamas. Gli indagati sono accusati di essere stati coinvolti, almeno dall’estate del 2025, nel trasporto e nello stoccaggio di armi e munizioni per conto dell’organizzazione. I primi tre arresti nell’ambito dell’inchiesta erano stati effettuati il 1° ottobre 2025, pochi giorni prima della ricorrenza dell’attacco in Israele. 

Araghchi: "In Svizzera dopo firma inizierà nuovo round di colloqui"

Un nuovo ciclo di negoziati tra Iran e Stati Uniti inizierà venerdì in Svizzera. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, come riporta Iran International. “Il punto importante che voglio sottolineare è che, a nostro avviso, le due parti di questo memorandum d’intesa sono, da una parte, gli Stati Uniti e Israele, e dall’altra, l’Iran e Hezbollah”, ha affermato. Araghchi ha aggiunto che i colloqui con gli Stati Uniti seguiranno un memorandum d’intesa di prima fase incentrato sulla fine della guerra, sullo Stretto di Hormuz, sul blocco marittimo e sulle questioni relative alla ricostruzione. La prossima fase dei negoziati durerà 60 giorni e si concentrerà sul programma nucleare iraniano e sull’allentamento delle sanzioni.

Berlino: "Per missione a Hormuz chiarezza su condizioni accordo"

 La Germania si dice disponibile a contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma soltanto dopo aver ottenuto piena chiarezza sui contenuti dell’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti e sulle condizioni operative di un eventuale intervento. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha affermato che una possibile partecipazione della Germania a operazioni di sminamento nell’area dipenderà da precise garanzie. “Dobbiamo sapere con certezza se le ostilità sono terminate e se tutte le parti coinvolte desiderano realmente il nostro intervento per rimuovere le mine”, ha dichiarato a Ard. Wadephul ha ribadito che Berlino è “in linea di principio” pronta a contribuire, anche attraverso missioni di sminamento, sottolineando che “lo Stretto di Hormuz deve restare aperto” per garantire la sicurezza della navigazione commerciale. Tuttavia, il ministro ha evidenziato come permangano forti incertezze sul contenuto dell’intesa raggiunta tra Washington e Teheran. “Non conosciamo ancora questa dichiarazione d’intenti. Dobbiamo prima leggerla e chiarire diversi aspetti”, ha spiegato. Il capo della diplomazia tedesca ha inoltre ricordato che un eventuale impiego militare nel Golfo Persico richiederebbe un mandato del Bundestag. Una discussione parlamentare sull’operazione sarebbe “responsabile” soltanto una volta chiarito il quadro politico e operativo. Nei giorni scorsi Germania, Francia, Regno Unito e Italia si erano dette disponibili a sostenere la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz attraverso una missione indipendente e a carattere esclusivamente difensivo, finalizzata a incoraggiare il traffico commerciale e supportare le operazioni di sminamento. 

Araghchi: "Occupazione Israele in sud Libano viola accordo"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi avrebbe dichiarato che la fine della guerra in Iran comporta la fine dell’occupazione israeliana del Libano e che il protrarsi dell’occupazione israeliana del Libano meridionale viola il memorandum d’intesa raggiunto tra gli Stati Uniti e l’Iran. La televisione di Stato iraniana ha riportato le parole di Araghchi, pronunciate durante un briefing con i diplomatici stranieri. Non ha mandato in onda le dichiarazioni, ma le ha riportate in una grafica sullo schermo. 

Vance: "Memorandum molto generico, di circa una pagina e mezza"

Il vicepresidente americano JD Vance ha descritto il memorandum d’intesa (MOU) tra Stati Uniti e Iran come un documento “di circa una pagina e mezza” e “molto generico”. “Su diverse questioni dovremo trovare una soluzione durante la fase di negoziazione tecnica, ma il protocollo d’intesa stabilisce un quadro di riferimento in base al quale gli iraniani trarranno vantaggio dall’accordo rispettando i propri obblighi”, ha affermato Vance alla Cnn, aggiungendo che il presidente Donald Trump potrebbe decidere di renderlo pubblico prima di venerdì, quando è attesa la firma in una cerimonia a Ginevra, in Svizzera. 

Axios: "Dubbi del direttore della Cia sulle intenzioni Iran sul nucleare"

Il direttore della Cia John Ratcliffe avrebbe riferito al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e ad altri alti funzionari che le prove raccolte dalle agenzie di intelligence statunitensi sollevano seri dubbi sulla volontà dell’Iran di fare le concessioni sul nucleare che Washington sta cercando di ottenere nell’accordo che pone fine alla guerra. Lo hanno rivelato ad Axios tre fonti a conoscenza di tali discussioni. Ratcliffe non è l’unico scettico nel team di Trump. In discussioni interne, sia il Segretario di Stato Marco Rubio che il Segretario alla Difesa Pete Hegseth hanno espresso preoccupazioni e sollevato dubbi sul memorandum d’intesa annunciato domenica, mentre il Vicepresidente Vance e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner lo hanno sostenuto, stando a due delle fonti. 

Trump: "Falsa la notizia che pagheremo a Teheran 300 milioni"

“L’Iran ha accettato di non dotarsi mai di armi nucleari! Inoltre, la notizia secondo cui gli Stati Uniti starebbero versando all’Iran 300 milioni di dollari è una fake news diffusa dai democratici!!!”. Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. 

Vance: "Trump potrebbe rendere pubblico accordo prima di venerdì"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe decidere di rendere pubblico il contenuto dell’accordo tra Washington e Teheran prima di venerdì. Lo ha dichiarato il vicepresidente statunitense JD Vance in un’intervista a Fox News, alla vigilia della prevista firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran.La cerimonia ufficiale è in programma venerdì a Ginevra e vedrà la partecipazione dello stesso Vance e del capo negoziatore iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf. Il testo dell’intesa non è stato ancora reso noto, ma funzionari della Casa Bianca hanno riferito che i dettagli completi dell’accordo saranno pubblicati nelle prossime 24-48 ore. 

Iran: Vance: "Vemorandum con Usa è documento generico"

 Il vicepresidente statunitense JD Vance ha affermato che il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è “un documento molto generico” e che i dettagli dell’accordo saranno definiti nel corso di ulteriori negoziati. “Il protocollo d’intesa è lungo circa una pagina e mezza, quindi è un documento molto generico”, ha dichiarato Vance a ‘The Lead’ con Jake Tapper della CNN. “Su diverse questioni, dovremo trovare una soluzione durante la fase di negoziazione tecnica”

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